LANCIO D’AGENZIA

 

Comunicato POST CANAZEI
Comunicato Adige-3_30083

Federcasse e Confcooperative accolgono con favore i contenuti del Decreto Legge approvato oggi in Consiglio dei Ministri contenente alcune modifiche alla normativa di riforma 2016 del Credito Cooperativo.

Da quanto comunicato dalla Presidenza del Consiglio, risulta che obiettivo dell’intervento normativo sia quello di rafforzare ulteriormente il settore e di confermare le finalità mutualistiche delle singole BCC, Casse Rurali e Casse Raiffeisen sia nei rispettivi territori che all’interno dei Gruppi Bancari Cooperativi di riferimento.

Nel rispetto della impostazione generale della riforma, il provvedimento accoglie indicazioni che Federcasse e Confcooperative avevano avanzato congiuntamente. Puntando, tra l’altro, alla valorizzazione della specificità territoriale e mutualistica delle BCC; ad una più incisiva proporzionalità correlata alla rischiosità delle singole banche preservandone ulteriormente l’autonomia per quelle che lo meritano; ad una diversamente definita possibilità per le banche “virtuose” di esprimere i propri amministratori.

“Il decreto legge – affermano il Presidente di Federcasse Augusto dell’Erba e il Presidente di Confcooperative Maurizio Gardini – costituisce un’interessante riaffermazione dell’identità mutualistica e localistica delle nostre banche cooperative”.

“Confermiamo – aggiungono i Presidenti – la nostra disponibilità al confronto costruttivo nell’iter di conversione del provvedimento con il Parlamento e il Governo e al dialogo tecnico con le Autorità di settore, a livello sia nazionale sia europeo”.

Per Federcasse e Confcooperative, la riforma del 2016 – pur in considerazione delle nuove scadenze – deve poter procedere ed essere attuata con coerenza e speditezza. La possibilità di apportare miglioramenti alle regole che disciplinano l’attività delle BCC e delle loro Capogruppo va colta nel comune intento di rafforzare ulteriormente una componente indispensabile dell’economia e delle banche del nostro Paese. Il significativo lavoro svolto dalle future Capogruppo potrà così essere ulteriormente valorizzato

La chiamata al Numero Unico per le Emergenze 112 è arrivata intorno alle 18.00. L’escursionista tedesco stava percorrendo con la moglie la via ferrata Susatti tra cima Capi e il bivacco San Giovanni quando è precipitato per una cinquantina di metri.

Il coordinatore dell’Area operativa Trentino meridionale del Soccorso Alpino ha chiesto l’intervento dell’elicottero che ha portato in quota il personale del Soccorso Alpino.

Il ferito, dopo essere stato stabilizzato, è stato verricellato a bordo dell’elicottero e trasportato all’ospedale Santa Chiara di Trento con politraumi, mentre gli uomini del Soccorso Alpino stanno tuttora accompagnando a valle la compagna.

Dolomiti Energia Holding informa che il nuovo Consiglio di Amministrazione, nominato dall’Assemblea dei Soci il 27 aprile 2018, alla luce delle evoluzioni societarie, di business e organizzative che il Gruppo ha vissuto nell’ultimo periodo, ha avviato un processo di adeguamento e semplificazione dell’organizzazione della Capogruppo partendo dal presupposto che Dolomiti Energia Holding si è progressivamente concentrata sui processi di indirizzo e controllo, nonché sull’erogazione di service di supporto, riducendo le attività di business operative dirette. In questo contesto, si è ritenuto opportuno far venir meno la funzione della Direzione Generale nella stessa Capogruppo, Dolomiti Energia Holding.

Viene quindi risolto di comune accordo il rapporto di collaborazione con l’ing. Quaglino, che si dimetterà di conseguenza da tutti gli incarichi che ricopre in nome del Gruppo.

L’ing. Quaglino ha rivestito la carica di Direttore Generale dalla nascita della società e ancora prima a partire dal 2004 ha ricoperto lo stesso ruolo in Trentino Servizi. In questi 14 anni l’ing. Quaglino ha svolto un ruolo centrale nelle attività di espansione del perimetro di business e nella conduzione delle varie attività del Gruppo.

