LANCIO D’AGENZIA

(Fonte: Maurizio Fugatti) – Trentino fanalino di coda del nord est!. Il Pil Trentino non nasconde i dati macroeconomici negativi del 2016.

Il Presidente della Provincia Ugo Rossi si entusiasma per i risultati del Pil del 2016 che è cresciuto dell’1,1% in Trentino, superiore alla media italiana dello 0,9%, ma dimentica i tanti altri numeri macroeconomici purtroppo negativi relativi all’anno 2016 che pongono il Trentino come fanalino di coda rispetto a tutte le regioni del nord e in qualche caso anche all’Italia.

Prendiamo per esempio il tasso di disoccupazione giovanile che tra il 2015 e il 2016 in Trentino è aumentato dal 23,4% al 24,2%, in Sudtirolo è calato dall’11,8% all’8,7%, in Veneto è calato dal 24,6% al 18,8%, in Lombardia è calato dal 32,3% al 29,9% e in Italia è calato dal 40,3% al 37,8%.

In pratica nel 2016 il tasso di disoccupazione giovanile è cresciuto solo in Trentino, esso è il triplo di quello bolzanino e per la prima volta è maggiore in Trentino rispetto al Veneto.

Prendiamo poi il tasso di disoccupazione generale che tra il 2015 e il 2016 in Trentino è rimasto stabile al 6,8%, mentre in Sudtirolo è calato dal 3,8% al 3,7%, in Veneto è calato dal 7,1% al 6,8%, in Lombardia è calato dal 7,9% al 7,4%, e in Italia è calato dall’11,9% all’11,7%.

Nel 2016 il tasso di disoccupazione in Trentino è stato uguale a quello Veneto e del Nord-Est (6,8%) ed è la prima volta che accade negli ultimi quindici anni in quanto dall’anno 2000 al 2015 il Trentino ha sempre fatto meglio del Veneto e del Nord-Est.

I cosiddetti Neet (giovani tra i 15-29 anni che non lavorano e non studiano) tra il 2015 e il 2016 in Trentino sono rimasti stabili al 15,9%, mentre in Sudtirolo sono calati dal 10,2% al 9,5%, in Veneto sono calati dal 17,0% al 15,5%, in Lombardia sono calati dal 18,6% al 16,9%, in Italia sono calati dal 25,7% al 24,3%.

Inoltre il tasso di occupazione tra il 2015 e il 2016 in Trentino è rimasto stabile al 66,1%, mentre in Sudtirolo è cresciuto dal 71,4% al 72,7%, in Veneto è cresciuto dal 63,6% al 64,7%, in Lombardia è cresciuto dal 65,1% al 66,2% e in Italia è cresciuto dal 56,3% al 57,2%.

Per non parlare poi dell’andamento dell’export nell’anno 2016 rispetto al 2015. Esso è calato in Trentino del -1,5%, mentre in Sudtirolo è salito del +1,5%, in Veneto è salito del +1,3%, in Lombardia è salito del +0,8% e in Italia è salito del +1,2%.

Questi sono purtroppo dati impietosi che pongono il Trentino nel 2016 alle spalle non solo della Provincia di Bolzano, che ormai pare essere irraggiungibile in termini di numeri economici, ma anche di regioni a statuto ordinario a noi vicine che non hanno la nostra autonomia, le nostre competenze e le nostre risorse.

Il Trentino sta quindi arrancando e la ricetta economica di Rossi sta purtroppo fallendo.

 

(Fonte: Ufficio stampa Esercito italiano) – Dopo tre anni al comando del 2° reggimento genio guastatori alpini, il Colonnello Luigi Musti saluta la Bandiera di Guerra ed i suoi reparti schierati in armi nel piazzale principale della caserma Cesare Battisti passando la responsabilità al Colonnello Gaetano Celestre, che proviene dal Comando delle Truppe Alpine di Bolzano.

La Cerimonia, presenziata dal Generale Paolo Fabbri, Comandante della Brigata alpina Julia da cui dipende il reggimento, ha visto la presenza di numerose autorità civili e militari locali e dei comuni di altre Provincie ove i guastatori alpini hanno operato per la bonifica del territorio da ordigni residuati bellici, per altre attività di emergenza / calamità naturali in favore della popolazione e per attività cerimoniali di rilievo.

