LANCIO D’AGENZIA

Il carburante del bullismo è il web e una educazione sessista ed omofoba ancora imperante in Italia. Lo afferma il Codacons, intervenendo sul dibattito in corso in Italia dopo i gravi fatti di Lucca e pubblicando i risultati di una analisi condotta in collaborazione con la Società Italiana di Intervento sulle Patologie Compulsive (S.I.I.Pa.C. Lazio).

“La scuola è il luogo in cui ogni individuo compone la propria identità, affrontando le trasformazioni, le curiosità, le scelte e i problemi tipici dell’età evolutiva; ma anche il posto in cui spesso si strutturano pregiudizi – e conseguenti discriminazioni- ai danni di tutte le persone che non rispecchiano modelli sociali largamente accettati e rispondenti a stereotipi – si legge nelle osservazione della Siipac Lazio – Il Bullismo e i fenomeni discriminativi prendono solitamente di mira categorie stigmatizzate come le persone grasse, gli appartenenti a minoranze etniche e le persone Lgbti.

Quando la discriminazione si connota di carattere omofobico assume una peculiarità perché non attacca solo il soggetto in quanto Lgbti o presunto tale, ma coinvolge l’intera dimensione privata e personale della sua sessualità; si radica in una cultura generale ancora omo-transfobica che di fatto giustifica gli aggressori ed è spesso interiorizzata dallo stesso aggredito.

Con questo si rileva un’altra preoccupante peculiarità: il carattere contagioso dello stigma sociale. L’alto rischio di abbandono scolastico, riduzione delle performance e tentativi di suicidio sono solo alcune delle possibili conseguenze di discriminazioni nel contesto scolastico”.

Ma le cause del bullismo sono per il Codacons da ricercare anche nel web, con particolare riferimento ai social network, dove esistono gruppi chiusi con centinaia di migliaia di iscritti creati allo scopo di alimentare e incentivare discriminazioni e violenze nei confronti di soggetti deboli, siano essi donne, disabili, gay, stranieri.

Gruppi pericolosissimi perché influiscono sui comportamenti dei più giovani indirizzandoli verso atti di bullismo.

Proprio per denunciare tale fenomeno il Codacons ha deciso di pubblicare sul proprio sito le foto “choc” del calendario contro il bullismo realizzato dall’associazione nel 2017 e visibili alla pagina

Il Codacons ha inoltre avviato in collaborazione con il Museo Archeologico di Napoli un progetto contro la violenza di genere che porterà nelle scuole superiori di tutta Italia il concetto di eros nell’arte antica, come forma di insegnamento e di contrasto a qualsiasi forma di violenza contro le donne.

Che cosa si può fare durante un’assemblea d’Istituto? Dalla fine degli anni Sessanta in poi, i momenti di confronto fra studenti hanno inciso sul cambiamento della società e generato piccole e grandi rivoluzioni.

Oggi, a cimentarsi con un progetto nel suo genere rivoluzionario e creativo sono gli studenti del Liceo scientifico “Leonardo da Vinci” di Trento che hanno scelto di… gestire un museo! Venerdì 27 aprile, dalle 19.00 il Muse, il Museo delle Scienze di Trento, si trasformerà in un laboratorio di sperimentazione per più di 800 studenti e per il loro programma è articolato e ricchissimo.

Notte di Scienza Under 30 sarà una speciale autogestione, nata da un percorso iniziato più di un anno fa, che ha coinvolto i ragazzi portandoli a scoprire il piacere della scienza, fino a decidere di impegnarsi in orario extrascolastico per proporre un esperimento del tutto inedito. Una serata che li vedrà protagonisti, entusiasti co-organizzatori e gestori delle proposte, oltre che fruitori. L’iniziativa è aperta anche a tutti gli Under30 che, pur non essendo studenti, vorranno partecipare e vivere questa nuova esperienza.

Dall’istituzione a livello ministeriale del bonus cultura, all’adozione di nuove modalità comunicative in grado di attrarre i nativi digitali parlando il loro linguaggio; uno degli obiettivi più attuali e sfidanti che le istituzioni sono chiamate a perseguire è l’avvicinamento dei giovani, soprattutto adolescenti, alla cultura. In questo contesto, si colloca appieno Notte di Scienza Under 30

Il MUSE Museo delle Scienze di Trento, da sempre cerca di coinvolgere i ragazzi e attraverso il settore Audience Development lavora per permettere di raggiungere nuovi pubblici, incentivando in particolar modo chi non lo frequenta in modo autonomo.

