LANCIO D’AGENZIA

Un human rights experts have condemned the continued use of firearms, including live ammunition, by Israeli security forces against mostly unarmed Palestinian protesters and observers for a third straight week near the fence between occupied Gaza and Israel.

The United Nations and its independent human rights experts, along with the International Criminal Court, have expressed grave concern about the Israeli security forces’ use of force, and called for the violence to stop. Israel has pledged to conduct an investigation into the security forces’ response to the protests.

“Despite Israel’s commitment to investigate the events of the past few weeks, security forces continue to use live ammunition and rubber bullets against the protesters, killing and wounding dozens of mostly unarmed protesters, women, men and children alike,” said the UN experts.

”We express our outrage over these shootings that may have resulted in unlawful killings and the incomprehensibly high number of injuries sustained.”

At least 28 Palestinians have been killed and more than 1600 wounded by Israeli security forces during a series of demonstrations that began on 30 March and are set to continue until 15 May. The participants are protesting their forced evictions and displacement since 1948 and calling for an end to the 11-year blockade on Gaza. Among those killed were three children and a journalist, who was wearing clearly visible insignia identifying him as a member of the press. Six other journalists have so far been wounded.

The experts reiterated Israel’s obligation as occupying power to uphold international human rights law and international humanitarian law, emphasising that in the context of law enforcement, security forces may only resort to lethal force when faced with a situation involving an imminent threat to life or risk of serious injury.

“No evidence has emerged showing that such a situation occurred during the demonstrations that would make the lethal force used legal,” they said.

“The freedoms of association, assembly, and expression are all fundamental rights under international human rights law. These rights are to be given broad protection, and can only be restricted in narrow and exceptional circumstances. Israel must fully observe these rights, and ensure that their approaches to crowd control and demonstrations are in strict accordance with international law.”

Referring to a recent statement issued by the Chief Prosecutor of the International Criminal Court, Ms. Fatou Bensouda, the experts said that the deadly use of force against demonstrators could constitute crimes under the Rome Statute.

The UN experts pointed out that the deaths and injuries since 30 March by the Israeli security forces appeared to be in breach of the International Covenant on Civil and Political Rights (1966), The Basic Principles on the Use of Force and Firearms by Law Enforcement Officials (1990) and the prohibitions in the Fourth Geneva Convention of 1949 against wilful killings and the serious injury of the protected population.

The experts reiterated their call on the international community, through the United Nations, to establish an independent commission to investigate the events of the past three weeks.

“While Israel’s announcement that it will launch a probe is welcome, we are concerned that the planned probe may lack the independence, impartiality and effectiveness required by the international law,” they said. “Coupled with reports that some Israeli officials have suggested the purpose of the investigation is to avoid scrutiny from the international community and the ICC, we believe an independent investigation is the only way to truly address what has happened in Gaza, and to prevent its recurrence.

“Accountability is imperative when the fatal shooting of demonstrators, by security forces has occurred,” the experts said. “If Israel will not take credible and effective steps to investigate, and indeed, where it has congratulated its military forces for their use of force, then the international community must fill the investigatory void to ensure respect for international law.

“Finally, we call for an immediate end to the 11-year-old comprehensive blockade on Gaza, which is imposing untold suffering on the population. We cannot continue to ignore this collective punishment of the people of Gaza, and the undeniable human rights impacts of the blockade,” added the experts. “Collective punishment is prohibited under international law, and there must be international accountability for such actions.”

Ok al programma di interventi nei sette parchi naturali. La Giunta provinciale ha approvato il programma per interventi e progetti nei setti parchi naturali. Stanziamento da 2,1 milioni di euro.

I sette parchi naturali dell’Alto Adige costituiscono un polo di attrazione per popolazione locale ed ospiti, e hanno bisogno di costanti interventi di manutenzione per la rete sentieristica, la segnaletica e la cartellonistica, e anche per i centri visite. Tra le attività, inoltre, sono previsti lo svolgimento di studi e la predisposizione di piani, nonché gli aspetti relativi all’informazione e sensibilizzazione sulle tematiche della tutela del paesaggio e della natura anche attraverso iniziative speciali ed escursioni naturalistiche.

