LANCIO D’AGENZIA

Il caso recente di Arco e la presa di posizione di alcune mamme in Val di Fiemme ci hanno riportato alle decisioni assurde dei Governi di Roma (avvallate dalla Giunta provinciale guidata dal Presidente Ugo Rossi, senza battere ciglio) sulla chiusura dei punti nascite.

Questi tagli vergognosi sono stati giustificati da motivi di sicurezza, quando in realtà mascherano semplicemente il fatto che le politiche sociali da tempo non sono fra le priorità delle maggioranze di sinistra: detto in altri termini, che sicurezza si può garantire ad una donna nel momento in cui la si fa partorire in un ambiente non adeguato, nonostante la grande professionalità di medici, ostetriche, infermieri ed operatori socio sanitari?

Da una Provincia autonoma sicuramente ci saremmo aspettati che qualcuno ponesse una domanda del genere alla Ministra Beatrice Lorenzin (ora occupatissima ed in prima linea con l’ex governatore Lorenzo Dellai e Pierferdinando Casini per far rinascere un centrino che ovviamente guarderà a sinistra); invece la nostra provincia ha abdicato a favore di Roma, per l’appunto senza batter ciglio.

La riapertura e la valorizzazione dei Punti nascite dovranno essere necessariamente fra le priorità del programma di governo del centro-destra, assieme ad altri temi sanitari fondamentali come le Guardie Mediche e la valorizzazione degli ospedali di valle in generale: la sinistra ormai ha perso la bussola e sta abbandonando a pizzichi e bocconi tutti i suoi cavalli di battaglia, specialmente i più nobili (come la salute, la scuola, il lavoro e l’ambiente), e sarà quindi nostro compito importante continuare a far sentire e prevalere la voce dei cittadini nei palazzi del potere. Questo è il nostro solenne impegno.

Alla Giunta Rossi dico che alle prossime elezioni verrà giudicata dalle scelte. Non tanto da quelle giuste, ma da come è riuscita a venirne fuori da quelle sbagliate.

 

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Claudio Cia

Iscrizioni Concorso Presidi – Tabella Regionale

Dopo ampio e articolato dibattito (in sei sedute consigliari), è stato approvato il Bilancio 2018 -2020.

È importante sottolineare che è stato approvato entro i tempi che la Giunta si era prefissati, e che in tal modo si evita l’esercizio provvisorio: l’ente cioè è pienamente operativo dalla prima settimana gennaio 2018.

Questo dà accesso anche ad una premialità prevista dal legislatore nazionale (in termini di allentamento dei vincoli di spesa) prevista per quei comuni virtuosi che approvano il bilancio entro il 31.12.

Le delibere in approvazione erano due: il Dup (documento più politico che ha richiesto maggior tempo di disamina, perchè definisce l’azione politica e programmatica fissando le direttrici strategiche e l’impianto delle scelte sulla città), e il bilancio pluriennale (strettamente connesso al Dup). Entrambe sono state approvate tra le 1,30 e le 3 del mattino.

I 10 emendamenti e 17 atti di indirizzo presentati dai consiglieri comunali delle varie forze politiche – presenti in consiglio – sono in gran parte pervenuti ad una condivisione tra le parti, dopo una mediazione tra i proponenti dei testi e il Sindaco, che ha portato ad una loro modifica spianando la via all’approvazione.

La replica del Sindaco alla globalità di interventi formulati in aula dai consiglieri si era già avuta nella serata di giovedì 28 dicembre al termine del dibattito che ha preceduto la discussione e le modifiche ai vari emendamenti e atti di indirizzo. In quell’occasione il Sindaco aveva espresso un ringraziamento a tutto il consiglio per il tono costruttivo registrato durante il dibattito e la ricchezza di stimoli pervenuti.

“Ottimo che a tutto questo si aggiunga da un lato il conseguimento di una approvazione che consente la piena operatività dell’ente e dall’altro l’arrichimento che perviene al documento stesso in virtù delle convergenze registrate in sede di dibattito” è il commento odierno del Sindaco Francesco Valduga.

 

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Dettagli sul voto:
Contrari : Pd, Lega Bord, Zenatti e M5 stelle (assente il Patt)
Astenuti: consigliere Pozzer
Favorevoli: la maggioranza 18 voti (assenti Graziola e Romano).

