LANCIO D’AGENZIA

 

 

 

20180506

 

 

 

 

 

Transdolomites aderisce ad Alleanza Mobilità Dolce. Negli ultimi anni anche in Italia c’è stata un’autentica e crescente diffusione ed attenzione alla mobilità dolce. Sono aumentati quelli che camminano, pedalano in bicicletta e preferiscono le ferrovie turistiche per muoversi nel paesaggio e nella natura italiana.

Accanto a ciò cresce l’esigenza di un uso più razionale e intenso delle ferrovie minori come alternativa al trasporto su gomma e l’intermodalità con i diversi mezzi di trasporto, con l’obiettivo di frenare il consumo di territorio, ridurre le emissioni inquinanti e i gas serra, aumentare l’accessibilità, la coesione sociale, la salute e il benessere.

La cultura della mobilità dolce è impostata sulla condivisione dello spazio pubblico, sulla convivenza, integrazione e il rispetto tra i diversi utenti della strada e ha come effetto la tutela dell’ambiente e del territorio.

Si sta affermando l’idea che il viaggio sia un’esperienza da vivere; non solo uno spostamento per arrivare a destinazione, ma un modo di godersi il tempo libero, la bellezza dei piccoli borghi, il buon cibo a chilometro zero, per incontrare la vitalità delle comunità locali, per apprezzare il silenzio e l’aria pulita, per curare il proprio corpo e il proprio benessere, per dare valore al tempo.

La rete sul territorio per la mobilità dolce consente e promuove il piacere del viaggio a bassa velocità e la mobilità attiva, integrando percorsi ciclabili, reti di cammini, greenways, ferrovie turistiche, linee ferroviarie locali, riutilizzando e qualificando il patrimonio esistente, con una visione intermodale e integrata con i servizi e luoghi di scambio del trasporto collettivo delle città e dei paesi italiani.

Quanto riportato in questo passaggio iniziale è la parte introduttiva del Manifesto di Alleanza Mobilità Dolce (in allegato), associazione che ha accolto favorevolmente la domanda di adesione presentata recentemente da Transdolomites

A.mo.do. raggruppa le più importanti Associazioni Nazionali impegnate sul tema della mobilità. Queste Associazioni, tra cui appunto Transdolomites, si riconoscono nel Manifesto .

Fanno parte dell’alleanza; Touring Club Italiano, Italia Nostra, Legambiente, Utp Assoutenti, Associazione Italiana Greenways, Federazione Italiana Ferrovie Turistiche e Museali, Kyoto Club, Associazione Italiana per il Patrimonio Archeologico Industriale ( Aipai, Audax Randonneur Italia (Ari), Inlocomotivi il Treno Irpino del Paesaggio, Iubilantes Associazione Italiana di Architettura del Paesaggio, Associazione Borghi Autentici d’Italia, Associazione Turismo Responsabile, Terre di Mezzo, Associazione Italiana Guide Ambientali Escursionistiche, Associazione Europea dei Ferrovieri, Rete dei Cammini,Wwf, Federtrek, Città Slow, Federparchi, Federazione Italiana Escursionismo, Comitato per la riattivazione della Ferrovia Sicignano, Napoli Pedala, Associazione Italiana Alberghi per la Gioventù, Commissione Nazionale Ambiente,Associazione Mountain Bike Club Spoleto.

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Massimo Girardi
Presidente di Transdolomites

 

 

 

 

Manifesto_AMODO(1)

Nel nuovo appuntamento di Che Tempo che fa di Fabio Fazio, in onda domenica 6 maggio alle 20:35 su Rai1, il primo ospite sarà l’Onorevole Paolo Gentiloni, Presidente del Consiglio dal 2016, che il 24 marzo ha rassegnato le dimissioni rimanendo in carica per il disbrigo degli affari correnti.

