LANCIO D’AGENZIA

Nella scorsa edizione di Jazz’About gli Snarky Puppy segnarono a Trento un successo travolgente, in un teatro che era andato esaurito già in prevendita. Era quindi inevitabile invitare quest’anno uno dei “satelliti” di questa galassia: uno dei più pregiati.

Giovedì 30 novembre sarà protagonista della rassegna promossa dal Centro Servizi Culturali S. Chiara uno degli alfieri principali di questo collettivo che ha saputo espandere i confini del jazz e della musica creata in collettivo, ovvero il tastierista Cory Henry, che tornerà a calcare i palcoscenici trentini, stavolta al Teatro SanbàPolis, col suo personalissimo progetto: Cory Henry & The Funk Apostles.

La ricetta è chiara: radunare attorno a sé alcuni dei migliori turnisti nella sua cerchia di amici e chiedere loro di immergersi nei mari del funk e del soul, con la licenza di trascolorare nel jazz o addirittura nel gospel.

Regola fissa, usare tutte le armi possibili per coinvolgere il pubblico. Non bastasse l’esaltante avventura con gli Snarky Puppy, il band leader ha dalla sua una lunga esperienza sul campo (ha lavorato, tra gli altri, con artisti del calibro di Aretha Franklin, Robert Glasper, Bruce Springsteen, P.Diddy) oltre soprattutto ad un’abilità assolutamente eccezionale nel saper managgiare uno strumento-simbolo come l’organo Hammond B-3.

Il risultato è davvero esaltante. Una esplosione di funk contaminato, a cui è davvero difficile resistere. Accanto a Cory Henry (tastiere e organo Hammond) saranno Nick Semrad (tastiere), Adam Agati (chitarra), Sharay Reed (basso), TaRon Lockett (batteria) e le vocalist Denise Stoudmire e Tiffany Stevenson.

Ma le eccellenze in questa serata del 30 novembre negli spazio del Teatro SanbàPolis non finiscono qui. Ad accompagnare i presenti nella notte più profonda fino alle ore piccole, ci sarà una vera e propria leggenda: Goldie.

Il dj e producer anglosassone è l’autore di uno dei dischi più importanti degli ultimi decenni, quel “Timeless” che ha presentato al mondo gli stilemi della musica drum’n’bass facendola uscire dall’underground e riempiendola di riferimenti colti, dal jazz all’ambient passando per una psichedelia di stampo quasi pinkfloydiano.

Tutto questo però è stato fatto mantenendo sempre un ferocissimo piglio urbano, innervato da ritmiche taglianti e frequenze basse cupe ed cavernose.

A distanza di oltre vent’anni l’album non ha perso nulla del suo fascino, ma soprattutto il carisma di Goldie è rimasto assolutamente intatto, passo dopo passo: radicale e privo di compromessi come musicista e discografico (l’etichetta-guida del genere, la Metalheadz, è una sua creatura), istrionico e debordante al momento di entrare in contatto, come personaggio a trecentosessanta gradi, nella cultura mainstream (con tanto di ruoli da attore in una degli episodi della saga di James Bond o svariate presenze televisive).

Giovedì 30 novembre i riflettori del Teatro SanbàPolis di Trento si accenderanno su Cory Henry & The Funk Apostles alle ore 21.00. A seguire la performance di Goldie.

Si è svolto ieri pomeriggio a Trento, presso il Commissariato del Governo, la prevista riunione per il tentativo di conciliazione tra Pat e organizzazioni sindacali della Medicina generale, dopo la proclamazione dello stato di agitazione del 4 novembre e successive giornate, da parte delle quattro organizzazioni sindacali dei medici di famiglia e delle guardie mediche di tutto il Trentino.

Alla presenza della dottoressa Anna Grazia Giannuzzi, Capo Gabinetto del Commissariato del Governo, la Provincia autonoma di Trento ha fatto qualche passo avanti, aprendo al dialogo con i nostri sindacati di categoria,(Cisl medici, Snami, Smi) ed è un fatto che apprezziamo, al di là del fatto che mai in passato si era arrivato a tanto.