Il Gonfalone della città di Trento ed il Gonfalone della città di Iseo hanno onorato l’appuntamento. Molti anche i vessilli delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma, con la presenza speciale del Presidente Nazionale dell’Associazione Nazionale Alpini, ing. Sebastiano Favero.

Tre anni intensi di attività all’insegna del “dual use”, cioè la capacità duplice dell’Esercito nell’intervenire in favore delle popolazioni con i propri assetti specialistici durante le calamità naturali e le emergenze territoriali, con compagnie ed aliquote periodicamente impegnate nell’Operazione Nazionale Strade Sicure, in diverse piazze tra cui quella di Roma e Venezia, l’Expo di Milano nel 2015 e nei recenti eventi disastrosi del terremoto e dell’emergenza neve in centro Italia.

Numerosi anche gli impegni all’estero, con una compagnia di specialisti schierata nella Repubblica Centro Africana con l’Operazione Bottego a guida Europea, un’altra compagnia in Afghanistan nell’Operazione Resolute Support, mentre continue sono state le immissioni di singoli specialisti di settore nei vari teatri di operazione, quali Gibuti, Iraq, Kosovo, Libano.

Un periodo denso anche di bonifiche di residuati bellici esplosivi, che hanno visto il Col. Musti primo attore nella condotta del suo personale, molte volte in collaborazione con la Marina Militare ed il Centro Interforze Nbc, durante interventi complessi per neutralizzare grosse bombe d’aereo su tutto l’asse che congiunge Ala-Avio in trentino con il Brennero, ma anche nella pianura padovana, con le Operazioni Vallum, Torrens, Turris, Brixina, mentre è ancora in corso l’Operazione Centenarium per la neutralizzazione in alta quota di residuati bellici esplosivi emersi dal ghiacciaio della Marmolada in continuo ritiro.

Un maxi schermo nell’area della cerimonia ha permesso di ripercorrere con le immagini tutte queste tappe operative ed addestrative, rappresentate nel discorso di commiato del Comandante cedente ed abbracciate dal Comandante subentrante come suo punto di partenza per continuare in tale intento con il naturale impegno di implementare e migliorare sempre di più il personale del reggimento, guidandolo nei sicuri nuovi e continui impegni, nel rispetto dei valori costituzionali ed a favore della popolazione nazionale.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Foto: da comunicato stampa

(Fonte: Michaela Biancofiore) – Biancofiore -Fi : Incontro istituzionale con il Questore e con le altre cariche istituzionali e politiche.

A seguito della recente nomina da parte del Presidente Berlusconi a Coordinatore regionale di Forza Italia del Trentino Alto Adige e di parlamentare del centro destra, ho avuto ieri un incontro istituzionale con il Questore della Provincia Autonoma di Bolzano, dottor Giuseppe Racca.

La sicurezza è oggi anche in Trentino Alto Adige la principale preoccupazione e sensibilità della popolazione , pertanto ho inteso confrontarmi sulle problematiche locali con chi rappresenta la massima autorità di pubblica sicurezza nella nostra Provincia.

Provincia che, grazie alle nostre forze di polizia e dell’ordine in generale e alla fattiva collaborazione di una popolazione alla quale sta a cuore l’interesse pubblico, è ancora caratterizzata dalla garanzia di un livello superiore rispetto ad altre realtà di sicurezza e ordine pubblico, di prevenzione e difesa da atti eversivi.

Ciò non significa però che si debba abbassare la guardia anche visto il particolare momento storico caratterizzato da minaccia di terrorismo fondamentalista , che non può escludere nessuna realtà, nemmeno la nostra nella quale c’è abitudine errata a considerarsi “diversi” e perciò esonerati.

Non è purtroppo così anche se ovviamente tutti lo speriamo e mi sono infatti complimentata per l’iniziativa dei blocchi di cemento predisposti in occasione della festa di re Laurino, perchè ci piaccia o meno, oggi non è il caso di tralasciare nessun elemento utile alla protezione della vita dei cittadini.

L’occasione mi è stata gradita per esprimere al Questore la particolare vicinanza mia e del movimento che rappresento, alle forze dell’ordine e di polizia che troppo spesso, a fronte dei rischi e dell’enorme lavoro che esplicano per tutelare la nostra incolumità quotidiana, non vengono difese come dovrebbero e protette, da istituzioni e politica in generale.

Alla visita al Questore farà seguito nei prossimi giorni , quella alle altre Cariche istituzionali dello Stato e della Provincia, nonchè ai segretari politici dei vari schieramenti che si riterranno disponibili , sia in Alto Adige che in Trentino.

