LANCIO D’AGENZIA

Nel corso della prima seduta del nuovo Consiglio di amministrazione di Sanifonds Trentino, tenutasi giovedì 10 maggio 2018, sono stati nominati il nuovo presidente e il vicepresidente. A ricoprire la carica di presidente del fondo sanitario integrativo territoriale sarà Paolo Burli, già Segretario generale della Cgil del Trentino, mentre Alessandro Tamanini dell’Associazione artigiani e piccole imprese della Provincia di Trento, sarà il vicepresidente. Riconfermate le deleghe del direttore generale Alessio Scopa.

La votazione unanime come previsto dallo Statuto ha rispettato il principio di alternanza: dopo il primo biennio di presidenza di Roberto De Laurentis quale espressione della parte datoriale, il nuovo presidente è stato nominato tra i consiglieri di parte sindacale. Nei mesi di maggio e giugno il Cda, composto da 14 membri, di cui 7 in rappresentanza della parte datoriale e 7 di quella sindacale, imposterà la programmazione strategica per il triennio di mandato.

Tra gli obiettivi di primaria attenzione c’è lo sviluppo delle coperture per la non autosufficienza. Tema su cui Sanifonds Trentino ha già avviato un dialogo con la Provincia Autonoma di Trento. Il rapido e progressivo invecchiamento della popolazione italiana e le condizioni sempre più diffuse di instabilità e debolezza economica, infatti, hanno modificato gli equilibri del sistema assistenziale.

In particolare, secondo quanto certifica l’Oms, entro il 2050 una persona su cinque nel mondo avrà superato i 60 anni ed entro il 2020 la popolazione over 60 passerà da 900 milioni a quasi 2 miliardi di individui. L’Italia, in questo scenario, è già il secondo Paese al mondo per longevità dopo il Giappone, con una popolazione nazionale composta per il 21,4% da cittadini over 65 e per il 6,4% da over 80. Tale andamento impone la ridefinizione dell’assistenza sociale e sanitaria, con particolare riguardo alla non auto sufficienza.

«È una sfida in cui Sanifonds Trentino può giocare un ruolo di primo piano. Per questo, la non autosufficienza sarà centrale nella mia presidenza. Sono convinto, infatti, che sia indispensabile guardare in questa direzione, ma per farlo, è fondamentale poter godere di un consenso politico forte da parte dell’opinione pubblica, anche se nel nostro paese, un dibattito serio sulla non autosufficienza è iniziato solo recentemente. In Trentino, con Sanifonds, possiamo fare la differenza, contribuire a un cambiamento culturale e dare una risposta decisa a questa esigenza» – ha dichiarato il neopresidente di Sanifonds Trentino Paolo Burli.

Secondo obiettivo del Fondo è ampliare significativamente nell’arco del prossimo triennio la partecipazione dei comparti privati, anche tramite strumenti di fiscalità di vantaggio da costruirsi con la Provincia Autonoma di Trento.

Strumenti che potrebbero prevedere la riduzione dell’Irap per le imprese che versano contributi a Sanifonds, sul modello di quanto già fatto con il Fondo di Solidarietà del Trentino. Intanto, sono già in fase avanzata le piattaforme contrattuali per consentire l’ingresso in Sanifonds dal 2018 dei dipendenti delle Scuole Cattoliche Paritarie, delle Fondazioni di Ricerca e dell’Associazione Provinciale per i Minori Onlus.

Obbiettivi e motivazioni condivisi anche da Alessandro Tamanini, vicepresidente di Sanifonds Trentino  e vicepresidente anche di SIA3, il Fondo dei dipendenti delle imprese Artigiane, che al riguardo aggiunge: «Da tempo stiamo lavorando a un progetto d’Integrazione tra i fondi SIA3 e Sanifonds, così come auspicato nell’accordo interconfederale tra l’Associazione Artigiani e Cgil – Cisl – Uil.

Lo stiamo facendo sulla base di precisi indirizzi, ovvero: offrire agli assistiti prestazioni sempre più coerenti con le esigenze effettive e sfruttare al meglio le sinergie finanziarie e organizzative attraverso modalità che consentano di mantenere per il fondo Sia3 una responsabilità gestionale attiva che ricomprenda evidentemente una corresponsabile partecipazione alla sostenibilità collettiva di Sanifonds. Questo con l’auspicio che tale lavoro possa essere funzionale in futuro a ulteriori partecipazioni di altri comparti privati».

