LANCIO D’AGENZIA

Sul numero di Chi in edicola da mercoledì 9 maggio, l’ex naufraga dell’“Isola dei famosi” Paola Di Benedetto annuncia in esclusiva la fine della sua relazione con Francesco Monte, iniziata proprio nel reality di Canale 5, quando l’ex fidanzato di Cecilia Rodriguez fu travolto dal “canna-gate”. «Oggi posso dire che non conosco Francesco Monte.

Quando è finita la mia storia con lui? Dovrei dire “Quando è iniziata?”. Ho paura di aver vissuto un film, un viaggio solo mio. Io c’ero, ci sono stata, ho creduto alle sue parole soprattutto quando eravamo sull’Isola. Poi tutto è cambiato».

La Di Benedetto ripercorre le tappe di questo troppo breve amore. «La prima sera dopo che sono uscita dall’Isola abbiamo dormito insieme in hotel. Sembrava bello, vero, lo era. Sono stata a Taranto da lui, ho conosciuto suo padre e lui è venuto a Vicenza da me. A sorpresa. Un pomeriggio di pioggia. Tutto insomma filava liscio». Poi l’addio.

«È successo tutto lo scorso 20 aprile. Dalla sera alla mattina… mi guarda in faccia e mi dice: “Forse non siamo compatibili, guardiamo la vita in modo differente”. Io resto basita. Nel periodo della nostra frequentazione Francesco non ha mai sepolto del tutto i suoi fantasmi, il suo passato. Io questo l’ho sempre saputo.

Ma lo vedevo sorridere insieme con me, non pensavo a nient’altro. Dicevo: “Passerà”. Oggi, dietro quelle sue frasi, riconosco che il suo passato ha avuto la meglio. Cecilia Rodriguez? Ci sono troppi elementi che, a mente lucida, mi portano a pensare come il dolore che lui ha provato, il tradimento pubblico, lo abbiamo segnato.

Il dolore assume diverse forme. Il suo quello di Cecilia. Non trovo altre spiegazioni. Mi ha chiesto tempo per riflettere, l’ho lasciato sereno. Poi al compleanno di Marco Ferri, nostro amico, l’ho rivisto. Mi avvicino per parlare e lui, secco, mi ha risposto: “Sto bene da solo”».

«Fosse stato per me avrei detto su Instagram che era finita con Monte. Non ne potevo più di persone che scrivevano senza sapere, che parlavano e parlano ancora oggi senza sapere. Francesco mi ha detto: “Non diamo spiegazioni”.

Io mi sono fidata. Ho sbagliato. Ho ragionato con il cuore. Invece era altro (…) C’era la voglia da parte sua di continuare a far vivere una coppia per i fan, per l’immagine. Ho sbagliato». «Monte non mi ha mai amata e credo anche che non sia stato del tutto sincero con me.

Mi mancano troppi tasselli. Non lo voglio più vedere, né sentire. Mi spiace anche aver cambiato il mio percorso dentro l’Isola. Avrei giocato, invece ho amato e per la fretta di tornare in Italia, da lui, mi sono anche autoeliminata. Questa è la verità, sia chiaro».

Tra verità e fake news, le iniziative diocesane per la Giornata delle Comunicazioni Sociali.

A livello mondiale si celebra domenica 13 maggio la 52ª Giornata delle Comunicazioni Sociali, voluta dal Concilio Vaticano II per richiamare l’attenzione della comunità cristiana sull’importanza della comunicazione mediatica nella trasformazione della società e della cultura contemporanea.

Quest’anno il Papa ha scelto il tema “La verità vi farà liberi (Gv. 8,32). Fake news e giornalismo di pace” (v. messaggio allegato).

A livello diocesano, sono due le iniziative pubbliche proposte:

• Domani, mercoledì 9 maggio alle ore 20.00, al polo culturale Vigilianum (Trento, via Endrici 14) proiezione del film di Tom McCarthy “Il caso Spotlight” (2014) e dibattito sul tema “La verità vi farà liberi” (ingresso libero)

• Sabato 19 maggio dalle ore 9.15 alle 13.00, sempre al Vigilianum, incontro diocesano per operatori della comunicazione e della cultura sul progetto “Comunicare comunità”.

Francesco Ognibene caporedattore di Avvenire parlerà di  “Identità, ruolo e responsabilità dei volontari della comunicazione e della cultura nella costruzione della comunità”. Seguiranno focus-group sulla multipiattaforma mediatica e la condivisione di un progetto diocesano di settore.

In allegato locandine e messaggio di papa Francesco per la Giornata.

 

 

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Il settimanale Chi pubblica in esclusiva nel numero in edicola da mercoledì 9 maggio le immagini di Thomas Markle, il padre di Meghan, prossima sposa del principe Harry d’Inghilterra, mentre si fa confezionare un abito da cerimonia in una sartoria specializzata di Rosarito, in Messico, dove vive.

Il papà della futura principessa si fa confezionare il guardaroba (che presumibilmente sarà composto da un tight per la cerimonia del mattino e da uno smoking, o come lo chiamano gli americani tuxedo, per il banchetto serale) in un negozio che si chiama “Martinez Tuxedo”.