Per dedicare, poi, un ricordo alla memoria di Aldo Moro, a 40 anni dal suo omicidio, ospite della puntata sarà Giovanni, figlio dello statista, sociologo e intellettuale che per anni ha studiato il contesto di quell’attacco al cuore dello Stato.

E poi ancora Luca Zingaretti, che martedì 8 maggio alle 20.30 aprirà la serata di Rai1 dedicata alla figura di Moro – il giorno prima del 40° anniversario dal ritrovamento del cadavere dello statista democristiano – con l’orazione civile “55 Giorni.

L’Italia senza Moro”, di cui è interprete e regista, realizzata proprio in via Caetani a Roma, dove la tragedia ebbe il suo epilogo. Il testo si ispira al libro omonimo di Stefano Massini uscito il 3 maggio.

Altro ospite della puntata sarà un’eccellenza italiana conosciuta in tutto il mondo: Andrea Bocelli. Insieme alla sua Fondazione e a quella di Renzo Rosso, il grande tenore ha appena ricostruito, a Sarnano, una scuola gravemente colpita dal terremoto.

In partenza per l’ennesima tournée mondiale, il Maestro Bocelli – che ha appena duettato con Ed Sheeran in “Perfect” – tornerà il 29 e il 30 luglio a dare vita al suo Teatro del Silenzio, l’esclusivo evento sulle colline natie di Lajatico, dedicato quest’anno alla rappresentazione dell’opera “Andrea Chénier” di Umberto Giordano.

Come promesso tornerà a “Che Tempo Che Fa” Loredana Berté accompagnata dai Boombadash con i quali si esibirà in “Non ti dico no”, il nuovo singolo appena entrato in rotazione radiofonica. Il trait d’union tra questi artisti è il reggae che fu proprio la Bertè a “sdoganare” in Italia già nel 1979 con la sua hit europea “E la luna bussó”.

La cantante di origini calabresi partirà poi per un tour estivo dal titolo “Amiche sì!” e il 7 giugno sarà tra i protagonisti del concerto tributo a Pino Daniele allo stadio San Paolo di Napoli.

Infine la musica di Mihail, il cantante di origini russe che con il singolo “Who you are” – che eseguirà in studio – sta letteralmente scalando le classifiche mondiali.

Nel cast anche Luciana Littizzetto, che rilegge l’attualità con la sua ironia, e Filippa Lagerback.

A seguire Il Tavolo di Che tempo che fa con la complicità di Fabio Volo, la comicità surreale di Nino Frassica, le domande impossibili di Gigi Marzullo, la simpatia di Orietta Berti e la partecipazione dell’esilarante Vincenzo Salemme.

Al Tavolo si fermerà Loredana Bertè e saranno presenti un numero uno assoluto del tennis italiano, Adriano Panatta, e accanto a lui la Signora del tennis italiano, Lea Pericoli, madrina degli Internazionali di tennis che si disputano a Roma dal 7 al 20 maggio.

E poi Valentina Lodovini e Francesco Mandelli, insieme nei cinema dal 10 maggio con “Si muore tutti democristiani” del Terzo Segreto di Satira. Inoltre, Anna Tatangelo, tornata con il nuovo singolo “Smetti di chiedere scusa”, che anticipa il suo nuovo album in uscita prossimamente e Jocelyn, un’icona del piccolo schermo che in veste di presentatore, autore e regista ha intrattenuto per anni i telespettatori con i suoi spettacoli di varietà.

Che Tempo Che Fa è realizzato da Rai1 in collaborazione con l’OFFicina e va in onda dagli studi del Centro di Produzione Rai di Milano con la regia di Cristian Biondani.

Che Tempo Che Fa è scritto da: Gianluca Brullo, Claudia Carusi, Fabio Fazio, Arnaldo Greco, Piero Guerrera, Veronica Oliva, con la consulenza di Antonio Bergero e Giacomo Papi. La scenografia è di Marco Calzavara. Produttori esecutivi Rai Maria Cristina Apollonio e Luisa Pistacchio, Produttore esecutivo L’OFFicina Edoardo Fantini.

