LANCIO D’AGENZIA

In Sala Depero ieri la cerimonia ufficiale per la consegna del Documento conclusivo con le proposte di riforma dello Statuto di autonomia al presidente del Consiglio provinciale Bruno Dorigatti e al presidente della Provincia autonoma Ugo Rossi ai quali spetta di concordare con la Provincia di Bolzano e in sede regionale le proposte da formulare al Parlamento.

Alla cerimonia hanno partecipato i sindaci dei Comuni trentini, i presidenti delle Comunità di valle, i consiglieri provinciali, i parlamentari del Trentino-Alto Adige/Südtirol e i componenti della Consulta.

 

 

Il primo a prendere la parola è stato il presidente del Consiglio provinciale Bruno Dorigatti, a cui fa capo l’organismo istituito dalla legge provinciale 2 febbraio 2016, n 1. “Oggi, nella storica cornice di quest’Aula, che nel secondo dopoguerra e per prima ha visto formarsi e crescere il dibattito democratico dapprima regionale e poi provinciale, siamo chiamati ad assistere e a celebrare, seppur sobriamente, un importante atto di restituzione civile; un atto che suggella il lungo e proficuo lavoro portato a termine, con precisa puntualità, dalla “Consulta per lo Statuto d’autonomia”, alla quale ed in tutte le sue componenti,  desidero far giungere la più sincera e sentita riconoscenza dell’Assemblea legislativa provinciale tutta e mia personale”.

Il presidente Dorigatti ha poi ricordato le tappe principali che hanno caratterizzato i lavori della Consulta che, in diciotto mesi, con venticinque sedute, diciassette incontri territoriali e circa seicento persone coinvolte nella fase di partecipazione, il 26 marzo scorso ha approvato all’unanimità il Documento conclusivo. “

Alla luce di questo lavoro prezioso, sarà adesso compito del Consiglio provinciale prendere atto del medesimo, per poi trasferire, presumibilmente ormai nella prossima Legislatura, l’analisi ed il confronto nella più consona sede dell’Assemblea legislativa regionale, per cercare, insieme agli amici di Bolzano, una strada percorribile come già fu quella che portò all’approvazione del secondo Statuto d’autonomia, agli inizi degli anni Settanta del secolo scorso”, ha proseguito il presidente Dorigatti.

Il presidente della Consulta Giandomenico Falcon ha poi consegnato ufficialmente il Documento conclusivo ai presidenti delle istituzioni trentine. “Siamo partiti dallo Statuto vivente, e abbiamo cercato di capire come l’autonomia potesse essere consolidata e migliorata.

Abbiamo anche cercato – ha detto il presidente Falcon – di farne un documento attuale, introducendo elementi che oggi non sono presenti, dando spazio agli istituti di democrazia diretta, all’Europa e alla cooperazione tranfrontaliera.

Anche per i temi già presenti nello Statuto, come la tutela delle minoranze linguistiche, la Consulta ha proposto un ampliamento della tutela delle minoranze per dare loro maggiore voce e, per quanto riguarda i ladini, anche una sede alla loro voce unitaria”.

Il presidente Falcon ha espresso soddisfazione per come ha lavorato la Consulta, in sinergia e armonia. “Il documento conclusivo, non è uno Statuto e non è una proposta di modifica di specifici articoli dello Statuto. Il destino di questo documento – ha proseguito il presidente Falcon – dipende ora dalle istituzioni provinciali a cui consegniamo il documento”.

Ha poi preso la parola il presidente della Provincia autonoma di Trento, Ugo Rossi, che ha ringraziato la Consulta per il prezioso lavoro svolto. Il presidente ha ricordato che, in occasione dell’audizione, la Giunta aveva indicato alcune caratteristiche dell’autonomia trentina – riconoscibile, consolidata, responsabile, operativa, solidale, dialogante, innovativa – esprimendo piena soddisfazione per i contenuti del documento conclusivo. “Un’autonomia riconoscibile, perché deve poter continuare a contare su connotazioni territoriali e giuridiche che la rendano visibile e compresa, in ragione della sua specialità.

Un’autonomia consolidata perché deve avere respiro storico e base giuridica e finanziaria certa. Un’autonomia responsabile, perché deve sentire il significato dell’eredità del passato, gestire le necessità del presente e prefigurare le condizioni per lo sviluppo futuro.

