LANCIO D’AGENZIA

(Fonte: Funivie Madonna di Campiglio Spa) – La società chiude il bilancio con un utile netto di 4,4 milioni di euro e festeggia i 70 anni dalla sua fondazione.

Sono stati numeri positivi e performanti quelli presentati all’assemblea dei soci di Funivie Madonna di Campiglio Spa, andata in scena lo scorso sabato presso il Pala Campiglio.

È con molta soddisfazione che il presidente di Funivie Campiglio Sergio Collini, presenta agli azionisti il miglior bilancio di sempre, con un utile netto di 4,4 milioni di euro, un record di 10,3 milioni di passaggi sugli impianti di risalita (3,49% in più del 2016) ed un totale di 1.253.562 primi ingressi registrati (+ 2,7%).

L’andamento positivo dell’inverno si è potuto ottenere grazie a 1.600.000 metri cubi di neve programmata che ha visto l’apertura della stagione invernale 2016/2017 il 19 novembre 2016 ed è proseguita ininterrottamente sino al 23 aprile 2017.

Il 2017 è stato un anno ricco di traguardi importanti per Funivie Madonna di Campiglio Spa; tra questi in primis la recente aggiudicazione all’asta di Funivie Folgarida Marilleva che, pur con il supporto di un prestito obbligazionario della Provincia Autonoma di Trento, vede Funivie Campiglio capofila e partner industriale di un demanio sciabile che interessa due vallate e un bacino di utenza di milioni di sciatori e 60 milioni di euro di fatturato.

Grazie ad un’operazione finanziaria non facile, ideata in pochi giorni con il Presidente della Provincia Ugo Rossi, Funivie Campiglio si è aggiudicata il pacchetto di controllo di Funivie Folgarida Marilleva.

Si è costituito un polo unico trattenuto in mani trentine che consolida a livello societario la Skiarea Campiglio Dolomiti di Brenta Val di Sole Val Rendena, nata 4 anni fa con l’obiettivo di presentare sui mercati esteri un’ offerta sciistica più ampia, competitiva e accattivante grazie ad un demanio sciabile che conta 150 km di piste.

Attraverso azioni di marketing comuni e sinergie collaborative e di know how, la Skiarea punta ad imporsi sui mercati esteri aumentando le presenze turistiche e superando i suoi competitors internazionali.

L’assemblea annuale degli azionisti è stata seguita dalla cerimonia dedicata ai 70 anni dalla fondazione della Società Funivie Madonna di Campiglio. Era il lontano 10 agosto del 1947, quando un gruppo di 19 imprenditori sottoscrissero l’atto costitutivo della Società.

Una data memorabile che rappresenta l’inizio di un’ avventura ricca di ostacoli ma di parecchi successi per Funivie Madonna di Campiglio e per la stessa località in termini di crescita di benessere per la sua gente, sviluppo turistico e ambientale.

Per la celebrazione dei 70 anni, Funivie Campiglio ha richiamato molti ospiti a condividere questo avvenimento importante.

Tra i presenti all’evento: gli azionisti, i dipendenti della società impiantistica e molte rappresentanze istituzionali, civili, militari e religiose, tra cui il vescovo Mons. Lauro Tisi, il Presidente della Provincia Ugo Rossi, Il Vice presidente della Provincia Alessandro Olivi, e gli assessori provinciali Dalla Piccola Michele, Mellarini Tiziano, Daldoss Carlo.

 

 

 

 

 

Foto: Bisti (da comunicato stampa)

(Fonte: Filippo Degasperi) – Tagli ai servizi postali di 35 comuni trentini. Il presidente Rossi tace. Apprendiamo dalla stampa la conferma del peggioramento dei servizi postali in diverse valli trentine e conseguente creazione di quattro macroaree di distribuzione che saranno operative entro il prossimo 4 dicembre.

Prima che si estendesse troppo, il problema era già stato sollevato a fine maggio nell’interrogazione 4568 del Movimento 5 Stelle con riferimento al solo Primiero.

Nell’attesa di una risposta (ad oggi non pervenuta, malgrado sia scaduto il termine massimo), ad onor del vero giungeva risposta all’interrogazione 4332, presentata da un collega di minoranza e simile alla nostra nel contenuto.

Preoccupazione di entrambe era il ricevere rassicurazioni circa la salvaguardia del servizio postale nei territori montani ed avere un quadro completo dei cambiamenti ventilati.

La società ha infatti negli ultimi anni avviato interventi riorganizzativi che hanno visto la progressiva chiusura di sportelli o la limitazione del relativo orario di apertura. Pertanto il 19 gennaio 2017 veniva approvata all’unanimità una proposta di mozione per addivenire ad un accordo ed azzerare i disservizi per il cittadino.

