LANCIO D’AGENZIA

Arrestate sei persone ritenute responsabili di omicidio preterintenzionale per la tragedia avvenuta nella discoteca “Lanterna Azzurra” di Corinaldo. Le stesse, unitamente ad un ricettatore, anch’egli colpito da provvedimento in carcere, facevano parte di un gruppo criminale modenese dedito a furti con strappo e/o rapine all’interno di numerose discoteche del centro e nord Italia.

I Carabinieri del Comando Provinciale di Ancona hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal G.i.p. del Tribunale di Ancona Dott. Carlo Cimini, nei confronti di 7 soggetti, residenti nella Provincia di Modena, tutti ritenuti responsabili di “associazione per delinquere finalizzata alla commissione di furti con strappo e rapine”, e sei di loro anche di “omicidio preterintenzionale”, “lesioni personali” e singoli episodi di “rapine e furti con strappo”.

L’indagine, condotta dal Nucleo Investigativo del Reparto Operativo di Ancona sotto la direzione della locale Procura della Repubblica e coordinata dal Procuratore della Repubblica Dr.ssa Monica Garulli e dai Sostituti Procuratori Dott. Paolo Gubinelli e Dr.ssa Valentina Bavai, ha consentito di individuare sei soggetti, di eta’ compresa tra i 19 e 22 anni, presenti all’interno della discoteca di Corinaldo, responsabili della morte di 5 giovani tra i 14 e i 16 anni e di una mamma di 39 anni nonché di lesioni personali ad altre 197 persone, eventi verificatisi in seguito alla diffusione di uno spray al peperoncino all’interno del locale “Lanterna Azzurra Clubbing”.

È stato inoltre accertato che i predetti facevano parte di un gruppo criminale dedito a furti e rapine di monili in oro all’interno di discoteche del centro e nord Italia.

 

Nel 2018 gli italiani hanno pagato 33,4 miliardi di euro di tasse in più rispetto all’ammontare complessivo medio versato dai cittadini dell’Unione Europea. Si tratta di un differenziale che “pesa” quasi 2 punti di Pil. In termini pro capite, invece, abbiamo corrisposto al fisco 552 euro in più rispetto alla media dei cittadini europei. A dirlo è l’Ufficio studi della CGIA che ha comparato la pressione fiscale dei 28 Paesi dell’UE e, successivamente, ha calcolato il gap esistente tra l’Italia e ciascun Paese appartenente all’Unione (vedi Tab. 1). Denuncia il coordinatore dell’Ufficio studi, Paolo Zabeo:

“Il tempo degli slogan e delle promesse è terminato. Con la prossima manovra di Bilancio è necessario uno scossone che nel giro di qualche anno riduca di 3-4 punti percentuali il peso delle tasse. Considerata la delicata situazione dei nostri conti pubblici, tale intervento sarà praticabile solo ed esclusivamente se si riuscirà ad abbassare, di pari importo, la spesa pubblica improduttiva e una parte dei bonus fiscali. Operazione, quest’ultima, che appare difficilmente perseguibile. A confermarlo sono i risultati ottenuti in questi ultimi 10 anni. Tutti gli esecutivi che si sono succeduti si sono cimentati con grande determinazione sul versante della spending review; gli esiti, però, sono stati insoddisfacenti. L’auspicio è che il Governo Conte abbia maggiore fortuna”.

Le troppe tasse, comunque, sono un problema non solo perché mettono a repentaglio la tenuta finanziaria di tante famiglie e altrettante imprese, ma anche poiché hanno innescato nel sistema economico dei processi viziosi molto pericolosi. Afferma il segretario della CGIA, Renato Mason:

“Con un peso fiscale opprimente e una platea di servizi erogati dall’Amministrazione pubblica che negli ultimi anni è diminuita sia in termini di qualità che di quantità, la domanda interna e gli investimenti hanno subito una caduta verticale. Inoltre, è diventato sempre più difficile fare impresa, creare nuovi posti di lavoro e redistribuire la ricchezza. Alle piccole e piccolissime imprese, altresì, l’effetto combinato tra il calo dei consumi delle famiglie e la contrazione dei prestiti bancari ha provocato molti squilibri finanziari, costringendo tantissimi lavoratori autonomi a chiudere l’attività e a cambiare mestiere”.

E in attesa che la manovra di Bilancio 2020 chiarisca come verranno “recuperati” i 23,1 miliardi di euro necessari per evitare che dal prossimo 1° gennaio l’Iva torni ad aumentare, la CGIA ricorda che la pressione fiscale “reale” presente nel nostro Paese è di ben 6 punti superiore al dato “ufficiale”.

Il nostro Pil, infatti, come del resto quello di altri Paesi dell’Ue, include anche gli effetti dell’economia non osservata che, secondo le ultime stime dell’Istat, ammontano a 209 miliardi di euro all’anno. Questa “ricchezza”, generata dalle attività irregolari e illegali, se da un lato non fornisce alcun contributo all’incremento delle entrate fiscali, dall’altro accresce la dimensione del Pil.