Un’autonomia operativa, perché deve disporre delle molteplici e differenti competenze necessarie per tradurre le buone intenzioni in fatti concreti. Un’autonomia innovativa, perché deve proporsi come terreno dell’innovazione sociale.

Un’autonomia solidale, perché deve essere disponibile a farsi carico anche delle difficoltà di altri territori e di altri popoli. Un’autonomia dialogante, che oggi è quindi sinonimo di modernità, di responsabilità, di semplificazione del rapporto governati-governanti”.

Il documento conclusivo, sia in sintesi sia nella forma completa, è disponibile da oggi sul sito www.riformastatuto.tn.it , dove sono pubblicati anche due video: uno illustra le ragioni dell’istituzione della Consulta e l’altro spiega brevemente i contenuti del Documento conclusivo.

Domenica 6 maggio, con i quotidiani locali – l’Adige, Trentino e Corriere del Trentino – sarà distribuita la “Sintesi del documento conclusivo. Proposte per la riforma dello Statuto di autonomia” per favorire la divulgazione dei contenuti principali alla cittadinanza.

Il documento di sintesi sarà allegato anche a “Consiglio cronache”, organo di stampa del Consiglio provinciale.

 

 

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In allegato l’intervento del presidente del Consiglio Bruno Dorigatti.

 

 

intervento presidente Bruno Dorigatti

 

 

 

È nella storica cornice della Sala Depero che nel secondo dopoguerra per prima ha visto formarsi e crescere il dibattito democratico dapprima regionale e poi provinciale, e’ stato celebrato un importante atto di restituzione civile che suggella il lavoro portato a termine, con precisa puntualità, dalla “Consulta per lo Statuto d’autonomia”.

Nello snodarsi di circa diciotto mesi dall’avvio dei lavori, con venticinque sedute, diciassette incontri territoriali e cinquecentocinquantasei persone coinvolte in un dibattito mai banale e scontato ed anzi ricco di suggestioni e sensibilità diverse, la “Consulta” è stata in grado di produrre un corposo insieme di proposte utili ad una futura revisione della nostra “Carta costituzionale”, ovvero quello Statuto regionale, che è il punto di riferimento della nostra più recente vicenda storica e politica.

Alle luce di questo lavoro prezioso, sarà adesso compito del Consiglio provinciale prendere atto del medesimo, per poi trasferire, presumibilmente ormai nella prossima Legislatura, l’analisi ed il confronto nella più consona sede dell’Assemblea legislativa regionale, per cercare, insieme agli amici di Bolzano, una strada percorribile come già fu quella che portò all’approvazione del secondo Statuto d’autonomia, agli inizi degli anni Settanta del secolo scorso.

Tanto più che dal 1972 a oggi è cambiata la nostra società e le condizioni storiche e politiche . Sono queste a rendere necessaria L innovazione del nostro Statuto di autonomia.Quello che ci attende un esercizio alto della politica, per trovare terreni d’intesa.

In altri termini, non basta far ricorso alla categoria dell’autonomia per scontare soluzioni. Costruire una nuova dimensione statutaria, significa offrire una nuova qualità all’autonomia, transitando da una fase di mera rivendicazione ideologica ad un uso dell’autonomia quale strumento di innovazione vera, sia sul versante politico, come su quello sociale, assumendo in ciò un nuovo e più diffuso senso della responsabilità individuale e collettiva.

Va da sé che questa mole di lavoro chiamerà l’autonomia ad una grande dibattito politico regionale, nel quale ci si dovrà interrogare anche circa l’elaborazione di una moderna e più convincente etica pubblica, nella certezza che l’itinerario verso il futuro debba essere guidato sempre dalla stella polare della giustizia sociale, perché solo così definiremo una diversa e più dinamica qualità della vita e con essa, appunto, una nuova e migliore qualità dell’autonomia.

 

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L'immagine può contenere: 2 persone, persone in piedi, fiore e vestito elegante

Si è espressa così l’assemblea dei soci della Cassa Rurale Lavis-Mezzocorona-Valle di Cembra ospitata, questa sera, al PalaRotari del centro rotaliano.