La Giunta provinciale oggi (17 aprile) ha approvato i programmi annuali dei sette parchi naturali per il 2018, come definiti dai rispettivi Comitati di gestione. Nel dicembre 2017 aveva fissato l’entità del finanziamento complessivo per interventi e progetti per un importo pari a 2,1 milioni di euro. L’investimento è suddiviso tra i parchi Sciliar-Catinaccio (285mila euro), Gruppo di Tessa (437mila euro), Puez-Odle (300mila euro), Fanes-Senes-Braies (336mila euro), Monte Corno (154mila euro), Tre Cime (258mila euro) e Vedrette di Ries-Aurino (346mila euro).

I programmi sono stati deliberati dagli specifici comitati di gestione dei parchi, nei quali sono rappresentate le amministrazioni locali, il settore agricolo e quello forestale, nonchè le associazioni ambientaliste. “Siamo contenti di vedere che i parchi naturali confermano con progetti concreti il loro contributo alla conservazione del paesaggio naturale e alla sensibilizzazione della popolazione”, sottolinea l’assessore provinciale all’ambiente Richard Theiner.

Tra le novità il nuovo Centro visite di Siusi che dovrebbero essere inaugurato il prossimo anno. Per la progettazione dei relativi arredi viene messo a disposizione un importo di 57mila euro dal Parco naturale Sciliar-Catinaccio. Per il Centro visite Tre Cime nell’omonimo parco naturale è prevista la ricostruzione del banco/ufficio e dello shop per la vendita dei gadgets. Nel progetto vengono investiti 50mila euro.

 

*

Gli interventi in programma

Per le Dolomiti patrimonio mondiale Unesco sono stati stanziati circa 153mila euro di cui 125mila per la Fondazione Dolomiti Unesco e 28mila per le attività dei gruppi di lavoro e le iniziative locali. Per misure di conservazione degli habitat Natura 2000, sotto particolare tutela, sono previsti 350mila euro finanziati con fondi Ue.

Ulteriori investimenti sono previsti per interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, per i centri visite dei parchi naturali, per gli assistenti, per le escursioni, per l’informazione e per studi specifici. Circa un terzo dei finanziamenti necessari per sostenere i premi incentivanti per la cura e il mantenimento del paesaggio, erogati per la conservazione del paesaggio e della biodiversità, vengono stanziati dalla Provincia – quest’anno pari a 260mila euro – i rimanenti due terzi da programmi Ue

La Ripartizione provinciale natura, paesaggio e sviluppo del territorio concede inoltre contributi per interventi per valorizzare il quadro paesaggistico tradizionale. Sono previsti 250mila euro, in particolare, per mantenere tetti in scandole o ricoperti con paglia, steccati in legno e canali d’irrigazione tradizionali, muri a secco e altri sistemi di coltivazione tradizionale.

La Provincia chiude la chirurgia dell’Ospedale di Borgo Valsugana? Interrogazione. I provvedimenti inerenti l’Ospedale S. Lorenzo di Borgo Valsugana continuano ad essere emessi un po’ per volta. Ecco l’ultima trovata!

Consta che dal prossimo 15 giugno al 15 settembre 2018 le sale operatorie di detto Ospedale rimarranno chiuse ogni venerdì, in quanto in tali giornate non verrà effettuato alcun intervento chirurgico.

Per quanto concerne, invece, gli altri giorni della settimana lavorativa, la programmazione e distribuzione degli interventi chirurgici sarà così distinta: di lunedì e martedì gli interventi più impegnativi, anche dal punto di vista assistenziale, e di mercoledì e giovedì gli interventi che non prevedono una degenza superiore ad una notte.

Si persegue in tal modo l’obiettivo di avere un numero sempre minore di pazienti ricoverati durante i week end estivi. Per ora… poi si vedrà!

La cosiddetta razionalizzazione perseguita dall’Apss su scelta politica dell’Assessorato alla Sanità, condurrà di questo passo, allo smantellamento, già in itinere e graduale, del blocco operatorio e di conseguenza anche del reparto di chirurgia/ortopedia.

 

*

Premesso quanto sopra, si interroga l’Assessore competente per sapere:

Quali motivazioni giustificano tale contrazione degli interventi chirurgici, espressi in premessa?

Sono da attribuire a carenze di figure professionali?

In caso di risposta affermativa alla precedente domanda, indicare la qualifica dei professionisti (chirurgo, anestesista, strumentista, infermiere di anestesia, infermiere strumentista di sala operatoria, infermiere di reparto, Oss…).