Rammentando che la pressione fiscale si ottiene dal rapporto tra le entrate fiscali e il Pil, se dalla ricchezza prodotta (ovvero dal denominatore) togliamo la componente riconducibile all’economia “in nero”, il risultato del rapporto (vale a dire la pressione fiscale) in capo ai contribuenti onesti aumenta, consegnandoci un carico fiscale “reale” molto superiore a quello “ufficiale” (48 per cento anziché 42,1 per cento) (vedi Graf. 1).

Tornando ai dati della comparazione, sempre nel 2018 è emerso che in Europa solo Francia, Belgio, Danimarca, Svezia, Austria e Finlandia hanno pagato mediamente più tasse di noi. La “sorpresa” viene da Parigi: ogni cittadino d’Oltralpe ha versato al fisco 1.830 euro in più rispetto a noi. In termini assoluti il divario fiscale è a noi favorevole e ammonta a 110,7 miliardi di euro. Rispetto agli altri principali competitori, invece, “soccombiamo” sempre. Se avessimo la pressione fiscale della Germania verseremmo 24,6 miliardi di tasse in meno (407 euro pro capite), dell’Olanda 56,2 (930 euro pro capite), del Regno Unito 114,2 (1.888 euro pro capite) e della Spagna 119,5 (1.975 euro pro capite).

La flat tax può costituire la medicina che consentirà alla pressione fiscale italiana di scendere ad un livello accettabile? Premesso che qualsiasi misura che riduca il peso delle tasse non può che essere salutata positivamente, bisogna fare molta attenzione. Se i numeri in circolazione in queste settimane saranno confermati, pare che già oggi sulla maggior parte dei contribuenti Irpef gravi un’aliquota effettiva inferiore al 15 per cento. Pertanto, l’applicazione della tassa piatta rischia di interessare un numero ristretto di soggetti con redditi medio-alti.

Tuttavia, la vera questione sarà dove trovare le risorse per realizzare questa decisa riduzione delle imposte. Se difficilmente saranno compensate da un risparmio della spesa, il ministro Tria, seppur critico sulla flat tax, pare abbia in mente la soluzione: il taglio dell’Irpef potrebbe essere in parte coperto da un aumento dell’Iva, anche in forma selettiva. Operazione che, secondo la CGIA, favorirebbe sicuramente le esportazioni, come sostengono i tecnici di via Venti Settembre, ma penalizzerebbe i consumi interni. E a pagare il conto non sarebbero solo le famiglie, in particolar modo quelle meno abbienti, ma anche gli artigiani, i piccoli commercianti e i lavoratori autonomi che vivono quasi esclusivamente di domanda interna.

Gli artigiani mestrini, inoltre, ricordano che, nell’ipotesi peggiore, se non verranno recuperati entro la fine di quest’anno 23,1 miliardi di euro, l’aliquota ordinaria passerà dal 22 al 25,2 per cento, mentre quella ridotta salirà dal 10 al 13 per cento.

Conclude il coordinatore dell’Ufficio studi della CGIA, Paolo Zabeo:

“Bisogna assolutamente evitare l’aumento dell’Iva, anche in forma selettiva. E non è nemmeno accettabile il baratto più Iva meno Irpef. Ricordo che da un eventuale scambio di questo genere, la gran parte dei 10 milioni di contribuenti Irpef che rientrano nella cosiddetta no tax area, che è costituita in particolar modo da pensionati al minimo, non avrebbe alcun beneficio economico. Così come i disoccupati e le persone in gravi difficoltà economiche. Non pagando l’Irpef, non usufruirebbero di alcuna riduzione di imposta. Per contro, invece, si ritroverebbero a pagare più Iva”.

 

 

 

Cia (AGIRE) replica a Pericolo: “Ennesimo attacco, ciò che dispiace è che per astio si coinvolga la magistratura per gettare discredito”.

Mi duole essere costretto a replicare nuovamente a Mauro Pericolo, segretario del Sindacato DELSA, dopo che nel mese di maggio mi aveva già attaccato con epiteti non proprio eleganti (e con me anche l’Assessore all’Istruzione Bisesti) e con l’accusa di aver tradito le promesse che ci vedevano impegnati a dare una risposta ai problemi della scuola e degli insegnanti precari.

Nel frattempo il nostro lavoro ha invece prodotto un risultato importante, con l’approvazione di un mio emendamento che di fatto favorirà la stabilizzazione del personale delle scuole dell’infanzia provinciali che da anni lavora nel sistema scolastico trentino, ricevendo anche i pubblici ringraziamenti delle insegnanti interessate. Ora, a distanza di due giorni da un comunicato del Sindacato DELSA con il quale si contestava questa iniziativa politica – di fatto attribuendosene i meriti, e lasciando al sottoscritto i demeriti – arriva da parte di Pericolo una denuncia alla Procura della Repubblica in relazione alla regolarità della raccolta delle firme per la nostra lista AGIRE per il Trentino.