Rossi metteva nero su bianco che sarebbe stata sua cura “provvedere ad informare il consiglio provinciale dello stato dei lavori, tenuto anche conto dell’impegno assunto con la mozione sopra richiamata”.

La promessa non è stata rispettata e parimenti è caduto nel vuoto l’appello con cui pregavamo il Presidente di muoversi urgentemente, come fatto in modo avveduto dalla Provincia di Bolzano mediante specifica Convenzione con Poste Italiane, al fine di evitare qualsiasi situazione critica. Invece ora si viene a sapere che Poste Italiane hanno già deciso cosa fare.

L’articolo 5 comma 5 del Contratto di Programma tra il ministero dello Sviluppo economico e Poste Italiane prevede che la società “si impegni a valutare prioritariamente eventuali iniziative degli enti ed istituzioni (…) che possano potenziare l’offerta complessiva dei servizi in specifici ambiti territoriali, anche al fine di valorizzare la capillarità degli uffici postali”.

Le anomalie del caso sono molte. In ordine casuale: perchè Rossi si è sottratto all’impegno di riferire al Consiglio il prosieguo degli accordi?

Perchè Poste Italiane decide di prendere una decisione unilaterale, venendo meno agli obblighi contenuti nell’articolo 5 del Contratto di Programma? esiste forse un nuovo compromesso confidenziale tra Provincia e Poste Italiane di cui non siamo a conoscenza e che prevede la tacita rottura del tavolo di confronto bilaterale? Attendiamo chiarimenti.

 

 

 

 

 

In allegato i documenti contenuti nel comunicato stampa

risp a int 4332 di Bezzi da Rossi su disfunzioni servizio postale periferico trentino-19 maggio 2017

 

int Degasperi 4568-Criticità del servizio postale nel Primiero 29052017

(Fonte: Ufficio Stampa Comune Rovereto) –  Nell’ottica della sperimentalità e nel solco dei regolamenti provinciali è stata individuata la soluzione operativa per la gestione della Civica Scuola Musicale “Riccardo Zandonai” di Rovereto.

Tutti i dettagli sono stati forniti oggi nel corso di una conferenza stampa alla presenza dell’Assessore Provinciale alla Cultura Tiziano Mellarini.

 

 

 

 

In allegato il comunicato stampa:

Presentata la nuova Civica Zandonai_14.9-3

 

 

 

 

 

Foto: da comunicato stampa

(Fonte: Franco Panizza) – Codice spettacolo, Panizza (Patt): per il volontariato culturale servono più risorse. “Dobbiamo dare la giusta centralità a quella cultura che arriva nei luoghi più lontani o difficili e che svolge un ruolo prezioso anche sul fronte dell’inclusione sociale.

Lo dobbiamo soprattutto alle centinaia di migliaia di persone appassionate e competenti che dedicano gratuitamente il loro tempo alla comunità e alla sua crescita.”

Così il segretario politico del Patt e vicepresidente del Gruppo per le Autonomie, Franco Panizza intervenendo in aula sulla legge-delega per il codice dello spettacolo.

“La cultura, anche nelle sue espressioni più popolari, può costituire un volano economico, a dispetto di chi un tempo sosteneva che con la cultura non si mangia. Per questo la nuova legge è molto importante.

Tuttavia nella delega – ha continuato Panizza – c’è uno sbilanciamento verso le forme culturali “alte” e una minore convinzione rispetto a quelle realtà che incidono sui territori. Il provvedimento riconosce apertamente il valore aggiunto e la qualità del volontariato, ma ben poco prevede concretamente a suo sostegno.

L’invito al Governo è di destinare più risorse alle associazioni musicali, corali, teatrali, coreutiche, storiche e folkroristiche. Di qui l’invito al Governo perché non ricevono più nulla dal Fus e ben poco dagli enti locali, costrette a contare solo sulla generosità dei sostenitori.

Dobbiamo intervenire con la prossima legge di Bilancio, sulla scorta anche di alcuni ordini del giorno che sono stati approvati in Commissione. Dobbiamo introdurre detrazioni fiscali per le famiglie che iscrivono i figli a corsi di insegnamento musicale, al pari di quelle concesse per la formazione sportiva.

Vi è poi la necessità, che sollecito da inizio legislatura, di una revisione della disciplina d’autore per il volontariato e le associazioni di promozione sociale nel caso di iniziative a scopo benefico.

Così come occorrono agevolazioni fiscali anche per chi vuole investire sul volontariato culturale, agevolazioni sulle imposte di bollo che oggi spettano solo alle Onlus, la riduzione delle aliquote Iva per l’acquisto di strumenti, una maggiore elasticità nei rapporti di lavoro intermittenti con i collaboratori tecnici, così come avviene per lo sport. Il settore attende da tempo segnali concreti e non solo parole di apprezzamento.”