 

«Mi sta molto a cuore che gli abitanti della Val di Fassa possano contare su servizi sanitari efficienti, esattamente come chi vive nel capoluogo trentino, ecco perché nel 2018, tra il resto, continueremo a lavorare per la riapertura del punto nascite di Cavalese, così come per soluzioni efficaci sia nel breve, sia nel medio-lungo periodo, nel campo della mobilità e della pianificazione di strutture e servizi utili alla valle.

Nondimeno, si renderanno necessarie modifiche allo Statuto del Comun general, in seguito al recente riconoscimento di ente locale, da legge costituzionale, e alla fusione dei comuni di Pozza e Vigo».

Così la procuradora Elena Testor annuncia gli obiettivi prioritari del 2018, in occasione di un bilancio personale del lavoro svolto nel corso del 2017, assieme ai conseieres de procura e al consei general, che è anche opportunità per augurare un sereno 2018 a tutta la popolazione della Val di Fassa.

È stato senz’altro un anno intenso per l’ente fassano, apertosi con l’accoglienza dei richiedenti asilo che in valle ha trovato, nella distribuzione di nuclei familiari nei vari paesi, la soluzione più idonea.

«Questa dislocazione – spiega la procuradora – che abbiamo chiesto espressamente all’assessore provinciale competente Luca Zeni, ha favorito l’integrazione dei rifugiati all’interno della nostra comunità.

Le coppie con figli piccoli che vivono a Canazei, Campitello, Soraga e Moena si sono inserite senza problemi, anche grazie alla loro partecipazione ad attività di volontariato svolte per i comuni».

Altra questione calda, affrontata sin dai primi mesi dell’anno e rimasta prioritaria per il Comun general e i sindaci fassani, è il punto nascite di Cavalese. «Nel 2017 purtroppo abbiamo assistito alla chiusura del punto nascite, ma anche all’impegno del tavolo tecnico per la sua riapertura con la ricerca del personale necessario – pediatri, ginecologi e anestesisti – che rappresentava una criticità.

Grazie agli ultimi concorsi e ai professionisti a gettone, ci auguriamo di organizzare lo staff richiesto dal Ministero della Salute e riaprire in primavera».

Sempre in tema di salute, ha riscosso successo, incrementando del 5% gli screening mammografici, l’istituzione del “pulmino rosa” che accompagna le donne fassane (della fascia di età cui sono consigliati), ma anche fiemmesi e cembrane, nei centri predisposti di Trento e Rovereto.

«Un servizio voluto, in primis, dal Comun General, in collaborazione con l’Azienda Sanitaria trentina e Lilt, che ci riempie di soddisfazione perché incentiva la prevenzione e il benessere della popolazione femminile».

Sul fronte della promozione della cultura e della lingua ladina, il 2017 ha segnato uno slancio verso l’Europa.

Grazie alla vicepresidenza dell’Npld (Network to Promote Linguistic Diversity) di Sabrina Rasom, responsabile degli dei Servizi linguistici e culturali del Comun general, si è organizzata ai primi di giugno a Soraga la conferenza generale di questa rete paneuropea per la promozione della diversità linguistica, che ha discusso di minoranze quale risorsa per il turismo.

«Da quell’importante incontro, che ha visto la partecipazione di una sessantina di rappresentanti dell’Npld, è scaturito un progetto turistico che ai primi di novembre assieme a Sabrina abbiamo presentato a Bruxelles ai referenti della rete con un ottimo riscontro».

Il Comun general, poi, a settembre ha aderito al “Minority SafePack”, un pacchetto di misure da attuare per rafforzare il peso politico delle minoranze, all’interno dell’Unione Europea, promossa dalla Fuen (Federal Union of European Nationalities) il cui vicepresidente è il deputato Daniel Alfreider.

Tra le iniziative c’è la raccolta di un milione di firme, entro il 3 aprile 2018 in almeno sette Stati dell’Unione, per implementare diritti, politiche e attività a favore della popolazioni europee di cultura e lingua di minoranza.

«Sono 60 mila le firme da raccogliere in Italia, per cui ci daremo presto da fare». Nel corso dell’anno si sono svolte numerose iniziative a favore dell’idioma locale, dall’Aisciuda Ladina che ha avuto per tema il teatro, a Ladin tel Sport a Marijene picoi da mont ai progetti televisivi, radiofonici ed editoriali in lingua ladina.

Sin dall’autunno 2016, poi, il Comun general ha lavorato al Fondo strategico territoriale, promosso dalla Provincia di Trento per favorire lo sviluppo e la competitività degli ambiti preservando le risorse naturali e valorizzando l’identità locale.