In quest’ottica, gli studenti sono un caso emblematico: rappresentano infatti quasi il 50% dei visitatori ma, se analizziamo i dati di accesso al museo dei teenager senza docenti o adulti accompagnatori, la loro presenza sul totale non raggiunge neanche il 5%. Questo rispecchia l’andamento generale della visita ai musei riferita ai teenager autonomi ed è proprio su questo che il Muse ha deciso di impegnarsi, con una formula innovativa e unica.

Infatti, nonostante moltissimi musei, in questi anni, stiano provando a lavorare con e per questo target (dal MoMA al Whitney Museum, al MET, e ancora la Tate a Londra fino al Museo Reina Sofia a Madrid, o in Italia Palazzo Grassi) mai nessuna istituzione fino a ora aveva accettato di far gestire per un serata intera il museo ai teenager.

“Partendo dall’assioma che i giovani vanno dove ci sono altri giovani – spiega Samuela Caliari, responsabile Audience Development del MUSE – abbiamo lavorato sull’approccio peer-to-peer. Il cambio di prospettiva del Muse è stato quello di aver deciso di consegnare per una giornata le chiavi, le scelte e i programmi di tutto il museo ai teenager stessi, responsabilizzandoli e mettendoci al contempo a diposizione come personale scientifico, esperti di organizzazione di eventi e addetti ai servizi.

Abbiamo voluto lasciare ai ragazzi la libertà di decidere e abbiamo avuto fiducia nei loro consigli, consapevoli che più grandi sono le responsabilità che affidiamo loro più importanti saranno i risultati che otterremo insieme”.

“La finalità di questa iniziativa – spiega Matteo Andreatta, rappresentante di Istituto del Liceo da Vinci di Trento – è stata quella di fondere lo spirito studentesco, la partecipazione e ciò che noi normalmente facciamo all’interno della scuola, con una struttura istituzionale come il MUSE, una realtà che per noi di un Liceo scientifico rappresenta un po’ il futuro.

Il tema della partecipazione studentesca è uno degli argomenti che – come rappresentanti di Istituto – abbiamo affrontato con maggiore convinzione e continuità nel corso dell’anno ed è espressione di quell’emozione, di quel senso di appartenenza che ci ha spinti a metterci a disposizione dei nostri compagni come loro delegati. Partecipare, in questi termini, per noi significa vivere pienamente ciò che si fa”.

 

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IL PROGETTO
L’evento Notte di Scienza Under 30 nasce da un progetto che ha preso il via un anno fa. Dopo un primo incontro con i giovani del Concilio degli Studenti di Trento – per studiare una modalità di coinvolgimento dei ragazzi al di fuori del contesto scolastico, raccogliere le loro richieste e proposte e progettare insieme una nuova modalità di visita agli spazi museali, non imposta dagli insegnanti ma scelta dagli studenti stessi – il primo passo è stata la somministrazione di un questionario online ai ragazzi delle scuole superiori di Trento. Il questionario mirava a conoscere la percezione che gli studenti hanno del museo e la conoscenza degli eventi che qui vengono organizzati, valutando anche quali argomenti il museo potrebbe sviluppare appositamente per questo target.

Dopo questa prima fase di studio si è passati alla progettazione di attività da realizzare in collaborazione.

A gennaio 2018 il Liceo Scientifico Leonardo da Vinci di Trento ha chiesto la collaborazione del museo all’interno di un’assemblea di istituto dedicata alla scienza, durante la quale è stato presentato l’intervento “La scienza che non ti aspetti”, con la testimonianza di ricercatori, quiz e uno science show. I feedback sono stati molto positivi e, da questa esperienza, è nata la proposta di realizzare un’assemblea di istituto da tenersi all’interno del museo in orario serale.

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, nella sua adunanza dell’11 aprile 2018, ha sanzionato per una pratica commerciale scorretta Fastweb S.p.A., per un ammontare complessivo di 4.400.000 euro.

Nelle campagne pubblicitarie inerenti l’offerta commerciale di connettività in fibra ottica (sito web, below the line spot televisivi e affissionali), Fastweb, a fronte del ricorso a claim volti ad enfatizzare l’utilizzo integrale ed esclusivo della fibra ottica e/o il raggiungimento delle massime prestazioni in termini di velocità e affidabilità della connessione, ha omesso o non ha adeguatamente evidenziato le informazioni sulle caratteristiche dell’offerta, sui limiti geografici di copertura delle varie soluzioni di rete, sulle differenze di servizi disponibili e di performance in funzione dell’infrastruttura utilizzata per offrire il collegamento in fibra.

