LANCIO D’AGENZIA

La mobilità sostenibile segnerà il futuro dell’auto e, soprattutto, delle infrastrutture. Al Festival dell’Economia, Innocenzo Cipolletta ha incontrato Alberto Viano, ad di LeasePlan Italia.

Il Coronavirus e il conseguente lockdown hanno avuto un impatto importante sul settore dell’auto, con la diminuzione sensibile delle vendite, ma anche in termini di mobilità sostenibile ed integrata, quali trasporti pubblici (in calo) o affitti di autovetture (in crescita). Il futuro, sostenuto anche dagli incentivi pubblici, passerà attraverso le macchine elettriche e, per spostamenti a corto raggio, i mezzi a zero impatto, quali monopattini o biciclette.

Alberto Viano, amministratore delegato di LeasePlan Italia, multinazionale leader nel noleggio di mezzi, ne è convito ma con una precisazione importante: “Il settore dell’automotive oggi garantisce 11% del Pil ed ha un impatto fortissimo sull’indotto. Ogni transizione dal motore a combustione ad elettrico va quindi guidata e, all’Italia, serve un piano a medio/lungo periodo di almeno 10 o 20 anni, durante i quali il Paese deve dotarsi delle infrastrutture viarie necessarie a sostenere una mobilità più sostenibile”.

Il Festival dell’Economa di Trento, edizione 2020, ospita nel format “Appunti per la ripartenza” un tema strategico: la crisi dell’automotive indotta dal Coronavirus. Innocenzo Cipolletta, coordinatore del Comitato editoriale del Festival, ne ha discusso con Alberto Viano, amministratore delegato di LeasePlan Italia, multinazionale leader nell’affitto di vetture a lungo periodo.

“Il lockdown – ha esordito Viano – ha fatto capire a tutti l’importanza della catena logistica che gravita sulla gomma: i veicoli commerciali hanno continuato a girare, garantendo i servizi essenziali. Allo stesso tempo stiamo assistendo al ritorno dell’uso dell’auto propria per ragioni di sicurezza e quindi del trasporto individuale. Di certo – ha continuato – non potremo riempire le città di mezzi e di ingombri. Alla domanda individuale dovremo rispondere con mezzi che avranno un’impronta a terra limitata, quali le city car, con ingombri e impatto ambientale molto contenuti. A soffrire, sembra paradossale, saranno i mezzi pubblici, ritenuti poco sicuri”. La previsione porta quindi verso città con una viabilità pensata per l’automobile privata fino ai confini urbani e le piste ciclabili per il trasporto interno leggero e per raggiungere l’ufficio.

E qui ritorna la richiesta iniziale di Viano, il quale chiede interventi strutturali: nuove e più moderne strade, telematizzate e dotate di centraline di ricarica, prima ancora che una conversione non guidata verso il motore elettrico.

L’auto sta per passare la soglia da evoluzione a sostituzione. “Certo – ha spiegato l’amministratore delegato -, l’auto elettrica arriverà al 60 per cento ma bisogna considerare che la transizione riguarda 40 milioni di veicoli immatricolati di cui solo 7 viaggiano di frequente e 33 milioni percorrono meno di 10 mila chilometri all’anno e con un tasso di sostituzione basso”. Serve un piano soprattuto per le infrastrutture e solo dopo per le vetture perché queste ultime non cambiano la viabilità”.

L’industria italiana reagirà al cambio tecnologico. Almeno secondo Viano: “In Italia siamo leader in settori importanti dell’automotive e questi evolveranno in maniera significativa. Penso alle eccellenze del design, della componentistica interna e degli arredi, fino agli acciai speciali per i nuovi motori elettrici”.

Su sollecitazione di Cipolletta, l’amministratore delegato di LeasePlan Italia rivolge, infine, un suggerimento al governo per il rilancio del settore automotive: “Introduciamo il superammortamento delle automobili, riducendo l’Ires. L’investimento in auto ha un grande impatto sull’indotto indotto e ciò potrebbe consentire allo Stato di rientrare già dopo un anno, grazie ad entrate tributarie superiori. Al contempo avremmo favorito il ricambio di mezzi inquinanti con altri a basso impatto ed avremmo le risorse finanziare per avviare l’infrastrutturazione viaria necessaria all’auto elettrica”

Sempre in attesa i dipendenti delle RSA trentine del riconoscimento del “premio Covid” che doveva essere attribuito a tutti gli operatori del settore socio-sanitario-assistenziale che hanno operato a stretto contatto con i contagiati dal virus durante la pandemia.