Da domenica 6 maggio, per le ultime due puntate, la squadra di “Quelli che il Calcio” sale “in sella” per accompagnare l’attesa del Giro d’Italia.

Speciale appuntamento con Luca Bizzarri, Paolo Kessisoglu e Mia Ceran in “Quelli che aspettano… il Giro d’Italia”, domenica 6 maggio dalle 13.45 alle 14.45.

L’affiatato trio della domenica pomeriggio di Rai2 propone, accanto ai consueti approfondimenti sul mondo del calcio, uno speciale focus sul Giro D’Italia, prima di passare la linea alla diretta della celebre competizione ciclistica. Ospiti al grande tavolo: Mara Maionchi, Diego Abatantuono, Ciccio Graziani, Eleonora Pedron, l’arbitro degli arbitri Paolo Casarin, il Campione del Mondo Fulvio Collovati e il guru dei motori Giorgio Terruzzi.

Federico Russo e i Calciatori Brutti accolgono nel “pub” di Corso Sempione la medaglia d’oro di ciclismo su strada Dino Zandegù, l’allenatore Sasà Soviero alias Il Gran Visir degli Sbrocchi e la giovane attrice Virginia Robatto.

Questa settimana la postazione tecnica è affidata a Francesco Repice, mentre Melissa Greta Marchetto dalla postazione web prosegue l’esilarante raccolta dei commenti e dei contributi provenienti dal mondo social. Immancabili le incursioni comiche di Ubaldo Pantani nelle vesti di Gigi Buffon e di Toni Bonji alias Paride Coccio.

Il CT della nazionale di ciclismo elite maschile Davide Cassani è in collegamento da Eilat (Israele) per seguire la tappa del Giro d’Italia, partito venerdì 4 maggio da Gerusalemme. Mimmo Magistroni e Totò Schillaci sono in diretta da Pecorara (PC) per riproporre i migliori gol della Serie A con i “pulcini” della squadra piacentina.

Non mancano i collegamenti dagli stadi italiani per raccontare le ultime battute del campionato di calcio. Seguono l’anticipo delle 12.30 Udinese – Inter il mitico Bruno Pizzul e Martin Castrogiovanni. Dal San Paolo di Napoli, in attesa del match Napoli-Torino, in collegamento il pittore e telecronista Ferruccio Gard.

Con l’abrogazione dei voucher sono stati persi almeno 25mila posti di lavoro occasionali tra le vigne per giovani e pensionati durante l’ultima vendemmia. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti sugli effetti della nuova disciplina introdotta dall’art. 54-bis del decreto legge n.50/2017 per sostituire lo strumento del voucher, in occasione della diffusione dei dati Cgia di Mestre sul lavoro occasionale.

La riforma è stata un vero flop in agricoltura dove si stima infatti che – sottolinea la Coldiretti – nell’ultima vendemmia l’utilizzazione dei nuovi voucher sia risultata pari ad un valore inferiore al 2% di quello fatto registrare nell’anno precedente. Le motivazioni – spiega la Coldiretti – sono riconducibili in primis ad un eccesso di inutile burocrazia di cui, in parte non irrilevante, è responsabile la piattaforma informatica creata dall’INPS che non tiene in considerazione le specificità dell’attività agricola.

Con l’abrogazione della disciplina del voucher il sistema agricolo – continua la Coldiretti – è stato doppiamente penalizzato in quanto, se da una parte non si riscontravano nel settore indizi di abnorme e fraudolento utilizzo da dover correggere, dall’altra certamente l’intero percorso di emersione intrapreso dal 2008 ad oggi è irrimediabilmente andato perduto.

Un danno pesante per il vino dove a partire dalla data del 19 agosto 2008, prevista dalla circolare Inps per il rilascio dei primi buoni, è iniziata, sotto il pressing della Coldiretti, per la prima volta in Italia, la raccolta dell’uva attraverso voucher con l’obiettivo di ridurre burocrazia nei vigneti e dare una possibilità di integrazione del reddito a studenti e pensionati.