In conseguenza di tale condotta omissiva e ingannevole, il consumatore, a fronte dell’uso del termine onnicomprensivo “fibra”, non è stato messo nelle condizioni di individuare gli elementi che caratterizzano, in concreto, l’offerta.

A ciò si aggiunga che i claim presenti nelle campagne pubblicitarie sulla fibra di Fastweb non contenevano chiari riferimenti alla circostanza che le massime velocità di connessione fossero ottenibili solo in virtù dell’attivazione di un’opzione aggiuntiva in promozione gratuita per un periodo limitato e, poi, a pagamento.

L’assenza di un’informazione chiara su tali profili impedisce al consumatore, pertanto, di prendere una decisione consapevole sull’acquisto dell’offerta in fibra.

La condotta ingannevole e omissiva risulta particolarmente rilevante in considerazione dell’importanza del settore economico interessato, caratterizzato da modelli di consumo ed esigenze degli utenti in continua e radicale evoluzione, a fronte di una crescente offerta di servizi digitali.

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha ricevuto questo pomeriggio al Palazzo del Quirinale il Presidente della Camera dei Deputati, Roberto Fico, e gli ha affidato il compito di verificare la possibilità di un’intesa di maggioranza parlamentare tra il Movimento Cinque Stelle ed il Partito Democratico per costituire il Governo.

Il Presidente della Repubblica ha chiesto al Presidente della Camera dei Deputati di riferire entro la giornata di giovedì.

Il Presidente Roberto Fico renderà a breve una dichiarazione.

L’Assemblea dei Soci di Mediocredito del Trentino Alto Adige ha rinnovato il Consiglio di Amministrazione ed il Collegio Sindacale per il prossimo triennio. Confermati il Presidente Franco Senesi e il Vice Presidente Michael Grüner.

Bilancio approvato all’unanimità: utile netto di 3,2 milioni di euro, portafoglio crediti alle imprese in bonis a 1 miliardo (+1,8%), forte contrazione dei crediti deteriorati (-19,5%). Coefficiente di solidità (total capital ratio) al 18,51%, un livello di eccellenza tra le banche italiane.

I membri in Consiglio di Amministrazione passano da 13 a 11. Entrano i nuovi consiglieri Andrea Bologna e Cristina Odorizzi. Confermati i consiglieri Hansjõrg Bergmeister, Giovanni Dies, Zenone Giacomuzzi, Giorgio Marchiodi, Stefano Mengoni, Lorenzo Liviero e Katrin Teutsch. Nel collegio sindacale confermate le nomine della Presidente Astrid Marinelli e del sindaco Renato Beltrami. Entra come nuovo sindaco Patrik Bergmeister.

Negli interventi degli azionisti, espresso l’apprezzamento per i risultati raggiunti: “Mediocredito si conferma banca del territorio e delle imprese, un solido riferimento per l’economia locale”.

Senesi ha ringraziato per le dichiarazioni di stima: “Questa è una azienda che ha prodotto nel tempo ricchezza per il territorio”, ha affermato. “Nel decennio 2008-17 Mediocredito ha realizzato utili netti per 29,5 milioni, distribuito dividenti per 28,6 milioni e pagato 32,6 milioni di imposte, che in gran parte rimangono in loco”.

Approvato il bilancio che riporta ai livelli pre-crisi. L’Assemblea ha approvato all’unanimità il bilancio 2017 che chiude con 3,2 milioni di euro di utile netto.

“La banca riprende a distribuire dividendi ai propri azionisti pubblici e privati” afferma il presidente Franco Senesi. “La proposta di destinazione dell’utile netto di esercizio, approvata oggi in Assemblea dei soci, vede da un lato un rafforzamento del patrimonio della banca e dall’altro la distribuzione agli azionisti di dividenti per complessivi 1,574 milioni di euro”.

“Nel 2017 – afferma il direttore Diego Pelizzari – abbiamo migliorato in modo sensibile la redditività e l’efficienza della banca, consolidando i volumi complessivi di attività”. I finanziamenti concessi hanno raggiunto i 267 milioni, le erogazioni hanno sfiorato i 240 milioni. Il Trentino Alto Adige rimane l’area di maggior interesse della banca con un flusso di nuovo credito pari a circa il 37% del totale. In crescita le aree dell’Emilia Romagna e della Lombardia.