Panizza poi si è voluto soffermare sugli elementi positivi della delega: l’estensione dell’Art Bonus in favore delle istituzioni concertistico-orchestrali, delle imprese e dei centri di produzione teatrale e di danza. E le norme che garantiscono la qualità dei centri di formazione, in particolare i necessari requisiti previsti per le scuole di danza.

“Infine – ha concluso Panizza – voglio ricordare che, per l’anno d’imposta 2016, non è stato possibile, non si sa se per dimenticanza o per volontà politica, riservare il 2 per mille dell’Irpef alle associazioni culturali. La richiesta, contenuta in un nostro ordine del giorno condiviso dall’intera Commissione, è che nella prossima Legge di Bilancio questa doverosa misura possa essere reintrodotta in misura permanente.”

 

 

 

 

(Fonte: Upt, Unione per il Trentino) – Questa mattina il capogruppo cons. Gianpiero Passamani ha depositato un’interrogazione a risposta scritta, firmata anche dai colleghi consiglieri dell’ UpT Tonina e De Godenz, in riferimento alle recenti notizie riportate dai maggiori organi di informazione sulla riduzione del servizio postale che interesserà i maggiori comuni del Trentino. Pertanto il cons. Passamani interroga la Giunta su come intenda intervenire per fronteggiare tale disservizio.

 

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INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA (art. 151 del Regolamento interno del Consiglio)

I quotidiani stanno in questi giorni comunicando un’importante trasformazione all’intero dei servizi della Poste Italiane annunciata per marzo 2017 e che prenderà il via in Trentino ad ottobre. Si tratta solo dell’inizio di una rivoluzione che porterà il recapito a giorni alterni in un centinaia di comuni di Lazio, Abruzzo, Molise, Sardegna, Toscana, Umbria, Marche, Liguria, Campania, Sicilia e nella maggior parte dei Comuni trentini.

I centri di recapito interessati per primi al cambiamento saranno Borgo Valsugana, Lavarone Cappella, Fiera di Primiero e Vezzano (che ha competenza su tutta la Valle dei Laghi e parte delle Giudicarie) per un totale di 34 comuni – 18 dei quali si trovano in Valsugana – ma questo è solo l’inizio, visto che il programma è destinato a proseguire in altre realtà trentine.

Un’esigenza di riduzione del servizio postale che l’azienda ha sempre motivato con il calo dei volumi della corrispondenza, secondo una tendenza ormai consolidata da anni.

I comuni dell’Alto Adige non saranno toccati da queste limitazioni che procederanno su un binario completamente separato dopo l’accordo firmato il 5 aprile scorso dal governatore altoatesino Arno Kompatscher e l’amministratore delegato di Poste italiane, Francesco Cairo. Accordo, che il gruppo Consiliare dell’Upt in una question time del 9 settembre 2015, ha sottolineato e condiviso ancora mentre la trattativa era in fase embrionale.

La notizia del dimezzamento di un servizio come la consegna della posta che riveste ancora al di là dei numeri una grande importanza per la collettività, e dovrebbe rivestire ancora un ruolo primario nella mission dell’Azienda, è sicuramente fonte di perplessità e amarezza.

Ma l’elemento che più disorienta è legato al fatto che in numerosi comuni e frazioni del territorio provinciale trentino, la posta venga consegnata già da alcun tempo una sola volta in settimana.

 

 

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Tutto ciò premesso interrogo la Giunta provinciale per sapere

Come intenda intervenire a fronte del progetto delle Poste Italiane di dimezzare i giorni di recapito e, in particolar modo, se e come allineare eventualmente alla nuova riduzione, i territori che attualmente ricevono la posta una volta alla settimana.

 

A norma di regolamento, si chiede risposta scritta.

(Fonte: Ufficio stampa Winegraft) –  I risultati della sperimentazione sui portainnesti “M”, frutto della ricerca congiunta Università di Milano-Winegraft. Arriva la vite che consuma il 30% in meno di acqua.

Marcello Lunelli, presidente di Winegraft: ”Eccellente esempio di water footprint per una migliore sostenibilità economica del vigneto”.

Attilio Scienza: “I portainnesti M indispensabili per affrontare i cambiamenti climatici e la delocalizzazione dei vigneti nei prossimi trent’anni”.

Se tutti i vigneti della Lombardia fossero innestati sugli M si risparmierebbe ogni anno 426 mln di hl di acqua pari a due volte e mezzo il lago d’Iseo.