Il segretario del Sindacato Delsa era stato accolto a braccia aperte all’interno di AGIRE per il Trentino, dopo che lui stesso ci aveva chiesto di candidare alle scorse elezioni provinciali. Con lui aveva proposto anche la candidatura di una conoscente legata al suo Sindacato e con la quale avrebbe fatto la campagna elettorale per arrivare in Consiglio provinciale. Entrambi non sono stati eletti, come tanti altri, e neppure hanno ricevuto incarichi successivi presso qualche ente. Ne è seguito uno strascico polemico, con reazioni piene di risentimento e di irritazione, di cui questo episodio è solo il più recente e probabilmente non sarà l’ultimo.

Sono davvero stanco di rincorrere querele, esposti e cose simili. Purtroppo non è la prima volta che ciò succede, si pensi che da quando sono in Consiglio provinciale sono stati sette i procedimenti a mio carico, con le rispettive spese che hanno superato abbondantemente i 60 mila euro, pur risultando tutte a me favorevoli. Ciò che più ferisce è però constatare che ci sono persone che per astio coinvolgono la magistratura pur di gettare discredito e mettere il difficoltà il sottoscritto e l’intero gruppo di AGIRE per il Trentino, che mi onoro di rappresentare. Come si dice, la cattiveria di pochi, è la disgrazia di molti.

Ognuno di noi ha delle ambizioni e delle aspettative, se non ne avessimo probabilmente la mattina non ci alzeremo neppure dal letto, altra cosa però è cercare di rivendicarle e di perseguirle a gomitate e a colpi bassi. Un proverbio rammenta che chi scava un fosso con cattiveria, prima o poi ci finisce dentro.

 

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Claudio Cia – AGIRE per il Trentino

Attendevamo con una certa malcelata ansia, la delibera che è stata licenziata giovedì sera e che ha avuto ampio risalto sugli organi di stampa: l’atto giuntale che fissa la predisposizione agli incarichi dei Dirigenti Scolastici. La mobilità dei nostri Dirigenti di Scuola.

Con soddisfazione possiamo dire che, dopo anni di decisioni prese unilateralmente nel segreto dei palazzi provinciali di piazza Dante e di via Gilli, la delibera di givoedì scorso parte e viene costruita sulla base di criteri che abbiamo concertato sul tavolo della negoziazione: una sicura vittoria per la UIL Scuola. Tutto il personale sa quanto abbiamo combattuto affinché anche la mobilità dei Dirigenti possa avvenire in modo trasparente, utilizzando criteri negoziati. Eventuali deroghe, tanto straordinarie quanto eccezionali, dovevano essere comunicate agli interessati.

Quello di oggi, quindi, è un cambio di rotta: in generale siamo passati dalla completa discrezionalità, come non ricordare il tempo di movimenti e rotazioni ampiamente annunciati prima delle deliberazioni, all’esercizio di una competenza attribuita da norme di legge e contrattuali. Il tutto verificabile: la concertazione, infatti, aumenta la esigibilità dei diritti.

Non tutto però è andato a buon fine. Resta il rammarico di non essere riusciti a far passare, anche perché lasciati soli in primis dalla potente ANP, la nostra conseguente richiesta a che questo potesse essere “l’anno zero” della mobilità per tutti i Dirigenti scolastici. Se i movimenti sino allo scorso anno sono stati dettati dalla discrezionalità, il nuovo cambio di regole doveva permettere – dare la possibilità a tutti i Dirigenti scolastici di muoversi. Così non è stato. L’Amministrazione, forse, si è spaventata da un eccessivo giro di valzer; qualcun altro, invece, della possibile – quasi certa perdita di una posizione di privilegio.

Ed in effetti questo si è verificato, almeno in parte.  Chi in passato ha avuto la buona sorte di incanalarsi attraverso vie preferenziali oggi, proprio in virtù della corretta e trasparente applicazione dei criteri, ha visto cristallizzare il proprio incarico … privilegiato.

Lascia, infine, l’amaro in bocca dover vedere che alcune, per fortuna pochissime, evidenti situazioni di disagio – di difficoltà vissute all’interno delle Scuole e più volte segnalate, non siano state prese nella dovuta considerazione: si è deciso anzi di riconfermare o addirittura premiare qualche Dirigente che meritava probabilmente un percorso diverso. Individualizzato, si direbbe a scuola. Ma tutti sono a conoscenza di una vecchia prassi latina molto ben conservata sull’italico Suolo: promoveatur ut amoveatur. Spesso tocca promuovere solo al fine di poter rimuovere.