 

*

Per il 2018, inoltre, sono già in piena attività tre cantieri:

1. L’estensione della copertura ai familiari: c’è tempo fino al 31 maggio per richiedere l’estensione, con due importanti vantaggi: la deducibilità dal reddito imponibile della contribuzione versata dall’iscritto e l’accesso alla procedura di «Fast payment» implementata da Sanifonds per garantire rimborsi liquidati entro 6 giorni lavorativi dalla presentazione della pratica;

2. La possibilità di rientrare nel Fondo: chi nel 2016 non avesse aderito a Sanifonds, avrà tempo di rientrare fino al 31 maggio dandone comunicazione al proprio datore di lavoro.

3. Aumento delle coperture per malattia grave: con il nuovo Piano Sanitario, la copertura delle spese sostenute in caso di diagnosi di malattia grave (neoplasie, trapianti di organo, cecità, degenerazione cerebrale o demenza, etc) passa dal 50% all’80%.

Continua, infine, il processo di accreditamento di Sanifonds Trentino come opinion leader nel panorama sanitario nazionale e locale, in particolar modo nel campo della sanità integrativa.

Dopo l’attenzione riscontrata dalle regioni Valle d’Aosta e Friuli Venezia Giulia, l’esperienza di Sanifonds sarà presentata il 24 maggio nel prestigioso convegno nazionale dal titolo “Servizio Sanitario Nazionale: destinazione futuro”, organizzato da Aiop Associazione italiana ospedalità privata, alla presenza del Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità prof.  Walter Ricciardi.

Ugo Rossi vede la ripresa​​, ma intanto i trentini sono sempre più poveri.​​ L’Ufficio Statistica dell’Unione Europea, Eurostat, smentisce le previsioni ottimistiche di Ugo Rossi riguardo al rischio povertà o esclusione sociale in provincia di Trento.

Viene valutato un dato che rileva la situazione delle famiglie a intensità lavorativa molto bassa, cioè quelle famiglie dove le persone in età lavorativa (18-59 anni, con esclusione degli studenti 18-24) hanno lavorato, nell’anno precedente per meno del 20 per cento del loro potenziale.

Ebbene, in Trentino si è passati dal 2,9% nel 2004, al 9% nel 2016, mentre il rischio povertà o esclusione sociale nello stesso periodo è più che raddoppiato, passando da 11,4 % a 23,5 %. Stessa cosa per il rischio povertà tout court, da 9,3% a 15,7​%​ e per la deprivazione materiale grave, aumentata 20 volte dallo 0,5% al 9,9%. ​Anche questo è il Trentino!​

Ma per il presidente Rossi che ha da poco incontrato i rappresentanti delle imprese trentine, ​”​la ripresa c’è​”​​ e ​​”​i dati economici lo conferm​ano” e lo cinguetta sul suo profilo Twitter. Una ripresa che solo lui vede o crede o spera, tanto da utilizzarla per animare i suoi, richiamandoli a un “gioco di squadra” capace di rafforzare questi fantomatici esiti positivi.

Non è chiaro se il “gioco di squadra” sia un’immagine più rivolta ai suoi compagni di coalizione del centrosinistra che all’imprenditoria locale; una squadra nella quale ovviamente vuole essere lui il “coach”.

Certo che la cosa migliore sarebbe però partire dalla realtà, che si rivelerà presto, purtroppo, anche agli occhi di Rossi, evidenziando ancora una volta la distanza di questo governo provinciale dalla realtà vissuta quotidianamente dai cittadini trentini.

Sarà forse il caso di cambiare il coach e la squadra?

 

*

Cons. Claudio Cia

 

 

 

 

 

 

Il sindacato Delsa rende noto che il 26 Maggio alle 10.30 in piazza Dante, a Trento, manifesterà contro la politica scolastica del Governo Rossi. Temi che verranno trattati nella manifestazione (come da comunicato stampa):

 

1. Precariato: i docenti e gli Ata nella scuola trentina con contratti a termine.

2. Nuovo contratto scuola:

3. Valore abilitante dei titoli.

4. Le proposte Delsa

 

*

Delsa Sindacato Autonomo

 

Prende finalmente il via l’annunciato concorso per 2000 carabinieri dedicato ai volontari, bandito dal Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri per il reclutamento di duemila Vfp4 (Volontari in ferma prefissata di quattro anni), nel ruolo allievi carabinieri. Il Bando, pubblicato in Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, 4ª serie speciale – n° 38, del 15 maggio 2018, stabilisce in un elenco specifico in che modo il numero dei posti è ripartito e a chi sono riservati.