A livello settoriale spicca il settore manifatturiero, che rappresenta da anni il core business della banca, al quale è stato destinato il 42% del nuovo flusso di credito.

I crediti alle imprese in bonis raggiungono quota 1.009 milioni (+1,8%) con il portafoglio crediti del comparto manifatturiero cresce che del 12,4%. I crediti deteriorati registrano una forte contrazione (-19,5%) riscontrabile anche nelle sofferenze (-11,3%). Questo virtuoso risultato ha portato a ridurre l’incidenza dei crediti deteriorati lordi, rispetto al totale del portafoglio crediti complessivo, di ben 3 punti percentuali, passando al 13,9% da un 16,8% di dicembre 2016.

“Migliora anche l’indice di copertura del portafoglio deteriorato – spiega il direttore – altro indice di efficienza in miglioramento, che cresce di 7 punti percentuali passando da 34,0% ad un 41%”.

La provvista non ha presentato particolari criticità ed i nuovi flussi, per 394 milioni di euro, sono per lo più rappresentati da depositi, ottenuti in larga parte dalle Casse Rurali, Raiffeisen, Bcc e da nuovi tiraggi dalla Banca Centrale Europea (TLTRO-II) e da Cassa Depositi e Prestiti.

“Il 2017 è stato un anno di ripresa significativa del margine di interesse (+46,2%, che corrisponde a 6 milioni di euro), anche il margine di intermediazione cresce del 40% circa”.

Infine, il contenimento dei costi di gestione (-1,5 milioni di euro) ed una plusvalenza per la cessione di un immobile (+1,8 milioni di euro), hanno portato ad un risultato lordo di gestione che supera i 16 milioni di euro, contro i 5,6 milioni di euro del 2016.

Il recupero di efficienza è evidenziato dal rapporto cost to income, che raggiunge il 42,2% rispetto dal 67,8% del 2016.

Il risultato al lordo delle imposte, pertanto, ha superato i 4 milioni di euro, mentre quello al netto delle imposte sfiora i 3,2 milioni di euro.

Figlio con due mamme, Salvini: profonda tristezza per egoismo adulti. “Io rispetto le scelte di vita di tutti, ma difendo e difenderò sempre il diritto di ogni bambino che nasce ad avere una mamma (donna) e un papà (uomo). Provo una profonda tristezza per l’egoismo degli adulti: uteri in affitto e bambini in vendita non sono il futuro”.

Così il segretario della Lega Matteo Salvini.

 

Divieto di detenzione e consumo di bevande alcoliche all’interno di parchi e giardini e accattonaggio molesto in zona mercato: l’attività della polizia locale.

Tra gli impegni degli agenti della polizia locale in questi giorni, numerosi i controlli sul consumo di alcool all’interno dei parchi della città, sugli accattoni nelle zone dove vige il divieto e in generale sul rispetto delle norme previste dal regolamento di polizia urbana, rispondendo in tal modo alla sempre più alla forte richiesta dei cittadini di sicurezza e libertà di muoversi liberamente nelle vie della città.

Le nuove modifiche al regolamento di polizia urbana sul consumo dell’alcool in otto parchi della città hanno dato una svolta sul controllo e la repressione di comportamenti poco leciti e diseducativi messi in atto da frequentatori abituali, che danno la sensazione di trascuratezza e di degrado.

Giovedì 19 aprile, durante il servizio di controllo nella zona mercato da parte degli operatori della sezione annona e commercio, venivano fermati due soggetti di nazionalità nigeriana, intenti ad effettuare accattonaggio molesto tra le bancarelle. I due uomini, privi di documenti, sono stati accompagnati in Comando per essere sottoposti ai rilievi identificativi.

Entrambi senza fissa dimora sono stati denunciati per essere sul territorio nazionale privi di documenti senza giustificato motivo e sanzionati per accattonaggio in zona mercato come previsto dal regolamento di polizia urbana.

Nella stessa giornata, durante i controlli all’interno di piazza Dante sul consumo di bevande alcoliche, sono stati richiesti i documenti ad un gruppo di extracomunitari.