In una delle estati più calde e siccitose degli ultimi 150 anni, arriva dalla ricerca scientifica una buona notizia per i vigneti: nuovi portainnesti che ottimizzano l’utilizzo dell’acqua, resistono agli stress idrici e riducono, in media, del 30% i consumi del prezioso elemento.

Sono i “portainnesti M”, frutto del progetto di ricerca dell’Università di Milano supportato dalle imprese vitivinicole riunite in Winegraft, che offrono una prima risposta concreta ai cambiamenti climatici e al tema della water footprint nel vigneto per una diversa sostenibilità, anche economica, della viticoltura.

I primi risultati della sperimentazione avviata da alcune aziende in varie regioni italiane, su diversi vitigni innestati con gli M, hanno portato a scoprire una eccezionale capacità di resistenza allo stress idrico di questa nuova generazione di portainnesti che, grazie ad un utilizzo biochimico più efficiente dell’acqua, mostrano un consumo nell’intero ciclo vegetativo minore del 25-30% rispetto ai portainnesti tradizionali, a parità di condizioni pedoclimatiche e di vitigno, senza perdere in quantità e qualità produttiva.

Tradotto in numeri, se consideriamo una produzione media ad ettaro di 120 q.li uva per 85 hl vino, con un consumo annuo di acqua, secondo i calcoli dell’associazione Water Footprint Network, di 81.600 hl, con l’utilizzo degli M si risparmierebbero 24.500 hl di acqua ad ettaro ogni anno. Significa che, ad esempio, se tutti i vigneti della Lombardia – che nel 2016 hanno prodotto 1,47 mln di hl di vino – fossero innestati sugli M, si risparmierebbero ogni anno 426 mln di hl di acqua, pari a due volte e mezzo il lago d’Iseo.

Un risparmio considerevole, ambientale ma anche economico. “Il primato nella water footprint dei portainnesti M – ha commentato il presidente di Winegraft Marcello Lunelli, vice presidente di Cantine Ferrari – testimonia efficacemente quanto stiamo sostenendo da tempo e cioè che, investire in sostenibilità ambientale produce effetti positivi diretti anche nella sostenibilità economica delle imprese”.

I recenti sviluppi della ricerca portata avanti dall’equipe dell’Università di Milano, supportata da Winegraft, collegati all’analisi dei risultati degli impianti dei vigneti sperimentali, hanno permesso di individuare con precisione il meccanismo che aiuta il risparmio idrico dei portainnesti.

“La capacità di resistere agli stress idrici e quindi mantenere vigoria con carenza d’acqua è ottenuta attraverso due strategie diverse dai portainnesti M2 e M4 – illustra Attilio Scienza, studioso di viticoltura di fama mondiale e animatore del progetto di ricerca – Il primo ha un’ottima capacità di esplorare il suolo, anche in profondità, riuscendo ad accedere a riserve idriche che altri genotipi non riescono a raggiungere, combinato ad un minor vigore indotto alle viti e pertanto un minor fabbisogno idrico.

L’M4, invece – continua Scienza – ha mostrato meccanismi di maggior efficienza nell’uso dell’acqua, in particolare in condizioni di stress idrico. Le piante innestate sull’M4 riescono ad avere un’attività fotosintetica elevata anche con poca acqua, senza dissipare la risorsa, ma aumentandone l’efficienza d’uso. Insomma, minori consumi di acqua per elevati standard produttivi sia in quantità che qualità”.

I risvolti di questi sviluppi della ricerca saranno fondamentali per il futuro della vitivinicoltura italiana e mondiale. “Il processo di riscaldamento globale – spiega ancora Attilio Scienza – sposterà gradualmente nei prossimi trent’anni la viticoltura mondiale verso le zone più fresche del pianeta. Nel nostro paese, in particolare, assisteremo alla migrazione dei vigneti dalle zone costiere verso le aree collinari, sia nelle due grandi isole sia negli Appennini, che presenteranno una condizione climatica complessiva più favorevole, dovuta alla disponibilità di acqua.

I portainnesti M saranno indispensabili per accompagnare questo percorso, abituare i viticoltori al cambio di regime idrico permettendo di mantenere la produzione viticola nelle aree che subiranno gli effetti maggiori del cambiamento climatico. Non si potrà cambiare improvvisamente il modello viticolo interrompendo la produzione in questa fase di passaggio.Gli M aiuteranno il viticoltore nel processo di delocalizzazione permettendogli di non interrompere il ciclo produttivo e rimanere sul mercato”.

E dai laboratori dell’Università di Milano, grazie al “ponte” tra ricerca e mercato attivato da Winegraft, i portainnesti M sono arrivati, lo scorso anno per la prima volta sul mercato. Nei prossimi mesi Vivai Cooperativi Rauscedo – che moltiplica e commercializza in esclusiva mondiale gli “M” – renderà disponibili per la seconda campagna di impianto oltre 200 mila di barbatelle di vari vitigni – tra cui Glera, Chardonnay, Cabernet Sauvignon, le Corvine, Montepulciano, Sangiovese e Primitivo – innestate con gli M (per info: Vivai Cooperativi Rauscedo – tel. 0427 948811).