E’ stato – ricorda la Coldiretti – un successo immediato con poco più di 535.000 voucher venduti a livello nazionale durante l’anno nelle vigne. Nel 2009 Il sistema di pagamento è stato esteso all’insieme delle attività stagionali agricole, ma quello della vendemmia è rimasto l’impiego predominante assorbendone in media circa la metà secondo le stime della Coldiretti.

Dopo una rapida crescita inziale nel tempo si è verificata una sostanziale stabilizzazione dei voucher venduti a livello nazionale dove la Coldiretti stima che nell’ultimo anno prima dell’abrogazione siano stati impiegati circa 1,3 milioni di voucher solo per la vendemmia, ora praticamente azzerati con l’entrata in vigore della nuova normativa.

“L’Italia non puo’ permettersi di perdere le grandi opportunità di lavoro che vengono da uno dei settori piu’ dinamici dell’economia”, ha affermato il presidente la Coldiretti Roberto Moncalvo nel sottolineare che il “nuovo Parlamento e il Governo hanno il dovere di ripensare ad uno strumento per il settore che semplifichi la burocrazia per l’impresa, sia agile e flessibile rispondendo soprattutto ad un criterio di tempestiva disponibilità all’impiego e dall’altra generi opportunità di integrazione al reddito per giovani studenti, pensionati e cassa integrati”.

Il presidente Rossi e l’assessore Zeni un paio di mesi fa hanno manifestato “sorpresa e perplessità” dopo aver appreso dal Ministero della Salute che la riapertura del punto nascita di Cavalese è condizionata alla realizzazione della sala operatoria nel blocco parto.

La vera sorpresa in realtà dovrebbe essere quella dei cittadini a leggere le affermazioni di presidente e assessore, dato che i requisiti in termini di standard di sicurezza per i punti nascita in deroga erano noti e messi nero su bianco fin dal giugno 2016. Non si spiegherebbe altrimenti come mai l’APSS abbia provveduto nell’ottobre 2016 a predisporre uno studio di fattibilità per la “sala operatoria ostetricia”.

Le date dei documenti confermano che il problema era ben noto all’APSS e quindi le conseguenze del mancato adeguamento non avrebbero dovuto destare alcuna sorpresa. Interessante anche notare che le cifre in ballo per la realizzazione della parte strutturale della sala parto richiesta dagli standard minimi di sicurezza risultano, secondo le stime della stessa APSS, assolutamente modeste e sostenibili (100mila euro circa).

Quello che è possibile dedurre in sostanza è che il problema era noto, le soluzioni erano state prospettate ma per ragioni a noi ignote si è scelto di bloccare ogni intervento. Il MoVimento 5 Stelle ha presentato un’interrogazione per capire come mai.

 

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Filippo Degasperi

M5s

 

In allegato l’interrogazione:

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Lunedì 7 maggio alle ore 12 in piazza Dante la conferenza stampa con gli assessori Dallapiccola e Gilmozzi. Ritorna la Festa della biodiversità.

Prosegue in Trentino il percorso per la tutela e la valorizzazione della biodiversità. L’occasione per mettere in rete le varie attività che sul territorio provinciale si propongono di far conoscere gli importanti elementi della biodiversità sarà, dal 11 maggio al 3 giugno, “Il Trentino per la BIOdiversità”, il programma di eventi promossi dalla Provincia Autonoma di Trento ed organizzati in collaborazione con numerosi enti, istituzioni, associazioni, operatori per divulgare e celebrare i valori universali della biodiversità, da quella naturalistica a quella agricola e alimentare. Momento centrale dell’iniziativa la Giornata nazionale dedicata alla biodiversità del prossimo 20 maggio a Stenico.

I contenuti e le numerose iniziative che compongono il calendario della manifestazione, giunta alla terza edizione, saranno illustrate e commentate nel corso di una conferenza stampa lunedì 7 maggio alle ore 12 presso la Sala stampa del palazzo sede della Provincia.