(Fonte: Uil Trentino) –  Assegno Unico e Rei, la Giunta si esprima sugli stanziamenti effettivamente necessari. Per la Uil va inoltre  rivisitato il meccanismo Icef  e venga indicizzato all’inflazione.

Anche noi, come Uil del Trentino, non possiamo che dirci soddisfatti per un imprescindibile strumento di contrasto alla povertà (Rei o Reis che sia) e siamo d’accordo con chi dice che il tutto dovrà armonizzarsi nel migliore dei modi con il nostro nascente Assegno Unico (in cui confluirà anche il reddito di garanzia).

Restano però, proprio su questo fronte, alcune perplessità. In particolare, dal momento che, appunto, siamo di fronte a un miglioramento qualitativo della formula con tutti i costi del caso (innalzamento età per concessione assegno figli unici, aumento soglia Icef per reddito minimo, ecc.), non abbiamo ancora certezze sul finanziamento del novello istituto.

Se alcuni milioni si ricaveranno dalla confluenza delle provvidenze statali nel modello trentino, resta da capire come si potrà arrivare a una completa copertura, a meno che non si modifichi l’attuale addizionale regionale Irpef, provvedimento annunciato, ma mai deliberato dalla giunta provinciale.

Su tale questione la Uil del Trentino si è espressa più volte, sia in fase di discussione dell’assestamento di bilancio 2016 che del Dpef 2017-2019, senza ottenere alcuna reazione.

Ci auguriamo che, finalmente, dopo l’odierna comunicazione in tal senso del Vicepresidente Olivi, almeno alla presentazione della manovra economica finanziaria 2018, l’iniqua addizionale regionale venga effettivamente stralciata, allo scopo di ottenere quelle risorse necessarie per il nuovo strumento di welfare in salsa trentina.

Un ultima osservazione in merito alla strumentazione Icef: il meccanismo alla base della misurazione del reddito disponibile delle famiglie trentine per l’accesso al welfare necessita di un “tagliando” e di un adeguamento all’attuale situazione socio-economica prevedendo un’opportuna indicizzazione dei valori all’inflazione – oggi mancante – nonché una rivisitazione semplificata delle deduzioni e delle detrazioni previste dal meccanismo, spesso in contrasto fra loro a causa delle tante, troppe, delibere susseguitesi negli anni, che per certi versi possono addirittura creare situazioni contraddittorie di iniquità.

 

(Fonte: Lega Nord Trentino) – Alloggi Itea per profughi: già assegnate 28 abitazioni, altre 13 in fase di assegnazione. I trentini possono aspettare.

Questo pomeriggio la Lega Nord Trentino ha tenuto una conferenza stampa per esprimere le proprie perplessità circa le risposte fornite dall’Assessore Daldoss all’interrogazione n.4668/XV, attraverso la quale lo scrivente chiedeva se Itea avesse messo a disposizione degli alloggi per l’accoglienza di profughi.

La risposta, purtroppo, è stata positiva: “Itea Spa, su specifiche richieste della Provincia Autonoma di Trento volte a fronteggiare situazioni di emergenza profughi, a partire dall’aprile 2010 ha messo a disposizione complessivamente n. 28 alloggi, variamente distribuiti sul territorio trentino”.

Si scopre inoltre che i titolari dei contratti di locazione abitativa risultano essere il Servizio politiche sociali, il Dipartimento lavoro e welfare e il Servizio Prevenzione rischi della Provincia ma viene omesso – nonostante l’interrogazione lo chiedesse – il numero delle persone ospitate in ogni appartamento e le loro generalità (sesso, età e nazionalità).

Ciò che sconvolge, appurato che altri 13 alloggi paiono essere in fase di assegnazione, è anche il fatto che l’Assessore abbia trovato una sorta di giustificazione alla disponibilità dimostrata da Itea specificando che “gli alloggi individuati da Itea Spa sono alloggi variamente dislocati nel territorio trentino rispetto ai quali, già da tempo, non è mai stata possibile l’assegnazione su graduatoria in quanto tali unità, debitamente proposte in assegnazione dalle competenti Comunità, venivano regolarmente rifiutate dagli inquilini aventi diritto all’assegnazione, ritenendoli non idonei alle loro esigenze, per ubicazione, dimensione o altri motivi”.