Per sospendere la protesta che va diritta alla proclamazione dello sciopero generale di tutti e 370 i medici di medicina generale e i 108 della guardia medica dell’intero Trentino in piena stagione turistica invernale,abbiamo bisogno però di ben altro: di passi concreti, di cambiamenti effettivi.Soprattutto di lealtà nelle affermazioni che fin’ora nè Azienda nè Provincia hanno inteso onorare.

Quali? Tutti quelli di cui stiamo discutendo da oltre 36 mesi con l’appendice delle modifiche di questi ultimi sei mesi.

Dal percorso informatico per le ricette degli specialisti, all’attivazione di tutte le 25 Aft previste dall’accordo del 2013; dallo sblocco dei progetti fermi dal 2013 ad oggi con dieci milioni di euro che stanno andando in fumo, al tentativo di obbligarci ad un contratto a tempo determinato per i prossimi cinque anni che sostituirebbe il nostro accordo a tempo indeterminato previsto per Legge di Stato.

Emendamenti da effettuarsi dopo la firma di un contratto,tenendo presente chi si è rimangiato la parola data e firmata sulle zone carenti della vicenda Lavarone, non ne accetteremo più.

Intanto incassiamo il supporto dei nostri stessi pazienti, 450.000, in particolare i più bisognosi di assistenza che ci continuano a sostenere e ringraziare perché hanno capito che stiamo protestando anche per loro.

Soprattutto i malati cronici che necessitano di assistenza domiciliare, e che sono quelli che in questo momenti soffrono di più la situazione e la mancanza di servizi territoriali adeguati compresi quei progetti che lo Stato italiano ha dichiarato di voler fare in ogni regione e che invece il Trentino non sente il bisogno di mettere in pratica.

Quello che vogliamo far capire è che non stiamo per proclamare lo sciopero generale della categoria per un interesse personale ma per difendere il bene del paziente.

Motivo del contendere sono le promesse mancate da parte della Provincia autonoma di Trento in riferimento agli aumenti previsti dal contratto nazionale per la contrattazione secondaria e l’assenza di progetti precisi con cui gestire l’assistenza ai pazienti cronici.

Inoltre, con gli ospedali che diventavano ricoveri per le urgenze,come previsto dalla riorganizzazione aziendale, il territorio avrebbe dovuto trasformarsi e adattarsi alla gestione di malati cronici attraverso una serie di interventi che sono arrivati solo in minima parte e che riferiscono non tanto ai medici del territorio ma al comparto infermieristico dipendente ed agli specialisti dipendenti all’interno delle Strutture intermedie.

A questo punto vogliamo capire quale sia la politica della Provincia per l’assistenza sanitaria: ai pazienti serve un punto di riferimento che non può essere quello di disonorare continuamente i contratti firmati dalla Provincia con i sindacati della medicina generale.

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Dottor Nicola Paoli
Segretario generale Cisl medici del Trentino

La scomparsa di Valorz: il ricordo del presidente Ugo Rossi. ”Un uomo, un artista, un esempio di come l’amore per la propria terra possa essere la chiave per aprire una porta sul mondo”. Così il presidente della Provincia autonoma di Trento, Ugo Rossi, ricorda Paolo Valorz, scomparso a Parigi, città dove da tempo viveva, all’età di 86 anni.

“La sua esperienza – prosegue Rossi – frutto di un percorso intenso e ricco di incontri con molti fra i protagonisti dell’arte contemporanea, i suoi lavori, la sua ricerca, le esposizioni, tutto ciò che ha contribuito a ritagliare per lui un ruolo tanto autorevole meritano la nostra ammirazione e la nostra riconoscenza.

Il suo sincero attaccamento alla Val di Sole, dove è nato, e al Trentino tutto lo hanno reso un vero ambasciatore della nostra terra che, grazie alla sua mano, potrà vivere del fascino e dell’immortalità che solo l’arte autentica sanno dare”.

Ha scelto la formula della presentazione a più alta quota d’Italia – ai 2753 metri di altitudine del rinnovato rifugio Nuova Capanna Presena, sul noto ghiacciaio Presena sopra il Passo Tonale – Apt Val di Sole per aprire ufficialmente la sua stagione bianca con tanto di brindisi al Panorama 3000 Glacier, scenografico sky bar all’arrivo della cabinovia Presena.