Alla richiesta degli operatori un uomo di nazionalità nigeriana improvvisamente si dava alla fuga. Inseguito e raggiunto, è stato accompagnato presso l’ufficio della polizia ferroviaria per l’identificazione e quindi denunciato ai sensi della legge sugli stranieri, in quanto senza giustificato motivo permaneva sul territorio italiano senza documenti.

Sabato 21 aprile nel pomeriggio, sempre durante i controlli in piazza Dante gli agenti hanno notato due donne moldave intente a consumare alcool, sedute su una panchina. Dopo i controlli sulle loro identità, sono state sanzionate per il consumo di bevande alcoliche all’interno del parco. Ad una delle due è stato contestato anche il fatto di essere sul territorio italiano senza giustificato motivo.

Lo stesso pomeriggio, nei pressi della Palazzina Liberty, gli agenti si avvicinavano ad un uomo rumeno, intento a consumare un liquido all’interno di una bottiglia di plastica. Alla richiesta di poter verificare il contenuto della bottiglia, l’uomo dichiarava da subito che all’interno vi era del vino rosso. Si è quindi provveduto a contestare la sanzione prevista dal regolamento di polizia urbana e al contestuale sequestro della bottiglia.

La situazione è quindi degenerata in comportamenti, da parte dell’uomo, poco rispettosi con atteggiamenti di sfida, minaccia e resistenza verso gli operatori, che si sono visti costretti ad usare lo spray al peperoncino in dotazione, denunciando il soggetto per resistenza a pubblico ufficiale.

Domenica 22 aprile nel pomeriggio è giunta segnalazione di un uomo di nazionalità polacca, successivamente identificato, intento a consumare alcool su una panchina all’interno del parco di piazza Dante.

A fine contestazione la pattuglia ha notato vicino ai giochi per bambini, intenti anche loro al consumo di bevande alcoliche, due soggetti extracomunitari, che da subito manifestavano contrarietà e disappunto sulla presenza degli operatori di polizia.

In particolare uno dei due soggetti, palesemente alterato, inveiva con frasi ed insulti pesanti, cercando in tutti i modi un contatto fisico con un operatore, fino a lanciare contro gli agenti una bottiglia di birra, a cercare di procurarsi lesioni dando la responsabilità agli stessi e a sdraiarsi in terra nel mezzo della carreggiata, prima di aggredire un agente colpendolo sul petto e spintonandolo.

A quel punto l’uomo è stato immobilizzato per evitare che potesse provocare ferite ad altri o a se stesso, portato in Comando e denunciato per resistenza, violenza, e minaccia a pubblico ufficiale.

Il pubblico ministero di turno acconsentiva all’arresto e comunicava che lo avrebbe giudicato per direttissima il giorno seguente. Oggi il provvedimento è stato tramutato in reclusione ai domiciliari fino alla data del dibattimento.

Investimenti per oltre 8 milioni di euro per un progetto di ricerca riguardante la lavorazione laser. Provincia e società Adige assieme in un accordo negoziale sulle frontiere della Meccatronica. Previsti + 40 occupati.

Molte le ricadute anche sull’indotto in favore delle imprese del territorio Un nuovo accordo negoziale all’insegna della ricerca, dell’innovazione e del lavoro è stato siglato oggi pomeriggio dalla Provincia autonoma di Trento, con il suo vicepresidente Alessandro Olivi, la società Adige spa, leader a livello mondiale nella produzione di macchine per taglio laser, con il presidente del cda Pietro Colombo, e le rappresentanze dei lavoratori.

Al centro dell’intesa, che coinvolge anche l’Università di Trento, la Fondazione Bruno Kessler, e le scuole superiori del Trentino, un progetto di ricerca riguardante le nuove tecnologie meccatroniche applicate al taglio laser, per una spesa complessiva di circa 8 milioni di euro, di cui 5.226.020,68 di sostegno provinciale. Le nuove assunzioni sono complessivamente 40, tutto personale altamente specializzato: entro il 2019 nei due stabilimenti di Levico, Adige e Adige SYS, opereranno quindi circa 300 addetti.

“Questo è uno dei più grandi progetti di ricerca industriale sostenuto dalla Provincia negli ultimi anni – sottolinea il vicepresidente e assessore allo sviluppo economico della Provincia Alessandro Olivi – e riguarda una delle frontiere avanzate della Meccatronica, che in Trentino sta diventando una delle aree di eccellenza più importanti dell’intero sistema industriale. Meccatronica oggi significa un distretto diffuso, con protagonisti di eccellenza, come questo, su tutto il territorio provinciale, quindi anche al di fuori del Polo di Rovereto”.