Vedremo il 19 maggio se i sarti di Rosarito saranno all’altezza delle grandi firme della sartoria di Savile Road, il tempio dell’eleganza maschile a Londra, che da sempre confezionano gli abiti dei componenti della famiglia reale. Nel frattempo a Londra gli stilisti australiani Ralph&Russo stanno terminando l’abito di Meghan che costerà 115 mila euro e che sarà offerto alla sposa dal suocero, il principe Carlo.

 

Nel 2017 il Consiglio provinciale ha esercitato soprattutto una funzione di controllo. Presentando l’ultimo rendiconto annuale, il presidente Dorigatti ha tracciato anche un bilancio dell’intera legislatura: vi sono stati momenti di forte contrapposizione, ma alla fine la politica ha prevalso, trovando una soluzione

“Per il Consiglio provinciale la legislatura che sta per concludersi è stata segnata sia da una forte riduzione dei costi della politica, con un bilancio dell’assemblea legislativa passato dai 14 milioni di euro del quinquennio precedente agli 11 di oggi, sia da forti contrapposizioni tra gli schieramenti, specialmente su temi delicati come la doppia preferenza di genere e la lotta all’omofobia, che hanno bloccato a lungo i lavori in aula senza impedire però, alla fine, di trovare una soluzione perché a prevalere è stata la politica”.

Era inevitabile, per il presidente Bruno Dorigatti che, affiancato dal segretario generale Patrizia Gentile e dalla dirigente Giorgia Loss, ha sintetizzato oggi in una conferenza stampa a palazzo Trentini l’ultimo rendiconto sociale prima delle elezioni provinciali – rendiconto limitato all’attività svolta l’anno scorso dall’assemblea legislativa da lui guidata – tirare anche un po’ le somme dell’intero quinquennio consiliare iniziato nel 2013.

“Sono soddisfatto del lavoro svolto e dei risultati ottenuti in questi anni, e i dati che oggi presentiamo ne sono una chiara testimonianza – ha detto rispondendo alle domande dei giornalisti –, anche se molti ci chiedevano di cambiare il regolamento del Consiglio per evitare gli emendamenti ostruzionistici. Ma le regole istituzionali – ha spiegato – coinvolgono tutti e quindi si cambiano solo assieme, non a colpi di maggioranza. Da noi inoltre – ha ricordato – non esiste il voto di fiducia.

Ecco perché restando sempre nei limiti consentiti dal regolamento qualche volta siamo intervenuti riducendo il numero degli emendamenti, ma i momenti più difficili – ha sottolineato – sono stati superati sempre e solo grazie alle intese raggiunte tra le forze politiche”.

E il fatto che la politica alla fine abbia prevalso è tanto più significativo, ha aggiunto Dorigatti, “se consideriamo il contesto in cui il Consiglio ha operato in questi anni, caratterizzato da una profonda crisi economica e sociale dalla quale non siamo ancora usciti.

Crisi di cui ha risentito negativamente anche il rapporto tra i cittadini e la politica. Una società frantumata non poteva che riflettersi anche in una frantumazione della politica. E il Consiglio provinciale è stato lo specchio di questa società. Ciò nonostante – ha concluso il presidente – da noi le istituzioni dell’autonomia tutto sommato hanno retto alla crisi meglio che in altre regioni, e questa tenuta è la garanzia fondamentale della democrazia e della libertà”.

 

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La funzione di controllo l’anno scorso è stata quella maggiormente esercitata.

Tornando al rendiconto sociale del Consiglio riferito al 2017, Dorigatti ha evidenziato che tra le funzioni maggiormente esercitate l’anno scorso dall’organo legislativo spicca quella di controllo sull’operato della Giunta. Lo dimostrano le tante interrogazioni depositate oltre alle proposte di mozione e agli ordini del giorno: questi atti politici tipicamente ispettivi hanno prevalso nettamente sui disegni di legge.

“Ciò si spiega – ha osservato Dorigatti – con il perdurare della crisi economica e in parte anche per effetto della cosiddetta porta girevole”. Il presidente ha definito “intenso” il lavoro sviluppato dal Consiglio provinciale nel 2017, come documentano le 47 convocazioni in aula che si sono poi tradotte in 83 sedute della durata complessiva di 229 ore.

Inoltre, sono state 30 le riunioni della Conferenza dei Presidenti dei Gruppi (la “capigruppo”) e 144 le ore delle sedute svolte dalle cinque Commissioni permanenti dell’assemblea legislativa.

L’Ufficio di presidenza si è incontrato 21 volte, adottando complessivamente 87 deliberazioni, tra cui quella relativa all’istituzione del Collegio dei revisori dei conti – nuovo organo di vigilanza sulla regolarità contabile, finanziaria ed economica – ed elaborando anche la proposta di nuovo regolamento organico del personale del Consiglio provinciale. Nel complesso, la presenza dei consiglieri alle votazioni in aula è stata decisamente alta, con una media dell’80%.

 

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Nel 2017 approvate 19 leggi e altre 15 abrogate. Meno tempo per l’approvazione.