È stata la prima assemblea dell’istituto di credito cooperativo nato all’inizio di ottobre di un anno fa dall’unificazione delle Casse Rurali Lavis-Valle di Cembra e Mezzocorona. “Una realtà nuova la cui essenza non è solo la somma algebrica di due bilanci e di due strutture aziendali – ha spiegato il presidente Ermanno Villotti in un passaggio della sua relazione – ma, soprattutto, è l’amalgama di due territori molto simili, per economia e per socialità, che si integrano e si completano, ricavando dall’unione delle forze la spinta e la vitalità per proseguire con determinazione il proprio ruolo di banca locale, nonostante i grandi mutamenti che si prospettano nel prossimo futuro”.

Una sfida che può “trarre vigore anche dal passato e dalla storia – ha ricordato Villotti – Quest’anno, in tutta Europa, si ricordano i duecento anni dalla nascita di Federico Guglielmo Raiffeisen, fondatore della cooperazione di credito. Lo spirito del fondatore, reinterpretato in chiave moderna, va alimentato e messo a frutto, perché continui a produrre vantaggi per i soci e le nostre comunità, per assicurare la sostenibilità del nostro impegno ai giorni nostri e per le generazioni di domani”.

Un ringraziamento particolare è stato indirizzato alle “persone che hanno collaborato attivamente per la positiva riuscita del processo di fusione, agli amministratori che hanno creduto nel progetto per creare una Cassa Rurale più solida e più organizzata, ma anche alla direzione, a tutti i funzionari e collaboratori che con il loro impegno hanno permesso la buona riuscita dell’unione prima di tutto fra persone che societaria”.

 

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Bilancio 2017

E’ stato presentato dal direttore generale Paolo Pojer. La Cassa Rurale con le sue sedici filiali, esprime numeri significativi che ne dimostrano la solidità e garantiscono risorse economiche adeguate per affrontare il domani con fiducia. “Le masse intermediate – ha evidenziato Pojer – sono pari a 1 miliardo 671 milioni di euro, la raccolta complessiva è prossima al miliardo di euro e raggiunge, per il momento, i 937 milioni di euro.

I prestiti sono pari a 724 milioni di euro. La raccolta diretta è di 730 milioni, quella indiretta di 206 milioni di euro. Utile lordo di 411 mila euro, utile netto superiore ai 273 mila euro. I collaboratori sono complessivamente 109 a servizio dei nostri 6764 soci (di cui 202 aziende) e dei nostri 26.285 clienti.

È altrettanto evidente – ha aggiunto il direttore – l’assoluta attenzione ai costi che devono essere in linea con quanto la struttura può sopportare. E’ un imperativo dei giorni nostri: contenimento delle spese e miglioramento dell’efficienza della Cassa Rurale. Migliorare il servizio del nostro staff programmando interventi formativi che consentano a ogni singolo collaboratore di aumentare la propria professionalità ed essere al servizio nel modo migliore di soci e clienti”.

 

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Cassa Rurale per il sociale

Cassa Rurale non è solamente cassaforte per il risparmiatore e soggetto bancario impegnato a prestare denaro a famiglie e aziende per concretizzare i propri obiettivi e le proprie aspirazioni. E’ anche realtà con un considerevole radicamento nel tessuto sociale delle comunità dove agisce nella quotidianità. “Durante il 2017 – ha evidenziato il presidente Villotti – il consiglio di amministrazione ha deliberato l’erogazione di contributi in favore di oltre cento associazioni, società sportive ed enti vari che operano sul territorio di riferimento della Cassa Rurale.

L’investimento economico è stato di circa 390 mila euro. Sommando, ai contributi erogati a enti e associazioni, l’impegno economico sostenuto dalla Cassa Rurale per tutte le iniziative a favore di soci e per la promozione e lo sviluppo della cooperazione, l’impegno complessivo in ambito sociale ha raggiunto, nel bilancio consegnato agli archivi, sono stati raggiunti 715 mila euro”.

In rappresentanza degli organismi centrali della Cooperazione Trentina è intervenuto Stefano Miorandi, revisore della Divisione Vigilanza della Federazione. Apprezzata anche la relazione del caposindaco della Cassa Rurale, Nicola Filippi.

L’assemblea ha eletto tre consiglieri di amministrazione: Dario Piffer (vicepresidente dal 2015 al 2018) per l’area territoriale di Lavis; Chiara De Vescovi ed Elmar Mattevi per l’area territoriale di Mezzocorona.