Sono attese anche importanti ricadute sul versante della formazione di giovani in azienda. La società ha messo a punto con il Dipartimento per la Conoscenza della Provincia un progetto che – in aggiunta alle analoghe attività già attuate nell’anno scolastico 2016-2017 – prevede lo svolgimento di attività di formazione duale: 10 studenti delle scuole superiori potranno formarsi ogni anno in azienda, per un totale di almeno 30 nel triennio.

Inoltre sono previste altre attività di tirocinio curriculare nell’ambito dell’alta formazione professionale e del quarto anno di formazione professionale, che portano il numero totale di studenti coinvolti a circa 40. Previsto infine un dottorato di ricerca in Fisica.

Significativo infine anche l’indotto, con circa 8 milioni all’anno di acquisti da fornitori locali e 20 milioni di investimenti infrastrutturali effettuati da Adige sul territorio, soprattutto per ampliare gli spazi produttivi.

“Stiamo facendo fare allo strumento degli accordi negoziali un ulteriore salto di qualità – sottolinea ancora il vicepresidente Olivi, che ha firmato l’accordo con il presidente del cda dell’azienda Pietro Colombo e i rappresentanti sindacali – . L’accordo con Adige è molto significativo anche i termini finanziari, con un impegno importante da parte della Provincia, pari a oltre 5 milioni di euro.

Ciò che va sottolineato, oltre alla bontà del metodo pattizio, e alle ricadute che si generano sul versante del lavoro, è la vera e propria rivoluzione intervenuta rispetto ai tempi dei ‘vecchi’ contributi provinciali. Oggi la Provincia imposta assieme alle società e ai lavoratori un rapporto sul lungo periodo, che comporta verifiche puntuali delle finalità e degli obiettivi, che coinvolge infine anche gli altri attori dell’economia e della società come le scuole e i centri di ricerca. Questo è il fare sistema di cui si è parlato per tanto tempo”.

“Siamo una società leader mondiale ma che ha a cuore il territorio e lo fa crescere – ha detto il direttore generale di Adige spa Luca Arighi – . Il nostro piano di sviluppo prevede investimenti in immobili, macchinari e tecnologie, per complessivi 25 milioni, di cui 20 in Trentino, ed inoltre acquisti di beni e servizi per 24 milioni in tre anni, anche questi presso fornitori locali, che in questo modo aiutiamo a crescere. A ciò si somma il forte impegno sulla formazione e la ricerca”.

Alla presentazione dell’accordo sono intervenuti anche Stefano Floressa in rappresentanza delle Rsu, che ha sottolineato il buon rapporto esistente fra azienda e rappresentanze dei lavoratori, l’amministratore delegato di Trentino Sviluppo Sergio Anzelini, il prorettore al supporto al sistema produttivo dell’Università di Trento Flavio Deflorian, il segretario generale di Fbk Andrea Simoni, il dirigente scolastico dell’Itt Marconi Giuseppe Rizza, in rappresentanza dei 3 istituti coinvolti.

“LT 4.0 – Sviluppo di tecnologie per l’applicazione dei concetti Industria 4.0 nel campo della lavorazione laser del tubo metallico” è il nome del progetto di ricerca della società Adige spa. La spesa prevista e ammessa è di euro 8.040.031,82 con un contributo in valore attuale di euro 5.226.020,68. La società, che ha sede legale a Levico Terme, è nata nel 1993 e opera nel campo della fabbricazione di macchine per la formatura dei metalli e di altre macchine utensili. Adige spa fa parte del Gruppo BLM con sede a Cantù (CO), costituito da tre società, BLM, Adige e Adige-Sys (anch’essa con sede a Levico), ed inoltre da una società di servizi (montaggio e service), Bgs srl, e da sei filiali estere commerciali e di service (Germania, Regno Unito, Stati Uniti, Brasile, Messico e Cina).

Adige collabora attivamente con il Polo Meccatronica di Rovereto e di recente ha messo a disposizione un innovativo sistema di taglio laser per il laboratorio ProM Facility, assieme a Trentino Sviluppo, Fbk e Università. Con questo nuovo progetto la società intende proseguire ed intensificare la collaborazione nel campo delle nuove tecnologie meccatroniche applicate al taglio laser, nell’ottica delle tematiche di industria 4.0.

