LANCIO D’AGENZIA

Si aspetta altra neve nel fine settimana in Valle di Ledro per rendere ulteriormente frizzante l’edizione 2018 del Ledro Fat Bike Festival, la due giorni del Trentino dedicata alle big ruote grasse che da anni hanno trovato il proprio habitat invernale in uno dei territori naturalisticamente più pregiati delle Alpi, tanto da meritare l’inserimento nel progetto Riserva della Biosfera di Unesco.

Sabato 13 e domenica 14 gennaio il Ledro Fat Bike Festival sarà di casa a Tremalzo già oggi perfettamente innevata e pronta ad accogliere gli appassionati, gli esperti ma anche i semplici curiosi con i suoi percorsi adatti ad ogni gusto.

In uno scenario da fiaba. Posto sopra il lago di Garda e capace quindi di emozionare, esattamente come avviene d’inverno quando questa area del Trentino diviene meta degli appassionati Mtb di mezzo mondo.

“Stiamo aspettando di conoscere l’entità delle nevicate dei prossimi giorni per studiare i percorsi definitivi – racconta il responsabile organizzativo Alessandro Tenca – ma quello che è certo è che sarà un Ledro Fat Bike Festival su neve, con tracciati adatti a tutte le caratteristiche e con la possibilità di godere appieno del fascino delle Fat Bike, sia con pedalata assistita, sia muscolari.

E mi sento poi di consigliare e caldeggiare la partecipazione al pomeriggio e serata di sabato, quando Dino Lanzaretti illustrerà il suo recentissimo viaggio in sella ad una bici in Siberia”.

Particolarmente ricco è il programma: sabato è previsto il ritrovo alle ore 10.30 presso il Rifugio Garibaldi a Tremalzo. Quindi la partenza dei tour su circuiti a quote diverse in base al grado di capacità dei partecipanti.

Alle 14:30, tornati al Rifugio Garibaldi, si godrà di una pausa ristoratrice, per poi raggiungere il Rifugio Garda, al Passo di Tremalzo, per un suggestivo aperitivo al tramonto e seguire il racconto di Dino Lanzaretti sulla sua spedizione su due ruote nei -60°C della Siberia. A seguire possibilità di cenare in Rifugio.

Domenica il ritrovo è fissato nuovamente alle 10:30 per un nuovo tour nei suggestivi paesaggi di Tremalzo. L’iscrizione è gratuita. A parte vi sono i costi della cena (20 euro), per l’eventuale pernottamento al rifugio e naturalmente per il noleggio della Fat Bike.

L’appuntamento si presenta davvero gustoso per far vivere agli appassionati delle due giorni grandi emozioni nella wilderness in sella alle Fat Bike, nell’atmosfera unica che la Valle di Ledro sa donare d’esta e d’inverno.

Per la partecipazione si richiede un abbigliamento invernale completo (casco, guanti, vestiti adatti), torcia frontale o faro da bici. Sarà possibile noleggiare la Fat Bike sul posto, da prenotare.

Una delegazione italiana parteciperà, da domani 9 gennaio al 12 gennaio, al Consumer Electronics Show 2018 (Ces) di Las Vegas, negli Stati Uniti, per presentare l’eccellenza delle startup italiane nell’ambito di uno dei più importanti eventi mondiali di innovazione tecnologica.

Tra i membri del comitato promotore dell’iniziativa figurano l’acceleratore di “startup concrete” Industrio Ventures e i laboratori ProM Facility di Polo Meccatronica.

Il Ces di Las Vegas è uno dei più importanti eventi del mondo dedicati all’innovazione tecnologica. La scorsa edizione ha visto la partecipazione di oltre 4 mila aziende, 600 startup e più di 180 mila professionisti del settore da Europa, Americhe ed Estremo Oriente.

Dall’automotive di nuova generazione ai droni, dall’Internet delle Cose alla meccatronica, il Ces permette di entrare in contatto con gli investitori e le aziende leader nel settore, e di esplorare le nuove frontiere dell’high-tech globale. Insomma, una vetrina formidabile per le startup, le imprese e i territori che puntano sull’innovazione tecnologica come motore di sviluppo.

Una delegazione italiana pubblico-privata parteciperà all’evento, da domani 9 gennaio al 12 gennaio, per presentare il meglio dell’innovazione tecnologica made in Italy: una trentina le startup tricolori presenti. Tra i promotori della prestigiosa iniziativa anche l’acceleratore di “startup concrete” Industrio Ventures e i laboratori ProM Facility di Polo Meccatronica a Rovereto.