Consegnato ai vertici delle istituzioni trentine il Documento conclusivo della Consulta per la Riforma dello Statuto di autonomia.Il presidente Ugo Rossi fa il punto sulle caratteristiche qualitative dell’autonomia per il futuro del territorio

“Sono alcune parole-chiave a descrivere l’immagine e il senso dell’autonomia del futuro: riconoscibile, consolidata, responsabile, operativa, innovativa, solidale, dialogante”, questo il focus del presidente Ugo Rossi in occasione della consegna ufficiale ai vertici delle istituzioni trentine del Documento conclusivo elaborato dalla Consulta.

Il presidente della Consulta Giandomenico Falcon l’ha consegnato oltrechè al presidente Ugo Rossi, al presidente del Consiglio provinciale Bruno Dorigatti come prevede la legge.

Con questo ultimo atto l’organismo istituito dalla legge n. 1 del febbraio 2016 – la Consulta – ha portato a termine il suo lavoro approvando all’unanimità un documento con 10 ambiti tematici. Il governatore Ugo Rossi ha ringraziato la Consulta per il prezioso lavoro svolto

“Un’autonomia riconoscibile, perché deve poter continuare a contare su connotazioni territoriali e giuridiche che la rendano visibile e compresa, in ragione della sua specialità -ha approfondito il governatore Ugo Rossi ricordando che le caratteristiche qualitative erano state indicate in occasione dell’audizione della Giunta presso la Consulta (avvenuta nei mesi scorsi) – Un’autonomia consolidata perché deve avere respiro storico e base giuridica e finanziaria certa.

Un’autonomia responsabile, perché deve sentire il significato dell’eredità del passato, gestire le necessità del presente e prefigurare le condizioni per lo sviluppo futuro. Un’autonomia operativa, perché deve disporre delle molteplici e differenti competenze necessarie per tradurre le buone intenzioni in fatti concreti. Un’autonomia innovativa, perché deve proporsi come terreno dell’innovazione sociale.

Un’autonomia solidale – ha proseguito il presidente Rossi -perché deve essere disponibile a farsi carico anche delle difficoltà di altri territori e di altri popoli. Un’autonomia dialogante, che oggi è quindi sinonimo di modernità, di responsabilità, di semplificazione del rapporto governati-governanti”.

Il governatore Rossi, davanti ad una Sala Depero gremita di rappresentanti delle istituzioni locali (sindaci e presidenti di comunità), di consiglieri provinciali, assessori, del rappresentante dello Stato nella persona del Commissario del Governo Gioffrè, del Consiglio provinciale altoatesino, dei parlamentari trentini, dei componenti della Consulta e della vicepresidente della Convenzione di Bolzano ha aggiunto: “L’auspicio è quello che grazie al processo partecipativo e al lavoro svolto dalla Consulta possa essere promossa una riforma dello Statuto di autonomia non solo rispettosa dell’attuale patrimonio di competenze, ma anche in grado di considerare un modello innovativo nell’architettura istituzionale autonomistica, volto a sperimentare nuove forme di governance per le comunità e i territori, nella direzione di un’ampia autonomia in seno alla Repubblica e in uno spirito di reale sussidiarietà responsabile e di solidarietà nel rapporto con lo Stato e con le altre comunità regionali e locali”.

Il Comitato di gestione del Parco Naturale Adamello Brenta si è riunito questa sera presso il Municipio di Strembo per discutere un ordine del giorno importante. Durante la seduta, tra l’altro una delle più partecipate (48 membri presenti su 66), tutti i punti sono stati approvati, pressoché all’unanimità. L’apertura dei lavori è stata anticipata, come ormai di consuetudine, dall’intervento dei funzionari che hanno relazionato sulle attività che stanno maggiormente impegnando la struttura. Il dott. Andrea Mustoni ha quindi presentato le proposte turistiche programmate per l’estate in collaborazione con le Apt, le Pro loco e le amministrazioni comunali mentre la dott.ssa Vajolet Masè ha relazionato sulla 8° Conferenza internazionale dei Geoparchi mondiali Unesco che sarà ospitata a Madonna di Campiglio dall’8 al 14 settembre.

Si è passati dunque alla trattazione dell’ordine del giorno. Di seguito la sintesi dei punti principali.

Punto 3. Il Comitato ha preso atto della sostituzione di alcuni componenti del Comitato indicati nella Delibera n. 638 della Giunta provinciale. I nuovi rappresentanti effettivi della Comunità delle Regole di Spinale e Manez saranno Piero Bertolini e Bruno Simoni (confermato) mentre i supplenti saranno rispettivamente Luigi Fedrizzi e Elio Ballardini.