 

 

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Winegraft: chi e perché
Winegraft srl nasce nell’agosto del 2014 ad opera di un gruppo di primarie aziende vitivinicole di diverse regioni italiane – Ferrari, Zonin, Banfi Società Agricola, Armani Albino, Cantina Due Palme, Claudio Quarta Vignaiolo, Bertani Domains, Nettuno Castellare, Cantine Sette Soli – insieme a Fondazione di Venezia e Bioverde Trentino (azienda di supporto tecnico per la vigna) con l’obiettivo di sostenere lo sviluppo della innovativa ricerca portata avanti dall’Università di Milano, sotto il coordinamento del prof. Attilio Scienza, sulla nuova generazione di portainnesti “M” per la vite.

Con un capitale di circa mezzo milione di Euro e attraverso lo spin-off di IpadLab, società specializzata nel campo della fito-diagnostica leader a livello internazionale che ha anche il compito di monitorare la sanità e la corrispondenza genetica delle barbatelle prodotte con questi portinnesti, Winegraft finanzia e rilancia il lavoro del gruppo di ricerca dell’Università di Milano.

Si organizza, così, un innovativo sistema virtuoso di collaborazione tra università, aziende e mercato che permette alla ricerca di finanziarsi con i proventi derivanti dalla commercializzazione dei nuovi portainnesti affidata, in esclusiva mondiale, ai Vivai Cooperativi Rauscedo.

 

 

 

 

(Fonte: Maurizio Fugatti) -Interrogazione. Profughi a Santa Croce di Bleggio. Preoccupazione in paese e rabbia per non essere stati avvisati del loro arrivo (solito copione).

Solita storia. Solito copione. Quattro giovani profughi africani sono stati accolti da Casa di Soggiorno di Santa Croce di Bleggio la quale ha messo loro a disposizione un appartamento al condominio Rosa.

Peccato che nessuno sarebbe stato informato precedentemente del loro arrivo e che l’incontro pubblico che ha visto presenti anche il Sindaco, il Presidente della Casa di Soggiorno e il Direttore pare sia stato organizzato già a cose compiute.

Il malumore manifestato durante quest’ultimo appuntamento da parte di alcuni cittadini è assolutamente comprensibile: perché ci si ostina a ricercare immobili sul territorio provinciale? Per quale motivo non viene coinvolta la popolazione qualora fosse anche un privato a mettere a disposizione un appartamento? Inoltre i timori derivanti dalla convivenza con i profughi paiono trovare conferma.

Da notizie apprese dalla stampa, pare infatti che Cinformi abbia avviato un procedimento disciplinare nei confronti di tre ragazzi ospitati a Santa Croce di Bleggio per comportamento difforme dal progetti di accoglienza. In attesa che il Commissario del governo si esprima in merito alla possibile revoca del progetto, i tre ragazzi rimarranno quindi nell’appartamento.

 

 

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Tutto ciò premesso, si interroga il Presidente della Provincia per sapere:

1. Se corrisponde al vero che tre profughi ospitati presso un appartamento a Santa Croce di Bleggio sarebbero stati toccati da un provvedimento disciplinare da parte di Cinformi e che attualmente si stia attendendo il parere del Commissario del governo;

2. Quali le accuse rivolte ai tre presunti profughi e, nel caso di assenza da corsi di lingua o altre attività, chi avrebbe dovuto vigilare sugli stessi;

3. Quali garanzia sono state date ai residenti preoccupati, comprensibilmente, dalla vicenda;

4. Quando è stato emanato il provvedimento disciplinare nei loro confronti e, nel caso in cui lo stesso fosse stato emesso prima di essere inviati a Santa Croce di Bleggio, perché non consegnarli immediatamente ai servizi sociali;

5. Qualora il Commissario approvasse la revoca del progetto, quale iter seguirà nei confronti dei tre presunti profughi;

6. Se corrisponde al vero che i tre richiedenti asilo non avrebbero mai frequentato un corso di italiano in un anno e mezzo di permanenza e, se sì, per quale motivo;

7. Se sussiste al vero che i residenti non sarebbero stati informati in precedenza dell’arrivo dei quattro profughi e che la serata sia stata organizzata soltanto a cose compiute;

8. Se la politica dell’accoglienza senza freni continuerà ad essere gestita in questo modo dalla Provincia di Trento;

9. Se gli abbonamenti per l’utilizzo dei mezzi di trasporto pubblico, rilasciati gratuitamente ai profughi, abbiano una scadenza e nel caso se sia possibile il rinnovo e per quanto tempo;