Uno sberleffo ai trentini (accusati tra le righe di essere schizzinosi) ma senza specificare nel dettaglio per quali motivi i nostri cittadini li hanno rifiutati. Secondo segnalazioni più volte giunte, alcuni di questi alloggi sono in cattive condizioni e in alcuni casi gli spazi assegnato non sarebbero sufficienti ad ospitare l’intero nucleo famigliare.

Oltre a ciò, Itea si è preoccupata di scorrere tutte le graduatorie dei nuclei familiari italiani prima di assegnare gli alloggi ai profughi? O la nostra gente, come sempre, deve aspettare e tacere di fronte a queste politiche dell’accoglienza e del buonismo che francamente hanno anche stancato?!?!

Per quale motivo tutta questa fretta di ricercare alloggi non avviene quando si presentano singole persone o famiglie trentine sfrattate o bisognose? Già questo sarebbe un buon punto da cui partire…

Per tutte le motivazioni sopra riportate, il Consigliere Fugatti presenterà una nuova interrogazione con la quale si chiederà a quanto ammontano nell’anno 2016 i canoni di locazione per alloggi adibiti a richiedenti asilo versati ad Itea;  le motivazioni che hanno portato al rifiuto degli alloggi e l’iter a seguito dello stesso, le generalità e il numero dei profughi presenti negli alloggi Itea, il numero degli italiani e dei trentini in attesa di un alloggio pubblico e da quanto tempo lo siano.

 

 

(Fonte: Agire per il Trentino) – Life Ursus – Wolfalps, Agire: «Alto Adige sempre tre passi davanti a noi.» Con un colpo di scena, l’Alto Adige ha deciso di abbandonare i progetti sugli orsi e sui lupi affermando chiaramente che sono allo sbando più totale.

“Con rammarico – scrive Agire per il Trentino – invece non intravediamo nessuna strategia efficace da parte della Giunta provinciale di Trento, inerme e in attesa del prossimo attacco da parte di questi predatori e magari anche della prossima manifestazione calunniosa dei finti animalisti.

Al contrario invece l’Alto Adige si dimostra prima di tutto attento agli interessi dei cittadini, dei turisti e degli agricoltori; e non solo: anche il Veneto e la Toscana, due regioni a statuto ordinario, stanno facendo dei passi in avanti per quanto riguarda la gestione dei predatori.”

Dei veri autonomisti pretenderebbero più rispetto e considerazione da parte di Roma e dell’Europa invece di rintanarsi a Malga Brigolina annunciando il nulla del nulla ed aprendo l’asta al miglior offerente.

Ribadiamo quindi la nostra totale delusione nella gestione dei plantigradi e dei lupi da parte della maggioranza di centro sinistra pseudo autonomista.

“Questo sta a significare solo una cosa: mentre i nostri vicini dell’Alto Adige (che più o meno hanno il nostro stesso punto di partenza) e altre regioni ordinarie (che invece partono svantaggiate rispetto a noi) camminano a testa alta, il Trentino continua ad essere fra gli ultimi della classe! È assolutamente inaccettabile.”

“Concludendo, onde evitare di creare confusione, Agire per il Trentino non è mai stato a favore dello sterminio di massa degli animali: oltre alla nostra proposta di istituire dei centri visita, riteniamo che vada fatta una seria riflessione su questa tematica in rispetto delle normative ma anche degli interessi primari della nostra cittadinanza.”

 

 

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Agire per il Trentino

Ufficio Stampa e Comunicazione

 

 

 

 

 

Foto: da video Pat

(Fonte: Ufficio stampa Parole & dintorni) – Lunedì 4 settembre all’Arena di Verona Festival Show, il festival itinerante dell’estate italiana, porterà sul palco oltre ai big della musica italiana anche i 3 talenti emergenti arrivati in finale in questa edizione: la cantautrice Chiara Ranieri da Napoli, il cantautore Nico da Ragusa e la band Thema da Milano.

Obiettivo da sempre di Radio Birikina e Radio Bella & Monella, è offrire infatti alle nuove proposte visibilità nelle piazze, in tv e una significativa airplay radiofonica. E quale opportunità più importante che aprire la serata finale della kermesse esibendosi sul prestigioso palco dell’Arena? I tre artisti hanno prima superato le selezioni primaverili facendosi notare tra centinaia di giovani di tutta Italia e non solo e poi hanno conquistato il pubblico esibendosi ciascuno in una delle tappe estive di Festival Show.