In particolare, anche questa volta l’Arma dei Carabinieri ha a cuore il nostro territorio e la sua specificità. Infatti, sono previsti 32 posti per i ragazzi che sono in possesso di bilinguismo. Segno evidente la particolare attenzione che il Comando Generale pone nei confronti della nostra Regione, il Trentino Alto Adige, rispettando le sue peculiarità e la sua cultura.

 

*

Elenco e numero dei posti a concorso

Distribuzione dei duemila posti messi a concorso per allievi carabinieri VFP1 e VFP4 del Ministero della Difesa:

n° 1056 allievi carabinieri Vfp4, riservato ai Vfp1 in servizio;
n° 460 allievi carabinieri Vfp4 che non hanno compiuto il 27esimo anno di età;
n° 452 per allievi carabinieri Vfp4, a quelli in ferma volontaria di un anno, quasi in congedo o posti in congedo da avvenuta fine ferma;
n° 32 posti per i militari allievi carabinieri Vfp4 con dominio bilinguismo attestato.

La presentazione delle domande implica la scelta di una sola delle riserve descritte e l’eventuale preferenza riferita a corsi formativi per l’impiego nei ruoli di tutela ambientale, forestale e agroalimentare.

Requisiti ammissione allievi carabinieri al concorso

Per l’ammissione al concorso per esami e titoli per il reclutamento di 2.000 allievi carabinieri, destinato ai 1056 allievi carabinieri Vfp4 e Vfp1 in servizio ma in rafferma annuale, i partecipanti devono essere cittadini italiani e possedere i seguenti requisiti:

in servizio da almeno 7 mesi continuativi;
non abbiano presentato domanda per altri concorsi nel 2018;
non abbiano più di 27 anni.

 

*

Partecipanti ai 460 posti:

compiuto il 17esimo anno e non superato il 26esimo;
cittadini italiani

 

*

Partecipanti ai 452 posti:

volontari Vfp1, posti in congedo per conclusione della ferma;
volontari Vfp4 non partecipanti ad altri concorsi per l’anno 2018;
cittadini italiani.

 

*

Partecipanti ai 32 posti:

compiuto 17 anni e non superato i 26;
attestato di bilinguismo.

 

A tutti è richiesto il godimento dei diritti politici e civili; se minorenni il consenso dei genitori o tutori; diploma di scuola media inferiore o accesso, entro il termine dell’anno scolastico 2017 – 2018, all’iscrizione per l’ottenimento del diploma universitario; condotta incensurabile; fedina penale pulita; idoneità fisica e psichica; non aver subito misure preventive.

Invio domanda per allievi carabinieri

I partecipanti al concorso pubblico per allievi carabinieri dovranno, entro il trentesimo giorno dalla data di pubblicazione del Bando (14 GIUGNO 2018), inviare la propria candidatura esclusivamente attraverso la pagina web ufficiale dell’Arma dei Carabinieri, (http://www.carabinieri.it/concorsi/area-concorsi/concorsi-pubblici/concorso-per-esami-e-titoli-per-il-reclutamento-di-2.000-allievi-carabinieri-in-ferma-quadriennale).

In Valle del Chiese sarà un’estate all’insegna del latte e del formaggio di Montagna per la gioia di bimbi, amanti del cibo genuino e buongustai. Grazie a #Milklife il mondo dell’alpeggio sarà tra i grandi protagonisti dell’estate anche per gli appassionati della mountain bike grazie ai nuovi dieci tracciati di cui dispone questo ambito turistico, posto tra il lago d’Idro e le Dolomiti di Brenta.

Il nuovo contenitore #Milklife riunirà, infatti, sotto un’unica denominazione tutte le iniziative previste nei prossimi mesi a livello locale: Malghe Aperte, Albe e Tramonti in Malga, La Desmalgada di Boniprati, il Festival della Polenta a Storo e Mondo Contadino al Lago di Roncone, che quest’anno sarà anche l’ultimo appuntamento della rassegna Latte in Festa voluto dall’assessorato provinciale al Turismo e Agricoltura e da Trentino Marketing.

Nello Show Cooking del Top Chef Manuel Ferrari sarà riproposto l’abbinamento Latte e Polenta, storico patrimonio della valle. Ma più in generale tutti gli appuntamenti prevedono la degustazione di prodotti locali. Nel caso di Albe in malga anche una colazione con latte e derivati, confetture, miele e dolci prodotti con la farina gialla di Storo.

Già da anni la Valle del Chiese ospita da giugno a settembre varie iniziative legate al Latte di montagna, al burro e ai formaggi di Montagna ma da quest’estate tutto questo grande patrimonio sarà promosso con lo slogan #Milklife, di concerto con i vari organizzatori.