Il comitato promotore è composto anche da Tilt, UniCredit StartLab, Italia Startup, e-Novia, con la collaborazione di Apsti – Associazione dei Parchi Scientifici e Tecnologici Italiani, il supporto della Crui – Conferenza dei Rettori delle Università italiane, e la segreteria organizzativa curata dal World Trade Center Trieste.

L’iniziativa ha il patrocinio del Ministero dello Sviluppo Economico e vede la collaborazione dell’Istituto del Commercio Estero.

Questa sera a Striscia la notizia (Canale 5, ore 20.35) andranno in onda le immagini dell’ultima aggressione subita da Vittorio Brumotti e la sua troupe sabato pomeriggio alla stazione centrale di Milano.

L’inviato di Striscia la notizia si trovava in stazione per un nuovo servizio sullo spaccio di droga.

Dopo aver documentato la possibilità di comprare sostanze stupefacenti, anche in grosse dosi, Brumotti, armato di megafono, è tornato dai circa 50 pusher presenti per continuare la campagna contro lo spaccio già avviata in altre città (Bologna, Roma, Parma, Padova e Zingonia).

A quel punto, la situazione è degenerata: gli spacciatori hanno lanciato una bottiglia di vetro e delle pietre, una delle quali ha colpito Brumotti alla gamba, e si sono scagliati contro due cameraman di Striscia.

Sul posto sono intervenute alcune pattuglie della Polizia che hanno portato via due pusher, mentre gli altri sono riusciti a fuggire.

Sabato sera Brumotti è tornato in stazione, dove ha ritrovato uno degli spacciatori già filmato nel pomeriggio.

​​​​Approderà in aula per l’esame finale del Consiglio provinciale il 16 e 17 gennaio il disegno di legge 182 “Istituzione, promozione e finanziamento degli orti didattici in Trentino”, proposto da Lorenzo Baratter (Patt). Il testo aveva recepito l’8 novembre scorso in Quinta Commissione vari emendamenti presentati dallo stesso Baratter, Civettini (Civica Trentina, che ha suggerito di estendere l’intervento della legge anche agli spazi di verde pubblico), Marino Simoni (Pt), Gianpiero Passamani e Mario Tonina (Upt).

La norma, formata da sei articoli, prevede di ritagliare nel bilancio della Provincia uno specifico fondo al quale potranno attingere Comuni, Comunità e scuole – con copertura fino al 100% della spesa – per realizzare o ampliare gli orti didattici.

Per ottenere il contributo pubblico gli istituti scolastici dovranno inserire la programmazione e la realizzazione degli orti didattici all’interno di progetti educativi di durata almeno triennale. Il finanziamento annuale prospettato per il 2018 sarà pari a 50 mila euro.

Secondo Baratter la promozione e la realizzazione degli orti didattici previste da questa legge, diffonderanno la cultura del verde e dell’agricoltura, sensibilizzeranno le famiglie e gli studenti sull’importanza della sostenibilità alimentare, dell’alimentazione sana ed equilibrata, della promozione della biodiversità e del rispetto dell’ambiente. Ma vediamo più nel dettaglio i contenuti del provvedimento.

 

*

Cosa sono.

Il testo definisce gli orti didattici aree verdi poste sia all’interno delle scuole (dell’infanzia, primarie e secondarie di primo e secondo grado) sia in terreni concessi gratuitamente dagli enti pubblici perché, attraverso una convenzione, siano utilizzati da privati o aziende agricole allo scopo di formare gli studenti alla cultura della sostenibilità.

 

*

Progetti educativi per la sostenibilità.

Sempre secondo la legge proposta, l’orto didattico dovrà avere una dimensione minima di 25 mq e includere almeno cinque varietà orticole, frutticole o floricole diverse, preferibilmente locali. Per realizzare queste aree le scuole potranno collaborare con i Comuni e le Comunità sulla base di appositi progetti educativi di durata almeno triennale.

I progetti, che andranno trasmessi appena iniziato l’anno scolastico al servizio istruzione della Provincia, dovranno prevedere l’applicazione di tecniche di agricoltura sostenibile (risparmio idrico, sistemi di raccolta delle acque meteoriche o applicazione, laddove possibile, di sistemi di irrigazione a goccia; riciclo dei rifiuti con tecniche di compostaggio; salvaguardia della fertilità dei suoli senza utilizzare prodotti chimici di sintesi).