Nel 2017, ha proseguito Dorigatti, sono state approvate 19 leggi, provenienti da 26 progetti di leggi che comprendevano 402 articoli e 1.101 commi. Circa il 70% delle leggi approvate è stato proposto dalla Giunta, in calo rispetto ai dati del quinquennio precedente, quando a prevalere era l’iniziativa consiliare. Le leggi provinciali del 2017 si sono dedicate ad un’ampia revisione delle normative previgenti in materia di cave, governo del territorio, cultura e politiche sociali, abrogando per intero 15 leggi degli anni precedenti. Come l’anno scorso, però, la diminuzione delle leggi provinciali (oggi in vigore ce ne sono in tutto 386) è dovuta all’opera di pulizia di leggi “superate” realizzata dalla legge collegata alla manovra di bilancio.

Nello svolgere la sua attività, ha segnalato il presidente, il Consiglio ha dimostrato anche nel 2017 l’efficacia della programmazione dei lavori consiliari, diminuendo i tempi di trattazione dei provvedimenti. Fra la presentazione e l’approvazione trascorrono in media 269 giorni. Attualmente oltre 40 leggi prevedono l’emanazione di regolamenti che non sono stati ancora approvati. Un dato in diminuzione rispetto all’anno precedente, quando erano 56 i provvedimenti normativi in attesa di attuazione. Aumentano, pertanto, i regolamenti, che si attestano a 237, in lieve aumento rispetto al 2016 (230). In particolare nell’ambito dei lavori consiliari ha prevalso la funzione di controllo (1352 le interrogazioni complessive, di cui 248 a risposta immediata).

E di indirizzo (mozioni, ordini del giorno e risoluzioni) che giungono a superare il 90% degli atti. Sono state 124 le proposte di mozione presentate, di cui 26 approvate, 191 gli ordini del giorno, di cui 137 approvati. Sono, poi, complessivamente 64 i pareri espressi dalle cinque Commissioni su atti della Giunta provinciale. Le petizioni popolari presentate nel corso dell’anno sono state 6, una in più rispetto al 2016, segno di una crescente richiesta di partecipazione diretta dei cittadini. E’ proseguita l’attività di rendicontazione sull’attuazione delle leggi provinciali con 38 leggi vigenti per le quali è previsto per la Giunta l’obbligo di relazioni periodiche al Consiglio provinciale.

Sempre in questo ambito il Tavolo di coordinamento per la valutazione delle politiche pubbliche si è riunito 8 volte, portando a termine la valutazione sullo stato di attuazione della legge provinciale sul benessere familiare. Si è consolidata, poi, l’attività di informazione e documentazione per i consiglieri online sia attraverso il sito ‘Segnalazioni’, il giornale telematico, sia con la banca dati ‘Documenti studi e ricerche’. In merito all’attività istituzionale il Consiglio ha previsto con la legge 5 l’istituzione del Garante dei minori e dei detenuti (Antonia Menghini).

“Per quanto riguarda l’Autonomia, ha proseguito Dorigatti, il Consiglio ha dato seguito al processo di riforma dello Statuto speciale, assicurando l’organizzazione di lavori della Consulta insieme agli uffici della Giunta provinciale. A fine 2017 lo Statuto speciale ha subito due modifiche importanti: la prima riguardante la tutela delle minoranze linguistiche e la seconda relativa a rilevanti poteri in materia di energia idroelettrica. La Consulta si è riunita 25 volte e ha promosso 17 incontri sul territorio”.

 

 

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GLI ALTRI DATI EVIDENZIATI DAL PRESIDENTE NEL SUO INTERVENTO: ATTIVITÀ’ PER I CITTADINI E DEGLI ORGANI INCARDINATI NEL CONSIGLIO PROVINCIALE

L’Autorità per le minoranze linguistiche ha proseguito nella sua attività di collegamento con le comunità di minoranza e allo stesso tempo nelle iniziative di promozione dell’interesse della comunità trentina rispetto alla realtà storica, culturale e linguistica ed economica delle minoranze ladina, mochena e cimbra.

Il Comitato provinciale per le Comunicazione grazie al nuovo Accordo-quadro tra Agicom, Conferenza delle Assemblee legislative delle Regioni e la Conferenza delle Regioni e Province autonome ha aggiunto alle sue competenze, quelle di organo funzionale dell’Autorità nazionale. In modo da esercitare in sede locale la delega relativa all’attività conciliativa tra i cittadini e gli operatori della comunicazione.
Nel 2017 sono stati 1.091 i procedimenti amministrativi depositati presso il Corecom. Ai cittadini è tornata una somma complessiva di 434.960 euro.

La Commissione provinciale per le pari opportunità ha potenziato il programma di attività per la promozione delle pari opportunità tra donna e uomo tra i cittadini, istituzioni, associazioni. In particolare nel corso del 2017 ha dato sostegno alla modifica della legge provinciale per l’introduzione della doppia preferenza di genere nella composizione delle liste elettorali. La Cppo ha dato poi attenzione al tema della violenza maschile sulle donne, rilanciando la campagna ‘ Se ti ama troppo, non ti ama affatto’. L’organo consiliare ha anche approfondito il tema della ‘medicina di genere’.