Malgrado qualche disfunzione, qualche decisione a nostro giudizio errata e che dovrà essere corretta, ribadiamo che la delibera di quest’anno, figlia della concertazione sindacale, è un buon primo passo di trasparenza.

Di Fiore: “Ora ci attende un lavoro continuo affinché le future decisioni possano portare a che si perda traccia di ogni posizione di privilegio. E che questo valga per tutti. Il privilegio non dovrebbe essere, non dovrebbe risiedere nella casa della pubblica amministrazione: azzerare i privilegi è operazione di vera autentica valorizzazione del merito. Confidiamo, lavoriamo affinché a questo primo importante passo ne seguano di successivi”.

 

 

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Pietro Di Fiore

Segretario generale regionale Uil Scuola – Trento

 

 

Dopo un anno di pausa, il 2 agosto alle ore 21.15, per la consueta festa degli uomini, si sono accesi i riflettori, grazie alla collaborazione del Comune e del Comitato Manifestazioni, sull’ultima selezione provinciale del Concorso Nazionale Miss Italia, ospitata nella bellissima Piazza di Mezzano, teatro di manifestazioni e spettacoli di livello. Mezzano, uno dei Borghi più belli d’Italia  ha ospitato infatti una tappa del Concorso Nazionale Miss Italia, presentata come di consueto da Sonia Leonardi, Esclusivista Regionale del Concorso Miss Italia.

 

 

Il titolo in palio per le ragazze selezionate per la serata e che sono arrivate da tutta la Regione è stato Miss Mezzano, e la fortunata vincitrice oltre ad aggiudicarsi il lasciapassare per le Finali Regionali del Trentino Alto Adige, ha ricevuto anche un prezioso giioiello Miluna offerto dalla Gioielleria Bellotto di Fiera di Primiero.

Durante la serata le Miss e le mascotte in gara, curate nell’hair look dallo staff del Salone Hair Fashion di Roberto di Mezzano, che da anni cura il look delle miss si sono divertite a proporre divertenti coreografie, giochi con il pubblico, sfilate in abito da sera e in colorati costumi da bagno.

Molto apprezzata sia dalle partecipanti ma anche dal pubblico la possibilità di partecipare alle sfilate fino all’età dei 30 anni. Quindi alzando il limite massimo dai 26 ai 30 anni sono aumentate le iscrizioni, dando così la possibiltà anche a ragazze non più adolescenti di mettersi in gioco.

Oltre a Miss Mezzano, è stata eletta anche Miss Mascotte, fascia minore dedicata alle ragazze minorenni non in età per gareggiare. Infatti ben 12 mascottine hanno sfilato davanti alla giuria, e ad avere la meglio è stata Giada Angeli, 17 anni studentessa di Levico Terme, appassionata di ginnastica artistica.

 

 

Ad avere la meglio sulle concorrenti in gara ed essere premiata dal Presidente di giuria Mario Orler, è stata la bionda Nicole Marchi 24 anni di Roncone, studentessa universitaria ed impiegata nell’azienda di famiglia con la passione per la moda e per il mondo dello spettacolo.

Miss Rocchetta è stata fasciata la ventenne Elisa Toller, studentessa univeristaria di Folgaria.  Al terzo posto si è classificata Claudia Barelli, 20anni di Rovereto laureata in musical, con la passione per il canto e per la recitazione. Due parimeriti al quarto posto per la fascia Miss Be Much: Martina De Biasi 18 anni di Aldeno, pasticcera con l’ambizione di diventare dietologa e Veronica Beretta, studentessa 18enne di Riva del Garda. Al quinto posto troviamo Ylenia Danieli, 22 anni di Trento, segretaria ed insegnante di nuoto. Al sesto posto si è qualificata la ventinovenne Banana Rizzi Pepic di Bresimo, commessa con origini Serbe.

 

 

Le 6 ragazze fasciate a Mezzano, accederanno quindi di diritto alle Finali Regionali di agosto. La prima sarà proprio oggi, sabato 3 agosto a Fiera di Primiero. A seguire il 5 agosto a Gais, 7 agosto ad Andalo, l’11 a San Vigilio di Marebbe, il 13 agosto a Cles, il 16 agosto a Folgaria e il 18 agosto a Bressanone.

 

La finalissima Regionale per eleggere Miss Trentino Alto Adige anche quest’anno sarà ospitata per la sesta volta in Alto Adige e precisamente nella suggestiva ed elegante Piazza Duomo di Bressanone domenica 18 agosto. In questa attesissima serata, voluta dalla Associazione turistica e dal Comune di Bressanone, e sostenuta anche da Sparkasse e da Internorm, dedicata alla moda e allo spettacolo, oltre a numerosi momenti di grande spettacolo, verrà eletta la ragazza più bella della nostra Regione, che prenderà la corona di Sophie Krause e che per un anno intero veicolerà la bellezza della nostra Regione in tutta Italia

 

La serata è stata promossa e seguita come sempre da tutti i media a cui va il nostro ringraziamento: l’Adige, il Trentino, Corriere del Trentino, Bazar e Trentino Mese, L’Adigetto.it, Rttr, Trentino Tv, La Gazzetta delle Valli, Agenzia giornalistica Opinione, la Voce del Trentino, e Radio Italia Anni 60.