Si tratta di un termine nuovo, internazionale, voluto dal Consorzio Turistico Valle del Chiese per strizzare l’occhio al mercato importante delle giovani famiglie del Nord Italia e ai turisti del Centro Europa, che rappresentano oltre il 30 per cento delle presenze turistiche locali.

Il cartellone riunisce le numerose iniziative organizzate nei prossimi mesi sui pascoli, nelle malghe in quota e nelle località di valle grazie alla sinergia tra realtà private e pubbliche.

#Milklife si inserisce nel cartellone degli eventi estivi del Trentino che puntano a valorizzare il mondo dell’Alpeggio. Iniziativa presentata a Palazzo Roccabruna, a Trento, dall’assessore provinciale al Turismo e all’Agricoltura Michele Dallapiccola e dall’amministratore unico di Trentino Marketing, Maurizio Rossini.

Introdotto da Elisabetta Nardelli, è stato Frank Salvadori, referente del progetto Albe in malga per il Consorzio turistico Valle del Chiese, a illustrare la nuova iniziativa #Milklife alla presenza dei principali attori del settore lattiero caseario in Trentino.

Come ha detto Maurizio Rossini “il Trentino senza gli alpeggi sarebbe un’altra cosa e non solo dal punto di vista turistico. Per questo in ogni occasione, in Italia come all’estero, presentiamo il Trentino a partire dai nostri alpeggi: una montagna viva non può prescindere da un’agricoltura di questo tipo.

La gastronomia si colloca al quinto posto come ragione per venire in vacanza in Trentino ed è questo un trend che sta costantemente crescendo sia per l’Italia che l’estero”.

Grazie al suo grande patrimonio la Valle del Chiese figura a pieno titolo nel cartellone dei principali eventi del Trentino che ruotano attorno al latte e agli altri prodotti lattiero caseari di qualità e in calendario tra giugno e settembre: dalla festa del Latte al Cartellone di Albe in Malga, a quello delle Desmalgade.
Quello dell’Alpeggio è in Trentino un mondo genuino, patrimonio straordinario di biodiversità.

“L’identità del territorio alpino – evidenzia Massimo Valenti, presidente del Consorzio Turistico Valle del Chiese – si esprime anche attraverso le suggestioni e i riti legati al mondo dell’alpeggio, i sapori e le fragranze dei suoi prodotti: il latte fresco di qualità, il burro e i formaggi di montagna. Eccellenze che non nascondono segreti ma solamente erba fresca, fiori e acqua pura di sorgente per nutrire gli animali in alpeggio”.

Le malghe della Valle del Chiese attive sono 40 quelle dove si trasforma il latte e 22 quelle dove si vende il formaggio. Oltre al tipico formaggio di malga nostrano giudicariese, in alcune malghe si trovano anche forme di formaggio derivato bagoss. Tra i capi presenti in malga la fanno da padrone le vacche (con le razze rendena, bruna alpina e frisona), le pecore e le capre (con la particolare presenza della rara Capra bionda dell’Adamello).

Sovente si trovano anche cavalli, maiali e asini. Diverse sono le malghe non attive (o solo parzialmente) che possono essere utilizzate a modo bivacco per il pernottamento.

Ed in linea con i progetti del Consorzio Turistico Valle del Chiese, per l’assessore provinciale Dallapiccola “l’agricoltura di montagna contribuisce a rendere l’ospitalità trentina diversa e unica ed è pronta a stringere un’alleanza ancora più forte con il turismo.

Di questo dobbiamo ringraziare in particolare gli allevatori che investono per mantenere elevati standard nelle malghe, ma anche per accrescere la qualità dell’ospitalità e delle produzioni. La ricchezza del cartellone di eventi dell’estate in Trentino dimostra proprio come ogni territorio attribuisca al settore lattiero caseario una valenza identitaria molto significativa e altrettanto rappresentativa all’interno della propria offerta”.

 

*

Questo il cartellone 2018 di #Milklife:

MALGHE APERTE – luglio e agosto, tutti i giorni dalle 9.00 alle 17.00
Malga Table (Castel Condino) | Malga Baite (Pieve di Bono-Prezzo) | Malga Nudole (Valdaone) | Malga Alpo di Storo (Storo) | Malga d’Arnò (Sella Giudicarie) | Malga Caino ( Borgo Chiese).

ALBE IN MALGA
Malga Nudole (Valdaone) – Flower power – domenica 22 luglio, ore 5.00
Malga Arnò (Sella Giudicarie) – Inno alla Gioia – domenica 5 agosto, ore 5.00
Malga Baite (Pieve di Bono-Prezzo) – Alba con le Stelle del Rock – mercoledì 15 agosto, ore 5.00.