Dal prossimo weekend oltre alla Skiarea Pontedilegno –Tonale, apriranno la Skiarea Folgarida-Marilleva e la Skiarea Pejo 3000.

In attesa delle nuove nevicate, l’inverno della Val di Sole nel Trentino nord occidentale prevede novità a fiocchi, nei suoi 270 km di piste e 97 impianti di risalita complessivi.

“Apt Val di Sole – spiega il Direttore generale Fabio Sacco – ha voluto organizzare una presentazione vera, dando l’opportunità a tanti giornalisti della stampa nazionale e locale di vivere la giornata tra sciate, panorami mozzafiato e buona cucina, quello che chiunque fino al 1 maggio 2018 può vivere andando a sciare al Passo Tonale”.

Sacco ha sottolineato in particolare la fondamentale sinergia tra le tre ski aree valligiane (Pontedilegno-Tonale, Folgarida-Marilleva e Pejo) tramite il biglietto unico Superskirama ed il nuovo sistema di mobilità/skibus con la realizzazione di un hub centrale di interscambio a Daolasa per le linee a servizio delle tre località.

Piste perfette grazie al sistema di innevamento programmato, un processo assolutamente naturale di creazione del fondamentale manto bianco tramite acqua ed aria. Michele Bertolini, Presidente del Consorzio Adamello Ski Pontedilegno-Tonale, ha ricordato in primo luogo il potenziamento del sistema di innevamento sia sul ghiacciaio Presena, sia sulle varie piste del Passo Tonale e della ski area di Ponte di Legno e Temù: “la priorità, compatibilmente con le condizioni atmosferiche, è quella di riuscire ad innevare ed aprire le piste nel minor tempo possibile ed in tale ottica va visto anche il nostro investimento futuro da 4 milioni di euro previsto per la realizzazione entro l’inverno 2018-2019 di un bacino da 120 mila metri cubi di acqua in località Valbiolo, nel versante trentino del Tonale”.

La lunga stagione bianca nella skiarea Pontedilegno-Tonale, iniziata ufficialmente con le prime discese sabato 11 novembre scorso sul ghiacciaio Presena, vivrà una spettacolare ouverture sabato 9 dicembre con il concerto nel cuore di Pontedilegno di Francesco Gabbani, vincitore dell’ultimo Festival di Sanremo.

Grandi lavori per l’innevamento e sistemazione piste anche a Pejo nel Parco Nazionale dello Stelvio, dove il via alle discese con gli sci sarà invece sabato 2 dicembre: Simone Pegolotti, Direttore commerciale di Pejo Funivie Spa, ha sottolineato la fine dei lavori per la realizzazione dell’impianto di innevamento in Valle della Mite, scenografica pista rossa con partenza dai 3000 metri di quota, 4 km di lunghezza e mille metri di dislivello.

Nel corso dell’inverno saranno poi ultimate in località Beverina, nei pressi della veloce seggiovia Saroden, due nuove e complete aree di grande divertimento per qualsiasi tipo di rider ed appassionati di sci a doppia punta. Da sottolineare poi che Pejo ospiterà dal 10 al 13 gennaio i prestigiosi Campionati Italiani di sci della Protezione Civile.

Importanti novità anche a Folgarida-Marilleva, cuore della Skiarea Campiglio Dolomiti di Brenta, la più grande del Trentino con ben 150 km di piste. Cristian Gasperi, Direttore generale di Funivie Folgarida Marilleva Spa, ha posto l’attenzione sui 12 milioni totali di investimento nel 2017 per l’ampliamento del sistema di innevamento e per la realizzazione della nuova seggiovia Malghette, che entrerà in funzione proprio il primo giorno della stagione sci previsto sabato 2 dicembre: una moderna seggiovia quadriposto ad agganciamento automatico, rivestita da “bubble” – bolle azzurre dal design innovativo – che in soli 4 minuti conduce al Monte Vigo, bellissimo punto panoramico a quota 2.179 m di fronte al fantastico scenario dello Dolomiti di Brenta. Da scoprire anche la rinnovata pista rossa Malghette, completamente ristrutturata e di collegamento “sci ai piedi” con il comprensorio di Madonna di Campiglio e Pinzolo.