 

Sonia Leonardi invita le ragazze ad iscriversi per vivere una giornata diversa e anche per avvicinarsi alla Soleoshow, agenzia di moda ed eventi, che recluta ogni anno numerose hostess e modelle per le numerosissime richieste che arrivano sia dal mondo dello sport che dal mondo del turismo. Credere nei sogni è ancora possibile e non dobbiamo mai smettere di farlo.

Iscriviti gratuitamente al Concorso, chiedi informazioni a info@soleoshow.com oppure chiama lo 0461 239111

 

 

 

InvitoMELINDA_28agosto19

 

Nominati, nella sede di Autostrada del Brennero SpA in via Berlino 10 a Trento, i Consigli di Amministrazione di S.T.R. Brennero Trasporto su Rotaia SpA, Autostrada Regionale Cispadana SpA e Sadobre SpA, società controllate da Autostrada del Brennero SpA. All’ordine del giorno la definizione degli incarichi per i nuovi amministratori.

 

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S.T.R. Brennero Trasporto Rotaia SpA

S.T.R. Brennero Trasporto Rotaia SpA, controllata al 100% da Autostrada del Brennero SpA, si occupa di trasporto merci su rotaia attraverso la controllata R.T.C. Rail Traction Company SpA e la collegata Lokomotion Gmbh di Monaco, società che complessivamente hanno circa 170 milioni di euro di fatturato e oltre 450 dipendenti. S.T.R. SpA si occupa, inoltre, del ramo strategico dell’intermodalità con il progetto, programmato su 70 ettari, a Isola della Scala. Il CdA, nella seduta odierna, ha nominato l’Amministratore Delegato di Autostrada del Brennero SpA, Diego Cattoni, Presidente di S.T.R. SpA. Gli altri Consiglieri di amministrazione sono Arthur Frei, Francesca Gerosa, Barbara Guadagnini, Astrid Kofler, Maria Chiara Pasquali e Manuel Scalzotto.

 

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Autostrada Regionale Cispadana SpA

Autostrada Regionale Cispadana SpA, della quale Autostrada del Brennero SpA possiede il 51% delle azioni, è la società nata per la progettazione, la realizzazione e la gestione dell’autostrada che collegherà Reggiolo-Rolo a Ferrara, con un investimento complessivo di oltre 1,3 miliardi di euro e uno sviluppo di 68 chilometri. Il Presidente è Graziano Patuzzi,  Vicepresidente è l’Amministratore Delegato di Autostrada del Brennero SpA, Diego Cattoni. Il CdA, nella seduta odierna, ha nominato membri del Comitato esecutivo il Presidente e il Vicepresidente, il Direttore Tecnico Generale di Autostrada del Brennero SpA, Carlo Costa e il Consigliere di amministrazione Luigi Olivieri. Gli altri Consiglieri di nomina Autobrennero sono Mattia Palazzi, Francesca Gerosa,  Maria Chiara Pasquali e Barbara Guadagnini.

 

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Sadobre SpA

Sadobre SpA, società soggetta all’attività di direzione e coordinamento da parte di Autostrada del Brennero SpA, che ne detiene il 100% delle azioni, è proprietaria della stazione autostradale doganale di confine del Brennero. Il nuovo CdA composto dal Presidente Richard Amort e dalla Vicepresidente Maria Chiara Pasquali ha nominato il Consigliere Paolo Rosatti quale Amministratore Delegato.

ICEF: strumento importante per l’accesso alle misure e agli strumenti delle politiche sociali.Nell’ultima riunione della Giunta aumentata di 1.000 euro la detrazione per reddito femminile.

Con la recente manovra di Assestamento di bilancio e una decisione conseguente assunta dalla Giunta provinciale nella sua seduta di Giustino, è stato fra le altre cose incrementato di 1.000 euro – si passa così da 3.000 a 4.000 euro – l’importo della detrazione ICEF per reddito femminile per i nuclei familiari con almeno due componenti.

L’Indicatore della Condizione Economica Familiare, che misura la situazione di un mediante meccanismi di calcolo di specifici parametri, viene utilizzato dalla Provincia autonoma di Trento in una vasta gamma di strumenti e politiche equitative rivolte ai cittadini: assegno unico, tariffe di mense scolastiche, trasporto studenti, servizi per la prima infanzia, accesso alle case ITEA e così via.

Agire sull’ICEF ha dunque conseguenze importanti su un ampio ventaglio di politiche sociali, che vengono rese ancora più inclusive ed eque.