Il Difensore civico-garante dei minori nella sua funzione di organismo super partes a tutela dei cittadini nei confronti della Pubblica amministrazione e di Garante dei minori ha trattato 849 fascicoli nel corso del 2017. A tal senso di rilievo la stipula del protocollo con il Presidente del Tribunale dei minorenni e i presidenti dei Tribunali ordinari di Trento e Rovereto sull’istituzione di un elenco di tutori volontari per minori stranieri non accompagnati e lo svolgimento di uno specifico corso di aggiornamento per i tutori volontari. I ricorsi trattati nel corso dell’anno hanno riguardato per il 37% controversie o questioni con la Pubblica Amministrazione e per il 30% con il territorio e l’ambiente.

Il Forum trentino per la pace e i diritti umani nel corso dell’anno ha lavorato alla promozione di oltre 400 tra eventi ed incontri pubblici volti alla sensibilizzazione sui temi della pace e i diritti umani. Inoltre, grazie ad un accordo con la Provincia ha avviato nuove iniziative nel percorso formativo rivolto a i giovani in servizio civile. Si attesta a 61 il numero di associazioni aderenti all’Assemblea del Forum, mentre sono oltre una decina i progetti avviati da reti di partnership tra pubblico e privato.

La Comunicazione. L’attività di stampa, informazione e comunicazione dell’attività dell’assemblea e delle istituzioni autonomistiche ha proseguito nel solco multimediale con la carta stampata (la testata storica di Consiglio provinciale cronache quest’anno raggiunge i 40 anni di pubblicazione continuativa con una diffusione di oltre 30.000 copie) , con la televisione, radio e web. Ricordo anche la stampa della nostra pubblicazione ’Cronache’ su carta speciale in Braille per circa 200 abbonati non vedenti. Nel 2017 l’Ufficio stampa consiliare ha avviato una campagna informativa a supporto dei lavori della Consulta per lo Statuto speciale.

A tali iniziative si affianca l’attività di visite guidate all’Istituzione, per pensionati, anziani e iscritti all’Università della terza età. Nel corso del 2017 hanno aderito a questa iniziativa 104 gruppi per 3.800 persone, di cui circa 3000 oltre i 65 anni. A questi si aggiungono 4.215 studenti con 401 accompagnatori. Palazzo Trentini ha aperto le porte al vasto pubblico per una serie di 10 mostre d’arte e iniziative culturali, tra cui segnaliamo la generosa disponibilità della Collezione Kreuzer che per l’esposizione ‘Arte dopo il 1900’ ha offerto alla cittadinanza l’arte dei territori del Tirolo storico.

La Sala Aurora di Palazzo Trentini, offerta gratuitamente alla cittadinanza, è stata richiesta da numerose associazioni per ospitare convegni ed incontri, mentre la prestigiosa cornice della Sala Depero ha ospitato diverse cerimonie ed eventi tra cui la ‘Giornata dell’Autonomia’ con il coinvolgimento della ‘Consulta per il Terzo Statuto’.

Organizzazione, personale e risorse. Il personale del Consiglio è inquadrato in un proprio ruolo autonomo. La nuova dotazione organica prevede 85 posti di ruolo, e, complessivamente, sono 83 i dipendenti. Nel 2017 l’investimento in formazione è aumentato in modo significativo sia con specifici corsi all’interno del Consiglio sia con corsi di formazione organizzati dalla Tsm. Inoltre nel 2017 il Consiglio provinciale ha stipulato con le organizzazioni sindacali modalità di utilizzo delle risorse del fondo da destinare ad obiettivi specifici. Infine nell’anno in oggetto è iniziata la fase attuativa del Piano delle attività della Certificazione del marchio Family Audit, per arrivare alla certificazione finale (Executive) nel 2019. Il sistema informativo del Consiglio provinciale ha visto anche nel 2017 un incremento di efficacia ed efficienza anche con la formazione informatica del personale.

Risorse finanziarie. Per quanto riguarda le spese, come negli anni precedenti anche nel 2017 il bilancio ha visto una riduzione sia per i cosiddetti costi della politica che in generale per la gestione complessiva.

Sedi ed ambienti di lavoro. Nel corso dell’anno sono proseguiti i lavori di restauro della sala del Giudizio di Paride di Palazzo Trentini. Inoltre a decorrere dal 1 gennaio 2018 il Consiglio provinciale non sostiene alcun canone di affitto con un risparmio di annuo di 371.000 euro, in seguito all’acquisto dell’immobile da parte di Patrimoni del Trentino.

Politica – Fissata la data per il rinnovo del Consiglio provinciale di Bolzano. Altoatesini al voto domenica 21 ottobre.

Le elezioni provinciali in Alto Adige si svolgeranno domenica 21 ottobre 2018. Lo ha annunciato oggi (8 maggio) durante la conferenza stampa della Giunta provinciale il presidente Arno Kompatscher, ricordando che i cittadini saranno chiamati alle urne per rinnovare il Consiglio provinciale.