I nuovi membri supplenti del Comune di Ville d’Anaunia saranno Giuseppe Dallago, Romina Menapace e Giuseppe Mendini. I nuovi rappresentanti del Comune di Valdaone saranno Alan Pellizzari effettivo e Alberto Bugna supplente. La Giunta ha anche accolto le dimissioni di Federica Rigotti, rappresentante del Comune di San Lorenzo Dorsino, che verrà sostituita a seguito di nuova comunicazione del Comune.

Punto 4. Sono stati proposti ed eletti quali membri della Giunta esecutiva all’unanimità Alan Pellizzari effettivo al posto di Alberto Bugna per il Comune di Valdaone (supplente rimarrà Gianluigi Bonazza per il Comune di Sella Giudicarie) e Piero Bertolini effettivo al posto di Bruno Simoni che rimarrà comunque supplente per la Comunità delle Regole di Spinale e Manez.

Punti 5.6.7. Presentati nel dettaglio dal Direttore Cristiano Trotter, sono stati approvati all’unanimità il Rendiconto generale per l’esercizio finanziario 2017, l’assestamento del bilancio di previsione per l’esercizio finanziario 2018 e pluriennale 2018-2020 e il Piano triennale delle attività.

Il Rendiconto si pareggia sugli 8.689.185,29 euro e su un saldo di 5.846.431,89 euro. Il fondo di cassa ad inizio esercizio era di 822.431,03 euro mentre al 31 dicembre 2017 l’avanzo di amministrazione è stato di 2.601.977,77 euro e il fondo di cassa di 602.692,60 euro.

A seguito dell’adozione del Rendiconto, considerati l’avanzo di amministrazione pari a 2.703.302,27 euro, il fondo pluriennale vincolato pari a 423.380,07 euro, il fondo crediti di dubbia esigibilità (4.311,12 euro), i trasferimenti provinciali in conto corrente pari a 2.575.171,00 euro, le entrate extratributarie (822.224,00) e le entrate in conto capitale (1.392.200,00 euro), il Bilancio di previsione si riassesta su 7.920.588,46 euro. Di questi 2.297.211,85 euro saranno dislocati sui fondi dei vari capitoli di Bilancio per finanziare nuovi progetti contenuti nel Piano triennale delle attività.

Punto 8. Dopo alcune dichiarazioni di voto, il Comitato con 43 voti favorevoli (un contrario, tre astenuti, uno uscito dall’aula) ha adottato il documento preliminare alla revisione del Piano di Parco, redatto dall’Ufficio tecnico-ambientale del Parco dando così avvio alla Variante tecnica del Piano del Parco. Oltre agli adeguamenti alle normative di riferimento e agli strumenti urbanistici sovraordinati, il documento valuta, sotto un profilo puramente tecnico, la richiesta da parte del comune di Sella Giudicarie di ampliamento dei confini del Parco di 534 ettari in Val di Breguzzo.

Nel documento preliminare, l’Ufficio tecnico-ambientale del Parco ha riconosciuto tutte le condizioni, indicate sia nel Piano Urbanistico Provinciale che nella Legge 11/2007 sull’Ordinamento delle aree protette, per poter accogliere la domanda del Comune di Sella Giudicarie: la volontà amministrativa, la continuità territoriale e la coerenza con le finalità del Parco. “L’adozione del documento – ha precisato il Presidente Joseph Masè – non è una espressione a favore dell’ampliamento ma dà avvio ad un percorso che vedrà il coinvolgimento di tutti gli interlocutori interessati e potrà giungere sia all’accoglimento che al rigetto dell’istanza del Comune di Sella Giudicarie”.

Punto 9. In seno al Comitato di gestione è stata istituita una commissione con compiti consultivi in merito agli elaborati inerenti il Piano del Parco proposti dalla Giunta esecutiva, al bilancio di previsione, al piano triennale delle attività e all’assestamento, ai provvedimenti di attuazione generale del Piano di Parco per le sezioni inerenti la gestione faunistica. La commissione potrà anche elaborare proposte gestionali su programmi di interventi sul territorio, su attività di monitoraggio e di ricerca scientifica. Sarà poi chiamata a relazionare annualmente al Comitato.