Il vincitore di Festival Show Giovani 2017 sarà decretato durante la serata finale all’Arena di Verona dalla giuria di qualità composta da Michele Torpedine, produttore discografico, manager e musicista, Luca Chiaravalli, musicista, arrangiatore e produttore, Danilo Ciotti, tra i più autorevoli autori italiani, oggi si dedica a far emergere i talenti, Adriano Pennino, musicista, arrangiatore, compositore e direttore d’orchestra e Massimiliano Longo, direttore di All Music Italia.

Il vincitore avrà come premio una borsa di studio al CET di Mogol. Il secondo classificato avrà come premio la registrazione professionale di una propria canzone presso l’AW Recording Studio di Udine. I primi tre classificati di “Festival Show 2017” avranno, come premio, cinquanta copie ciascuno del cd “Festival Show” che include le canzoni dei dodici giovani artisti che hanno partecipato al tour.

Un imponente palco di 300 mq con 60 mq di ledwall e un suggestivo apparato illuminotecnico, più di 150 mila spettatori in 7 tappe nel nord Italia: questi i numeri di FESTIVAL SHOW 2017 che ora si prepara al gran finale! L’epilogo di un’estate di successi del festival di Radio Birikina e Radio Bella & Monella sarà un appuntamento doppiamente importante, perché Festival Show festeggerà anche i 18 anni.

La serata imperdibile condotta da Giorgia Surina con Paolo Baruzzo porterà sul palco un cast d’eccezione composto dagli artisti che hanno fatto da colonna sonora all’estate italiana, vincitori di Premi e Certificazioni, affermati da anni o che rappresentano i gusti delle nuove generazioni:

Benji & Fede, Michele Bravi, Alex Britti, Francesco Gabbani, Raphael Gualazzi, Fausto Leali, Le Vibrazioni, Ermal Meta, Moreno, Nek, Riki, Shade, Sonohra, Thomas, Paola Turci E Nina Zilli!

La serata sarà impreziosita dall’Orchestra Ritmico Sinfonica Italiana e dal corpo di ballo guidato da Etienne Jean Marie (reduce dal grande successo dell’ultima edizione di “Amici”).

Sul palco dell’Arena si esibiranno anche la cantante italo eritrea SENHIT e la cantautrice calabrese YLENIA LUCISANO.

Sono aperte le prenotazioni per ricevere i biglietti omaggio per l’Arena telefonando al numero 895.60.60.665 (costo max della telefonata da rete fissa e da mobile 98 cent./min. Iva inclusa).

La serata finale di Festival Show è realizzata in collaborazione con il Comune di Verona.

In ognuna delle tappe del Festival Show, hanno sfilato in passerella Miss di Amen, selezionate tra quante hanno inviato l’iscrizione gratuita. Una giuria di esperti ha decretato la Miss vincitrice di tappa. Le finaliste saliranno sul palco dell’Arena.

L’organizzazione è curata da Mauro Casarin, talent scout che da sempre ha l’obiettivo di valorizzare le ragazze per future carriere nella moda e nello spettacolo.

Rinnovata la partnership con REAL TIME (canale 31 del gruppo Discovery Italia) che, per il secondo anno, segue l’evento come media partner. Il primo appuntamento è andato in onda il 24 agosto su Real Time (Canale 31) con il meglio delle tappe di Padova, Brescia, Caorle e Bibione.

Il secondo best of andrà in onda giovedì 7 settembre alle ore 22.40 racchiudendo il best of delle tappe di Jesolo lido, Lignano Sabbiadoro e Mestre e il terzo appuntamento sarà dedicato alla finale all’Arena di Verona in onda il 14 settembre in prima serata alle 21.10.

Queste le città che quest’anno hanno ospitato una tappa di questa diciottesima edizione di Festival Show: il 2 luglio il debutto a Padova in Prato della Valle, il 10 luglio il festival arriva a Brescia in Piazza Miro Bonetti (C.C. Freccia Rossa), il 27 luglio a Caorle (Venezia) all’Arenile Madonna dell’Angelo, il 3 agosto a Bibione (Venezia) in Piazzale Zenith, il 10 agosto a Jesolo Lido (Venezia) in Piazza Torino, il 18 agosto a Lignano Sabbiadoro (Udine) alla Beach Arena, il 25 agosto a Mestre (Venezia).

Ogni anno tutte le tappe di Festival Show sono gratuite per il pubblico. Le offerte libere vanno in beneficenza alla Fondazione Città della Speranza che si occupa di raccogliere fondi per i bambini malati di gravi patologie.