All’incontro con gli operatori dell’informazione interverranno gli assessori all’agricoltura Michele Dallapiccola e all’ambiente Mauro Gilmozzi, nonchè i rappresentanti degli enti che ospiteranno quest’anno la Giornata nazionale della biodiversità, l’Asuc di Stenico, l’Apt Comano ed Ecomuseo Judicaria.

Domenica 6 maggio, alle 9.40 su Rai 1, Paesi Che Vai… arriva a Cremona, sulle tracce dei grandi maestri liutai che l’hanno resa la capitale mondiale della musica.

Un primato non sfuggito all’Unesco, che ha infatti riconosciuto l’antica arte della costruzione del violino come “patrimonio immateriale dell’umanità”.

Immersa nel cuore della Pianura Padana e avvolta in un paesaggio evocativo e misterioso, Cremona sorge sulla riva sinistra del fiume Po e sembra essere pervasa “da una musica di mirabile armonia” – come scriveva Herman Hesse. Livio Leonardi, conduttore e ideatore del programma, andrà dunque nei luoghi della musica, capitanati dalla prestigiosa Scuola Internazionale di Liuteria, un’eccellenza italiana che ci rende orgogliosi nel mondo.

E in esclusiva assoluta le telecamere televisive entreranno per la prima volta nella casa del grande Antonio Stradivari, il maestro liutaio per eccellenza.Con il conduttore si incontrerà anche Guido Rimonda, violinista di fama internazionale, che suonerà per noi il misterioso “Le Noir”: il Violino Nero.

Si tratta di un autentico violino stradivari del 1721, appartenuto al virtuosissimo violinista francese Jean-Marie Leclair. Ucciso brutalmente nel suo appartamento parigino, il musicista si trascinò tenendo stretto tra le mani il suo violino, in cui rimasero per sempre due macchie nere indelebili.

Il ricco itinerario condurrà i telespettatori anche sulle tracce delle eccellenze del territorio: dagli antichi metodi che, tramandati di padre in figlio, costituiscono ancora oggi il valore aggiunto del celebre torrone, ai caldi sapori della tradizione e della cucina tipica cittadina.
Infine, Livio Leonardi si immergerà nel cuore del paesaggio lombardo, nell’incantevole scenario di un’area naturale protetta, poco distante dalla città.

Per il 66° Trento Film Festival la Fondazione Edmund Mach ha deciso di portare nello “zaino” alcuni prodotti agricoli del territorio, in particolare noci, pane di antichi cereali, formaggi di malga e miele, per spiegare le attività di ricerca e sperimentazione in corso per valorizzarli ma anche, con il contributo dell’azienda sanitaria di Trento, per spiegare quanto fanno bene alla nostra salute.

In una cornice più ampia quella del focus sul progetto “Environment, Food & Health (Ehf)” coordinato da Fem a livello euroregionale fra Trentino, Alto Adige e Tirolo per indagare la “versione alpina” della dieta mediterranea, progetto col quale si vuole dimostrare che si può vivere a lungo con minori spese sanitarie, adottando uno stile di vita – e quindi una dieta – sana.

“Il senso della presenza di Fem al Film Festival della montagna -ha spiegato il presidente Fem, Andrea Segrè- è far conoscere le nostre ricerche e le nostre attività di formazione e consulenza negli ambiti dell’agricoltura, dell’ambiente e dell’alimentazione sul territorio delle terre alte.

In quest’ottica abbiamo avviato il progetto Euregio Ehf sulla dieta mediterranea alpina, un viatico per valorizzare i prodotti locali – e il reddito di chi li coltiva – inserendoli in uno stile di vita sano che previene le malattie croniche”.