Quanti sono i professionisti previsti in pianta organica per la chirurgia/ortopedia ed il blocco operatorio relativo, distinti per mansione; quanti sono effettivamente in servizio, distinti per mansione, full time e part time, elencando, inoltre, il numero di giorni di assenza dal lavoro degli stessi operatori sanitari, classificati per causalità, dal 2014 ad oggi, distinti per annualità?

Quanti interventi chirurgici si sono effettuati dal 2014 ad oggi, distinti per annualità, e loro tipologia.

A norma di regolamento, si chiede risposta scritta.

 

*

Consigliere Claudio Cia

Diciannove ragazze e ragazzi fra i 15 e i 20 anni, capaci di inventare una trasmissione radiofonica e manifesti di grande impatto visivo per raccontare la storia di donne e uomini che hanno lottato per la pace.

È questo Radio Memoriae – volti di pace, un progetto sviluppato da Acli Trentine, dall’Associazione 46° Parallelo, Uspid, dal Forum Trentino per la pace e i diritti umani, in collaborazione con Radio Trentino in Blu, Sanbaradio e Studio d’Arte Andromeda e finanziato dalla Csv- Non Profit Network, Fondazione Caritro e dagli Uffici Politiche Giovanili della Provincia Autonoma di Trento e del Comune di Trento.

Un lungo lavoro, pensato e voluto per dare voce a nove personaggi del passato e del presente, capaci di portare voci di impegno e nonviolenza in contesti di conflitto e guerra. Esempi di cittadinanza attiva, sacrificio e lotta contro l’ingiustizia. Non solo i grandi Gandhi e Martin Luther King, ma uomini e donne che spesso senza grandi proclami hanno fatto la differenza nella storia e nella vita di milioni di persone.

Radio Memoriae è diventato una trasmissione radiofonica – pensata e gestita dalle ragazze e dai ragazzi – creata con l’aiuto tecnico di Radio Trentino in Blu e SanbaRadio. Ma da quest’anno è anche grafica, grazie alla collaborazione di Studio d’Arte Andromeda.

Siamo infatti consapevoli dell’impatto e importanza dell’immagine nel veicolare messaggi forti e speriamo che le targhe create possano essere affisse nelle scuole della Provincia Autonoma di Trento. La prima puntata verrà invece trasmessa dalle due emittenti il prossimo 25 aprile – Giornata della liberazione e delle resistenze. Un nostro contributo per raccontare il passato e il presente.

 

*

Interverranno

Luca Oliver Presidente Acli Trentine,

Giorgio Casagrande Presidente del CSV- Non profit network,

Filippo Manfredi Direttore Generale della Fondazione Caritro,

Massimiliano Pilati Presidente del Forum Trentino per la pace e i diritti umani

Giorgia Stefani per l’Associazione 46° Parallelo.

Festival dell’Economia 2018: “Lavoro e Tecnologia”. La tecnologia può elevare il lavoro e creare tempo libero – scrive Tito Boeri, direttore scientifico del Festival dell’Economia di Trento, ma la sua avanzata si accompagna al consumo diffuso di ansiolitici.

Ogniqualvolta si assiste ad un’accelerazione del progresso tecnologico, le tesi secondo cui le macchine sostituiranno interamente l’uomo prendono piede.

La fine del lavoro è stata decretata centinaia di volte, con un pessimismo tecnologico che trascende gli anni di crisi. Eppure nelle economie di tutto il mondo si continuano a generare milioni di posti di lavoro e il tasso di occupazione (il rapporto fra occupati e popolazione in età lavorativa) è cresciuto nel corso del XX secolo pressoché ovunque.

Anche se la disoccupazione può aumentare bruscamente durante le recessioni, ed è oggi insopportabilmente alta in alcuni paesi, tra cui il nostro, non c’è traccia di una crescita di lungo periodo della disoccupazione. Automazione significa distruzione di lavoro, sostituzione di lavoro svolto dall’uomo con macchinari, ma l’automazione in genere porta con sé anche un aumento della produttività e dei salari nei lavori che le macchine non riescono a sostituire.

E questa creazione di valore del lavoro comporta, a sua volta, creazione di lavoro. Anche se la frontiera dell’automazione si sposta rapidamente e le tecnologie dell’intelligenza artificiale sono in rapido sviluppo, siamo ancora molto lontani dal sostituire il lavoro con robots in mansioni che richiedono flessibilità, discrezionalità e che, più in generale, non si prestano ad essere codificate.