10. Quale il costo dell’abbonamento, quanti ne sono stati rilasciati finora e quanto è stato speso dalla Provincia;

11. Se l’abbonamento risulti personale oppure può essere ceduto a terzi;

12. Se per l’utilizzo della tessera elettronica per l’acquisto di generi alimentari ed extralimentari il profugo sia tenuto ad identificarsi nei punti convenzionati oppure si possono verificare casi di cessione della stessa a profughi provenienti anche da fuori Provincia;

13. Se la tessera elettronica è valevole soltanto nella Provincia di Trento;

14. Quanti profughi toccati da provvedimento disciplinare sono oggi alloggiati in appartamenti messi a disposizione dal privato e quali le motivazioni che hanno portato al provvedimento.

A norma di Regolamento, si chiede risposta scritta.

 

 

 

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Lega Nord Trentino
Consigliere Maurizio Fugatti

 

 

Foto: sito Frontex

(Fonte: Ufficio stampa Sos Tariffe) – Crescono i costi dei conti correnti: l’online rimane l’opzione migliore. Negli ultimi 4 anni il costo annuo complessivo dei conti correnti ha subito un incremento fino a 36 euro. L’aumento riguarda tutti i principali profili di consumo e – secondo quanto rivela l’ultima indagine di SosTariffe.it – i conti correnti online e l’utilizzo del conto via internet rimangono le opzioni più convenienti: il risparmio può superare i 136 euro.

Negli ultimi quattro anni i conti correnti sono diventati più salati: ad aumentare sono stati soprattutto i costi per i conti con operatività mista (sia online che in filiale) . È quanto emerge da un’indagine condotta da SosTariffe.it, che ha ipotizzato e considerato alcuni profili, differenziandoli in base a preferenze e abitudini d’uso: conti solo online e conti tradizionali utilizzati da single, coppia o famiglia con operatività solo da web, mista e solo in filiale.

L’indagine mostra anche come alcuni degli istituti di credito analizzati si stiano preparando a modificare determinate condizioni contrattuali dei conti a partire da ottobre – novembre 2017, soprattutto per quanto riguarda i costi relativi ad operatività allo sportello, domiciliazione delle utenze e prelievo Atm.

 

 

 

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Di seguito il dettaglio dei dati estrapolati.

Costi in aumento per i conti correnti: rispetto al 2013 fino a 43 euro in più

SosTariffe.it riscontra gli aumenti maggiori soprattutto per chi utilizza i conti di un istituto di credito tradizionale (quindi banche che hanno principalmente operazioni allo sportello) con operatività mista (ovvero sia in filiale che online). Rispetto al 2013, infatti, in media si pagano 27,9 euro all’anno in più per questo profilo di operatività e l’incremento maggiore lo si riscontra per il profilo di consumo “famiglia” che, rispetto a 4 anni fa, paga 36 euro in più (133 euro contro 97 euro).

Anche l’operatività online dei conti tradizionali subisce un incremento non indifferente: rispetto al 2013 oggi si pagano 24 euro in più. In questo caso il più colpito è il profilo “famiglia” per il quale si registra un aumento di circa 28 euro.

I meno colpiti da questi incrementi sono gli utenti che operano esclusivamente solo in filiale: in questo caso la variazione è stata di circa 13,7 euro (per i single questa operatività è anche più conveniente di circa 11,7 euro rispetto al 2013), seppur utilizzare i conti unicamente con operatività allo sportello rimane l’opzione più cara, oggi come 4 anni fa. In media, infatti, effettuare le proprie operazioni esclusivamente allo sportello costa 136,5 euro l’anno, contro gli 89 di chi effettua operazioni solo tramite internet banking e i 109,8 euro dei correntisti con operatività mista.

Per quanto riguarda i conti online, ovvero quelli proposti da istituti di credito che hanno poche o nessuna filiale sul territorio, si registra un incremento di 18,9 euro, anche se l’utilizzo di un conto come questo rimane l’opzione più conveniente (chi utilizza un conto tradizionale via web paga 89 euro, mentre chi opta per il conto online solo 20,5 euro l’anno). Il risparmio massimo lo otterrebbero le famiglie che utilizzano i conti tradizionali unicamente allo sportello: passando a un conto online potrebbero tagliare i costi di circa 136,7 euro l’anno.

 

 

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Conti online, quando sono più economici?