Il Landeshauptmann, in accordo con il collega trentino Ugo Rossi, ha firmato il decreto che fissa la data delle elezioni e che verrà pubblicato sul Bollettino ufficiale della Regione Trentino-Alto Adige giovedì 10 maggio.

Domenica 21 ottobre le urne rimarranno aperte dalle ore 7 alle ore 21 e, contrariamente al passato, lo spoglio avverrà subito dopo la chiusura dei seggi elettorali e non più al mattino successivo.

Oltre a fissare la data delle elezioni provinciali, il decreto contiene il preavviso di altre date importanti per lo svolgimento della tornata elettorale: il decreto d’indizione dei comizi elettorali sarà infatti pubblicato il 22 agosto, mentre il 6 settembre sarà la volta della pubblicazione del manifesto di convocazione dei comizi.

I contrassegni di lista dovranno essere presentati nelle giornate del 28 e 29 agosto, mentre per quanto riguarda le liste dei candidati, la presentazione è prevista nelle giornate del 31 agosto, nonchè dell’1, 3 e 4 settembre.

Interrogazione a risposta scritta. Al Ministro dei beni e delle attività culturali del turismo – Per sapere – premesso che:

il complesso ex Anmil di Rovereto (TN), per la costruzione del quale sono state impiegate ingenti risorse pubbliche, giace da anni inutilizzato, la struttura però non è fatiscente e risulta costruita con criteri anti sismici;

l’abbattimento della struttura con relativa riqualificazione del sito è stato annunciato da anni, ora la giunta avrebbe deciso di pianificare l’intervento di demolizione per la fine del mese di aprile 2018,

in alternativa esiste un progetto di recupero e valorizzazione dello stesso spazio, avanzata dall’Associazione Culturale Euritmus, già attiva in città, che prevede di realizzare in quel compendio immobiliare un’Accademia di Eccellenza legata alla lirica, capace di attirare investimenti, dare incentivo al turismo, costituendo perciò elemento di forte rilancio del territorio;

l’Associazione Culturale Euritmus a Rovereto è attiva dal 2012 da quando è nato il Progetto Opera, festival ideato per diffondere la conoscenza della lirica; negli anni la manifestazione è divenuta momento di incontro e confronto tra artisti di provenienza e fama internazionali, occasione di rinnovamento e attualizzazione dell’opera lirica e, più in generale, un’opportunità per la Città di Rovereto che ha risposto con una partecipazione attiva;

tale proposta progettuale è corredata da uno studio preliminare sviluppato dallo studio Perini, un’analisi di recuperabilità, una nota di partnership con tre realtà internazionali (Giordania, Cina e Giappone) e, cosa molto rilevante, la lettera di impegno al finanziamento da parte della Fondazione cattolica “Il Senso della Vita” supportata dalla finanziaria internazionale Salomon Werner di Londra;

questo progetto è concreto e attivabile immediatamente, costituendo un’importante opportunità per portare sul territorio investimenti per l’esecuzione dei lavori, quindi occupazione e indotto grazie ai posti di lavoro necessari alla gestione della struttura, inoltre, aspetto fondamentale, costituirà un volano professionale per le figure che verranno a contatto con opportunità culturali in ambito musicale a livello internazionale;

la struttura si comporrà di un corpo A, con destinazione a struttura alberghiero/residenziale (64 stanze) e di un corpo B con destinazione ad Accademia Musicale vera e propria,

questa importantissima opportunità di crescita economica e sociale si trova già all’attenzione delle amministrazioni pubbliche locali,
se il Ministro sia a conoscenza di questa pregevole iniziativa di recupero relativa al complesso ex Amnil di Rovereto;

se condividendone gli intenti e le potenzialità, sia intenzionato a sostenere la possibilità di realizzazione dell’Accademia di eccellenza lirica a Rovereto, che passa attraverso l’attività di recupero e risanamento del complesso ex Amnil qualora sotto il profilo tecnico legislativo fosse formalizzato un parere favorevole.

 

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On.le Vanessa Cattoi

On.le Diego Binelli

On.le Maurizio Fugatti

On.le Stefania Segnana

On.le Giulia Zanotelli

Cassa Rurale Valsugana e Tesino, ritorno all’utile. Positivo il bilancio post fusione. Al Palasport di Borgo.Valsugana, si è svolta sabato scorso l’assemblea della Cassa Rurale Valsugana e Tesino.

La Cassa Rurale nata dalla fusione delle Rurali Valsugana e Tesino, Cross e Roncegno è solida e guarda al futuro con fiducia. Il presidente Arnaldo Dandrea: un utile di 1,9 milioni significa il ritorno alla normalità, abbiamo garantito il credito alle famiglie e piccole imprese.

“Orgogliosi di aver distribuito ai soci e alla comunità un milione di euro. E adesso siamo pronti alla riforma del credito cooperativo”.
Il direttore Paolo Gonzo: con la fusione abbiamo limato i costi e migliorato l’efficienza, raggiungendo così gli obiettivi che ci eravamo prefissati. In crescita i prestiti “buoni”, calano le sofferenze.