Non è solo il progresso tecnologico ad avere effetti sul mercato del lavoro – aggiunge Boeri – è lo stesso mercato del lavoro a influire sulle traiettorie tecnologiche. Il progresso tecnologico è tutt’altro che uniforme. A seconda delle istituzioni del mercato del lavoro, della demografia, delle dotazioni di capitale umano di un paese, lo sviluppo tecnologico può orientarsi in direzioni diverse.

Anche le innovazioni tecnologiche a svantaggio del lavoro poco qualificato possono creare opportunità di lavoro di altra natura per persone poco istruite. In molti paesi negli ultimi decenni si è assistito ad una polarizzazione dell’impiego, con creazione di lavoro ai due estremi della distribuzione del lavoro per qualifiche: sono cresciuti soprattutto i lavori poco qualificati o quelli molto qualificati, mentre c’è stata una contrazione di quelli che contemplano abilità medie.

Il progresso tecnologico potrebbe essere responsabile di questa polarizzazione perché ha spinto molte persone istruite, soprattutto donne, a partecipare al mercato del lavoro, assumendo persone poco qualificate per il lavoro domestico.

Il progresso tecnologico porta con sé nuovi problemi distributivi che i nostri sistemi di protezione sociale non sembrano ancora in grado di gestire. Sono stati introdotti con l’obiettivo di contenere i costi sociali delle fluttuazioni cicliche, ma non sembrano oggi in grado di affrontare problemi strutturali, di lungo periodo, come quelli legati al futuro di chi di colpo ha visto il proprio capitale umano deprezzarsi grandemente.

Non sono oggi in grado di coprire le nuove forme del lavoro dipendente, che spesso si traveste da lavoro autonomo, come in molta dell’economia dei lavoretti nata utilizzando le piattaforme digitali.

Il passato offre lezioni molto importanti sull’impatto delle nuove tecnologie. Per questo, la narrazione storica, soprattutto quella basata sui dati degli storici economici, troverà grande spazio in questa edizione del Festival dell’economia. Al contempo dobbiamo essere consapevoli del fatto che la storia passata è una guida molto imperfetta per ciò che ci attende nei prossimi decenni.

Se c’è una cosa non lineare questa è proprio il progresso tecnologico. Più che in passate edizioni, – conclude Tito Boeri – il Festival ospiterà l’inventiva dei tecnologi e degli stessi economisti. Non sanno predire il futuro, ma certo possono immaginarlo con molta più concretezza e capacità di coglierne le contraddizioni di tanti altri.

Il Festival si aprirà nel pomeriggio di giovedì 31 maggio, con la conferenza del professor Richard Freeman dell’Università di Harvard, dal titolo “robot mania” che insieme a Tito Boeri avvierà il ragionamento sul tema “Tecnologia e lavoro”, partendo da una domanda provocatoria: “Cosa ci resterà da fare quando saranno le macchine a lavorare e guadagnare?”

Venerdì 1 giugno il professor Joel Mokyr della Northwestern University, affronterà il tema del rapporto fra la stagnazione economica ed il progresso tecnologico, mentre il professor Barry Eichengreen dell’Università della California, Berkeley, indagherà i rapporti fra populismo e insicurezza economica. Il fisico Roberto Cingolani, direttore dell’Istituto italiano di Tecnologia, proporrà invece una suggestiva intervista ad un robot.

Nel pomeriggio, lo scrittore Evgeny Morozov, analizzerà la guerra fra le imprese americane e quelle cinesi per lo sfruttamento delle nuove tecnologie. Sempre venerdì, appuntamento anche con Alan Kruger della PrincetonUniversity, che interverrà sui cambiamenti che le tecnologie hanno apportato sul nostro modo di lavorare e la sera con il primo vicepresidente della Commissione europea Franciscus Timmermans.

Sabato 2 giugno, Philip McCann dell’Università di Sheffield affronterà gli impatti sui territori dei cambiamenti tecnologici. Imran Rasul dell’University College di Londra, parlerà invece di giustizia e discriminazione etnica. Poi sarà la volta di Federico Rampini, volto noto al Festival, che terrà una conferenza sull’America di Trump, dalla Silicon Valley alla Rust Belt.