TRAMONTI IN MALGA & ALTRO
Spiaggia di Baitoni (Bondone) – Gocce di pioggia – sabato 30 giugno, ore 19.30
Malga Alpo di Bondone (Bondone) – Accensione della Carbonaia – domenica 28 luglio, ore 5.00
Malga Vacil (Storo) – È Festa – sabato 4 agosto, ore 19.30.
LA DESMALGADA – Altopiano di Boniprati (Pieve di Bono – Prezzo), domenica 9 settembre.

MONDO CONTADINO – FESTA DEL LATTE – Lago di Roncone (Sella Giudicarie), 22 e 23 settembre.

FESTIVAL DELLA POLENTA – Storo, 29-30 settembre.

LE ESCURSIONI GUIDATE

In giro per le malghe Nova e Lavanech è in programma tutti i sabati di agosto (4/11/18/25) e sabato 1 settembre, dalle ore 13.30 alle ore 18.00. Permetterà di conoscere la quotidianità di Malga Nova con le sue caprette e di Lavanech con le mucche, degustando i loro formaggi. Trasferimento in bus navetta al costo di 5,00 euro. Prenotazione obbligatoria (fino ad esaurimento dei posti) presso Consorzio Turistico (tel. +39.0465.901217 – info@visitchiese.it) oppure presso gli InfoPoint di Praso, Nudole e Bissina.

Nel 2017 il valore aggiunto di agricoltura, silvicoltura e pesca ha registrato una crescita del 3,9% a prezzi correnti e un forte calo in volume (-4,4%), dovuto in buona parte al crollo delle produzioni vinicole (-14,0%) e frutticole (-6,1%), in un contesto di rilevante incremento dei prezzi di vendita.

 

 

I prezzi dei prodotti agricoli venduti sono risultati in forte rialzo (+6,2%) mentre i prezzi dei prodotti acquistati hanno segnato una crescita molto meno marcata (+1,6%); ne è derivato un deciso recupero dei margini rispetto al 2016.

Il valore aggiunto del comparto agroalimentare, che oltre al settore agricolo comprende quello dell’industria alimentare, è cresciuto dell’1,2% in termini correnti, ma è diminuito dell’1,5% in volume.

n   A causa dell’andamento negativo dell’output, condizionato dalle avverse condizioni climatiche, le Unità di lavoro sono diminuite complessivamente dell’1,2%. L’incremento delle Ula  dipendenti (+1,5%) non è stato sufficiente a compensare la flessione di quelle indipendenti (-2,5%). Risultati positivi si sono registrati, invece, per l’industria alimentare, in cui le Unità di lavoro sono aumentate del 3,0%.

Per il secondo anno consecutivo gli investimenti nel settore agricolo hanno registrato un recupero (+3,3% in valori correnti e +1,7% in volume) dopo la pronunciata contrazione degli anni precedenti il 2016.

Nel 2017 quasi tutte le componenti della produzione agricola hanno subito una marcata contrazione in volume. Il calo è stato più forte nelle coltivazioni legnose (-5,4%), foraggere (-5,4%) ed erbacee (-5,1%). Solo le attività secondarie hanno segnato una dinamica favorevole (+3,5%). Stazionarie quelle di supporto.

 

*

 

PRODUZIONE, VALORE AGGIUNTO E UNITÀ DI LAVORO NELL’AGRICOLTURA. Anno 2017, variazioni percentuali

 

A livello territoriale la produzione ha segnato un modesto aumento in volume (+0,6%) solo al Sud mentre è diminuita in tutte le altre ripartizioni: -3,4% nel Nord-est, -2,7% nelle Isole, -1,9% nel Nord-ovest. La flessione più marcata è stata registrata al Centro
(-5,7%).

Le regioni con il maggior calo produttivo sono state la provincia autonoma di Trento, il volume della produzione è calato dell’11,2% e il valore aggiunto del 13,5%, e la Toscana con una flessione dell’8,8% della produzione e un calo dell’11,1% del valore aggiunto.

Con oltre 31,5 miliardi di euro correnti l’Italia si conferma nel 2017 al primo posto tra i paesi Ue per il livello del valore aggiunto dell’agricoltura.

Nel complesso dell’Ue l’indicatore di reddito agricolo è cresciuto nel 2017 dell’8,6%, sintesi di un  incremento dei volumi produttivi (+0,6%) e dei relativi prezzi (+4,6%), cui si è accompagnata una forte crescita del reddito dei fattori (+10,0%).