Le modalità di attribuzione del riconoscimento economico sono passate da una delibera di Giunta provinciale, che non ha coinvolto le Organizzazioni sindacali, e, ad oggi, ancora non vi è ancora traccia dei compensi.

Apprendiamo inoltre dalle notizie di stampa (giornale L’Adige di martedì 7 luglio) che sono destinati a questo personale € 1,6 mln: un terzo in confronto alle risorse già erogate ai colleghi di APSS (€ 5,00 mln già attribuiti al personale).

A questo si aggiunge l’impossibilità degli operatori delle RSA pubbliche a transitare in mobilità verso APSS, a differenza di qualsiasi altro OSS o Infermiere che opera nelle strutture ospedaliere del resto d’Italia. I nostri operatori delle APSP non sono considerati “degni” di lavorare negli ospedali trentini se non dopo aver partecipato all’ennesimo concorso pubblico: in Trentino quindi non è sufficiente aver già partecipato, e vinto, un concorso presso un Ente pubblico che opera nel settore sanitario, si deve dimostrare di essere sufficientemente preparato per il lavoro ospedaliero!

La UIL FPL EELL inoltre ha chiesto più volte di chiarire le tempistiche di effettuazione dei tamponi per gli operatori delle RSA che rientrano dalle ferie: la situazione paradossale è che, dopo un’assenza di 2 settimane dal posto di lavoro, tutti gli operatori devono essere sottoposti a tampone naso-faringeo al fine di accertare la sua negatività e, ad oggi, nessuno sa come giustificare le giornate tra l’effettuazione del tampone ed il suo esito.

Chiediamo dignità per tutti gli operatori delle RSA!

Antitrust: segnalazione a Parlamento e Governo su criticità Decreto Rilancio. Nella riunione del 1° luglio 2020 l’Autorità ha deliberato, ai sensi dell’articolo 21 della legge n. 287/1990, di segnalare alcune disposizioni del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34 recante Misure urgenti in materia di salute, sostegno al lavoro e all’economia, nonché di politiche sociali connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19 (c.d. decreto Rilancio), attualmente in fase di conversione alla Camera dei deputati.

I principali punti di interesse, che hanno rivelato le maggiori criticità, sono:
(i) la deroga al controllo antitrust per operazioni di concentrazione realizzate nel contesto del sostegno pubblico a banche in liquidazione coatta amministrativa (disposta all’art. 171, comma 4).
Le modalità prescelte per garantire la tutela dei “rilevanti interessi generali dell’economia nazionale” dovrebbero essere riviste, privilegiando una soluzione che tenga conto dei requisiti di proporzionalità e che non comporti ingiustificate restrizioni della concorrenza. Si suggerisce, dunque, non solo di prevedere che le operazioni di cui si tratta debbano comunque essere notificate ma che, nel disporre la relativa autorizzazione, anche “in deroga” in virtù dei rilevanti interessi generali, l’Autorità possa prescrivere eventuali misure correttive ritenute necessarie a ristabilire le condizioni di concorrenza;
(ii) la proroga della convenzione tra il MIT e CIN S.p.A. (art. 205, comma 1).

L’Autorità ha rilevato, in linea con le osservazioni già formulate al MIT nel 2019, l’eccessiva durata della proroga del regime concessorio (concernente i collegamenti marittimi di interesse nazionale, con le isole maggiori e minori) ritenuta ingiustificata anche a seguito dell’ulteriore rallentamento delle attività propedeutiche alla procedura di affidamento, previste dall’art. 4 del Regolamento del Consiglio (CEE) n. 3577/92 e dalla delibera dell’Autorità di regolazione dei Trasporti n. 22/2019 del 13 marzo 2019, causato dagli effetti della pandemia. L’Autorità auspica, dunque, che tale proroga sia ridotta al tempo minimo necessario per individuare il/i nuovo/i affidatario/i del servizio di trasporto marittimo tra la Penisola e le isole maggiori e minori, e che comunque essa non superi il 31 dicembre 2020;
(iii) l’ennesima proroga delle concessioni (artt. 199 comma 3, 182 comma 2) in materia di servizi portuali, concessioni demaniali marittime e di grandi derivazioni d’acqua a scopo idroelettrico).