Il filosofo Remo Bodei rifletterà su cosa succede alla coscienza degli individui quando facoltà umane essenziali come l’intelligenza e la decisione si trasferiscono alle macchine. Mauro Calise, Andrea Gavosto e Gino Roncaglia si confronteranno su come la tecnologia stia cambiando la didattica a scuola e all’università La giornata sarà conclusa da Diego Piacentini, che è stato membro dell’executive team di Amazon, che interverrà sulla digitalizzazione della pubblica amministrazione italiana.

Domenica 3 giugno, Riccardo Zecchina, già professore di fisica statistica al Politecnico di Torino e alla Bocconi, affronterà il tema dei Big Data, poi sarà la volta dell’economista Luigi Zingales che parlerà ditecnologia finanziaria. Maurizio Ferraris si soffermerà invece sull’epoca della mobilitazione totale quella in cui web e smartphone annullano la distinzione tra il tempo libero e quello dedicato al lavoro. Chiuderà il professor Michael Spence del Fung Global Institute di Hong Kong, che insieme a Tito Boeri cercherà di tirare le fila del lungo dibattito che caratterizzerà il Festival.

Anche quest’anno Tonia Mastrobuoni ci condurrà tra i libri di economia più interessanti pubblicati in questi mesi discutendoli assieme ai protagonisti del dibattito pubblico italiano ed internazionale. Chi desidera degli approfondimenti sui temi caldi dell’attualità economica e politica può seguire gli incontri Spotlight: sulle pensioni, su Alitalia, sulle crisi bancarie.

Visto il successo di pubblico delle precedenti edizioni, torna l’appuntamento con CinEconomia, a cura di Marco Onado e Andrea Landi: ogni sera, presso il cinema Modena, proposte cinematografiche legate al tema del Festival. Confermati i Forum a cura de lavoce.info e gli appuntamenti con le parole chiave, che quest’anno sono: produttività, intelligenza artificiale e big data.

Torna anche il Concorso EconoMia, realizzato con la collaborazione del Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca (MIUR), dell’Associazione Europea per l’Educazione Economica, del Dipartimento della Conoscenza della Provincia autonoma di Trento e dell’Istituto Tecnico Economico “Bodoni” di Parma. I venti giovani vincitori del concorso riceveranno in premio l’ospitalità a Trento nelle giornate del Festival e un assegno di 200 euro ciascuno.

Come sempre, l’ingresso a tutti gli eventi è libero e gratuito fino ad esaurimento posti. Non è prevista la prenotazione. L’accesso agli eventi in programma al Teatro Sociale avviene con voucher, distribuiti presso le biglietterie a partire da due ore prima dell’inizio di ogni evento.

Il Festival dell’Economia di Trento è promosso da Provincia autonoma di Trento, Comune di Trento e Università degli studi di Trento. Progettato dagli Editori Laterza in collaborazione con Superfestival – Salone Internazionale del Libro di Torino, con il supporto di ASI – Agenzia Spaziale Italiana.

 

*

Partner

Intesa Sanpaolo
Main Sponsor

Hydro Dolomiti Energia
Media partner:

Rai Radio 1

Rai Radio 3

 

*

Sponsor:

Autostrada del Brennero

Exprivia – Italtel

EY

Ferrovie dello Stato Italiane

Fondazione MSD

Grant Thornton

Hit – Hub Innovazione Trentino

LeasePlan

Marangoni

Mastercard

Mezzacorona – Rotari

Sono aperte fino al 20 aprile le iscrizioni al progetto Suoni Urbani, dedicato ai giovani tra gli 11 e i 29 anni e promosso da Aps Carpe Diem in collaborazione con Alchemica associazione culturale nell’ambito dei Piani Giovani di Zona di Trento e Arcimaga 2018.

Il primo appuntamento è già in calendario per oggi, martedì 17 aprile alle 18.30 presso la Bookique con Architetture da Sentire, una conferenza formativa sulla rigenerazione urbana che ha l’obiettivo di formare, interessare e catalizzare persone, commercianti, abitanti, artisti e cittadini attivi.