La commissione sarà composta da Joseph Masè, Presidente dell’Ente, Ivano Pezzi, Vicepresidente della Giunta, e per alzata di mano sono stati eletti: Franco Tessadri, rappresentante delle associazioni ambientaliste, Walter Masè, rappresentante delle altre Associazioni ed Enti presenti nel Comitato, Massimo Ferrazza, rappresentante delle Asuc, Michele De Concini, rappresentante delle Comunità di valle, Ascanio Zocchi per la Sat, Claudio Ferrari per la Provincia.

 

Approvazione graduatorie definitive per la concessione del contributo integrativo sul canone di locazione – Domande 2° semestre 2017

Sono state approvate le graduatorie definitive domande 2° semestre 2017 per la concessione del “Contributo integrativo sul canone di locazione L.P. 7 novembre 2005, n° 15” riferite ai cittadini comunitari ed ai cittadini extracomunitari.

Le graduatorie sono esposte in visione presso il Servizio Casa e Residenze protette (via f.lli Bronzetti 1, tel. 0461/884494) e pubblicate nei termini di legge sul sito internet comunale (www.comune.trento.it).

Approvazione graduatorie provvisorie per la locazione di alloggi di edilizia abitativa pubblica – Domande 2° semestre 2017

Sono state approvate le graduatorie provvisorie domande 2° semestre 2017 per la “Locazione di alloggi di edilizia abitativa pubblica – L.P. 7 novembre 2005, n. 15” riferite ai cittadini comunitari ed ai cittadini extracomunitari nonché l’elenco dei cittadini esclusi dalle graduatorie.
Le graduatorie sono esposte in visione presso il Servizio Casa e Residenze protette (via f.lli Bronzetti 1 – tel. 0461/884494) e pubblicate nei termini di legge sul sito internet comunale (www.comune.trento.it).

Contro tale provvedimento gli interessati possono presentare ricorso motivato alla Giunta comunale entro e non oltre i 30 giorni dalla pubblicazione all’Albo pretorio dell’avviso di approvazione ovvero dal giorno 4 maggio 2018. L’eventuale ricorso dovrà essere depositato – in marca da bollo da € 16 – presso il Servizio Casa e Residenze protette.

Le graduatorie diverranno esecutive successivamente alla valutazione dei ricorsi.

Il Sacrario di Castel Dante accoglierà inoltre il Memoriale. Il 14 ottobre è la Giornata per ricordare le vittime e i caduti trentini della Grande Guerra

Prende corpo la legge provinciale 11/2017 “Interventi per valorizzare la memoria del popolo trentino durante la Prima Guerra mondiale”, approvata all’unanimità dal Consiglio provinciale.

Due sono infatti le prossime azioni stabilite dalla Giunta provinciale nei giorni scorsi e ufficializzati dalla V Commissione del Consiglio provinciale per ricordare i caduti trentini. Si è infatti scelto il luogo, il Sacrario Militare di Castel Dante a Rovereto che accoglierà il Memoriale dei caduti trentini della Grande Guerra, e il giorno nel quale ricordare le vittime ed i caduti trentini del Primo conflitto mondiale, ovvero il 14 ottobre di ogni anno.

Una data significativa perché in quel giorno nel 1914 iniziò un’offensiva austriaca durante la quale si verificarono scontri sanguinosi sul fiume San, affluente della Vistola, nel corso dei quali morirono molti soldati trentini; con questa Giornata si intende anche ricordare l’ingresso dei primi 600 trentini nella “città di legno” di Braunau, il baraccamento destinato ai profughi evacuati allo scoppio della guerra con l’Italia, che avvenne il 25 novembre 1915.

Oggi si è tenuta la conferenza stampa di presentazione, con il presidente della Provincia autonoma di Trento, Ugo Rossi e l’assessore alla cultura Tiziano Mellarini; il direttore della Fondazione Museo storico del Trentino, Giuseppe Ferrandi; il provveditore del Museo storico italiano della Guerra di Rovereto, Camillo Zadra; l’architetto Giovanni Marzari.

Fra i presenti anche il presidente del Museo della Guerra Alberto Miorandi, il reggente della Fondazione Opera Campana dei Caduti di Rovereto Alberto Robol e il dirigente generale del Dipartimento cultura Sergio Bettotti.

“Oggi si compie un percorso culturale e storico che è entrato nel comune sentire della popolazione trentina – sono state le parole del presidente Ugo Rossi -.