Il Consiglio di Amministrazione, a nome di tutto il Gruppo, ringrazia sentitamente l’ing. Quaglino per il contributo fondamentale fornito alla crescita e allo sviluppo di Trentino Servizi prima e del Gruppo Dolomiti Energia e ne sottolinea la esemplare professionalità e le qualità umane che hanno consentito di creare un clima di lavoro positivo all’interno del Gruppo. Il Consiglio di Amministrazione augura all’ing. Quaglino i migliori successi per i prossimi incarichi professionali che assumerà.

Nella Capogruppo le deleghe dell’ing. Quaglino saranno affidate all’Amministratore Delegato, mentre nei Consigli delle società controllate dove era presente sarà sostituito dal Presidente.

Elezione di soli uomini nel Csm: appello delle Commissioni pari opportunità al presidente Mattarella. Preoccupazione per il tema della parità sostanziale nelle Istituzioni che sta perdendo forza.

​La Presidente Fedrizzi esprime preoccupazione per il tema della parità sostanziale nelle Istituzioni che sta perdendo forza e per i segnali di arretramento sui diritti delle donne che sembravano finalmente conquistati. La Magistratura può correggere questa ferita con propria disciplina, ne va del ruolo della donna nella società. Ma i legislatori non si chiamino fuori per attuare la Costituzione.

La recente elezione, esclusivamente maschile, dei componenti laici del Consiglio Superiore della Magistratura, richiama il tema della partecipazione qualificata delle donne nelle istituzioni, nelle società, ai vertici dei luoghi decisionali, ben lontana dall’essere garantita in ottica paritaria nonostante una presenza femminile, nei comparti professionali forensi e in Magistratura, persino maggioritaria.

Così le Presidenti delle Commissioni PO di Regioni e Province Autonome di Trento e Bolzano, in una lettera firmata dalla loro coordinatrice nazionale Roberta Mori -presidente della Commissione per la Parità della Regione Emilia-Romagna- si uniscono alle autorevoli denunce di questi giorni di professioniste e costituzionaliste, interpellando però il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, Capo del Csm.

“Ci muove l’urgenza di politiche e interventi che diano piena attuazione agli articoli egualitari della Costituzione – spiega la coordinatrice nazionale – da qui, soprattutto, la scelta di rivolgerci al Presidente della Repubblica, perché faccia quanto in suo potere per superare una ferita che non riguarda solo il Csm o la democrazia interna alla Magistratura, ma lo stesso ruolo della donna nella società italiana.”

Un ruolo seriamente minacciato, come dimostra anche questa elezione. Secondo le Presidenti sui diritti delle donne si può rapidamente arretrare, “del resto -dichiara Roberta Mori – la realtà delle discriminazioni, violenze, dei gap lavorativi e retributivi a scapito delle donne italiane sono frutto di una cultura arretrata ma ancora potente, che possiamo cambiare solo attraverso correttivi cogenti e interventi di sistema.”

Le norme di legge in parte ci sono, introdotte dal Parlamento negli anni scorsi per un’equa rappresentanza tra i sessi nelle elezioni generali e nelle istituzioni democratiche ma, secondo le Presidenti, sono “frammentate e poco imperative.” “Il fatto che non sia obbligatoria l’equilibrata formazione degli organi di autogoverno della Magistratura, a partire dal Csm – affermano nella lettera al Presidente Mattarella – non allevia il gap di genere prodotto e neppure giustifica l’assenza di una autodisciplina che introduca in via analogica correttivi paritari, in linea con gli indirizzi di equità di carattere generale.”

“Abbiamo fiducia nella sensibilità oltre che nella funzione di garanzia propria del Capo dello Stato – conclude Mori – mentre chiediamo che i legislatori in Parlamento facciano la loro parte fino in fondo per una parità sostanziale che richiede fatti e non parole.”

Esattamente un anno dopo l’annuncio della loro separazione Gigi D’Alessio e Anna Tatangelo sono tornati insieme. Lo dimostrano le immagini esclusive pubblicate dal settimanale Chi nel numero in edicola da mercoledì 25 luglio.