Virginia Sartori di Alchemica presenterà nel dettaglio il progetto, lasciando poi spazio agli interventi di Elena Tonezzer della Fondazione Museo storico del Trentino (la storia del parco e del quartiere di San Martino), Corrado e Matilde di Aps Carpe Diem (restituzione del report sulla mappatura sociale), Daniela Pederzolli dell’ufficio Politiche giovanili (presentazione degli strumenti utili a progetti simili), Francesca Debiasi dell’ufficio Beni comuni (presentazione degli strumenti con i quali i cittadini possono essere accompagnati nella presa in carico di spazi e beni comuni), Daniele Cappelletti e Enrico Lunelli di Campomarzio (presentazione di progetti da loro sviluppati e altri esempi di progettazione simile, con affinità a ciò che verrà fatto dentro Suoni Urbani), Camilla Nacci di Cellar Contemporary (presentazione di progetti, azioni artistiche e specifiche rispetto alla rigenerazione urbana).

Sempre presso la Bookique si terrà l’Alchemicamp curato da Campomarzio, nelle giornate del 28 e 29 aprile e 7, 8 e 9 maggio. Dal 10 al 18 maggio 2018 spazio al cantiere pubblico e all’installazione dell’arredo, mentre dal 2 al 19 maggio verranno effettuate riprese nel quartiere, con interviste agli esercenti.

Sabato 19 maggio tutti i partecipanti al progetto saranno protagonisti nell’ambito dell’evento Fiume che non c’è.

Sono partner dell’iniziativa Caffè letterario Bookique, Campomarzio Studio di architettura, Galleria Cellar Contemporary, ufficio Beni comuni, ufficio Parchi e giardini.

“Artigiani e piccole imprese ancora una volta sotto il tallone della burocrazia. Se non saranno attuate adeguate contromisure, l’impatto delle norme sarà estremamente complicato da gestire.

Parliamo di tutela della riservatezza e delle pesantissime sanzioni che tra poco più di un mese, il 25 maggio, colpiranno tutte le imprese che non si saranno adeguate al complesso, e per molti aspetti cervellotico, Regolamento europeo sulla privacy, detto Gdpr”.

Lo afferma Claudio Corrarati, presidente della Cna del Trentino Alto Adige, che aggiunge: “Non è possibile che ogni nuova norma metta in difficoltà le aziende su mancanze a volte di puro aspetto burocratico. Per le imprese parliamo di sanzioni che vanno dal 2 al 4% del fatturato dell’anno precedente”.

“Le imprese si stanno preparando a tappe forzate a questi nuovi obblighi – prosegue Corrarati – avendo sul collo la scadenza del 25 maggio, una scadenza blindata con la minaccia di pesantissime sanzioni per gli inadempienti.

Purtroppo a nessuno, fra i nostri burocrati, è venuto in mente che il sistema Paese, se c’è una cosa di cui non ha bisogno, sono nuovi lacci, lacciuoli, scartoffie e quindi ulteriori costi, non produttivi, che colpiscono artigiani e piccole imprese, cioè quanti ogni giorno si dedicano alla creazione di lavoro e ricchezza diffusa. Ancora una volta la macchina burocratica rema contro”.

“L’Italia deve assolutamente seguire l’esempio di altri paesi – conclude Vaccarino – che hanno deciso di concedere alle imprese un congruo periodo transitorio prima di applicare le sanzioni. La riservatezza è un diritto fondamentale dell’uomo ma non si può certo accusare gli artigiani, le micro e le piccole imprese di lederlo.

Il caso Facebook insegna alla politica e alla burocrazia italiane, colpevolmente silenti mentre si avvicina la fatidica data del 25 maggio, che vanno cercati altrove i nemici della privacy. Occorre fermare a tutti i costi questa nuova tempesta in arrivo. E’ necessario un no forte e chiaro alle sanzioni previste dal 25 maggio”.

In un’intervista esclusiva sul settimanale Chi, in edicola da mercoledì 18 aprile, parlano per la prima volta della loro storia Filippo Magnini e Giorgia Palmas, che dicono: «Il nostro? È un amore da sogno». E l’ex nuotatore racconta: «Ero single ormai da un anno dopo la fine della storia con la Pellegrini e non mi batteva più il cuore per nessuno, ma guardando Giorgia pensavo: “Sarebbe perfetta, lo sento. E così è stato”. Ho iniziato questa storia con lei pensando da subito che fosse definitiva».

E la showgirl dice: «Filippo? Mi ha conquistata con il suo Tiramisù: me l’ha preparato a sorpresa per la cena del mio compleanno. Ma è stato un gentleman, non ci ha provato subito, il primo bacio ce lo siamo scambiati giorni dopo alle due del mattino in mezzo a piazza Duomo a Milano». «È vero, è stata una scena da film che sognavo da tempo», risponde Magnini.