Potenziate anche le webcam, sempre richiestissime soprattutto dopo le nevicate e triplicato anche il Family Park a Folgarida con animatori attivi tutto l’inverno per far divertire in tutta sicurezza sulla neve i piccoli nuovi e futuri sciatori.

“Ospitalia. Le nuove forme di ospitalità” in un convegno a Levico Terme. In programma il 1° e 2 dicembre prossimi con numerosi ospiti del settore, istituzioni del territorio e scuole alberghiere da tutta Italia.

Un importante momento di conoscenza, confronto e approfondimento, che vuole occuparsi dell’ospitalità a tutto tondo, come bene comune e valorizzazione dei territori: è questo e molto altro “Ospitalia”, un convegno che si terrà a Levico Terme il 1° e 2 dicembre prossimi, avvio di un progetto di più ampio respiro che si concretizzerà con altre iniziative nei prossimi mesi.

Articolato in momenti di riflessione culturale, presentazione di modelli d’impresa e attenzione al mondo della scuola e al ruolo della formazione, il convegno organizzato dall’Istituto di Formazione Professionale Alberghiero provinciale e dalla Apt Valsugana ospiterà numerosi esperti del settore, dirigenti scolastici da ogni regione italiana e vedrà la presenza di importanti figure istituzionali, come il presidente della Provincia autonoma di Trento Ugo Rossi, il sottosegretario del Miur Gabriele Toccafondi e gli assessori provinciali al turismo Michele Dallapiccola e alla coesione territoriale Carlo Daldoss.

Sport, Castellini (Agire): “Nelle Giudicarie si sostengano le associazione dei volontari.” Agire per il Trentino si schiera a favore delle associazioni sportive che sono presenti nella nostra valle. Stiamo parlando delle Valli Giudicarie, zona periferica, dove le limitazioni sono molte e trovare un passatempo per i nostri ragazzi risulta difficile in una realtà che offre distrazioni più o meno discutibili per i nostri giovani; è quindi doveroso un applauso verso queste società che si fanno carico di appassionare gli adolescenti verso un percorso sportivo, spesso anche impegnativo, ma sicuramente ricco di soddisfazioni.

Ne citiamo alcune da esempio, ma non vogliamo escluderne alcuna: A.s. CalcioChiese, associazione calcistica con sede a Storo che comprende corsi per bambini in tenera età fino ad arrivare alla squadra di eccellenza, con volontari che trasmettono l’amore per lo sport non solo in campo ma attraverso iniziative interessanti anche al di fuori di questo contesto; S.s. Condinese che parte con il girone “primi calci” fino a portare i ragazzi a livelli dilettantistici; Tennis Club Condino presente dagli anni ’80 che propone uno sport alternativo al calcio e che è riuscita ad attrarre molti aderenti organizzando mini corsi per bambini, per principianti, di perfezionamento, e tutti con personale specializzato; Associazione team Volley C8 che nel 2018 festeggerà 50 anni di attività, e che sotto l’attuale presidenza di Iginio Ferretti è riuscita in questi ultimi anni a coinvolgere sempre un maggior numero di ragazzi e ragazze fino ad arrivare ad avere sette squadre dove partecipano soggetti dai 10 ai 35 anni.

Queste sono società autotassate dove è richiesta una quota d’iscrizione utile a mantenere attive queste realtà. La nostra Giunta Provinciale dovrebbe esprimere una maggior sensibilità verso queste iniziative, non solo per agevolare le famiglie che in non rari casi hanno più di un figlio che si dedica a tali sport; e ci si chiede con quale criterio vengono tutt’ora erogati i contributi, visto che abbiamo assistito a “dilazioni” assurde verso società raccomandate e una poca considerazione verso altre. Non si potrebbe assumere una adeguata redistribuzione del denaro?

Auspichiamo che tale richiesta possa essere considerata per il bene dei nostri ragazzi affinché possano iniziare e continuare a dedicarsi allo sport in maniera sana e genuina e anche per tutti i volontari che con grande spirito di sacrificio possano ancora sostenere una gioventù che potrebbe perdersi per strada.