Oltre ad utilizzare la leva dell’ICEF, naturalmente, la Provincia può inoltre intervenire su singole “voci”, come ad esempio le tariffe dei trasporti pubblici (gratuità dell’accesso per gli ultrasettantenni, dimezzamento delle tariffe del trasporto scolastico e così via).

Abbiamo riassunto di seguito i principali ambiti nei quali viene utilizzato l’indicatore ICEF.

ICEF: cos’è e come si misura

L’Indicatore della Condizione Economica Familiare (ICEF) misura la condizione economica delle famiglie mediante meccanismi di calcolo che tengono conto della composizione del nucleo familiare, del relativo reddito e patrimonio, nonché di specifiche deduzioni e franchigie previste dalla disciplina vigente. Le deduzioni attengono a specifiche spese effettivamente sostenute dal nucleo familiare – quali ad esempio spese mediche, spese per istruzione, interessi su mutui, canoni di locazione – ovvero a quote forfettarie/franchigie – quali ad esempio quelle per lavoro dipendente, per lavoro femminile, per componenti non autosufficienti, per patrimonio immobiliare e finanziario – e così via.

L’Indicatore è dunque uno strumento che consente di adottare politiche equitative a favore dei cittadini.

Oggi l’ICEF è adottato in particolare per:

Assegno Unico Provinciale

L’assegno unico è uno strumento messo a punto dalla Provincia autonoma di Trento – in anticipo rispetto al resto dell’Italia – per il contrasto della povertà e per il sostegno delle famiglie in generale. Si tratta di una misura “universalistica”, che consente a tutti i nuclei familiari di raggiungere una condizione economica sufficiente a soddisfare l’insieme dei propri bisogni. Due le “voci” o quote che lo compongono, e che si possono ritrovare insieme o anche separatamente: una quota finalizzata a garantire il raggiungimento di un livello di condizione economica sufficiente al soddisfacimento di bisogni generali della vita; una quota diretta a sostenere la spesa necessaria al soddisfacimento di bisogni particolari della vita, quali, tra l’altro, la cura, l’educazione e l’istruzione dei figli, l’accesso ai servizi per la prima infanzia e l’assistenza di soggetti deboli (invalidi o non autosufficienti).

Tariffa Mensa Scolastica, Servizi prima infanzia e Trasporto Studenti (Domanda Unica)

La Domanda Unica è un’unica domanda che permette di richiedere numerosi interventi ed agevolazioni riguardanti il nucleo familiare. Presentandola è possibile sottoscrivere contemporaneamente (o anche singolarmente):

Tariffa per i trasporti studenti: viene determinata la tariffa per i figli in età scolare in base all’ICEF del nucleo
Tariffe mensa: calcolo della riduzione tariffaria per il servizio mensa scolastico
Servizi alla prima infanzia: è possibile calcolare la tariffa dell’asilo nido o il contributo tagesmutter del comune (in base ai servizi offerti) dove s’intende fruire del servizio

Tariffa MuoverSI

MuoverSi è il servizio di trasporto ed accompagnamento individualizzato a favore dei portatori di minorazione che consente di viaggiare nella provincia di Trento. Il servizio viene erogato tutti i giorni dell’anno dalle sette del mattino alle undici di sera e comprende l’accompagnamento dal veicolo all’edificio di arrivo o di partenza. Solo una quota del costo chilometrico è calcolata in base all’ICEF. Anche su questo versante però la Provincia ha deciso di intervenire, garantendo una quota gratuita di chilometri pari al 50% dell’assegnazione annuale.

Compartecipazione servizi socioassistenziali

Nel corso del 2015 la normativa provinciale ha previsto l’introduzione dell’ICEF per la determinazione delle quote di compartecipazione a carico degli utenti dei servizi socioassistenziali. La norma prevede quote differenziate in base alla prestazione e l’applicazione di un tetto massimo di compartecipazione alla spesa in base all’ICEF del nucleo familiare. La concessione del beneficio è effettuata dagli uffici servizi sociali delle comunità di valle e da APSS.

Assegno di cura

L’assegno di cura è un sussidio economico a favore delle persone che assistono e curano a domicilio persone non autosufficienti ovvero persone che non essendo in grado di svolgere gli atti quotidiani della vita abbisognano di assistenza continua. Con tale politica si vogliono valorizzare le risorse familiari prima di quelle istituzionali e l’erogazione di tale sussidio prevede un accertamento sia della condizione di bisogno sia un accertamento della quantità e qualità dell’assistenza assicurata. L’accertamento sanitario è effettuato da APSS mentre l’erogazione degli assegni viene gestita da APAPI.