L’Autorità auspica che il legislatore in relazione a tali misure effettui un attento bilanciamento tra i benefici di breve periodo e i possibili costi che si potrebbero manifestare in un orizzonte temporale più ampio, atteso che le proroghe ritardano il confronto competitivo per il mercato e limitano i benefici derivanti dall’affidamento attraverso procedure di gara ad evidenza pubblica;
(iv) la previsione di “salvezza” di comportamenti tenuti dagli operatori postali, ai sensi dell’art. 46 comma 1, lett. a), n. 3, il quale proroga al 31 luglio 2020 (rispetto al 30 giugno) l’ambito temporale delle disposizioni relative alle modalità speciali per lo svolgimento del servizio relativo agli invii postali, connesse all’emergenza epidemiologica, ed estende l’applicazione di queste modalità anche per lo svolgimento dei servizi di notificazione a mezzo posta degli atti giudiziari e delle sanzioni amministrative.

L’Autorità sottolinea il carattere ambiguo e di dubbia interpretazione della disposizione che potrebbe prestarsi ad essere utilizzata dagli operatori del mercato per giustificare sia condotte in danno del consumatore che condotte lesive della concorrenza.
(v) il ricorso al voucher come strumento di ristoro per il consumatore in luogo del diritto al rimborso monetario (artt. 183, 215 e 216), per i contratti di acquisto di titoli di accesso per spettacoli di qualsiasi natura (inclusi quelli cinematografici e teatrali), biglietti di ingresso ai musei ed altri luoghi della cultura, titoli di viaggio e abbonamenti ferroviari o di trasporto pubblico locali e, infine, abbonamenti per l’accesso a palestre, piscine e impianti sportivi. L’Autorità ha ribadito come, in linea con il quadro ordinamentale europeo, al consumatore debba essere consentito di scegliere tra il rimborso monetario ed altre, eventuali, equivalenti modalità di compensazione, in un’ottica di contemperamento tra i diritti dei consumatori e l’esigenza di far fronte alla situazione di crisi di liquidità in cui versano numerosi professionisti del settore, suggerendo pure che i voucher siano accompagnati da garanzie e da strumenti volti a renderli più appetibili e affidabili.

Su Chi, in edicola da mercoledì 8 luglio, le prime immagini esclusive del weekend a Napoli di Stefano De Martino, in compagnia di una bellissima Rodriguez… Ma questa volta non si tratta di Belen, dalla quale si è separato definitivamente, ma di Mariana, anche lei single dopo la fine della sua storia con l’ex naufrago dell’Isola dei Famosi Simone Susinna. I due si conoscevano già da tempo, anche se i primi passi li ha fatti il conduttore sui social… Così Stefano e Mariana hanno trascorso tutto il weekend insieme sulla barca del conduttore, tra l’altro, attraccata non lontano da quella su cui Belen ha trascorso il fine settimana con l’imprenditore Gianmaria Antinolfi.

Nuovo appuntamento con la proposta musicale del Teatro Capovolto. Dopo l’apertura che ha visto protagonisti Caterina Cropelli e The Bastard Sons of Dioniso, la rassegna estiva del Centro Servizi Culturali S. Chiara prosegue con una doppia proposta dedicata alle sonorità jazz, in collaborazione con il Centro Musica di Trento. Venerdì 10 luglio, alle ore 21.30, sul palco del Teatro Sociale (rivolto verso Piazza Cesare Battisti) si esibiranno due eccellenze musicali del nostro territorio: FEDERICO BOSIO TRIO, e STEF GIORDI & CONNECTED.

Giovane chitarrista roveretano, Federico Bosio, insieme ad Andrea e Alessandro Ruocco (rispettivamente bassista e chitarrista) ha dato vita al progetto musicale FEDERICO BOSIO TRIO. Il gruppo propone brani originali scritti dallo stesso Bosio, basati principalmente sull’armonia e sul linguaggio jazz, ma influenzati allo stesso tempo da sonorità e prassi ereditati dal mondo rock, pop e classico. Insieme ai brani originali, questo trio musicale ama esplorare anche il repertorio jazz tradizionale e moderno. Composizioni rarefatte e sfuggenti si alternano a brani più ritmici ed articolati, che si avvicinano al linguaggio essenziale e diretto del rock. Un gruppo sì giovane, ma già con un notevole bagaglio di esperienza alle spalle, a cui piace unire la grande eredità jazzistica del passato con il presente, cercando infine di raggiungere una sintesi personale ed originale che metta in luce la creatività dei singoli membri del gruppo.