In questi anni, grazie alla generosità del pubblico sono stati raccolti e versati alla Città della Speranza quasi 600.000 euro.

Inoltre Festival Show raddoppia l’impegno per il sociale appoggiando i volontari AIDO (Associazione Italiana per la Donazione di Organi, Tessuti e Cellule) che sono stati presenti in ogni Piazza per informare correttamente sul tema della donazione e del trapianto di organi e per raccogliere eventuali manifestazioni di volontà favorevoli alla donazione.

Festival Show è ideato da Roberto Zanella, editore del network radiofonico di cui fanno parte Radio Birikina e Radio Bella & Monella. Coordinamento del tour e conduzione fanno capo a Paolo Baruzzo.

Collaborazione artistica di Stefano Favero. Direzione della fotografia Renato Neri. Direttore di Produzione Elena Toffoli. Addetti al controllo Pantere Security e all’allestimento palco Trabuio.

Festival Show nasce nel 2000 come festival estivo del Triveneto, da un’idea di Roberto Zanella, editore del più potente network radiofonico del nord Italia. Da ormai diciotto anni, fa tappa in città importanti e località di villeggiatura portando in scena uno spettacolo che miscela sapientemente musica, ballo, vari ingredienti di spettacolo e divertimento.

Negli anni, la manifestazione è cresciuta talmente tanto da approdare anche all’Arena di Verona, che dal 2014 ne ospita la finale.

L’anno scorso l’evento è stato trasmesso, per la prima volta, da Real Time che ha raccolto lusinghieri risultati d’ascolto. Molti gli ospiti che si sono avvicendati sul palco, nelle varie città in cui ha fatto tappa la kermesse, tra cui: Elisa, Emma, Zucchero, Max Pezzali, Pooh, Francesco Renga, Max Gazzè, Modà, Francesco Gabbani, Alessio Bernabei, Baby K, Emis Killa, Marco Mengoni, The Kolors, Francesca Michielin, Luca Carboni, Patty Pravo, Loredana Bertè. Nel corso degli anni, il Festival Show è stato presentato da volti noti della televisione e dello spettacolo come Serena Autieri, Laura Barriales, Luisa Corna, Giorgia Palmas, Lola Ponce e nel 2016 da Adriana Volpe e Lorena Bianchetti.

(Fonte: Apt Terme Comano) – Officina del  Miele. Festival del Miele e delle Erbe Officinali .Parco delle Terme di Comano.

Via alla 5° edizione dell’Officina del Miele, il Festival del Miele e delle Erbe Officinali: sabato 2 e domenica 3 settembre nel parco delle Terme di Comano, degustazioni, laboratori, incontri e spettacoli per conoscere e degustare il miele e le erbe di montagna.

Sabato mattina l’Officina del Miele si apre con le degustazioni curate dagli apicoltori locali che conducono i partecipanti in un vero e proprio viaggio tra i diversi tipi di miele per imparare a riconoscerne i profumi e gli aromi. Poi gli assaggi continuano nell’incontro “La magia delle piante officinali” con decotti e infusi per conoscere le erbe che li compongono e le pietre e i pianeti ad essi abbinati.

Nel pomeriggio aprono gli stand del mercatino con i produttori di erbe e miele; ci sono poi laboratori per bambini e famiglie, degustazioni di miele e noci in collaborazione con la confraternita della noce del Bleggio e un approfondimento dedicato allo studio degli insetti a cura dell’entomologa Bettina Maccagnani.

Domenica il Festival continua con il mercato aperto tutto il giorno, le degustazioni di miele, succhi e sfiziosità alle erbe e ancora laboratori. Inoltre due appuntamenti speciali: alle 16.00 uno Show Cooking a tema curato dallo chef Sabatino Iannone e alle 18.00, in conclusione del Festival, lo spettacolo teatrale Ursus Live, con Alessio Kogoj, ideato e scritto da Roberta Bonazza.

Nelle due giornate del Festival sono disponibili menu a tema miele ed erbe nei ristoranti aderenti (Ristorante don Pedro, Grand Hotel Terme di Comano; Hotel Flora, Cattoni Holiday a Comano Terme, Dologno a Stenico, Albergo Miravalle a Balbido, Rifugio Alpenrose a San Lorenzo in Banale).