Il Fondo strategico si è diviso in due classi di azioni, la prima dedicata all’adeguamento dei servizi e la seconda a progetti di sviluppo locale. La prima classe è stata finanziata con risorse derivanti dagli avanzi di amministrazione dei comuni di Moena e Campitello corrispondenti a 913.554,53 euro, destinati a diversi lavori.

La seconda classe di azioni, oltre all’identificazione di strategie territoriali e temi rilevanti da parte di sindaci e della procuradora, ha visto il primo processo partecipativo con i “World cafè”: quattro tavoli tematici a cui hanno preso parte rappresentanti di varie categorie del territorio che hanno individuato strategie e progetti prioritari su cui lavorare, presentati poi dalla Provincia in una relazione di sintesi.

Si è passati quindi all’”Open space technology”, secondo processo partecipativo, con la discussione degli interventi aperta a tutta la popolazione, cui è seguita la scelta definitiva degli interventi e la formulazione dell’accordo di programma.

I progetti approvati a fine anno, e finanziati per complessivi 3.859.000 euro, interessano “Riqualificazione del tessuto urbanizzato: qualità degli spazi, della vita e dell’offerta turistica”, “Infrastrutture ricreative e sportive per un’offerta turistica di eccellenza”, “Contesto rurale e territori in quota” e “Fonti rinnovabili ed efficientamento energetico degli edifici pubblici”.

Lo scorso novembre sono stati destinati dalla Provincia anche i fondi al “Piano per gli investimenti per la viabilità 2014-2018”, che fra il resto prevede, dall’estate 2018, il completamento della pista ciclabile nel tratto Fontanazzo-Penia e Moena, la rotatoria di San Giovanni e i lavori del ponte di Campitello.

Sul fronte della mobilità, nel 2017 il “Tavolo interprovinciale per i passi dolomitici” – di cui fanno parte, oltre alle Province di Trento e Bolzano, il Comun Generel de Fascia i comuni di Canazei e Selva Val Gardena, e i vertici di Apt Val di Fassa e delle associazioni turistiche Gardena e Alta Badia – ha promosso l’incremento di corse estive di bus pubblici sul fondovalle e verso i passi, nonché “Dolomites Vives”, nove eventi a Passo Sella con accesso sostenibile.

Il 4 ottobre, invece, è stata inaugurata ufficialmente a Vigo (ex colonia Piave) la nuova sede dell’Anffas e dei laboratori sociali, dove le attività sono cominciate sin dall’estate, mentre è stato affidato il progetto per il restauro della “Ciasa de la Moniaria” di San Giovanni.

Sempre nel settore del sociale, tra le numerose attività, sostegno e corsi svolti, si sta lavorando al Piano per i prossimi cinque anni, mentre è stata avviata la convenzione per il difensore civico.

«Tra i vari interventi a favore dei nostri ragazzi – dice Testor – va senz’altro sottolineata l’apertura, con l’avvio dell’anno scolastico, della mensa delle medie di Campitello, per cui ora tutti gli studenti di elementari e medie della valle possono usufruire del servizio».

Il 2017 si è concluso in bellezza per il Comun general, grazie alla modifiche dello Statuto speciale

del Trentino-Alto Adige-Südtirol in materia di tutela della minoranza linguistica ladina che vedono l’ente fassano tra quelli riconosciuti da legge costituzionale alla stregua di regioni, province, comuni e città metropolitane.

«Il Comun general ora – conclude la procuradora – rappresenta un unicum in Italia, che ci riempie d’orgoglio e responsabilità.

Ringrazio ancora una volta Daniel Alfreider, firmatario del testo, i parlamentari del Trentino Alto Adige e quanti hanno contribuito a questo risultato storico per tutti i ladini».

 

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Elena Testor

Procudora del Comun general de Fascia

È sulla bocca di tutti quello che si palesa come la consueta incoerenza delle forze politiche che stanno oggi al governo della città.

Se queste prese di posizione, proprio oggi che siamo alla vigilia della campagna elettorale per le elezioni politiche, l’avessero fatta le forze del Centro destra trentino, si sarebbero levati gli scudi dei media e di tutta la maggioranza.