Accesso assistenza odontoiatrica

Le prestazioni di assistenza odontoiatrica secondaria nella provincia di Trento sono gratuite per i minori da 0 a 14 anni, soggetti appartenenti a ‘categorie vulnerabili’. Accedono a prestazioni gratuite anche i minori tra 15 e 18 anni, oppure gli anziani oltre i 65 anni con un ICEF inferiore a 0.20, così come le persone appartenenti a nucleo familiare con ICEF inferiore a 0,095. Se l’indicatore ICEF del nucleo è compreso tra 0,095 e 0,20 l’assistito compartecipa alla spesa in maniera crescente e continua in proporzione fino ad un massimo del 70% del valore delle prestazioni secondo il tariffario stabilito. Domanda e relativa autorizzazione all’accesso hanno validità per un anno dal rilascio

Edilizia pubblica – verifica requisiti per l’accesso alle case ITEA

La normativa prevede la concessione di un contributo sul canone di locazione di alloggi di proprietà o in disponibilità di ITEA SpA o di imprese convenzionate. È previsto un contributo anche per l’abbattimento del canone degli alloggi locati sul libero mercato. Entrambi gli interventi sono concessi dai Comprensori e i Comuni di Trento e Rovereto. Il contributo per alloggi ITEA SpA corrisponde alla differenza fra il ‘canone oggettivo’ ed il ‘canone sostenibile’, cioè la somma che il nucleo familiare è in grado di pagare; quello per gli alloggi su libero mercato è dato dalla differenza tra un ‘canone oggettivo medio’ e il ‘canone sostenibile’.

Per quanto riguarda gli alloggi ITEA, dev’essere presentato l’ICEF per entrare in graduatoria per l’assegnazione. Ogni volta ottenuto l’alloggio ogni anno gli inquilini devono presentare l’ICEF.

Contributo per la realizzazione di interventi di eliminazione o superamento delle barriere architettoniche negli edifici privati

L’articolo 16 della Legge Provinciale n. 1 del 7 gennaio 1991 disciplina la concessione delle agevolazioni per la realizzazione di interventi di eliminazione o superamento delle barriere architettoniche negli edifici privati.

I destinatari degli interventi realizzati con le agevolazioni sono soggetti portatori di minorazione che, in ragione di difficoltà motorie, sensoriali o psichiche, di natura permanente, dipendente da qualsiasi causa, incontrino ostacoli, impedimenti o limitazioni ad usufruire, in condizioni di adeguata sicurezza o autonomia, delle strutture edilizie abitative, comprese le parti comuni.

Buoni di Servizio

I Buoni di servizio consistono in titoli di spesa rilasciati al genitore, la madre o il padre in nuclei monoparentali, lavoratore e/o coinvolto in percorsi di formazione/riqualificazione finalizzati alla ricerca di occupazione in seguito a licenziamento a causa della serie. Sono richiesti per servizi di educazione e cura di minori fino all’età di 14 anni, o fino a 18 nel caso di minori riconosciuti in stato di handicap, a fronte di un contributo finanziario personale pari al 15 o 20 per cento del valore nominale del Buono stesso. I buoni sono erogati in base a una graduatoria dall’Ufficio Fondo Sociale Europeo

Interventi per il diritto allo studio universitario

Gli interventi previsti sono borse di studio e posti alloggio rivolti agli studenti universitari dell’Ateneo di Trento, del Conservatorio di Musica, dell’Istituto Universitario per interpreti e traduttori e dei corsi di Alta Formazione, che prevede interventi secondo criteri di condizione economica e merito. La compilazione della domanda avviene on-line (www.operauni.tn.it – Sportello on-line) dopo aver presentato le dichiarazioni sostitutive ISEE o ICEF relative al proprio nucleo familiare presso uno dei CAF abilitati.

Piani di accumulo universitari

Il Piano di accumulo ha la finalità di incentivare il risparmio delle famiglie, ovvero la promozione di un accumulo finanziario negli anni precedenti l’iscrizione del giovane all’università o agli studi post-diploma (tecnici superiori, Conservatorio e Accademia delle Belle Arti). La Provincia eroga un sostegno integrativo a quanto messo da parte dalla famiglia.

Assegno di studio

L’assegno di studio è una politica sociale che prevede interventi in materia di assistenza scolastica per favorire il diritto allo studio, con la concessione di assegni di studio e buoni libro in base a criteri che tengano quindi conto della condizione economica famigliare dell’alunno.

Tariffa prolungamento di orario della scuola d’infanzia

La norma in materia prevede che la tariffa per il prolungamento di orario delle scuole materne non sia più uguale per tutti ma che sia differenziata in base alla condizione economica del nucleo familiare. Sono previste tariffe differenziate per 1, 2 o 3 ore di prolungamento d’orario.