Definito da Roberto Cipelli (pianista del Paolo Fresu Quintet, nonché direttore artistico del Nuoro Jazz Festival) come una delle proposte più nuove ed affascinanti del panorama musicale odierno nazionale e non solo, il progetto roveretano STEF GIORDI & CONNECTED” nasce con l’idea di miscelare il sound del nu jazz ed i poliritmi della musica latina. Il jazz, l’elettronica, la chitarra acustica ed il groove poliritmico sono gli elementi che uniscono le personalità di Stefano Giordani (chitarra acustica, effetti, sampler), Roberto Zecchinelli (basso elettrico, synth) e Matteo Giordani (batteria). Una band alla ricerca di sfumature timbrico-ritmiche sofisticate, con un unico, preciso obiettivo: ottenere sonorità chiare ed aggressive. Il gruppo ha collaborato con Russ Peterson (Usa) e Tomas Bura, tra gli altri, prendendo inoltre parte a numerosi festival, tra i quali il prestigioso Nuoro Jazz Festival. Con all’attivo due dischi, tra cui l’ultimo “Stefano Giordani & Connected”, è prevista per quest’anno l’uscita del loro nuovo album.

Per quanto riguarda le MODALITÀ DI INGRESSO all’Arena di Piazza Battisti, l’accesso sarà contingentato e sarà consentito solamente previo acquisto del titolo a pagamento (5 euro), acquistabile sul sito www.primiallaprima.it, presso le Casse Rurali di Trento e presso la biglietteria del Teatro Auditorium (da lunedì a venerdì, dalle 16 alle 19).

Si invita il pubblico a volersi presentare con congruo anticipo in ragione delle procedure di ingresso condizionate dai protocolli anti Covid-19. L’accesso verrà consentito a partire dalle ore 20.15.

Si ricorda che è obbligatorio l’utilizzo delle mascherine e il rispetto del distanziamento sociale, in ogni fase di ingresso all’Arena.

L’accesso in platea avverrà attraverso 3 varchi: Settore 1, Settore 2 e Settore 3, distinti per colore e numerazione. La numerazione del varco sarà indicata su ciascun biglietto. Una volta all’interno, lo spettatore dovrà obbligatoriamente sedersi sulle sedie di colore blu.

In caso di pioggia, il Settore 1 è al coperto, mentre per il Settore 2 e 3 sarà possibile chiedere il rimborso.

Riparti Trentino: 1 milione di euro alle imprese che sviluppano progetti per la ripartenza. L’iniziativa, gestita da Trentino Sviluppo per conto della Provincia, si rivolge alle piccole medie imprese. Il contributo massimo è di 50 mila euro, candidature entro il 30 luglio.

Ad una settimana dall’apertura del bando sono già una trentina le aziende che hanno manifestato interesse per accedere ai contributi a sostegno dei progetti per la ripartenza post Covid-19. L’iniziativa, promossa dalla Provincia con uno stanziamento da 1 milione di euro, è gestita da Trentino Sviluppo e si rivolge alle piccole e medie imprese trentine con meno di 250 dipendenti e un fatturato inferiore ai 50 milioni di euro che, tra il 1° febbraio e il 31 ottobre 2020, sviluppino un prodotto o un servizio per favorire la ripresa della produzione industriale e della vita quotidiana in sicurezza. Tra le spese ammissibili, fino a un massimo di 50 mila euro per ciascuna impresa candidata, ci sono i costi di brevettazione, prototipazione, consulenza tecnico-scientifica, acquisto o noleggio di dispositivi di protezione individuale e personale impiegato nell’attività progettuale. I termini di presentazione delle domande scadono giovedì 30 luglio.

«Un’agevolazione – commenta Achille Spinelli, assessore allo Sviluppo economico, ricerca e lavoro della Provincia autonoma di Trento – pensata per supportare le aziende di dimensioni medio piccole per far sì che gli investimenti in crescita ed innovazione possano in tempi rapidi concretizzarsi in prodotti e servizi per il mercato, diventando profittevoli per l’azienda stessa e portando benefici all’intero sistema economico locale in questa difficile fase di ripartenza».

Ad una settimana dall’avvio del bando sono già una trentina le aziende che hanno manifestato interesse per accedere ai contributi a fondo perduto messi a disposizione dalla Provincia autonoma di Trento per sostenere le piccole e medie imprese trentine nello sviluppo di tecnologie, prodotti o servizi innovativi che possano trovare applicazione nella gestione delle fasi post emergenza sanitaria Covid-19.