Analizzando i dettagli dei costi singoli per ogni operazione, si può notare come i conti online siano più economici sotto molti punti di vista. In particolar modo il canone annuo medio è più conveniente di 18,7 euro (25,4 euro contro 6,7 euro). Anche il costo della carta di credito offerta dai conti online è mediamente più economico di quasi 17 euro. Con i conti tradizionali, infatti, si pagano circa 34 euro per la carta, contro i 17,2 euro dovuti per il rilascio della carta di credito con i conti utilizzabili prettamente online.

Per i conti online a costare di più sono soprattutto i movimenti effettuati allo sportello (2 euro per i conti online e 1,34 euro per gli altri) compresi i prelievi di contanti (2,14 euro per l’online contro 1,21 euro per i tradizionali). Questo avviene perché circa il 22% delle banche online non prevede queste tipologie di operazioni allo sportello, offrendo esclusivamente gli stessi servizi via web.

 

 

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Cambiamenti in vista per l’autunno 2017

Analizzando i fogli informativi dei conti correnti presi in considerazione, SosTariffe.it ha riscontrato come alcune delle condizioni contrattuali siano in procinto di essere modificate a partire da ottobre – novembre 2017. In particolar modo, per quanto riguarda le banche tradizionali, il 12,5% dei conti analizzati prevede una variazione dei costi delle seguenti operazioni: movimenti allo sportello, prelievo contate allo sportello, bonifici disposti in filiale, costo per ogni utenza domiciliata in banca.

Alcune condizioni cambieranno anche per quanto riguarda gli istituti di credito attivi principalmente sul web. Nell’11% dei casi analizzati, infatti, si prevedono – quest’autunno – variazioni relative alle seguenti voci: costo per ogni utenza domiciliata, prelievo ATM su propria banca, altra banca e prelievo in un altro paese dell’UE.

 

 

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La voce degli Istituti di Credito

SosTariffe.it ha contattato i principali istituti di credito oggetto dell’indagine per approfondire la questione. Alcune banche, come MPS, confermano di non aver apportato modifiche ai conti correnti analizzati. Anche ING Direct conferma che dal 2013 al 2017 i costi sono rimasti inalterati per i clienti.

Intesa Sanpaolo, invece, pone l’accento sulla propria offerta: “XME Conto è un conto modulare in cui il cliente paga solo ed esclusivamente i prodotti che acquista, a differenza di quello che accade con l’acquisto di un conto a pacchetto in cui il cliente è obbligato a pagare l’intera offerta, indipendentemente dalla corrispondenza o meno alle sue esigenze”.

Banca Sella fa sapere che “l’offerta si è mantenuta costante in questi anni, fornendo ai clienti un conto online a canone gratuito e al tempo stesso completo. Di recente sono state variate alcune voci di costo riguardanti alcuni servizi del conto corrente, in particolare relative alle operazioni fatte allo sportello. Si tratta di servizi che chi decide di utilizzare un conto corrente come Websella, studiato per un utilizzo soprattutto online, difficilmente andrà a richiedere e quindi a pagare. La spesa per gli utenti che utilizzano il nostro conto online è quindi rimasta pressoché invariata”.

Mediobanca, per CheBanca!, afferma che negli anni è sempre stata coerente nel proprio modello di pricing, veicolando l’offerta digital con conto corrente a canone zero e offrendo i principali servizi bancari gratuitamente, se effettuati online o tramite Servizio Clienti.

Poste Italiane, invece, fa sapere che sull’offerta analizzata “non ci sono stati aumenti in questi 4 anni nelle voci di costo analizzate (es: canone conto, bonifici, prelievi, etc.), ad eccezione del canone della carta di credito (carta di credito Classica) restando comunque in linea agli altri principali player bancari tradizionali”.

IW Bank sottolinea che il canone dal proprio conto può essere azzerato rispettando alcune condizioni (come l’accredito periodico di almeno 1.000 euro), lo stesso vale per il costo della carta di credito, che viene annullato se si effettua la richiesta online.

BNL per l’offerta di Hello Bank, conferma che il conto dal 2013 a oggi non è mai stato oggetto di alcuna variazione di prezzo, mentre per quanto riguarda il conto tradizionale esistono condizioni che fanno diminuire il costo annuo del conto in presenza, come l’accredito dello stipendio o dell’utenza domestica domiciliata.

Unipol Banca, nonostante a causa “dell’incremento dei costi sostenuti dal Sistema Bancario in seguito ad alcuni interventi legislativi e/o regolamentari nonché per impegni imposti da Autorità per la sicurezza dei clienti” rileva “un riposizionamento dei canoni di quasi tutte le convenzioni facenti parte del catalogo della Banca, con un incremento medio del 20%”, afferma di aver prorogato per tutto l’anno promozioni speciali come conti a canone speciale per periodi limitati, oltre a sconti sulle polizze RCAuto e rami elementari di UnipolSai Assicurazioni.