In realtà molto più ragionevolmente da tempo chiediamo al Sindaco di Trento, e anche ai suoi assessori, di essere fermi nel controllare e combattere l’illegalità che è sempre più diffusa in alcune zone della città, evitando di commettere errori palesi come la chiusura della Ztl, della chiusura alle auto delle piazze antistante la chiesa di Santa Maria, lasciando albergare delinquenza di tutti i tipi e non consentendo il naturale controllo della presenza di cittadini che parcheggiano le autovetture per godersi la città.

Inoltre assistiamo a prese di posizione come la proposta dello Ius soli nonché quel diffuso buonismo per cui Trento con il suo vescovo diventa una città accogliente per tutti quelli che cercano una facile assistenza e un idea di integrazione che è fallita in Europa e nei numeri che rappresenta il vero problema di oggi.

Non fomentiamo guerre né di religione, né di colore, né di razza, ma ribadiamo che i numeri per un accoglienza dignitosa sono altri.

Perché sia compatibile l’accoglienza con l’integrazione si necessita di un percorso di adesioni a culture e abitudini diverse da quelle di origine, così come nel passato sono stati abituati gli emigrati trentini, di cui vi è ampia testimonianza nelle costanti attività delle associazione come la Trentini nel mondo.

Siamo arrivati al dunque solo adesso! La proposta di assessori del Patt e dei rappresentanti in consiglio comunale di chiedere il dispiego dell’esercito in città ha il sapore della presa in giro degli elettori in quanto basterebbe decelerare anche andando in contrasto con l’affare “immigrati” coop e interessati vari, l’arrivo di persone che molto spesso non scappano da nessuna guerra e che in balia di se stessi delinquono.

Giusto per capire la coerenza all’interno del Partito autonomista, Panizza ha votato tutto quello che il governo gli ha proposto, come lo svuota carceri, la depenalizzazione dei reati, l’invasione dei profughi ecc. ecc.

Finalmente da oggi non potranno fare ulteriori danni con lo scioglimento delle camere. Presto l’arrivo del Governo di Centro destra cambierà direzione a tutte le malefatte di questi anni.

 

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Cristian Zanetti

Consigliere Comunale di Trento FI

In questi momenti di fine anno anche in Trentino si vivono con apprensione le notizie che giungono dalla Comunità di Pace di San Josè de Apartadò in Colombia dove il 29 dicembre un commando paramilitare ha tentato di uccidere German Posso, leader della Comunità.

Al Forum Trentino per la pace e i diritti umani in questi ultimi anni abbiamo imparato a conoscere bene la splendida esperienza della Comunità di pace di San José de Apartadó grazie ai volontari e alle volontarie trentine delle Associazioni Quilombo Trentino, Operazione Colomba, Yaku e delle Peace Brigades International.

La Comunità è forse la più famosa tra le oltre 50 Comunità Colombiane di pace che resistono con gli strumenti della nonviolenza alla guerra e allo sfollamento forzato, reclamando con forza il loro diritto a essere riconosciute come popolazione civile e all’uso della loro terra.

Le comunità sono attive nel difendere il territorio dove vivono da gruppi paramilitari al soldo spesso di multinazionali senza scrupoli nel voler usare in maniera indiscriminata il suolo colombiano.

Resistenza costata centinaia di vittime e numerose violazioni ai diritti umani e al diritto umanitario internazionale. Per supportare le attività delle Comunità sono presenti molti volontari internazionali, fra i quali anche dei trentini.

Nel gennaio 2015 la resistenza nonviolenta delle Comunità di Pace colombiane ci venne raccontata in prima persona da Enrique e Yomairae, due leader locali rifugiatisi allora in Europa a causa delle continue minacce che subivano in Colombia.

I volontari di Operazione Colomba, il Corpo di Pace della Comunità Papa Giovanni XXIII, (al quale appartengono anche numerosi volontari trentini) sono stati testimoni diretti dell’attacco armato successo la mattina del 29 Dicembre e ci raccontano di un attacco ampiamente preannunciato.

Sono infatti mesi che i volontari riportano dell’escalation di minacce e di movimenti di persone indirizzati contro la Comunità di Pace.

Massimiliano Pilati e Violetta Plotegher, della Presidenza del Forum Trentino per la Pace e i diritti umani, nell’esprimere la più viva solidarietà uniscono la loro preoccupazione a quella degli amici di Operazione Colomba e richiedono fermamente un immediato intervento da parte dello Stato Colombiano e della Comunità internazionale per fermare e smantellare i gruppi neoparamilitari, condizione necessaria per arrivare ad una vera Pace.

 

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Massimiliano Pilati e Violetta Plotegher

Forum Trentino per la Pace e i diritti umani.