La crescita dell’indicatore di reddito agricolo ha riguardato, in particolare, Danimarca (+62,3%), Germania (+27,5%), Paesi Bassi (+21,9%), Regno Unito (+18,8%), Francia (+10,4%), Romania (+7,5%), Italia (+3,9%) e Grecia (+3,1%). Una flessione si è registrata, invece, in Spagna (-5,6%) e Polonia
(-1,8%).

Nel 2017, per la prima volta da molti anni, per l’Ue si è registrata una significativa inversione del rapporto tra i prezzi dell’output e i prezzi dell’input: i primi sono cresciuti del 4,6% mentre i secondi solo dello 0,7%.

 

 

 

Andamento.economia.agricola.2017

La seconda e ultima parte della fiction “Il confine”, ambientata durante la Prima Guerra Mondiale ed in onda ieri, mercoledì 16 maggio su Rai1, ha ottenuto 3 milioni 732 mila spettatori, con uno share del 16.3, risultando il programma più visto della serata.

Su Rai2 buon esordio per il nuovo programma d’intrattenimento “Scanzonissima” con Gigi e Ross che ha realizzato 1milione 265 mila spettatori e uno share del 5.4.

Su Rai3 sempre molto seguito il programma di Federica Sciarelli “Chi l’ha visto?” con 2 milioni 316 mila spettatori e uno share del 10.8.

In seconda serata il programma più visto è stato “Porta a porta” con 1 milione 360 mila spettatori e uno share del 15.1.

Nel preserale si conferma ancora “L’Eredità” con 4 milioni 208 mila spettatori e uno share del 23.9, mentre nell’access prime time vince “Soliti ignoti il ritorno” con 4 milioni 664 mila e il 18.2.

Da segnalare su Rai2 gli ascolti della tappa del Giro d’Italia che all’arrivo ha segnato 1 milione 502 mila spettatori e uno share del 13.4, mentre su Rai3 la puntata di “#Cartabianca” ha raggiunto 1 milione 170 mila con il 9.5.

Nettissima vittoria del Gruppo Rai negli ascolti complessivi di ieri: in prima serata con 9 milioni 427 mila spettatori e uno share del 37.17; in seconda serata con 4 milioni 218 mila e il 36.15 e nell’intera giornata con 3 milioni 743 mila e il 37.10.

È il primo carro armato italiano, realizzato nel 1917 in soli due esemplari e di cui oggi non vi sono più tracce. Dello storico Fiat 2000 oggi rimangono solo delle foto con un prezioso e unico fedele modellino in scala 1:5 che il Museo Storico della Guerra di Rovereto espone al pubblico sino a domenica 27 maggio.

Si tratta di un modellino realizzato sempre nel 1917 dalla ditta Quarello proprio per conto della Fiat. È di fatto un prototipo in miniatura.

Il carro armato Fiat 2000 venne proposto all’esercito italiano troppo tardi per essere schierato nel primo conflitto Mondiale e così, di fatto, non entrò mai in produzione.

Un esemplare venne utilizzato in Libia durante le operazioni per la riconquista della Colonia e poi venne riportato in Italia dove stazionò in varie caserme del Regno assieme al suo gemello.

Di questi carri armati si è poi persa la memoria perché probabilmente demoliti alla fine della Seconda guerra mondiale. Oggi rimane il prezioso modellino della ditta Quarello che ne documenta fedelmente le caratteristiche tecniche-costruttive, al tempo avveniristiche. E fa un certo effetto poterle vedere anche solo sul modellino.

Come detto questo cimelio viene proposto al pubblico sino al 27 maggio al Castello di Rovereto, parallelamente alla mostra “La pelle del soldato. Uniformi, corazze, elmetti e maschere antigas dalla Prima guerra mondiale al Duemila” recentemente inaugurata.

Un’opportunità resa più interessante dalla concomitanza con la Festa della Sezione trentina dell’Associazione nazionale carristi d’Italia.

L’iniziativa espositiva è legata al progetto che un gruppo di appassionati sta accarezzando, di ricostruire una copia in dimensioni reali di quel mezzo corazzato capostipite dei carri armati realizzati dagli anni Venti in poi in Italia.

Il Fiat 2000 fu progettato da Carlo Cavalli e Giulio Cesare Cappa e all’epoca costituiva un mezzo da combattimento davvero innovativo sia per le dimensioni, sia per il cannone in torretta girevole a 360° e sia per avere il vano motore separato dalla camera di combattimento.