Istituire una giornata per ricordare le vittime militari e civili che quella guerra mondiale, combattuta sull’uscio di casa, provocò in questo territorio è un passaggio significativo; farlo poi nel momento in cui il Trentino si prepara ad accogliere l’Adunata è un percorso virtuoso, che consegna alle generazioni future il senso con cui abbiamo costruito questo percorso, condiviso, che è quello di promuovere la pace”.

Il presidente Rossi ha poi voluto ringraziare tutti coloro che hanno collaborato, in primis le autorità nazionali “che hanno colto questa sfida, ovvero ricordare anche i caduti con la divisa austro-ungarica”, in un luogo simbolico, quale il Sacrario, nell’ottica di “rimediare a un torto del passato” e di “costruire una cultura di pace”.

Via alla Carta dei servizi della medicina generale e delle Aft.Via libera alla stesura della Carta dei servizi della medicina generale e delle Aft. Più informazioni sull’attività dei medici di famiglia.

Discussa oggi pomeriggio (4 maggio), nel corso di un incontro presso il Dipartimento alla salute, la bozza della “Carta dei servizi della medicina generale e delle Aggregazioni funzionali sul territorio – Aft”, documento fondamentale per illustrare alla popolazione i servizi offerti sul territorio dalle nuove Aft.

Hanno preso parte all’incontro, indetto dal direttore del Dipartimento, Michael Mayr, rappresentanti dei sindacati dei medici di famiglia, il Centro tutela consumatori ed utenti, la Federazione per il sociale e la sanità, e rappresentanti dei sindacati dei pensionati. C

on la firma del contratto integrativo provinciale per i medici di medicina generale, avvenuta nel febbraio scorso, sono state poste le basi per la creazione delle Aggregazioni funzionali sul territorio.

Le Aft rappresentano una rete funzionale tra vari medici di medicina generale collegati anche per via informatica, ed attraverso queste aggregazioni i medici sono ora in grado di garantire una maggiore copertura oraria del servizio ambulatoriale fornendo un approccio uniforme soprattutto per quanto riguarda l’assistenza dei malati cronici.

“Grazie alla sinergia tra i medici di medicina generale che operano nelle Aft ed i Servizi dell’Azienda sanitaria vogliamo realizzare una migliore assistenza sanitaria dei pazienti su tutto il territorio provinciale.

La bozza della Carta dei servizi discussa oggi sarà uno strumento fondamentale per illustrare alla popolazione le nuove potenzialità dell’assistenza sanitaria sul territorio”, sottolinea Michael Mayr il risultato raggiunto nella riunione.

La “Carta dei servizi della medicina generale e delle Aft” vuole in primo luogo ottimizzare l’attività delle aggregazioni funzionali, fornire un’informazione fondamentale in merito alle prestazioni sanitarie che caratterizzano l’attività dei medici di famiglia ed illustrare nel dettaglio i diritti ed i doveri dei medici di medicina generale e dei loro pazienti.

La bozza discussa oggi sarà quindi integrata con i suggerimenti pervenuti e discussa nelle prossime settimane per la sua stesura definitiva.

Assemblea dei soci Sait oggi pomeriggio all’Interbrennero di Trento Nord. Il presidente di Sait Renato Dalpalù e il direttore Luca Picciarelli hanno presentato ai soci un risultato positivo, con un utile di 2 milioni di euro, vendite stabili a 329,5 milioni (501 milioni quelle complessive generate dal sistema Sait), costi in calo del 10% e debiti fortemente ridimensionati.

Un risultato che consente di “ristornare” alle Famiglie cooperative la cifra di 3,65 milioni di euro (+71,2%). Complessivamente le risorse trasferite alle “Famiglie” ammontano a 14 milioni di euro, con un incremento del 30% rispetto all’anno precedente.

Dati quindi molto positivi, che fanno guardare al futuro con fiducia. Non solo per il Sait, ma per l’intero sistema che fa capo al consorzio di via Innsbruck.

“Proprio per questo – ha detto Dalpalù – risulta ancora più incomprensibile l’abbandono di alcuni nostri soci, proprio nel momento in cui usufruiscono dei risultati generati dalle azioni intraprese”.

“Abbiamo fatto ciò che occorreva fare – ha aggiunto Picciarelli – ora anche dal punto di vista operativo sappiamo che la ‘locomotiva’ Sait è tornata a tirare, ma abbiamo bisogno di sapere con certezza chi viaggia con noi e condivide il percorso.