Trento, 8 maggio 2018 – Nel primo anno di vita della nuova Cassa dopo la fusione con Cross e Roncegno, il presidente Arnaldo Dandrea ha illustrato ai soci le dinamiche principali che hanno caratterizzato questo periodo, ripercorrendo i principali appuntamenti e le principali attività svolte, sia dal lato bancario e operativo, sia dal lato sociale e di sostegno al territorio ed alle comunità.

“Siamo orgogliosi di aver distribuito un milione di euro al nostro territorio – ha detto Dandrea – sotto forma di agevolazioni per i soci e sovvenzioni alle varie attività di volontariato, sport e cultura, ambiti che consideriamo importanti tanto quanto l’efficienza d’impresa”.

Notevole spazio è stato dedicato dal presidente all’illustrazione ai soci dello stato avanzamento lavori dell’avvio del Gruppo Bancario Cooperativo Cassa Centrale Banca, progetto strategico partito con la delibera dei soci nell’assemblea del maggio 2017. Sono stati forniti gli ultimi aggiornamenti sull’iter amministrativo, con il deposito dell’istanza autorizzativa a Banca d’Italia e B.C.E. il 19 aprile 2018 e partenza operativa prevista per gennaio 2019.

Il direttore Paolo Gonzo ha illustrato il bilancio, che porta con sé la buona notizia del ritorno all’utile: oltre 1,8 milioni di euro; ma oltre a ciò anche numerosi indicatori operativi e strutturali danno il segno del raggiungimento (e del superamento) degli obiettivi a suo tempo fissati e permettono di guardare con fiducia e serenità al futuro.

Solidità patrimoniale (indice Cet1 al 15,85%, superiore alla media delle rurali trentine), riduzione e razionalizzazione dei costi e buon sviluppo dei dati commerciali i temi principali toccati.

Ancora in crescita la raccolta complessiva (da 939 a 963 milioni), mentre sono in leggero calo i prestiti totali, ma con una importante e positiva novità: crescono i prestiti “buoni” (da 496 a 507 milioni) e calano in modo significativo le sofferenze (da 68 a 53 milioni).

“Abbiamo diversificato gli impieghi, garantendo così una importante diversificazione del rischio”, ha affermato il direttore Gonzo. “I nostri principali clienti sono le famiglie, a cui abbiamo concesso il 44% dei prestiti totali, seguono le piccole imprese edili con il 16,5%, quelle manifatturiere con il 12% e l’agricoltura con il 5,3%.”.

Approvati all’unanimità dall’assemblea il bilancio e anche gli altri punti all’ordine del giorno.

 

Sfruttamento del lavoro, fenomeno preoccupante. Cgil Cisl Uil: serve massima attenzione e la responsabilità di tutti; non si può calpestare la dignità dei lavoratori.

Il quadro di sfruttamento dei lavoratori che emerge dalle indagini condotte dalla Guardia di Finanza di Egna dimostra, purtroppo, quanto il fenomeno dell’irregolarità sia presente anche sui nostri territori e come richieda la massima attenzione da parte di tutti, istituzioni, sindacati e aziende”.

Lo dicono i tre segretari generali di Cgil Cisl Uil del Trentino, Franco Ianeselli, Lorenzo Pomini e Walter Alotti, esprimendo nel contempo plauso per il lavoro svolto dalla Fiamme Gialle.

“Negli ultimi mesi sono emersi diversi casi di situazioni irregolari e illecite, di sfruttamento di lavoratori e di caporalato che destano preoccupazione – proseguono i tre segretari -. E’ il segno che più di qualcosa anche sul nostro mercato del lavoro non funziona come dovrebbe”.

Per questa ragione i sindacati ritengono che vadano rafforzati i controlli e le misure di prevenzione, perché situazioni come quella che ha coinvolto i lavoratori pakistani, indiani e algerini costituiscono un grave danno per chi lavora, ma anche per l’intera economia del nostro territorio.

“Non si può pensare di essere competitivi o di offrire servizi vantaggiosi e convenienti quando tutto ciò avviene calpestando la dignità dei lavoratori. Per quanto ci riguarda è inaccettabile e, di fronte a segnali di questo tipo, siamo tutti chiamati a fare la nostra parte denunciando”.

Il 20 maggio al Maso al Pont di Stenico la terza edizione di “Il Trentino per la BIOdiversità”. Eventi dall’11 maggio al 3 giugno
Allevare, coltivare, costruire… biodiversamente.

Ritorna l’appuntamento con “Il Trentino per la BIOdiversità”. Quest’anno, dopo le prime due edizioni della manifestazione ospitate presso l’Azienda Spagolle di Castelnuovo, in Valsugana, e lo scorso anno alla Fondazione Mach di San Michele all’Adige, il testimone è stato raccolto da Ecomuseo della Judicaria, Asuc di Stenico e Apt Terme di Comano, organismi che da anni sono impegnati nel territorio delle Giudicarie Esteriori nella valorizzazione del patrimonio culturale e naturalistico, per la gestione dei beni comuni e dei domini collettivi, nonché per la promozione del Trentino e dei suoi prodotti.