L’iniziativa si rivolge in particolare ai progetti “all’ultimo miglio”, ovvero nella fase di pre-lancio sul mercato, che favoriscano la ripresa della produzione industriale e della vita quotidiana in sicurezza.

Possono aderire le piccole e medie imprese con sede legale o operativa sul territorio provinciale, in posizione di regolarità contributiva e senza procedure concorsuali in atto, che abbiano meno di 250 dipendenti e un fatturato annuo non superiore ai 50 milioni di euro.

A fronte di uno stanziamento complessivo di un milione di euro, ciascuna impresa potrà ricevere un contributo di massimo 50 mila euro. Il limite minimo di spese per richiedere il contributo è invece di 10 mila euro. Le spese ammissibili sono quelle sostenute per la realizzazione del prodotto o servizio oggetto della domanda di agevolazione, come l’acquisto o il noleggio di materiali, componenti e macchinari, le consulenze anche a carattere tecnico-scientifico, i servizi di lavorazione effettuati dai terzi, la prototipazione, i costi di validazione ergonomica, collaudo, omologazione e certificazione del prodotto, l’acquisizione di diritto d’uso, licenze, brevetti, software specialistici e banche dati, l’acquisto o il noleggio dei dispositivi di protezione individuale usati nell’attività progettuale e il costo del personale con contratto di lavoro dipendente o con contratto di collaborazione ivi dedicato.

Le spese rendicontate dovranno essere sostenute nel periodo compreso tra il primo febbraio e il 31 ottobre 2020, data ultima per terminare il progetto. Sarà possibile candidarsi entro le ore 12 di giovedì 30 luglio, tramite la piattaforma online di Trentino Sviluppo. Maggiori informazioni ed iscrizioni sui portali ripartitrentino.provincia.tn.it e trentinosviluppo.it.

In Commissione da giovedì 9 a mercoledì 15 luglio. Pronto per il primo esame il pacchetto dell’assestamento di bilancio proposto da Fugatti.

Passato al vaglio tecnico del servizio legislativo di palazzo Trentini dopo che la Giunta l’aveva approvato e depositato in Consiglio, il “pacchetto” della manovra di assestamento del bilancio della Provincia proposto per il 2020 dal presidente Fugatti è ora disponibile nel sito dell’assemblea legislativa al link allegato (aprire la convocazione alla voce “ordine del giorno”).

La finanziaria di metà anno è formata da tre documenti: il disegno di legge 59 relativo all’approvazione del rendiconto generale della Provincia per il 2019 firmato dal presidente Fugatti; il disegno di legge 60 dedicato al vero e proprio assestamento del bilancio di previsione della Provincia per gli esercizi 2020-2022 sempre proposto dal capo dell’esecutivo; e infine il Documento di economia e finanza provinciale (Defp 2021), sul quale il Consiglio che fotografa l’andamento tendenziale dell’economia trentina tenuto anche conto dell’emergenza determinata dal Covid-19, testo sul quale il Consiglio è chiamato ad esprimere un parere.

L’esame del “pacchetto assestamento” impegnerà la Prima Commissione, presieduta da Vanessa Masè (La Civica) da giovedì 9 a mercoledì 15 luglio nella sala Lenzi della sede istituzionale del Consiglio in via Torre Verde 16 a Trento. Dopo che il presidente Fugatti avrà illustrato la manovra all’organismo con un intervento riservato ai consiglieri in programma giovedì dalle 14.30 alle 16.30, seguirà subito la discussione generale che si concluderà alle 18.30.

Venerdì 10 luglio prenderanno il via le prime consultazioni delle principali sigle sindacali (Cgil, Cisl, Uil, Fenalt e Dirpat) e del Coordinamento provinciale impresnditori insieme all’Associazione trentina dell’edilizia (Ance), che impegneranno la Commissione al mattino dalle 9.30 alle 12.30.

Le audizioni sull’assestamento proseguiranno e si concluderanno nel pomeriggio di lunedì 13 luglio coinvolgendo il Comitato per l’imprenditoria femminile, la Camera di commercio, le associazioni di rappresentanza delle categorie agricole e il Consiglio delle autonomie locali. All’esame degli articoli e degli emendamenti, alle dichiarazioni finali e al voto conclusivo sono dedicate le giornate di martedì 14 (sia mattino che pomeriggio) e di mercoledì 15 luglio (solo pomeriggio dalle 14.30).

 

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L’artista rivano Luigi Meregalli ha vinto l’edizione 2020 del premio di pittura Segantini. Secondo classificato Gabriele Bordignon (Tezze sul Brenta), terzo Giuseppe Fochesato (Schio).