 

 

 

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(Fonte: Ufficio stampa Pat) – Rossi “L’Autonomia esiste grazie a un popolo che continua a respirarne i principi e a praticarla”. La cultura dell’Autonomia: al via le celebrazioni per l’Accordo De Gasperi-Gruber.

Primo appuntamento oggi in Sala Depero per celebrare l’Accordo De Gasperi-Gruber. “La cultura dell’Autonomia” è questo il titolo del seminario, moderato da Giuseppe Zorzi (Presidenza PAT – Affari euroregionali), che ha visto protagonisti Rainer Arnold, Università di Regensburg, Steven Forti, Universidade Nove de Lisboa e Università Autonoma di Barcellona, Roberto Toniatti, Università di Trento, Elena D’Orlando, Università di Udine e Esther Happacher, Università di Innsbruck.

I lavori hanno avuto inizio con i saluti del presidente della Provincia autonoma di Trento Ugo Rossi, il vicepresidente Walter Viola in rappresentanza del Presidente del Consiglio provinciale Dorigatti e di Paride Gianmoena presidente del Consiglio delle Autonomie locali.

“Credo – ha sottolineato il presidente della Provincia autonoma di Trento Ugo Rossi – che quanto sia avvenuto dall’Accordo De Gasperi- Gruber debba tenere ben presente quanto prima era comunemente diffuso sui nostri territori, ovvero la cultura dell’autonomia. Ci siamo concentrati in questi anni di attacco ad una logica anche di difesa cercando di dimostrare come le autonomie speciali, oltre a garantire un’alta qualità della vita ai propri cittadini siano anche utili allo Stato.

Ci siamo concentrati sul meritarsi l’autonomia sul profilo del gestirla bene. Ma questo non è sufficiente, l’autonomia è frutto anche della cultura e soprattutto del suo popolo. Riflettere oggi anche su questo aspetto significa fare in modo che questo ‘meritarsi’ l’autonomia si possa sostanziare anche per il futuro, non solo per logiche di buono governo ma soprattutto per il fatto che c’è un popolo che continua a respirare i principi di questa cultura e a praticarla in prima persona”.

I prossimi appuntamenti per la Giornata dell’Autonomia sono previsti per domenica 3 settembre al teatro Sociale con il concerto dell’orchestra Haydn (ingresso libero previo ritiro del biglietto).

Martedì 5 in Sala Depero è fissata la consueta cerimonia ufficiale e in serata, nel cortile del Muse, spazio alla musica rock e reggae con i Rebel Rootz. Infine, sabato 9, le “porte aperte” al Palazzo della Provincia, anche questa ormai una tradizione, con il saluto del governatore del Trentino Ugo Rossi.

Hanno avuto oggi inizio le proposte dell’edizione 2017 della Giornata dell’Autonomia, istituita nel 2008 per ricordare l’accordo De Gasperi-Gruber dal quale ha avuto origine l’Autonomia speciale nella forma che oggi conosciamo.

Nel pomeriggio in Sala Depero del palazzo sede della Provincia si è tenuto un seminario sulla Cultura dell’Autonomia e in particolare “Le condizioni pre-giuridiche per un’efficace autonomia regionale”.

E’ il popolo trentino il vero attore della lunga storia autonomistica di questa terra. Una storia che trova certo nell’anniversario dell’Accordo De Gasperi-Gruber del 5 settembre 1946 un momento fondamentale, quale fonte di diritto internazionale della speciale autonomia del Trentino e dell’Alto Adige/Suedtirol.

Ma che non inizia affatto il 5 settembre 1946, avendo in quella data già alle spalle un’esperienza variegata quanto consolidata anzitutto in termini di sensibilità autonomistica. C’è da chiedersi insomma se l’architettura di un’autonomia regionale efficace non dipenda anche da condizioni pre-giuridiche.

Che come tali saranno esterne tanto al quadro normativo quanto alla disponibilità di risorse materiali: si pensi ad esempio alla questione delle radici storiche o alla risorsa rappresentata da un capitale sociale condiviso o ancora alla stessa possibilità di ricuperare un comune qualificato filo rosso argomentativo sul terreno identitario e di qui progettuale-politico anche a livello di proposta partitica.

I relatori nel corso del seminario si sono quindi concentrati nell’approfondire i profili più significativi delle condizioni pre-giuridiche dell’architettura istituzionale di un’autonomia regionale efficace e, al tempo stesso, nel proporre una ricognizione comparata della cultura dell’autonomia a livello europeo, occasione per confrontare la storia autonomistica trentina con alcune esperienze paradigmatiche di autonomia regionale nel continente.