La Fiat iniziò a lavorare al progetto già nel 1916 in seguito – dopo un prototipo sperimentale presentato il 21 giugno 1917 – solo due esemplari uscirono dalle linee di produzione, pochi e fuori tempo massimo per essere impiegati durante la Prima guerra mondiale.

Di loro rimangono oggi alcune fotografie e questo modello in scala 1/5 realizzato nel 1917 dalla ditta Quarello di Torino per conto della Fiat.

Il modello è costruito in legno massello e metallo. Come detto fu commissionato dalla Fiat e prende il nome dal laboratorio artigianale di ebanisteria che lo realizzò nel 1917. Realizzato in scala 1/5, servì nelle fasi finali della progettazione e della costruzione del carro armato vero e proprio.

Le poche foto esistenti dei due carri armati realizzati mostrano l’elevato grado di fedeltà del modello agli esemplari costruiti. La cingolatura è realizzata con maglie in alluminio pressofuso. Il sistema di trasmissione del moto funziona con ruote a razze: due motrici sono accoppiate a due grandi corone dentate su cui ingrana la trasmissione a doppia catena.

La superficie del modello presenta una livrea mimetica a base grigioverde con chiazze marroni. La finitura pittorica è per il 70% originale. Nella parte superiore è presente la cupola rotante semisferica. Purtroppo, al momento del ritrovamento i simulacri degli armamenti (un cannone e 7 mitragliatrici) risultavano perduti.

Nel 2013 il modello è stato acquistato da un collezionista che lo ha messo a disposizione dell’Associazione “Raggruppamento Spa” che lo ha restaurato ed esposto per la prima volta nel 2017 a Pordenone. L’associazione ha aderito al “Comitato Costruzione Replica Carro Armato Fiat 2000 (1918-2018)”, che persegue il progetto di realizzare una copia fedele dello storico carro.

È incostituzionale il blocco dell’avanzo di amministrazione e del fondo pluriennale vincolato (Fpv) degli enti territoriali a partire dal 2020.

Lo ha stabilito la Corte costituzionale con la sentenza n. 101/2018 depositata oggi (relatore Aldo Carosi), che contiene tre dichiarazioni di illegittimità costituzionale di altrettante disposizioni della legge di bilancio del 2017, la prima delle quali ha effetto nei confronti di tutti gli enti territoriali. Le altre due riguardano, rispettivamente, la spettanza allo Stato dei proventi delle sanzioni a carico degli enti locali delle Province autonome di Trento e di Bolzano e del Friuli Venezia Giulia nonché il mancato conguaglio Imu in favore del Friuli Venezia Giulia.

Con la sentenza viene dichiarato incostituzionale l’articolo 1, comma 466, della legge n. 232 del 2016 “nella parte in cui stabilisce che, a partire dal 2020, ai fini della determinazione dell’equilibrio del bilancio degli enti territoriali, le spese vincolate provenienti dai precedenti esercizi debbano trovare finanziamento nelle sole entrate di competenza”. La stessa disposizione è stata dichiarata incostituzionale anche là dove “non prevede che l’inserimento dell’avanzo di amministrazione e del fondo pluriennale vincolato nei bilanci dei medesimi enti territoriali abbia effetti neutrali rispetto alla determinazione dell’equilibrio dell’esercizio di competenza”.

La Consulta aveva già dato un’interpretazione adeguatarice delle precedenti disposizioni della legge rinforzata in tema di avanzo di amministrazione e di Fpv, interpretazione che comportava un regime di disponibilità di queste risorse economiche per gli enti territoriali titolari. La norma sopravvenuta è entrata esplicitamente in contrasto con tale interpretazione, andando in tal modo a confliggere con gli artt. 81, 97 e 119 della Costituzione.

La sentenza precisa che tale incostituzionalità non ha effetti negativi sugli equilibri della finanza pubblica allargata poiché i cespiti inerenti al Fpv e all’avanzo di amministrazione, se legittimamente accertati, costituiscono fonti sicure di copertura di spese già programmate e avviate. Al contrario, la preclusione a utilizzare le quote di avanzo di amministrazione disponibili e i fondi già destinati a spese pluriennali muterebbe la “sostanza costituzionale” del cosiddetto pareggio, configurandolo come “attivo strutturale inertizzato”, cioè inutilizzabile per le destinazioni già programmate e, in quanto tale, costituzionalmente non conforme agli articoli 81 e 97 della Costituzione.

Infine, la Corte ha formulato un monito sulla qualità della legislazione finanziaria in materia: “Nell’ambito delle spese di natura pluriennale e, in particolare, degli investimenti – si legge nella sentenza -, il principio della copertura consiste nell’assoluto equilibrio tra risorse e spese, sia in fase previsionale che durante l’intero arco di realizzazione degli interventi. La sottrazione ex lege di parte delle risorse attuative di programmi già perfezionati negli esercizi precedenti finisce per ledere anche l’autonomia dell’ente territoriale che vi è sottoposto”.