La 51ª edizione del premio Segantini si sarebbe dovuta tenere il 31 maggio, come tradizione nei vicoli del rione Stranforio, ma la pandemia ne ha impedito lo svolgimento secondo la formula di mostra all’aperto. L’amministrazione comunale ha quindi organizzato una formula alternativa, attuabile a distanza: il nuovo regolamento per l’anno 2020 ha previsto la partecipazione mediante invio di materiale fotografico (entro il 31 maggio) e la successiva consegna dei soli quadri vincitori.

Hanno aderito 77 pittori, compreso il collettivo d’arte del centro Anffas di Arco, per un totale di 211 opere in gara. La giuria (quest’anno presieduta da Roberta Bonazza e composta da Franco Chiarani, Gabriele Lorenzoni, Fabrizio Migliorati e Giancarla Tognoni) ha rilevato con soddisfazione sia la qualità, sia la quantità delle adesioni, segno evidente che, nonostante la difficoltà di partecipare a distanza e i numerosi adempimenti richiesti, gli artisti hanno apprezzato la scelta di proporre comunque il premio anche per il 2020.

La giuria ha ritenuto importante riconoscere una menzione speciale alle opere degli artisti del centro Anffas di Arco, apprezzate per la loro personalità spiccata e vitale, esaltata da una composizione originale e di grande forza comunicativa. L’auspicio è che l’impegno nell’arte prosegua con rinnovato entusiasmo e con dedizione rivolta alla ricerca espressiva. La giuria ha chiesto e ottenuto dal Comune di Arco di sottolineare questa menzione con un omaggio di cataloghi d’arte a favore sia dei singoli artisti, sia dell’associazione. Inoltre la presidenza del Consiglio comunale di Arco, per tramite del presidente Flavio Tamburini, ha messo a disposizione uno speciale premio in memoria dell’artista arcense Gina Calzà, scomparsa nel 2018, dell’ammontare di 450 euro.

La graduatoria finale:

1. opera 173 (Luigi Meregalli, di Riva del Garda, TN): premio del Comune di Arco, 1.000 euro,
premio “G. Segantini”;
2. opera 56 (Gabriele Bordignon, Tezze sul Brenta, VI), premio Apt Garda Trentino APT, 750 euro;
3. opera 161 (Giuseppe Fochesato, Schio, VI), premio Cassa Rurale Alto Garda, 650 euro;
4. opera 73 (Giampietro Cavedon, Marano Vicentino, VI), premio notaio Flavio Narciso, 550 euro;
5. opera 120 (Pasotti Paolo, Suzzara, MN), premio Cassa Rurale Alto Garda, 500 euro;
6. opera 2 (Alberto Fiorenzato, Padova), premio Cassa Rurale Alto Garda, 450 euro;
7. opera 70 (Carlo Panzavolta, Cesena, FC), premio Amasa, 450 euro;
8. opera 81 (Carla Fabretti, Bolzano), premio del Comune di Arco, 400 euro, premio “A. Dürer” per opera all’acquerello.

Inoltre, fuori concorso: opera 170 (Cristina Zanella, Vezzano), 450 euro, premio straordinario della presidenza del Consiglio comunale a memoria dell’artista arcense Gina Calzà.

Riforma del turismo, concluse le audizioni in Seconda commissione. Pomeriggio di audizioni in Seconda commissione, presieduta da Luca Guglielmi (Fassa), sui ddl 53 dell’assessore Failoni e 16 Michele Dallapiccola (Patt) sulla riforma del turismo. Domani pomeriggio, sempre in Seconda Commissione, la discussione e il voto.

 

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Garda Trentino: c’è un eccessivo centralismo.