Le tecnologie laser sono in costante evoluzione e l’attività di ricerca posta in essere dalla società rappresenta una condizione indispensabile per il mantenimento della leadership tecnologica nel settore che ha garantito ad Adige, negli ultimi anni, una crescita di fatturato, di export e dei livelli occupazionali. Fra l’altro la società ha contribuito all’inserimento presso il Polo Meccatronica di due società operanti nel settore dei servizi tecnici alle imprese e alla costituzione di un centro logistico a Mezzolombardo da parte di una società specializzata proveniente da fuori provincia.

Con l’accordo di oggi Adige spa si impegna a raggiungere entro il 2019 il livello di 300 addetti. Si impegna inoltre a definire con il Dipartimento per la Conoscenza di un progetto che preveda lo svolgimento di attività di alternanza scuola-lavoro in tirocinio curriculare per 10 studenti delle scuole superiori all’anno per 3 anni (30 in tutto). Inoltre, sempre per il triennio 2017-2019, sono previsti tirocini curriculari nell’ambito dell’alta formazione professionale e del quarto anno di formazione professionale un dottorato di ricerca in fisica, in collaborazione con l’Università di Trento, per lo studio dei principi di base delle sorgenti laser a diodo diretto.

Adige definirà infine con la Fondazione Bruno Kessler entro il 2018 un’attività di ricerca per lo studio di nuove ottiche adattative, e proseguirà l’attività di collaborazione nell’ambito del Polo Meccatronica.

Bambino con due mamme, avvocato Schuster: “Altri comuni seguiranno l’esempio di Torino. Il bambino ha due madri, non si può tirare fuori un padre a caso”.

Il Comune di Torino ha registrato all’anagrafe cittadina un bambino figlio di due donne, concepito a seguito di tecniche di procreazione medicalmente assistita di tipo eterologo. Ai microfoni di Legge o Giustizia condotto da Matteo Torrioli su Radio Cusano Campus è intervenuto l’avvocato Alexander Schuster, legale di Chiara Foglietta e Michela Ghisleni.

“A metà aprile nasceva il bambino all’Ospedale Sant’Anna di Torino. Nel corso della gravidanza si cercava un modo per far si che Niccolò Pietro avesse due madri alla nascita – racconta Schuster – dissi loro che c’era un problema a monte, ovvero che tutti i bambini che nascono in Italia, in virtù delle formule vetuste che ci sono, sono tutti nati da un rapporto sessuale con un uomo.

Non esiste la fecondazione assistita. Dissi alla coppia che come minimo qualcuno avrebbe proposto loro la formula standard delle mamme single, ovvero avrebbero dovuto dichiarare il falso dicendo che il bambino è nato dall’unione naturale con un uomo, di cui non si farà il nome.

Un falso in atto pubblico tollerato fin troppo. Non sono cose che capitano solo a coppie omosessuali, anche per quelle etero che hanno fatto ricorso alla fecondazione assistita eterologa”.

L’altro problema riguardava la tutela del minore: “Un’altra questione riguardava la tutela del bambino rispetto a quell’adulto che, pur non avendo un legame genetico con lui, lo ha voluto. È spesso capitato che padri eterosessuali ad un certo punto disconoscevano bambini nati da una fecondazione assistita eterologa.

La Corte Costituzionale ha già detto che non ci si può tirare fuori. Dopo aver dato il consenso alla fecondazione della propria compagna, anche se lo sperma è di un donatore terzo, quel bambino nato è frutto di quelle scelte e quindi non si può disconoscerne la paternità. Quindi la questione posta a Torino è stata la stessa.

Se questo consenso dato dalla donna è uguale al medesimo consenso dato da un uomo, perché quella donna non può diventare genitore? Se un bambino nasce dall’amore di due donne non si può tirare fuori un padre a caso, imponendolo ad una donna e al bambino stesso. Il donatore, noto o sconosciuto, non assume nessun dovere o obbligo nei confronti del bambino.

Le donne sono andate in Danimarca, si sono avvalse della libertà di ricevere servizi da un altro Stato membro. Altri Comuni prenderanno esempio da Torino.

È probabile che la questione venga portata di fronte a dei giudici per sapere se questa interpretazione della legge 40 sulla tutela del minore sia corretta. Non vogliamo un’Italia divisa a metà, tra sindaci coraggiosi e sindaci che non lo sono”.

180423 Int – COMUNI PENALIZZATI DALLA PROVINCIA PER MANCATA FUSIONE
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