Rimane comunque necessaria una vigilanza sul corretto accertamento degli avanzi e della destinazione del fondo pluriennale vincolato. In particolare, tali risorse non possono essere confuse con le disponibilità di cassa momentanee. “I saldi attivi di cassa, infatti, non sono di per sé sintomatici di sana e virtuosa amministrazione, in quanto legati a una serie di variabili negative – tra le quali spicca la possibile esistenza di debiti sommersi – in grado di dissimulare la reale situazione economico-finanziaria dell’ente”.

La Corte ha poi dichiarato costituzionalmente illegittimo nei soli confronti delle Province autonome di Trento e di Bolzano e della Regione Friuli-Venezia Giulia il comma 475, lettere a) e b), dell’articolo 1 della legge n. 232 del 2016 nella parte in cui prevede che gli enti locali di tali autonomie territoriali “sono tenuti a versare l’importo della sanzione per il mancato conseguimento dell’equilibrio di bilancio alle casse dello Stato anziché a quelle delle Provincie autonome di appartenenza”.

Infine, è stato dichiarato illegittimo, per violazione del giudicato costituzionale di cui alla sentenza n. 188 del 2016, l’articolo 1, comma 519, della medesima legge di bilancio. Il giudicato violato stabiliva che al Friuli-Venezia Giulia spettasse il conguaglio del gettito IMU risultante dal confronto tra gli accertamenti effettivi del triennio 2012-2015 e le somme accantonate preventivamente dallo Stato per tale periodo.

Tra venerdì e domenica 323 persone in servizio e 11 presidi di soccorso mobile da Affi a S. Michele. L’adunata degli alpini 2018 ha richiesto anche da parte di Autostrada del Brennero un dispiego di forze e mezzi oltre la norma.

L’A22, infatti, principale via d’accesso da tutta Italia per raggiungere il capoluogo trentino, ha registrato passaggi straordinari nelle tre giornate di evento, con un totale di 53.452 veicoli entrati nelle sole stazioni autostradali tra Rovereto Nord e Trento Nord e 49.352 usciti. Flussi di traffico importanti, causati anche dalla concomitante festività dell’Ascensione molto sentita in Austria e Germania, che hanno richiesto da parte dei vertici della società di via Berlino l’adozione di misure gestionali straordinarie.

“Per rendere il più veloce possibile le operazioni di pagamento in uscita – ha spiegato l’Amministratore Delegato Walter Pardatscher – abbiamo raddoppiato il personale di esazione nelle stazioni coinvolte dall’evento, con ben 91 operatori attivi tra Rovereto Sud e Trento Nord. Abbiamo inoltre aumentato il personale addetto alla cura delle aree di servizio per garantire a tutti gli utenti uno standard di qualità adeguato anche con presenze molto più alte”.

Anche sul fronte della gestione delle emergenze e del presidio della tratta sono stati presi importanti accorgimenti. “In accordo con la Provincia – ha dichiarato il Direttore Tecnico Generale Carlo Costa – ci siamo fatti carico di gestire autonomamente ogni possibile incidente o emergenza che sarebbe avvenuta in quei giorni sull’autostrada.

Nella sola giornata di domenica abbiamo dislocato ben 11 presidi di soccorso mobile tra Affi e S. Michele all’Adige pronti a intervenire in ogni momento. Abbiamo anche aumentato il numero di ausiliari della viabilità in servizio e garantito presidi tecnici e informatici per ogni evenienza”.

Una pianificazione che ha portato importanti benefici, considerando l’efficienza che l’arteria autostradale è riuscita a mantenere costante nel corso della tre giorni. Soddisfazione condivisa anche dal Presidente di Autostrada del Brennero, Luigi Olivieri: “Siamo contenti di aver potuto anche noi dare il nostro contributo per la riuscita di un evento così importante per il territorio.

Era fondamentale poter garantire alle migliaia di persone arrivate la possibilità di muoversi nei tempi previsti e in sicurezza, e così siamo riusciti a fare. Desideriamo infine complimentarci con il comitato promotore per la qualità organizzativa e la riuscita complessiva di un evento di tale portata”.

I vertici hanno poi desiderato ringraziare tutto il personale di A22 che in servizio o reperibilità ha permesso di raggiungere un obiettivo importante ma non facile.

(Pagina 1932 di 2883)