I primi ad essere ascoltati sono stati i rappresentanti del Garda Trentino. Il presidente Marco Benedetti, dopo aver sottolineato gli aspetti positivi del ddl Failoni, ha presentato quelli che secondo lui sono gli aspetti critici soprattutto le Agenzie territoriali d’area. Manca, secondo il presidente, un equilibrio di potere e quindi la richiesta è di progettare meglio queste strutture con un modello organizzativi che assicuri un equilibrio di poteri tra Ata e Apt, con una progettazione comune dei prodotti turistici. In alternativa, non sarebbe male, secondo Benedetti, istituire un Fondo provinciale, con il 10% delle risorse destinate alle Ata, per progetti interambito. Insomma, secondo il vertice di Garda Trentino preoccupa l’allungamento della catena di comando e un’architrave istituzionale che si allontana della periferia e si centralizza in Trentino Marketing (TM). Vero, ha aggiunto Benedetti, che TM è un presidio importante, però si deve stare attenti a non perdere il patrimonio di esperienza delle Apt. L’idea che se ne trae, sempre secondo l’esponente di Garda Trentino, è che le Apt siano subordinate e venga depotenziato il ruolo delle categorie economiche e dei privati. Non c’è, ha aggiunto Benedetti, l’evoluzione delle Apt che si stanno vedendo nel resto del mondo, ma un’involuzione. Serve poi un ragionamento sul pubblico e sul privato, soprattutto per ciò che riguarda l’obbligo delle nuove Apt di accollarsi tutto il personale delle attuali Apt e dei consorzi Pro loco, una decisione politica che contrasta con l’economicità. Sul finanziamento il Garda propone quattro ipotesi:

1) trasformare l’imposta di soggiorno in un contributo obbligatorio alle Apt dell’operatore che poi potrà rivalersi sull’ospite.

2) parificare il sistema turistico a quello della formazione professionale che è considerata di interesse generale ed è gestita da privati finanziati in toto dalla Pat.

3) seguire la normativa europea sui Sieg che prevede l’assegnazione a soggetti privati selezionati di risorse pubbliche.

4) risolvere il problema della suddivisione del finanziamento 51% dai privati 49% dal pubblico trasformando le Apt in organismi di diritto pubblico gestiti in una logica imprenditoriali.

Il presidente Benedetti ha detto che con la riforma i conti della Garda Trentino non potrebbero essere in equilibrio perché, con la nuova legge, il contributo pubblico della nuova Apt, nella quale rientrerebbero anche la Valle di Ledro e Comano, passerebbe dai 4 milioni e 246 mila euro di oggi a circa un milione.

Pietro De Godenz (UpT) ha chiesto chiarimenti al presidente del Garda Trentino sul discorso personale e sulle Ata. La risposta è stata che sul personale c’è una contraddizione tra la trasformazione in aziende private delle Apt e l’obbligo di assumere il personale; sulle Ata manca una definizione giuridica, chiarezza sull’organizzazione e sulla gestione del prodotto.

Alessandro Olivi del Pd ha chiesto come viene visto il nuovo ruolo di TM. Marco Benedetti ha risposto che il Garda si è già adattato all’idea di un TM che punta soprattutto alla promozione, una scelta condivisa ma la dotazione che la spa provinciale si porterà dai territori va contro le tendenze nazionali e internazionali.

 

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Per le “Strade” va rafforzata la sinergia tra produttori e Apt.

Per le tre Strade del vino e dei sapori del Trentino, Dora Tavernaro in rappresenta delle stesse, ha riassunto il documento condiviso dalle tre associazioni nel quale si chiede una modifica di alcune parti del ddl per rafforzare, istituzionalizzandola, la sinergia, ormai collaudata negli anni, tra i produttori locali e le Apt. Sulle Agenzie territoriali, Tavernaro ha detto che le strade del vino e dei sapori potrebbero contribuire a creare i prodotti turistici, prevedendo, nel caso di prodotti incentrati sulla gastronomia, il coinvolgimento delle “strade” potrebbero che potrebbero avere voce in capitolo nella strategia a livello provinciale. Sul ruolo di Trentino Marketing, Tavernaro ha suggerito di puntare su quello di coordinamento non solo di eventi ma anche di progetti a carattere provinciale. Sul ddl Dallapiccola la coordinatrice ha aggiunto che, con la prevista divisione dei territori in base ai prodotti, si potrebbe pensare ad un Agenzia per i produttori.

 

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I rifugisti: le Agenzie territoriali rischiano di creare problemi.

Dario Cordella segretario dell’associazione rifugi Trentino, sottolineando l’importanza del turismo per l’economia trentina e la centralità del turista che sta alla base del ddl Failoni, ha affermato che vanno evitate sovrapposizioni e va introdotta una semplificazione del quadro generale, valutando le Apt d’ambito anche in base alla loro sostenibilità economica. Le Agenzie territoriali però, a detta di Cordella, rischiano di creare problemi nei rapporti tra territori, e si deve invece puntare sul potenziamento dell’offerta che sta alla base del successo turistico. Nelle agenzie di prodotto potrebbero rientrare anche i rifugi che spesso, ha detto il rappresentante dei rifugisti, sono dimenticati dalle stesse Apt. Sì invece al ddl Dallapiccola soprattutto perché prevede la suddivisione territoriale per omogeneità di prodotto. Una scelta, secondo Cordella, molto più efficiente rispetto allo spezzettamento delle offerte nelle Apt d’ambito.