Proprio grazie alla sua ricca biodiversità, alle testimonianze culturali ed all’utilizzo sostenibile delle risorse naturali, il territorio ha ottenuto il prestigioso riconoscimento di Riserva della Biosfera Unesco.

Momento centrale dell’iniziativa la “Giornata nazionale della biodiversità di interesse agricolo e alimentare” del prossimo 20 maggio a Stenico, ma molti sono gli eventi, tra conferenze, seminari, spettacoli, escursioni guidate e momenti dedicati alle scuole che declineranno il tema della biodiversità a partire dall’11 maggio fino al 3 giugno.

Oggi presso la sede della Provincia, in piazza Dante a Trento, l’illustrazione degli obiettivi e dei contenuti dell’iniziativa con gli assessori all’agricoltura Michele Dallapiccola e all’ambiente Mauro Gilmozzi.

“Spesso la biodiversità – spiega l’assessore all’ambiente Mauro Gilmozzi – viene assunta come concetto naturalistico e poco legato alla dimensione di un territorio, che si esprime anche attraverso la popolazione e i soggetti che vivono quel territorio.

Il Trentino ha stipulato un patto con la biodiversità, che ci spinge costantemente alla ricerca di un equilibrio nel rapporto tra uomo e ambiente. Perchè uno dei fattori di sviluppo sta proprio nella sostenibilitá, un paradigma che vede il Trentino come un esempio virtuoso.”

La biodiversità si declina in tanti aspetti, ma c’è uno specifico ruolo che viene assegnato in particolare alla biodiversità agricola, che è quello – come afferma l’assessore all’agricoltura Michele Dallapiccola – ” di mantenere il territorio colorato, interessante e soprattutto aperto alle grandi opportunità di un mercato che è sempre più aggressivo.

I prodotti di montagna hanno una qualità particolare e il sistema dell’autonomia può preservarla, garantirla ed anche incrementarla. Il racconto di questi prodotti si affianca alla coltivazione di un ambiente diversificato che diventa anche “multitasking”, capace di dare reddito ma anche cultura e narrazione di un territorio a scopo turistico.”

La terza edizione di “Il Trentino per la BIOdiversità” è frutto della collaborazione di numerosi enti, istituzioni, associazioni, operatori coordinati dalla Provincia Autonoma di Trento attraverso i settori dell’agricoltura, dell’ambiente e delle aree protette, facenti tutti capo al Dipartimento Territorio, Agricoltura, ambiente e Foreste.

Obiettivo del programma è mettere in rete le varie iniziative che si propongono di far conoscere, attraverso esperienze dirette ed attività didattiche e divulgative, gli importanti elementi della biodiversità, da quella naturalistica a quella agricola e alimentare, a livello di ecosistema, di specie o di gene ed i valori universali connessi alla sua salvaguardia.

La Legge n. 194 del 2015 individua la giornata del 20 maggio quale momento nazionale dedicato alla biodiversità agricola per informare studenti, cittadini ed agricoltori, su quanto si sta facendo per la conservazione di questo importante patrimonio.

L’evento quest’anno viene ospitato dall’Asuc di Stenico presso Maso al Pont, recentemente ristrutturato, con il sostegno del Fondo per la riqualificazione degli insediamenti storici e del paesaggio, con lo scopo di recuperare e valorizzare gli elementi identitari locali.

Questo richiama la rilevanza che i soggetti gestori delle proprietà collettive hanno nella conservazione delle risorse naturali e paesaggistiche, nella conservazione degli ecosistemi semi-naturali e dei servizi che essi forniscono alle comunità locali, come riconosciuto dalla recente Legge n. 168 del 20 novembre 2017, “Norme in materia di domini collettivi”.

L’organizzazione dell’evento è stata possibile grazie alla collaborazione dell’Ecomuseo della Judicaria e dell’Azienda per il Turismo Terme di Comano Dolomiti di Brenta – in rappresentanza dei quali sono rispettivamente intervenuti oggi alla conferenza stampa la presidente Giancarla Tognoni e il consigliere Diego Salizzoni – oltre che di numerosi soggetti pubblici e privati quali la Fondazione Edmund Mach, Muse, Museo degli usi e Costumi della Gente Trentina, Parco Naturale Adamello Brenta, Rete degli Ecomusei, Federazione Provinciale Allevatori, F.T.Bio, La Pimpinella, Fondazione Museo civico di Rovereto, Crea, Appa, tutte le aree protette del Trentino e altri soggetti impegnati per la tutela della biodiversità.

vasti piani dell’edificio ospiteranno ciascuno un tema: Allevare, Coltivare, Costruire biodiversamente, sviluppato attraverso mostre, laboratori, esposizione e vendita di prodotti, attività didattiche e momenti di confronto, al fine di far comprendere i vantaggi di investire in un approccio “biodiverso” nella gestione del territorio, mettendo in luce la ricchezza che la biodiversità è in grado di trasferire al territorio stesso.