E la Palmas conclude: «Nessuno dei due si pente degli amori passati anzi, è grazie anche a quelle esperienze che oggi abbiamo la maturità di dire che siamo finalmente felici. Se pensiamo già a un futuro insieme? Sì, ma ci andiamo coi piedi di piombo, ma con un cassetto pieno di sogni».

 

 

Sull’Alpe Cimbra di Folgaria Lavarone e Lusèrn, in Trentino, tutto è pronto per la 91^ Adunata Nazionale degli Alpini che, dall’11 al 13 maggio 2018, chiamerà nella città di Trento, a soli 30 km dall’Alpe Cimbra, oltre mezzo milione di Alpini e simpatizzanti.

Sarà una festa per tutto il Trentino. “L’Adunata non è solo una sfilata ma è anche l’orgoglio di persone che giorno dopo giorno dedicano tempo e impegno alla propria terra. E il Trentino intende essere al loro fianco”. Ribadisce così il presidente della Provincia autonoma di Trento Ugo Rossi l’appoggio incondizionato e immediato all’iniziativa da parte dell’intero Trentino.

Sarà l’Adunata della Pace, della Solidarietà e della Fratellanza: valori che gli Alpini, ogni giorno, trasmettono con impegno ed entusiasmo ovunque ci sia bisogno di loro.

Il logo dell’Adunata 2018, infatti, rappresenta l’idea di pacificazione all’esito del Centenario (ecco la colomba), il richiamo alla penna (che è anche coda della colomba) e ricorda appunto come, in un mondo segnato da inimicizie, guerre ed altro, gli Alpini non sono per la guerra o le contrapposizioni, ma sono per le regole (la penna è il simbolo in tal senso) e, memori di quanto è accaduto in passato, diffondono la pace.

L’Alpe Cimbra, terra millenaria di confine, porta ancora i segni della Prima Guerra Mondiale, quando furono costruite trincee, camminamenti e fortificazioni. Un tempo austeri presidi militari, queste testimonianze oggi vivono una nuova epoca, grazie alla rivalutazione in chiave storico-culturale e turistica. Qui, dove passò la guerra, pulsa ora un cuore di pace.

In occasione dell’Adunata degli Alpini 2018 nella vicinissima Trento, l’Alpe Cimbra proporrà un ricco programma  di escursioni organizzate sui luoghi della Grande Guerra attraverso splendidi paesaggi naturali che invitano alla scoperta e al movimento, visite guidate ai Musei della Memoria, incontri con esperti storici, concerti e canti di montagna.

Una grande occasione per avvicinare e coinvolgere anche i più piccoli nella Grande Storia. Uno scrigno ricco di tesori capaci di avvolgere i visitatori nell’aspra atmosfera del conflitto, rendendoli consapevoli di ciò che è stato vissuto in questi territori.

E’ inoltre possibile prenotare -sia sul sito dell’Azienda per il Turismo (www.alpecimbra.it) che sul sito ufficiale della 91^ Adunata di Trento (www.adunatatrento2018.it)- la proposta vacanza di 3 o 4 giorni “I sentieri della memoria, tra storia e suggestione” che prevede il pernottamento e prima colazione, la partecipazione alle attività del programma tra cui

-escursioni guidate alla Forra del Lupo, la trincea delle aquile e ai Forti in quota

-passeggiata sul sentiero “emozionale” della memoria Dalle storie alla Storia con le testimonianze degli abitanti di Luserna che vissero il conflitto

-visite guidate a Forte Belvedere, la fortezza museo della Grande Guerra e a Base Tuono tra i missili della Guerra Fredda

-partecipazione ai concerti dei cori di montagna Martinella, Le Fontanelle, Corale Polifonica Cimbra, Stella Alpina e del Coro Ana di Latina

-ingresso alla nuova mostra Il ritorno del Lupo al Centro Documentazione Lusérne un piccolo gadget in ricordo.

Governo, meloni su di Maio: è #GigginoPomicino politica “Due forni” sembra prima Repubblica.

 

“Quella della politica dei “due forni” ricorda sinistramente la prima Repubblica. #GigginoPomicino”.

 

*

È quanto scrive su Twitter il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni

(Pagina 2003 di 2839)