Anticipazione dell’assegno di mantenimento dei minori

L’intervento consiste nell’anticipazione di somme destinate al mantenimento dei minori, ma non pagate dal genitore obbligato. Dopo l’erogazione, la Provincia autonoma di Trento riscuote dal genitore obbligato al mantenimento le somme concesse in via anticipata e gli interessi legali maturati. Il genitore, o altro affidatario, residente in Provincia di Trento e non convivente con il genitore obbligato presenta domanda per il nucleo di cui deve far parte il minore. L’anticipazione dell’assegno di mantenimento è erogata mensilmente e ha durata massima di dodici mesi e può essere rinnovata fino alla maggiore età del minore.

Voucher cultura

È una misura erogata dalla Provincia di Trento per garantire pari opportunità di fruizione dei servizi culturali ai figli minorenni delle famiglie numerose e delle famiglie beneficiarie del reddito di garanzia. Il voucher consiste in una serie di sconti e tariffe agevolate per accedere ai corsi delle scuole musicali o per assistere a spettacoli di teatro e cinema.

Trentino Trilingue

Il Piano Trentino Trilingue è il Piano Straordinario per l’apprendimento delle lingue comunitarie, che accompagna progressivamente i ragazzi trentini dalla prima infanzia, scuola dopo scuola, fino all’università.

È un approccio che supporta i giovani verso l’età adulta e il mondo del lavoro, favorendo anche, assieme all’apprendimento delle lingue straniere, lo sviluppo di un’attitudine all’apertura e al confronto interculturale. La Provincia eroga dei contributi su base ICEF per sostenere programmi di mobilità all’estero.

Lavoratori stagionali (Progettone)

La Giunta provinciale ha disciplinato la procedura per l’accesso e la selezione dei lavoratori da inserire con contratto di lavoro stagionale nelle attività di ripristino e valorizzazione ambientale ed attività di servizi. Gli aspiranti debbono possedere i seguenti requisiti:

essere in stato di disoccupazione
essere residente e domiciliato in provincia di Trento da almeno 5 anni continuativi al momento della domanda o da 10 anni nel corso della vita purché residente e domiciliato da almeno un anno in provincia di Trento al momento della domanda;
avere un’età anagrafica, al momento della domanda, di almeno 49 anni per le donne e 53 per gli uomini; per chi è iscritto alla legge 68/99, il requisito è di almeno 44 anni per le donne e 48 per gli uomini.
Le graduatorie si basano sul punteggio relativo all’esperienza lavorativa svolta negli ultimi tre anni e sul punteggio relativo al coefficiente ICEF.

Ex governatore Rossi, le sue dichiarazioni mi fanno pena … molta pena. Lei ha governato il Trentino per cinque anni e sugli ospedali di periferia e sulle guardie mediche non ha avuto mai un occhio di riguardo…

Anzi,  le guardie mediche in periferia lei le ha chiuse.. Si vergogni! Stia sereno che noi della Lega del Trentino dopo avere immediatamente riaperto l’ospedale di Cavalese ce la metteremo tutta per riaprire anche la struttura di Arco.

Ci conti ex presidente.

E mi saluti suo cugino, Bezzi (primo cugino di sua moglie Daniela). Abbiamo vinto, arrendetevi.

 

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Alessandro Savoi

Consigliere provinciale Lega Nord

 

Assegni familiari statali: l’assessore Segnana incontrerà il ministro alla famiglia Alessandra Locatelli.

All’indomani dell’incontro tenutosi presso la sede dell’INPS regionale, al quale hanno partecipato i funzionari del dipartimento e di Apapi, l’assessore Stefania Segnana comunica di aver già fissato, per fine mese, un incontro a Trento con il ministro alla famiglia Alessandra Locatelli. Al centro del confronto ci saranno le misure di welfare provinciale e la loro integrazione con quelle nazionali erogate dall’Inps. L’obiettivo è quello di evitare alle famiglie trentine, in particolare a quelle con un numero maggiore di figli, una decurtazione degli assegni familiari statali attraverso un preciso protocollo con il Ministero.

L’Inps ha, infatti, chiarito nei giorni scorsi che chi riceve un sostegno provinciale alla natalità e alla famiglia per più di 1.032 euro l’anno (86 al mese) potrebbe vedere ridotto il proprio assegno familiare nazionale. I due sussidi non si escludono a vicenda, ma superando tale soglia figurano come redditi anche i contributi alla famiglia erogati su iniziativa delle Province autonome di Trento e Bolzano e ciò comporta un aumento del reddito totale su cui si calcola il sussidio nazionale, che verrebbe quindi ridotto. Una norma, comunque, rassicura l’Inps, non retroattiva.

“E’ mia intenzione illustrare al ministro Locatelli le criticità emerse in Provincia e valutare insieme al Governo nazionale possibili proposte che permettano la coesistenza delle due misure di sostegno al reddito famigliare – spiega l’assessore Segnana – onde evitare di penalizzare numerose famiglie trentine. Valuteremo dunque, insieme a Bolzano, quali iniziative intraprendere per disciplinare la sovrapposizione dei benefici statali con quelli provinciali”.

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