 

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Grazia Castellini

Coordinatrice per le Valli Giudicarie di Agire per il Trentino

Oggi l’incontro a Borgo Valsugana per illustrare l’assegno unico. Il vicepresidente Olivi:” Costruire una rete dell’inclusione sociale”.

Con il 1° gennaio 2018 diventa pienamente operativo l’Assegno Unico Provinciale, con l’obiettivo di rendere più universale, inclusivo ed equo il sistema del welfare trentino. Secondo le stime la misura interesserà circa 40.000 nuclei familiari e circa 180.000 persone fisiche. Per illustrare i contenuti di questa novità il vicepresidente e assessore allo sviluppo economico e lavoro Alessandro Olivi è stato oggi a Borgo Valsugana, ad un incontro pubblico presso la Comunità della Valsugana e Tesino.

“ Si tratta – ha sottolineato Olivi – di un unico strumento in cui convergono tutti quelli che in questi anni l’Autonomia ha saputo mettere in campo per rispondere alle diverse domande di sostegno. Stiamo andando sul territorio a presentarlo perché assieme dobbiamo costruire una vera e propria rete per l’inclusione sociale. Contrasto alla povertà, sostegno alla famiglia con particolare attenzione ai figli, disabilità sono gli ambiti principali di intervento dell’assegno unico”.

Il vicepresidente Olivi era accompagnato da Antonella Chiusole, dirigente dell’Agenzia del Lavoro, Gianfranco Zoppi, dirigente dell’Agenzia provinciale per l’assistenza e la previdenza integrativa e da Roberto Pallanch del Servizio Politiche sociali della Provincia. Dell’importanza di coordinare attività ed interventi ha parlato in apertura il presidente della Comunità Attilio Pedenzini.

L’assegno unico, è stato spiegato, si rivolge a tutti i cittadini e non a singole categorie, interessa anche quei nuclei che non sono in situazione di povertà ma che rischiano di entrarvi, spinge le persone ad attivarsi per uscire dalla condizione di bisogno.

“Gli obiettivi su cui la Giunta ha tarato questo strumento – ha aggiunto il vicepresidente Olivi – sono universalità, perché l’assegno unico interessa tutti coloro che sono in situazioni di bisogno, equità, per dare di più a chi ha più bisogno, efficacia, perché la misura incoraggia le persone a migliorare la loro posizione e ad uscire dalla condizione di bisogno, e anche semplificazione perché con un’unica domanda si danno più risposte e perché attraverso la profilazione degli utenti si orientano meglio gli interventi”.

L’appuntamento è stato organizzato, come gli altri previsti sul territorio provinciale (i prossimi sono a Riva del Garda il 4 dicembre, a Cavalese l’11 dicembre e a Cles l’11 gennaio) per discutere con la comunità e con gli amministratori locali sugli effetti di questo nuovo strumento. L’appuntamento di Borgo seguiva quello di Trento, con la sociologa Chiara Saraceno, e quello di Rovereto.

“Oltre ad individuare gli strumenti – ha detto Olivi – è fondamentale destinare le risorse e per questo abbiamo previsto per questa misura oltre 75 milioni di euro”.

Molto partecipato il dibattito, che è stato animato da numerose domande che hanno compreso temi generali e quesiti specifici su casi concreti.
“Siamo – ha concluso il vicepresidente Olivi – un avamposto in Italia e per rendere lo strumento ancora più efficace abbiamo bisogno di un monitoraggio che coinvolga anche gli attori sul territorio”.

Sono già 28 mila le domande raccolte; patronati e uffici periferici della Provincia sono pronti per accogliere gli utenti e fornire chiarimenti.

La violenza “antifascista” serpeggia in Italia. L’ultimo caso ha interessato l’ex Ministro Gianni Alemanno, circondato e aggredito verbalmente da un gruppo di facinorosi antifascisti in un autogrill a Roma.

Un episodio preoccupante, che non è altro che l’ennesimo atto di violenza compiuto da personaggi che predicano tanto certi valori, ma che poi, alla resa dei conti, per primi non li applicano al loro stesso comportamento.