La Ciaspolada torna al tracciato originale. Il 6 gennaio si correrà da Romeno a Fondo. L’abbondante nevicata che ha interessato il Nord Italia nei giorni scorsi ha portato buone nuove per gli organizzatori de La Ciaspolada. Dopo cinque anni di “digiuno” lo staff ha infatti annunciato, con soddisfazione, che ora esistono le condizioni per portare l’edizione 2018 sul percorso tradizionale, che si snoda da Romeno a Fondo.

Era dal 2013, quando la gara assegnò anche i titoli mondiali di corsa con le racchette da neve, che gli atleti non si sfidavano sul tracciato lungo 7,8 chilometri, che tocca anche i borghi di Cavareno e Sarnonico. In quell’occasione si imposero Alex Baldaccini e Isabella Morlini.

In seguito, per salvare la competizione, fu portata per due volte al Passo della Mendola, poi nel circuito “cittadino” di Fondo ed infine nella zona dei Pradiei. Il ritorno al tracciato tradizionale è un bella notizia soprattutto per gli amatori, che avranno così la possibilità di godersi una passeggiata nella natura dell’Alta Val di Non, per questo ora ci si attende un’accelerazione del flusso delle iscrizioni.

La 45ª edizione, in programma sabato 6 gennaio, come noto, sarà dedicata al corpo degli alpini e farà da prologo all’Adunata nazionale in programma a Trento. Verrà redatta una classifica speciale dedicata ai concorrenti che appartengono alle sezioni Ana di tutta Italia, premiando le più competitive, ma anche le più numerose, inoltre gli iscritti indosseranno un pettorale sul quale campeggerà il logo della grande festa di maggio. Ogni quota di iscrizione alla gara contribuirà, con l’importo di 2 euro, ad una raccolta di fondi, chiamata “Un fiocco per amico”, che verranno consegnati alle penne nere per finalità solidali.

Da metà dicembre si può visitare il percorso espositivo dedicato agli interventi di soccorso e alle missioni di pace realizzati dagli alpini nel Dopoguerra, che si avvale di fotografie, filmati e cronache d’epoca, allestito a Palazzo Morenberg a Sarnonico, aperto fino al 6 gennaio.

Da mercoledì scorso al giorno della gara, inoltre, si potrà visitare, presso le Scuole Elementari di Fondo, anche una seconda mostra, dedicata ai manifesti realizzati per tutte e novanta le Adunate Nazionali organizzate fino ad ora, arricchita dalla presenza di cimeli e documenti particolarmente significativi.

Grande attesa vi è anche per il concerto della tribute band Like Floyd, che si esibirà la sera del 3 gennaio a Fondo, proponendo un viaggio musicale nelle sonorità del celebre gruppo inglese con una dotazione scenica imponente, fatta di luci, laser e video.

Infine la sera del 6 gennaio, alle ore 21, la Fanfara Alpina si esibirà in un concerto ad offerta libera (le risorse raccolte integreranno il fondo di solidarietà creato grazie alle quote di iscrizione) alle ore 21 nel suggestivo Salone della Caccia della Villa Imperiale al Passo della Mendola.

Il modulo di iscrizione alla gara o alla passeggiata non competitiva si compila sul sito www.ciaspolada.it o recandosi nella sede di Fondo. Il costo della partecipazione alla passeggiata ludico motoria, che dà diritto all’originale pettorale, ad una borsa di prodotti locali e ad un biglietto della lotteria, è di 15 euro (18 con noleggio delle racchette), è invece di 30 euro (33 con noleggio) a La Ciaspolada per agonisti. Queste tariffe valgono fino a fine anno, poi subiranno un leggero incremento.
Materiale da scaricare

La uil: Basta risorse pubbliche nel pozzo di San Patrizio del turismo trentino – non più rinviabile una rimodulazione del carico fiscale sul settore del turismo! A quando la tassa di scopo?

Abbiamo assistito all’ennesimo stanziamento, questa volta di 27,5 milioni di euro per il 2018, circa il 20% del totale degli investimenti della Provincia Autonoma,  a favore del “Piano triennale per lo sviluppo del settore e del marketing del turismo trentino.

E l’ineffabile ed ilare Assessore Dallapiccola ci ricorda che questi quattrini vanno a sommarsi ai 23 milioni di euro affidati alle Apt, per un totale di 50 milioni di euro, solo per il 2018!