Inoltre si dovranno attivare percorsi formativi dedicati alle tecniche agricole per favorire la raccolta dei prodotti tutto l’anno, di educazione ambientale e alimentare. Gli alunni dovranno visitare aziende agricole o di lavorazione dei prodotti, o vivai, per conoscere le attività tradizionali del comparto agricolo ed alimentare trentino. Per la gestione dei progetti educativi si potranno stipulare apposite convenzioni con enti e associazioni del Terzo Settore, o avvalersi di personale qualificato ed esperto nelle tematiche Posagronomiche.

 

*

Contributi fino a 2.000 euro.

I contributi provinciali per la realizzazione degli orti didattici e per l’ampliamento di quelli già esistenti, saranno concessi ai Comuni, alle Comunità e alle scuole, a sostegno delle spese di progettazione, di realizzazione di recinzioni, per acquistare strutture, attrezzature e fattori di produzione, ma anche per iniziative formative e informative. Il finanziamento della Provincia potrà arrivare a coprire il 90% per cento delle spese, per un importo massimo di euro 2.000,00 per orto didattico.

Il disegno di legge di Baratter stabilisce che la Fondazione Mach potrà fornire, se richiesta dai proponenti dei progetti, una dotazione iniziale di sementi ortiflorofrutticole tipiche del territorio provinciale.

 

*

Un contrassegno e un concorso a premi.

Il testo prevede anche che, per segnalare l’avvenuto finanziamento dell’orto didattico, la Provincia rilasci un apposito contrassegno da esporre all’ingresso delle scuole. Infine, per valorizzare e premiare le esperienze più significative, la Pat organizzerà il concorso “Gli orti didattici del trentino”. con la collaborazione della Fondazione Mach e delle associazioni di categoria.

Oggi, sul sito sarannoisolani.mediaset.it e sulla pagina ufficiale Facebook del programma, prende il via “L’Isola dei Famosi – #SarannoIsolani”. Un inedito esperimento che permetterà al pubblico di scegliere tra 10 aspiranti naufraghi chi di loro entrerà a pieno diritto nel cast del reality.

Per un’intera settimana, tutti i giorni alle ore 17.00, sarà possibile seguire on-line le avventure dei 10 candidati, ripresi dalle telecamere in un impervio campo d’addestramento di una località segreta della Maremma toscana, tra fame, freddo e prove estreme. Inoltre, sulla pagina Facebook de “L’Isola dei Famosi” (https://www.facebook.com/isoladeifamosi/) la puntata sarà commentata quotidianamente dai The Show (le star del web Alessio Stigliano e Alessandro Tenace).

Fino alle ore 18.00 di lunedì 15 gennaio il pubblico potrà votare il preferito attraverso il sito sarannoisolani.mediaset.it e l’app Mediaset Fun.

Saranno i tre con il maggior numero di preferenze a contendersi un posto sulle spiagge di Cayo Cochinos. Solo uno di loro entrerà a pieno diritto nel cast ufficiale del reality, grazie al televoto aperto nel corso della prima puntata de “L’Isola dei Famosi” (in onda da lunedì 22 gennaio in prima serata su Canale 5).

I 10 aspiranti naufraghi sono: Anna Adornato, Asia Valente, Barbara Bertanza, Deianira Marzano, Federico Dolce, Francesco Emanuele Balacco,Franco Terlizzi, Miriam Adinolfi, Roberto Caldara,Valerio Schiavone.

Il 12 e 13 gennaio si svolgerà a Torino, presso il centro Congressi Lingotto – via Nizza, 280 – a partire dalle 16, “Energia locale”, l’appuntamento che riunirà Mille amministratori locali del Partito democratico provenienti da tutta Italia, una grande energia al servizio del Paese.

I lavori saranno aperti venerdì 12, alle ore 16, da Matteo Ricci, responsabile Enti locali del Pd, e si concluderanno alle ore 19. Nel corso del pomeriggio è previsto l’intervento del presidente del Consiglio Paolo Gentiloni.

Sabato 13 l’inizio dei lavori è previsto alle ore 9.30, mentre la conclusione avverrà alle ore 17 con la relazione del segretario Matteo Renzi.