 

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La Sat: serve un richiamo alla fragilità dell’ambiente montano.

Il vice della Sat Roberto Bertoldi ha chiesto attenzione alla montagna che, come è emerso anche dagli Stati generali della montagna, chiede equilibrio tra risorse turistiche e risorse ambientali. Il vicepresidente Sat ha detto che ci sono già molti documenti politici che vanno in questa direzione e in un ddl, come quello di Failoni, che parla anche di valori ci dovrebbe essere anche un richiamo alla fragilità dell’ambiente montano. Principio che si potrebbe inserire, per il vicepresidente Sat, negli articoli che parlano di promozione territoriale ricordando i valori ambientali e identitari del Trentino. Sulle attività delle Apt, la richiesta della Sat è quella di inserire tra le attività il presidio della montagna.

 

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Cal: condivisione del ddl Failoni, ma rimane il nodo Rovereto.

Ultima audizione, quella del presidente del Cal, Paride Gianmoena il quale, ringraziando l’assessore per la disponibilità al confronto, ha affermato che sull’impianto del ddl c’è condivisione degli obiettivi. Importante il fatto che le Apt diventino private, ma rimane il nodo, che andrebbe risolto, dell’ambito di Rovereto e della Vallagarina. Altra questione sottolineata dal Cal, quello della rappresentanza dei comuni nel cda delle nuove Apt che, ha sottolineato Gianmoena, dovrà essere garantita perché serve la condivisione di tutti gli attori. Per il presidente Cal l’istituzione comune dovrà avere un ruolo anche nello sviluppo concreto della riforma. Infine, Gianmoena ha espresso dubbi sull’ impostazione più rivolta al pubblico del ddl Dallapiccola, mentre il Cal è più vicino a quella dell’assessore.

 

 

 

 

Osservazioni Associazione gestori rifugi

 

Osservazioni Apt Garda Trentino

 

Osservazioni Consiglio autonomie locali

Il flop dei “Navigator”, la nuova figura professionale prevista nel decreto del Reddito di Cittadinanza 2019 per aiutare i cittadini a trovare un lavoro, finisce all’attenzione della Corte dei Conti. Il Codacons ha presentato infatti un esposto alla magistratura contabile affinché avvii una indagine su quello che sembra essere a tutti gli effetti uno spreco di soldi pubblici.

Un’indagine giornalistica condotta dal quotidiano Repubblica ha evidenziato che ad un anno dal concorso e dalla successiva assunzione di 2.980 navigator gli stessi sarebbero rimasti “inutilizzati” o impiegati in attività parallele, come assistenti tecnici – spiega il Codacons – Della loro assunzione e successiva collocazione si sarebbe dovuta occupare la Società ANPAL Servizi S.p.A., società in totale controllo pubblico che opera nel campo delle politiche attive del lavoro.

Allo stato attuale, tuttavia, non vi sarebbe stato alcun monitoraggio delle attività fino ad ora svolte né della loro formazione, come dichiarato da alcuni funzionari delle varie strutture pubbliche dislocate in Italia. La piattaforma My Anpal all’uopo predisposta c’è, ma solo “a livello di prototipo”, le aziende non la usano per pubblicare le offerte di lavoro e non serve neanche a monitorare i navigator.

A fallire, quindi, sembra essere stato il progetto di riforma dei centri per l’impiego legato al reddito di cittadinanza, per il quale è stato investito 1 miliardo di euro con la Legge di Bilancio del 2019, cui si aggiunge la figura dei navigator nata proprio per supportare i Centri per l’impiego ma che, nei fatti, ad oggi risulta inutilizzata e con essa tutte le politiche attive dell’Anpal a causa – anche – dell’emergenza sanitaria.

Per tale motivo con un esposto alla Corte dei Conti il Codacons ha chiesto di verificare se le condotte attuate possano costituire ipotesi di danno erariale e accertare se nell’ambito del piano di assunzioni e successivo collocamento di 2980 “navigator” dislocati su tutto il territorio italiano sia stato garantito e rispettato l’impiego funzionale ed efficiente delle pubbliche sostanze e l’equilibrio economico finanziario delle gestioni pubbliche nel rispetto del più ampio principio di buon andamento della Pubblica Amministrazione.

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