Al convegno, molto partecipato, organizzato dalla Fondazione Edmund Mach, oggi a Trento, a Palazzo Roccabruna, sono intervenuti accanto al presidente Andrea Segrè, i ricercatori e tecnologi Michela Troggio, Enzo Mescalchin, Silvia Schiavon, Paolo Fontana e Carlo Pedrolli, dirigente del Servizio dietetica e nutrizione clinica dell’Azienda provinciale per i Sevizi Sanitari di Trento che ha focalizzato il suo intervento sulle caratteristiche della dieta mediterranea, modello alimentare che assicura una nutrizione valida, equilibrata, adatta a qualsiasi età, in grado di prevenire molte malattie.

Un modello applicabile a livello locale con i prodotti del territorio. “Abbiamo disponibilità di prodotti alimentari “alpini” con ottime potenzialità di costruire un modello alpino – ha spiegato il dottor Pedrolli- che segua i suoi principi e perché permetterebbe di svincolare il modello alimentare mediterraneo da una determinata località geografica”.

Focus sulla noce del Bleggio e il progetto Fem partito lo scorso anno in collaborazione con Fondazione Caritro, le aziende produttrici di noci del Bleggio e la confraternita della noce del Bleggio per valorizzare la noce bleggiana, creando una vera e propria carta di identità, identificandone i caratteri distintivi, inclusi gli aspetti nutrizionali e salutistici. Una attestazione di unicità e tipicità del prodotto locale, come ha spiegato la ricercatrice Michela Troggio, grazie alle analisi genetiche ed isotopiche.

Silvia Schiavon ha parlato dei formaggi di malga che rappresentano un valore per il territorio trentino perché “ricchi di storia, tradizione, cultura della montagna ma anche perché sono prodotti sani, a km zero e, grazie all’alimentazione ad erba delle vacche, ricchi di sostanze dalle importanti proprietà salutistiche come l’acido linoleico coniugato (Cla)”.

Ha parlato del progetto Fermalga con cui si è inteso valorizzare questi prodotti sia dal punto di vista qualitativo che commerciale e che ha portato ad importanti risultati sui formaggi prodotti sia dal punto di vista aromatico che delle caratteristiche collegate alla stagionabilità del prodotto, peculiarità riconosciute e premiate nei diversi concorsi per formaggi di malga che si svolgono annualmente in Trentino.

Altro prodotto sotto la lente il pane di antichi cereali. Enzo Mescalchin ha spiegato come la coltivazione dei cereali sta ritrovando oggi un suo “nuovo” piccolo spazio in Trentino, grazie al rinnovato interesse da parte di consumatori, panificatori e agricoltori, per questi ultimi come possibilità di recupero e valorizzazione di terreni marginali privi di irrigazione e per una diversificazione colturale, contribuendo così al miglioramento del paesaggio agrario con il contenimento della monocultura e la salvaguardi tradizioni e cultura locali.

Infine, il miele di montagna. Paolo Fontana ha detto che il miele per fare bene oltre che per essere buono, deve provenire da un ambiente incontaminato. Ecco che i mieli di montagna oltre che essere connotati da caratteristiche sensoriali straordinarie, sono anche molto sicuri per i consumatori.

Lo Stato mette a disposizione per Trento circa 600.000 euro in tre anni (2018/19/20) per studi di fattibilità di nuove linee tramviarie.

Nell’ultimo consiglio comunale abbiamo ottenuto all’unanimità, grazie al nostro ordine del giorno cofirmato con Trento Insieme, che si procedesse ad uno progetto di fattibilità sull’ipotesi “Ring”.

Le due cose evidentemente collimano e ci auguriamo che sia intenzione della Giunta procedere celermente a presentare la documentazione necessaria a fare istanza per l’assegnazione dei contributi richiamati.

A ciò si ispira la nostra interrogazione allegata.

L’auspicio è procedere celermente utilizzando i fondi a noi destinati.

 

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I consiglieri comunali di Trento M5S
Andrea Maschio
Paolo Negroni
Marco Santini

 

 

 

Gara tra città per nuove metro e tram Trento sta alla finestra
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