Delle iniziative, e prospettive, della Rete Trentina per la Biodiversità si parlerà in particolare alla giornata del 20 maggio in una tavola rotonda. Ma ricco è il programma di eventi (seminari, conferenze, spettacoli, visite guidate, laboratori ed escursioni) che si svolgeranno nel mese di maggio in vari luoghi per consentire ai cittadini ed agli ospiti del Trentino di entrare in contatto e conoscere le varie manifestazioni della biodiversità presente nel territorio, apprendere i programmi e le indicazioni per la sua salvaguardia.

Tra le iniziative anche lo spettacolo “Trentino Natura 2000 – La biodiversità intorno a noi” a cura di Parco Naturale Adamello Brenta presso il Teatro di Stenico. In programma anche alcuni incontri didattici specificamente rivolti alle scuole.

Raccontare la biodiversità in Trentino

In occasione della Giornata nazionale della biodiversità agricola (che precede la Giornata di Natura 2000 del 21 maggio, la Giornata internazionale della biodiversità che si celebra il 22 maggio ed ancora la Giornata europea dei parchi del 24 maggio), la Provincia, attraverso il Servizio Aree protette e Sviluppo Sostenibile, ha realizzato due nuovi strumenti per raccontare al grande pubblico il patrimonio di biodiversità del territorio trentino, con uno sguardo particolare alle aree protette che ne sono da sempre le attenti custodi.

Il primo strumento fa riferimento alla mostra “Aree protette: biodiversità in Trentino” che si può visitare nel prato antistante il Muse: 20 grandi pannelli per raccontare di Parchi, Reti di Riserve, Riserva della Biosfera, Natura 2000, reti ecologiche, turismo sostenibile, conservazione, partecipazione.

Uno sguardo all’intero sistema delle aree protette, che copre oltre il 30% del Trentino. Un ricco bacino di biodiversità ma anche fertile fucina di progetti e di sinergie tra i diversi attori del territorio. Una mostra che, nel trentesimo anno in cui è stata data vita ai parchi, fa da base per raccontare la storia dei parchi trentini.

Il secondo strumento è un opuscolo edito lo scorso mese di aprile con l’intento di far conoscere i gruppi faunistici e gli habitat più rari e preziosi presenti in Trentino, individuati attraverso il progetto Life+Ten che propone un modello innovativo di gestione dei siti della Rete Natura 2000.

Con il Life+Ten sono stati classificati e ordinati habitat e specie di interesse comunitario secondo il rischio di scomparsa al quale sono esposti: di conseguenza sono stati pianificati gli interventi di conservazione attiva e ricostruzione della connettività ecologica. Per ciascun gruppo faunistico sono elencate nell’opuscolo le quattro specie più importanti, facendo riferimento alla priorità di conservazione individuate nell’ambito del progetto Life+Ten.

 

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Maggiori informazioni:

Apt Terme di Comano-Dolomiti di Brenta

tel. 0465 702626

Etichetta degli alimenti: in vigore da domani le sanzioni, da un minimo di 500 € a un massimo di 40.000 €.

Il decreto legislativo n. 231/2017 entrerà in vigore domani, oltre a recare la disciplina sanzionatoria delle disposizioni del regolamento (UE) n. 1169/2011, ha operato un’abrogazione delle disposizioni nazionali in materia di etichettatura contenute nello storico ormai D.Lgs. 109/1992 che a seguito dell’applicazione del regolamento (UE) n. 1169/2011 hanno perso di efficacia, in quanto assorbite o superate dal regolamento stesso.

Alcuni esempi chiariranno la portata del regolamento europeo e delle conseguenze derivanti dal mancato rispetto dello stesso:

• non indicare la presenza di ingredienti che possono provocare allergie o intolleranze alimentari all’interno di un’etichetta comporta la sanzione da 5.000,00 € a 40.000,00 € (ricordiamo che l’obbligo vige anche per i menu e i distributori automatici);

• vendere un prodotto scaduto può costare dai 5.000,00 € ai 40.000,00 €;

• omettere di indicare una delle seguenti indicazioni obbligatorie può comportare
sanzioni fino a 24.000,00 €:

 

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a) la denominazione dell’alimento;

b) l’elenco degli ingredienti;

c) qualsiasi ingrediente o coadiuvante tecnologico elencato nell’allegato II del regolamento o derivato da una sostanza o un prodotto elencato in detto allegato che provochi allergie o intolleranze usato nella fabbricazione o nella preparazione di un alimento e ancora presente nel prodotto finito, anche se in forma alterata;

d) la quantità di taluni ingredienti o categorie di ingredienti;

e) la quantità netta dell’alimento;

f) il termine minimo di conservazione o la data di scadenza;

g) le condizioni particolari di conservazione e/o le condizioni d’impiego;

h) il nome o la ragione sociale e l’indirizzo dell’operatore del settore alimentare;

i) il paese d’origine o il luogo di provenienza;

j) le istruzioni per l’uso, per i casi in cui la loro omissione renderebbe difficile un uso adeguato dell’alimento;

k) per le bevande che contengono più di 1,2 % di alcol in volume, il titolo alcolometrico volumico effettivo;

l) una dichiarazione nutrizionale.

 

 

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