ÌIn particolare Roberto Toniatti, docente di diritto costituzionale comparato presso l’università di Trento, ha tracciato la cornice metodologica e tematica di questo seminario, individuando in linea generale i contenuti e le manifestazioni della cultura dell’autonomia.

Rainer Arnold, professore emerito dell’università di Regensburg, ha invece raccontato l’esperienza di autonomia regionale matura in Europa: quella bavarese, una realtà con la quale sempre più il Trentino e più in generale questa terra tra i monti a cavallo del Brennero dovrà misurarsi a tutti i livelli elaborando a maggior ragione una propria capacità di iniziativa.

Steven Forti, docente presso l’università di Lisbona e l’università autonoma di Barcellona, ha illustrato il caso catalano sulla base di un excursus storico-scientifico che dalla nascita della Catalogna ha fatto emergere nei secoli successivi la nascita del catalanismo fino ad arrivare al Novecento e alle spinte che dall’autonomismo premono sempre più verso l’indipendentismo.

Altre due esperienze sono state portate da Elena D’Orlando, docente dell’università di Udine e da Esther Happacher dell’università di Innsbruck.

Il convegno si è concluso con le riflessioni di Francesco Palermo, professore presso l’università di Verona e l’Eurac di Bolzano.

 

 

Foto: da comunicato stampa

(Fonte: Ufficio stampa Pat) – Fondo strategico territoriale, approvato l’accordo per l’Alto Garda e Ledro.

Tre milioni per contribuire a realizzare il progetto “Garda by bike” – la ciclabile che farà il periplo del lago di Garda – oltre 528.000 di euro per riqualificare i collegamenti escursionistici nell’area “Ponale, circa 239.000 euro per l’acquisto di un natante attrezzato per gli interventi di emergenza e tecnici da mettere a disposizione dei Vigili del Fuoco volontari del Distretto Alto Garda e Ledro: questi interventi, risultato di un lungo percorso di condivisione e partecipazione sul territorio, a breve diventeranno realtà.

Su proposta dell’assessore alla coesione territoriale e enti locali Carlo Daldoss, la Giunta provinciale ha infatti approvato l’accordo di programma – il primo che arriva a conclusione e che a breve sarà seguito da quelli di altri territori – tra la Provincia, la Comunità Alto Garda e Ledro e i comuni di Arco, Drena, Dro, Ledro, Nago-Torbole, Riva del Garda e Tenno. Il Fondo strategico territoriale finanzia queste iniziative con oltre 3.768.000 euro.

“Si traduce in opere concrete – sottolinea l’assessore Daldoss – il primo dei percorsi partecipativi che abbiamo avviato negli ultimi mesi in tutto il Trentino, con l’intento di creare, veramente e non solo a parole, le condizioni per cui i territori e le comunità siano protagonisti nella definizione di scelte ritenute strategiche per il loro futuro.

Ovunque siamo andati abbiamo trovato grande partecipazione ed entusiasmo per questa nuova modalità per programmare, e per poi a breve realizzare, interventi di rilievo che saranno fondamentali per uno sviluppo economico e sociale che tenga conto delle vocazioni di ogni territorio”.

Gli ambiti di intervento, per l’Alto Garda, sono stati individuati attraverso un percorso partecipativo che ha visto svolgersi un incontro pubblico, che si è tenuto nei primi giorni di maggio presso il Parco Colonia Pavese a Torbole.

Nei mesi precedenti si era tenuto anche uno degli appuntamenti denominati “World Cafè” che sono stati organizzati in tutta la provincia. I percorsi partecipativi sono gestiti e monitorati dall’Autorità per la partecipazione locale, organismo cui la normativa (Legge provinciale 16 giugno 2006, n. 3) affida il compito di promuovere la partecipazione dei cittadini e degli enti locali nei processi di costruzione delle politiche territoriali.

La normativa provinciale prevede inoltre che gli accordi di programma tra Provincia, comunità e comuni siano finalizzati ad orientare l’esercizio coordinato delle rispettive funzioni per realizzare interventi di sviluppo locale e di coesione territoriale, comprese opere che interessano più comuni. Queste attività sono finanziate dal Fondo strategico territoriale di cui la Giunta provinciale, d’intesa con il Consiglio delle autonomie locali, decide il riparto e le modalità di utilizzo.

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