Credito Valtellinese, infine, sull’osservatorio SosTariffe.it commenta che “l’aumento dei costi emerso dall’indagine non sorprende ed è sintomatico del fatto che le principali banche sul mercato, impegnate a spingere sull’utilizzo on line del conto corrente da parte del cliente, hanno verosimilmente aumentato le tariffe applicate alle operazioni disposte in filiale (bonifici e prelievi di contante) ciò penalizza il cliente quando questi opera fuori da un contesto “self-service”

Come si nota l’offerta rimane molto variegata e per rimanere aggiornati sulle proposte dei principali istituti di credito è utile seguire le sezioni di SosTariffe.it dedicate ai conti correnti https://www.sostariffe.it/conto-corrente/ e conti correnti online https://www.sostariffe.it/conto-corrente/#conto-online.

 

 

 

 

 

 

 

(Fonte: Agcom) – L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, relatore il Commissario Francesco Posteraro, ha deciso di avviare procedimenti sanzionatori nei confronti degli operatori telefonici Tim, Wind Tre, Vodafone e Fastweb per il mancato rispetto delle disposizioni relative alla cadenza delle fatturazioni e dei rinnovi delle offerte di comunicazioni elettroniche.

Al fine di garantire massima trasparenza e confrontabilità dei prezzi vigenti, nonché il controllo dei consumi e della spesa garantendo un’unità standard (mese) del periodo di riferimento delle rate sottostanti a contratti in abbonamento per adesione, con la delibera 121/17/Cons l’Autorità aveva infatti stabilito nel marzo scorso che per la telefonia fissa e per le offerte convergenti l’unità temporale per la cadenza delle fatturazioni e del rinnovo delle offerte dovesse avere come base il mese o suoi multipli. Al termine delle verifiche effettuate da Agcom, è risultato che gli operatori menzionati non hanno ottemperato alla delibera dell’Autorità.

Agcom sta inoltre valutando l’adozione di ulteriori iniziative, anche per evitare che le condotte dei principali operatori di telecomunicazioni possano causare un effetto di “trascinamento” verso altri settori, caratterizzati dalle stesse modalità di fruizione dei servizi.

 

 

 

(Fonte: Ufficio stampa Consiglio Pat) – La sollecitazione della presidente della Commissione pari opportunità Simonetta Fedrizzi. I Comuni trentini si impegnino a dedicare a donne strade, giardini, aree verde e piazze. Con una lettera inviata alle amministrazioni locali.

​In occasione del dibattito in corso presso il Comune di Trento per la scelta delle intitolazioni di giardini e parchi di Trento ancora senza nome, la Commissione provinciale Pari Opportunità tra donna e uomo ha scritto al Sindaco di Trento e a tutti gli Organismi municipali interessati per ricordare di dedicare tali spazi paritariamente anche a figure femminili.

La Commissione coglie l’occasione per estendere a tutti i Comuni trentini l’invito a porre attenzione alla toponomastica femminile; infatti ritiene doveroso offrire alla nostra collettività una visione della storia completa del contributo tanto degli uomini che delle donne.

I nomi delle strade, delle piazze e degli altri luoghi delle nostre città e paesi contribuiscono a creare la nostra cultura e la nostra identità di popolo: la riflessione e la ricerca storica sul vissuto quotidiano degli spazi urbani ci proiettano verso una futura condivisione del nostro immaginario.

Le diverse scelte riguardo la titolazione dei nostri spazi urbani indirizzano e qualificano i percorsi che contribuiscono a definire la cultura in cui la nostra comunità si riconosce, e quindi si tratta di un processo soggetto a costante revisione e cambiamento.

La Commissionee aveva già fornito numerose volte in passato ai Comuni trentini una serie di nomi e biografie di donne, in gran parte trentine o che in Trentino hanno vissuto e operato.

E’ disponibile a trasmettere tali elenchi alle/agli interessati, insieme a numerosi esempi da parte di Comuni di altre Provincie e Regioni italiane che hanno già risposto positivamente ad appelli analoghi.

La Commissione Pari Opportunità auspica che il Comune di Trento e altri Comuni trentini vogliano prendere in considerazione tali richieste contribuendo alla ricostruzione di una storiografia più equa e bilanciata, aiutando così il processo di superamento degli stereotipi di genere ancora radicati.

Giocare, passeggiare, stare insieme in un viale o giardino che ricordi che nel nostro paese hanno operato con successo uomini – ma anche donne – di valore, aiuterà a sviluppare una maggiore consapevolezza del ventaglio di ruoli professionali e sociali che le donne possono assumere al pari degli uomini.

 

 

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Dottoressa Simonetta Fedrizzi
Presidente della Cpo

 

 

 

 

Foto: archivio Consiglio Pat

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