Il Trentino, oltre a primeggiare in tante cose positive, tristemente non è certo ultimo anche in tema di violenze e soprusi “antifascisti”. Sono persone che anche a Trento insultano, minacciano e aggrediscono.

Incitano a una piazza Loreto o ad altre simili barbarie poiché sanno di essere impunite, perché sanno di poter fare tutto.

Tanto per ricollegarci alla cronaca locale, sarebbe curioso sapere chi sono i responsabili delle numerose distruzioni della targa che ricorda l’eccidio delle Foibe e conoscere il motivo per cui l’amministrazione comunale e provinciale, tanto attenta a certi temi sociali e morali, non si sia attivata per una collocazione più degna del monumento.

A quale titolo, inoltre, alcuni locali universitari risultano abusivamente occupati da “comitati” o gruppuscoli che si targano “antifascisti”. Tutto ciò sotto gli occhi distratti, opportunisticamente distratti, delle autorità locali.

Siamo agli inizi della campagna elettorale per le Elezioni politiche del 2018. Il mio augurio è che in Trentino non vi sia un clima di intimidazione antifascista che mini le garanzie minime di uno Stato democratico come dovrebbe essere il nostro.

 

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Raimondo Frau

Commissario Regionale del Movimento Nazionale per la Sovranità Trentino Alto-Adige

Apot approva il Bilancio 2016-2017. Oltre ad illustrare l’annata produttiva e commerciale, l’Assemblea Generale Ordinaria dei Soci ha riconfermato la Presidenza di Ennio Magnani.

Si è svolta questa mattina a Trento la 27esima Assemblea Generale Ordinaria dei soci Apot, con il rinnovo delle cariche per il triennio 2017-2020.

L’assemblea generale è, come di consueto, una preziosa occasione di confronto sulle attività e sui programmi dell’associazione. Il direttore Alessandro Dalpiaz ha brevemente commentato la campagna commerciale precedente 2016/2017, caratterizzata per diversi mesi da condizioni difficili nei trend di vendita e nella remunerazione del prodotto ma con una ripresa a partire da maggio 2017.

Le liquidazioni medie saranno tra 0,25 e 0,45/kg, con una remuneratività ad ettaro – considerato lo scenario generale – mediamente soddisfacente.
In questo contesto si sono distinte positivamente le varietà di introduzione più recente, che confermano l’urgenza di investimenti decisi verso le novità varietali.

Per la stagione 2017/2018 lo scenario è nettamente diverso, con un volume di produzione di 217.7790 ton., decisamente inferiore rispetto alla produzione ordinaria che si colloca poco oltre 500.000 ton.

Anche per ciò che concerne quella che viene chiamata “altra frutta” (susine, ciliegie, fragole, lamponi, ribes, more, mirtilli, uva spina, kiwi) il consuntivo della raccolta è in flessione: 6.648 tonnellate, contro le 7.465 del 2016.

Tra i temi importanti discussi, il Presidente Magnani ha evidenziato la riforma di alcuni punti della politica agricola comunitaria, con interesse sui temi dell’assicurazione, della Ocm Ortofrutta e della “concorrenza”, l’attenzione costantemente alta sulle patologie più impattanti, tra cui gli scopazzi e la “cimice orientale”. Un obiettivo fondamentale è stato e resterà la costruzione di un modello più avanzato di collaborazione tra i Consorzi del Trentino e dell’Alto Adige e l’obiettivo “sostenibilità”, su cui si concentrano gli sforzi costanti del sistema frutticolo.

Confermata infine la necessità di consulenza tecnica da parte della Fondazione Edmund Mach, una sinergia che è confluita in uno specifico contratto per il triennio 2016-2018 ma a cui si guarda anche alla futura evoluzione.

“Oggi è assolutamente importante sviluppare conoscenza e alleanze, dialogare con le istituzioni e portare avanti in maniera decisa ma anche motivata i problemi e gli interessi dei frutticoltori – ha sottolineato il Presidente Ennio Magnani – I primi risultati si vedono nel nuovo livello di cooperazione tra Melinda e La Trentina, un accordo che apre concreti orizzonti per ulteriori evoluzioni non solo a livello Trentino ma nella logica prioritaria del ‘distretto frutticolo regionale’, che potrà darci il respiro e la forza per competere veramente ad alti livelli nei modelli di mercato mondiale”.