 

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Un nuovo ‘patto’ con le Famiglie Cooperative

Dalpalù ha espresso forte l’esigenza di condividere con le cooperative socie un “patto” di lungo periodo, che parte proprio dal rilancio di Sait per distribuire i vantaggi sull’intero sistema. “Non è dimostrato che cambiare convenga dal punto di vista economico anzi i risultati delle ultime Famiglie Cooperative uscite direbbero il contrario. Adesso possiamo dire che Sait può garantire al sistema del consumo sia efficienza economica che aderenza ai valori e alle motivazioni ideali che alla fine dell’Ottocento hanno portato le cooperative a costituire il loro consorzio”.

 

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Il valore del lavoro e l’impegno a ricollocare gli espulsi

Dalpalù si è soffermato sul caso dei dipendenti usciti dall’azienda, circa un centinaio tra espulsi e dimessi volontariamente. “Ripeto, una scelta dolorosa ma necessaria, che comunque ci interpella una volta di più sulla responsabilità che abbiamo nei confronti dell’intera comunità trentina. Il clamore mediatico e politico che ha accompagnato le nostre decisioni confermano il ruolo e l’importanza di Sait per il Trentino.

Da parte nostra, continueremo a credere nel valore del lavoro e faremo di tutto per contribuire a ricollocare, insieme al sistema cooperativo, i dipendenti espulsi. Ci auguriamo che il miglioramento dell’economia provinciale possa accelerare questo passaggio.

Nel contempo – ha proseguito il presidente di Sait – ritengo opportuno fare alcune valutazioni sulla relazione con i nostri collaboratori, che possono allargarsi all’intero sistema del consumo. I dipendenti sono la risorsa più importante per qualsiasi azienda, occorre stabilire un approccio diverso, e maggiore coinvolgimento negli obiettivi aziendali”.

 

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La revisione dello statuto

Nei prossimi mesi il presidente di Sait proporrà una revisione dello statuto riguardo anche la governance. “Una riflessione è opportuna – afferma Dalpalù – anche per aggiornare ai tempi attuali alcune regole che appaiono datate. Tra queste, il requisito della stretta territorialità nella composizione del consiglio”.

Infine, da parte di Dalpalù un ringraziamento alle banche, che anche in questa delicata fase di ristrutturazione aziendale non hanno mai fatto mancare il loro appoggio. Un segno di stima e di fiducia nei confronti del nostro consorzio che abbiamo molto apprezzato”.

 

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Superiamo il ‘campanilismo territoriale’

“Abbiamo sviluppato un percorso condiviso e raggiunto i risultati che ci eravamo prefissi – ha affermato il direttore Luca Picciarelli – ora abbiamo bisogno di sapere se tutte le nostre cooperative socie condividono questo percorso. Una sorta di ‘campanilismo territoriale’ ha impedito finora il completamento di un sistema solido e coeso. Occorre cambiare marcia nel segno dei valori della cooperazione e solidarietà.

L’agenda 2018 è tutta nel segno del rilancio e di un nuovo protagonismo in tutti i comparti, da quello commerciale a quello gestionale e organizzativo. Tutti i cantieri aperti stanno portando risultati incoraggianti. Ma per consolidarli abbiamo bisogno di maggiore coesione all’interno del sistema e focalizzazione.

Rinnovate le cariche nel Comitato di indirizzo di Fondazione Caritro.Confermata la Presidente Elena Tonezzer,Vice Presidente Lorenzo Manfredi.

Si è riunito oggi il Comitato di Indirizzo della Fondazione Cassa di Risparmio di Trento, convocato dal Consigliere Anziano Battista Polonioli, per il rinnovo delle cariche all’interno dell’Organo.

Il Comitato di Indirizzo, con voto unanime, ha confermato Elena Tonezzer, di Trento, Presidente del Comitato di Indirizzo.

La riunione è proseguita per individuare il Vice Presidente. In sostituzione di Tiziana Carella, che ha concluso l’incarico lo scorso 30 aprile, il Comitato di Indirizzo ha eletto Lorenzo Manfredi, di Rovereto. Manfredi è insegnante presso il Liceo Depero di Rovereto – Istituto delle Arti, libero professionista nell’ambito della formazione, del visual design, il web e il marketing, artista visivo e formatore.

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