“Saranno le giornate della competenza e del buon governo, di chi amministra con coraggio guardando al futuro”, afferma Matteo Ricci. “Ripercorreremo i grandi risultati ottenuti dai governi Renzi e Gentiloni e, soprattutto, lanceremo le nostre proposte per riorganizzare le istituzioni locali, per rafforzare gli investimenti, per continuare a migliorare le città italiane e i piccoli comuni.

Lo faremo con la squadra di amministratori che il Pd ha su tutto il territorio nazionale sindaci, presidenti, consiglieri, assessori. Una forza che affiancherà la prestigiosa squadra di governo nazionale, per vincere le prossime elezioni e continuare a cambiare in meglio l’Italia come abbiamo fatto e come vogliamo continuare a fare”.

Ormai due anni fa parlavo della “politica del camaleonte”, simpatico animaletto noto per la sua capacità di mutare colore, un’immagine che in politica ben si presta a delineare quei soggetti che in vista delle elezioni cambiano il proprio abito per meglio adattarsi all’habitat più conveniente.

All’epoca il mio riferimento era in risposta ad affermazioni del consigliere Viola, ora finalmente transitato ufficialmente nel Patt e criticato dai vertici del suo gruppo “Progetto Trentino”.

A solo un mese di distanza è lo stesso PT a dichiararsi disponibile a transitare nella maggioranza: «Vogliamo dare il nostro contributo, noi siamo disponibili se non creiamo disturbo», immaginandosi anche un inchino, l’immagine diventa completa.

Se una scelta simile è comunque legittima, risulta in ogni caso incomprensibile, soprattutto alla luce delle dichiarazioni rilasciate dal suo presidente Marino Simoni: «Abbiamo escluso alleanze con Lega, Fratelli d’Italia e Cia, noi non possiamo stare insieme a chi basa la propria azione politica sul populismo e la demagogia. Abbiamo sbagliato nel 2015 alle comunali a Trento».

Da queste dichiarazioni apprendiamo che l’unico punto fermo per PT è non allearsi con chi ha una collocazione politica ben chiara e non ambigua, tutto il resto è appetibile, purché tendente a sinistra.

Stupisce anche l’accusa di “populismo e demagogia” da parte di chi è stato all’opposizione fino a ieri contro le politiche di Ugo Rossi, per poi finire a sostenerlo: siamo sicuri che non sia questa ambiguità, mascherata da paroloni in politichese che si ispirano al senso di responsabilità, ad allontanare la gente dal voto alimentando la disaffezione generale verso la politica?

Riguardo al commento sullo “sbaglio” alle comunali 2015 direi che non hanno sbagliato, i calcoli gli hanno fatti giusti, altrimenti non avrebbero fatto neanche un consigliere; dico inoltre che quando ho accettato di rappresentare il centrodestra unito alle elezioni comunali di Trento, come candidato sindaco per la città, io non scherzavo, ci ho creduto e con me anche tanti che con entusiasmo mi hanno sostenuto durante la campagna elettorale.

Ora scopriamo invece che per “Progetto Trentino” è stato un incidente di percorso: quale credibilità può avere un soggetto politico che appare guidato più dagli opportunismi che dalle idee?

La lunga corsa verso le provinciali del 2018 è ormai iniziata e rattrista come certi movimenti, invece di affrontare con grinta e convinzione i reali problemi della gente, si concentrino invece sulla costruzione di equilibri politici entro i quali realizzare le proprie ambizioni di potere.

Se PT era nato come alternativo al centrosinistra autonomista, oggi muta la propria natura, dimostrando una spiccata coerenza nel voler far parte ad ogni costo di un futuro governo.

Si dice spesso che “solo gli stupidi non cambiano opinione”, ma in politica è anche vero che alcuni lo fanno con una frequenza sospetta e sempre per proprio tornaconto.

Personalmente, preferisco avere a che fare con chi cambia opinione il meno possibile, ed “Agire per il Trentino” è nato anche per contrastare queste ambiguità politiche: la nostra bussola non è taroccata e non rinneghiamo le nostre sensibilità.

“Agire” si colloca fin dalla sua origine nel centrodestra, e nostri interlocutori naturali sono Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia.

Non piaceremo a tutti, ma almeno tutti sanno chi siamo e dove siamo, perchè la vera alternativa al centrosinistra non può che iniziare con la chiarezza e la trasparenza verso chi ci guarda e ci ascolta.

Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato. Intese e abuso di posizione dominante. Società iniziative editoriali e servizi di rassegna stampa nella provincia di Trento. Provvedimento n. 26907

 

“Berlusconi e Meloni, che hanno condannato alla sofferenza decine di migliaia di famiglie italiane, imponendo una inumana riforma delle pensioni, oggi non si possono ergere a difesa dei pensionati.

Il tentativo di proporre, in campagna elettorale, l’abolizione della Fornero, è una offesa all’intelligenza dei cittadini: per quanto tempo ancora queste persone hanno intenzione di prendere in giro gli italiani?”.

Così Daniele Pesco, capogruppo del MoVimento 5 Stelle alla Camera dei Deputati.

 

Tutto è partito in Sat quando Alessandro Corazza, socio del sodalizio dal 2007, in una serata alpinistica ideata qualche anno fa dalla sezione di Trento, ha conosciuto un gruppo di alpinisti che organizzavano spedizioni sull’Everest altre vette himalayane.

Un sogno gli 8.000 per Alessandro, fortissimo scalatore satino, che nel frattempo nel 2015, assume l’incarico di presidente della Commissione Escursionismo di Sat centrale.

Alessandro non arrampica per lavoro, non è guida alpina ed ogni spedizione comporta assenze prolungate e sacrifici non indifferenti, ma niente avrebbe ostacolato quel sogno accarezzato da lungo tempo.

Così il 25 settembre scorso Corazza arriva in vetta con una spedizione composta da 10 scalatori dei quali 4 italiani e 12 sherpa ed in vetta sventola il gagliardetto della Sat in segno di ringraziamento nei confronti di chi ha fatto sì che il suo sogno diventasse realtà.

Ora Alessandro è pronto a portare la scalata alla “montagna dello spirito” in giro per il Trentino, prima importante tappa domani 9 gennaio alla fondazione Caritro alle 20.30 nell’ambito delle serate culturali organizzate dalla sezione di Trento. A seguire ci saranno Rovereto, Cognola, Aldeno, Fondo, Mori, con date ancora da definire.

Qual è stata abbiamo chiesto ad Alessandro la sensazione più forte che hai portato a casa da questa impresa? “La facilità con la quale si può perdere la vita – racconta – il Manaslù è una montagna piena di crepacci, dove batte un vento fortissimo, non si sale in cordata, dove ci sono corde fisse metti un moschettone, altrimenti sei libero e se cadi devi sapere che nessuno può venire a prenderti è troppo rischioso.

A me è capitato, sono finito in un crepaccio fermandomi a 20 metri, per fortuna avevo un chiodo, l’ho piantato nel ghiaccio e con picozza e ramponi sono riuscito a risalire, ma lì ho visto veramente la mia fine”.

La stampa specializzata riferisce che il Manaslù quest’anno è stato il più gettonato tra tutti i 14 ottomila per quale motivo? “La via normale è il sogno di molti alpinisti, ma lassù ho visto gente morire per mal di montagna ed ho visto anche la maggior parte dei partecipanti alle spedizioni fermarsi al terzo campo base situato a 6.800 metri.

A volte, appunto perché molto frequentato e molto ambito, si pensa che il Manaslù sia una vetta più accessibile di altre ma non è così. Non ho usato ossigeno se non nella discesa dopo una permanenza di 5 ore in vetta per aspettare gli altri i polmoni iniziavano a soffrire, ma in generale il fisico mi ha supportato bene’.

Avevi già affrontato quote rilevanti, prima, dopo o durante la preparazione in vista di questo traguardo? “Ho affrontato in questi ultimi anni i 6.900 dell’Aconcagua, l’Elbrus, ed altre innumerevoli imprese attorno ai 5-6.000 metri ed ho intrapreso una preparazione atletica monto intensa sulle montagne di casa iscrivendomi anche al corso di accompagnatore di media montagna.

Ho imparato moltissimo dalla esperienza sul Manaslù e con le serate in giro per il Trentino vorrei trasmettere un messaggio ai giovani sul fatto che anche chi non è un professionista della montagna, con una preparazione adeguata e con passione, può raggiungere traguardi importanti. La montagna va vissuta amata e rispettata, si va in alto un passo dopo l’altro, senza mai forzare i propri limiti”.

(Pagina 3119 di 3537)