La Uil ricorda all’Assessore che non più tardi dell’estate scorsa la Provincia Autonoma ha messo a disposizione del settore funiviario altre decine di milioni di euro pubblici che i privati non hanno potuto o voluto mettere a disposizione per mantenere in Trentino la proprietà delle Funivie Folgarida Marileva.

E, tanto per definire la partita contabile del “Dare”, che per decenni sono stati a carico della finanza pubblica locale le spese di costruzione, di funzionamento e dei debiti di tante stazioni sciistiche in passivo, le più piccole, ma anche più rilevanti, vedi Folgaria, Bondone, Primiero o Polsa, tanto per citarne alcune.

Ancora, che sono previste costruzioni di altre piste sciistiche ed impianti in Rendena oltre al Piano, varato nell’estate scorsa, di realizzazione di decine di bacini di raccolta acqua in tutto il Trentino.

Sempre a finanziamento pubblico, con le motivazioni più astruse possibili, dalla mobilità periferica alla creazione di riserve idriche a scopo antincendio o per usi legati alla pastorizia o all’agricoltura di montagna.

Se aggiungiamo il sostanziale  incremento delle agevolazioni fiscali (Irap, Imis, ecc.) della finanziaria di quest’anno per le tante aziende turistiche e commerciali, che  comporta una sensibile riduzione del gettito fiscale provinciale,  abbiamo davanti l’istantanea di una Giunta piegata e prona alla lobby del turismo trentino, lobby che poi riesce anche a “far fuori” i pochi veri imprenditori, come Dellantonio, che propongono di sperimentare modelli turistici diversi, originali, che forse permetterebbero una maggior tutela anche del patrimonio naturalistico provinciale e una offerta diversa da quella delle province limitrofe, anch’esse appiattite sullo stesso modello di “turismo intensivo e speculativo” dal costo sempre maggiore, in termini ambientali, finanziari e sociali.

Ricordiamo inoltre che i proventi della tanto contestata “tassa di soggiorno” pagata dagli ospiti del Trentino vanno per la maggior parte sempre a finanziarie il mondo del turismo, non costituiscono affatto una partita fiscale attiva per il territorio e per l’erario provinciale.

La Uil quindi torna a riaffermare l’esigenza dell’imposizione di un’adeguata tassa di scopo sul settore del turismo, azione di equità fiscale e politica non più rinviabile, la cui previsione è più che  giustificabile, doverosa.

In una recente presentazione di un libro dedicato alla “Galassia Bianca” gli impiantisti ed i rappresentanti degli albergatori ed operatori turistici hanno ricordato la piccola parte di suolo boschivo occupato dagli impianti sciistici, e l’altrettanto ridotto utilizzo della risorsa acqua per l’innevamento, nonché il contributo del settore alla salvaguardia ambientale ed all’occupazione, tema che sta caro anche al Sindacato, figurarsi.

E’ emerso che più del 50% della ricchezza prodotta dal turismo si riversa sulle imprese che lavorano indirettamente nel comparto, sia per la ricezione turistica, che la ristorazione, nonché il commercio e l’artigianato che si effettua in queste zone turistiche.

Forse è il tempo che in questo settore chi ha per tanto tempo ricevuto, e tutt’oggi riceve, tanti benefici grazie al sacrificio dei contribuenti trentini, cominci finalmente a contribuire anch’egli al costo collettivo della promozione e agli investimenti necessari a mantenere concorrenziale e possibilmente vincente l’industria turistica trentina.

Ed il boom di presenze (incrementi a due cifre percentuali) registrato nelle ultime stagioni invernali ed estive permetterebbe, per la Uil, di far sì che l’onere stesso di chi dovrà pagare questa tassa, sia il meno impattante sugli altri investimenti, pochi ci pare a dir il vero, che le imprese turistiche, autonomamente, comunque devono prevedere per l’attività futura.

Certo questa richiesta, nell’imminenza delle elezioni politiche nazionali ed alla fine della legislatura provinciale, risulterà praticamente “irricevibile” dalla politica trentina.

In Uil crediamo invece che coglierla potrebbe essere una prova di responsabilità e serietà di una classe politica più pragmatica ed effettivamente rispettosa sia dei cittadini contribuenti onesti che si fanno carico ingiustamente di oneri pubblici (che realizzano in realtà interessi privati), che dell’eccezionale patrimonio ambientale di cui tutti  saremmo  anche custodi.

 

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Walter Alotti

Segretario Generale Uil del Trentino

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