L’Assemblea ha confermato in modo unanime il Consiglio di Amministrazione uscente, affidando ancora una volta la presidenza a Ennio Magnani e la vicepresidenza a Rodolfo Brochetti.

Riconosciuta come A.o.p, Associazione di Organizzazioni di Produttori, ai sensi del Reg. CE 1234/2008, Apot oggi rappresenta direttamente Consorzio Melinda, La Trentina, Valli Trentine, Società Frutticoltori Aldeno e Cooperativa Copag e indirettamente 6.253 produttori, circa il 90% del totale del settore frutticolo Trentino.

Festival della Famiglia: l’inaugurazione ufficiale al Castello del Buonconsiglio con la capo Dipartimento Siniscalchi e il presidente Rossi. Trentino, territorio delle “best practices” nelle politiche familiari

Territorio, autonomia, responsabilità. Sono state queste le parole chiave utilizzate dal presidente della Provincia, Ugo Rossi, nel suo saluto iniziale alla sesta edizione del Festival del Famiglia, questo pomeriggio presso la Sala delle Marangonerie del Castello del Buonconsiglio.

“Territorio è una parola alla quale tengo in modo particolare, territorio e autonomia perché sono la chiave della nostra tradizionale attenzione alle politiche familiari, che non deriva solo dalla nostra specialità, quanto dal fatto che sul nostro territorio, dal punto di vista culturale, ma anche della storia e dell’identità, esisteva ed esiste un tessuto che ben prima della politica ha cercato autonomamente di dare le risposte ai bisogni”.

Accanto al presidente Rossi, vi erano il sindaco del Comune di Trento, Alessandro Andreatta, il presidente del Forum nazionale Associazioni familiari, Gianluigi De Palo, l’arcivescovo di Trento, monsignor Lauro Tisi e la capo Dipartimento per le Politiche della famiglia della Presidenza del Consiglio dei Ministri, Ermenegilda Siniscalchi. Proprio quest’ultima ha parlato del Trentino come territorio dove si sviluppano, a livello nazionale, le “best practices nelle politiche familiari”.

Il presidente Ugo Rossi, dopo aver declinato autonomia come responsabilità e territorio come necessità di valorizzare le specificità di ciascuna comunità, ha quindi ripercorso le politiche messe in campo in Trentino per “non far sentire le famiglie sole”.

Sul tema della non autosufficienza e della cura degli anziani ha ricordato l’assegno di cura, sul tema dell’educazione dei figli ha spiegato come non ci si limiti all’erogazione dei servizi ai nidi e alle scuole materne, ma anche alla volontà di “non far sentire sole le famiglie rispetto al compito più difficile che è quello della sfida educativa quotidiana”, toccando poi altri temi cruciali come la conciliazione tempi di vita con tempi del lavoro anche e soprattutto nelle imprese, e poi la sfida dell’integrazione che parte prima di tutto dalle famiglie.

Dal canto suo la capo Dipartimento Ermenegilda Siniscalchi ha evidenziato il costante impegno e l’attenzione che il Trentino dedica alle politiche della famiglia, al punto che la Provincia rappresenta, a livello nazionale, una delle “migliori pratiche, anche perché ha una visione di insieme”.

La capo Dipartimento ha quindi spiegato come: “In Trentino le politiche per la famiglia risultano particolarmente efficaci perché vengono annualmente implementate, e questo è un discorso che ritroviamo negli altri Paesi europei”, e ha concluso auspicando che la sinergia fra il Dipartimento e la Provincia di Trento prosegua in futuro, esplicandosi anche nella collaborazione al nuovo Piano nazionale della famiglia.

E se il sindaco del Comune di Trento Andreatta ha esordito dicendo che la “famiglia è una risorsa fondamentale per la società, un punto fermo”, il presidente del Forum De Palo ha commentato come a Trento ci sia davvero “una attenzione diversa alla famiglia”, mentre l’arcivescovo Tisi ha aggiunto che “la famiglia è l’elemento più sano della società” ed è solo “la rete familiare a permetterci di imparare a sbagliare e a ridimensionare il nostro ego”.

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