Il cantante e l’amore della sua vita stanno trascorrendo una vacanza nella villa in Sardegna e non perdono occasione per mostrare la loro felicità ritrovata: dalle carezze sul terrazzo di casa agli abbracci in spiaggia fino alle corse in coppia sulla moto d’acqua, tutto testimonia la ritrovata felicità di una delle coppie più amate dello spettacolo italiano.

Un percorso quello per ritrovarsi che per la Tatangelo e D’Alessio è durato un anno, tra molti alti e bassi, e che Chi ricostruisce nei minimi dettagli, fino al clamoroso, e attesissimo, lieto fine.

 

 

In linea con le dichiarazioni del vice segretario del Patt Simone Marchiori e del Presidente del Partito Federico Masera, è stato oggi depositato un ordine del giorno in assestamento di bilancio con il quale si torna sulla notizia secondo la quale al principio del mese di settembre il governo austriaco parrebbe intenzionato a presentare al governo italiano una proposta per la concessione della cittadinanza austriaca alla popolazione della provincia di Bolzano.

Tale questione non può ovviamente trovarci indifferenti. Premesso che l’obiettivo primario dovrebbe essere quello di una piena cittadinanza europea e che molto si è lavorato per costruire un’Europa delle Regioni e non un’Europa dei nazionalismi e dei sovranismi, non possiamo tuttavia non ricordare che fino al 1918 i nati nell’odierna provincia di Trento avevano la cittadinanza austriaca, al pari dei cittadini di Bolzano.

Il Trentino è stato per secoli parte integrante del sistema politico Tirolese, esempio di convivenza pacifica fra lingue diverse, ponte fra la cultura mitteleuropea e quella mediterranea.

Si ritiene pertanto ragionevole comprendere fin d’ora se tale cittadinanza, qualora venga concessa, si basi sul criterio della discendenza – comprendendo quindi anche la popolazione trentina – e non impiegando criteri meramente etnico linguistici.

Si chiede pertanto alla Giunta provinciale di intervenire presso il governo austriaco per verificare che la concessione di doppia cittadinanza corrisponda al criterio di discendenza, consentendo quindi anche ai cittadini della Provincia autonoma di Trento di poter usufruire di tale eventuale diritto.

 

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Cons. Lorenzo Baratter

Sanità, ok al nuovo contratto per dirigenti e altro personale. Via libera alla firma del nuovo contratto per dirigenti sanitari e altro personale che opera nel settore. Più garanzia per il personale, servizio migliore.

La Giunta provinciale ha dato l’ok alla sottoscrizione del contratto collettivo per quanto riguarda il personale dirigente medico e medico-veterinario, i dirigenti sanitari, nonchè il personale che opera nel settore come farmacisti, biologi, chimici, fisici e psicologi.

Si tratta di 1.410 persone, 1.136 dei quali sono medici. Il presidente Arno Kompatscher, in conferenza stampa, ha parlato di “un ottimo risultato, che offre maggiori sicurezze e garanzie al personale, nonchè un servizio più efficiente ai pazienti”. In particolare sono previsti adeguamenti per quanto riguarda servizio di guardia, reperibilità e pronta disponibilità, festivi e notturni, indennità di esclusività, ma anche formazione e indennità di specializzazione.

Il nuovo contratto collettivo, che sarà firmato a breve, sarà retroattivo a partire dal 1° gennaio 2018, per quanto riguarda i costi aggiuntivi, lo stanziamento previsto sarà di 9,67 milioni di euro per l’anno in corso e di 11,88 milioni sia per il 2019 che il 2020. L’assessora alla sanità, Martha Stocker, parla di un “investimento in cervelli e prestazioni a beneficio della collettività.

Non si parla di incrementi di stipendio, ma soltanto del riconoscimento economico di alcune prestazioni in modo tale da rendere più attraente la professione e da offrire un servizio migliore ai pazienti”.

L’ospedale San Lorenzo di Borgo è anche oggi alla ribalta delle cronache locali a causa dei tagli subiti in questi anni. Nonostante le tante, troppe, promesse fatte dall’assessore Zeni la situazione  peggiora di giorno in giorno. Ora anche il sindacato degli infermieri si mobilita e denuncia una condizione lavorativa inaccettabile.

Gli infermieri sono pochi, un numero non adeguato ai posti letto e ai ricoveri. Il depotenziamento del reparto di chirurgia, come riporta la stampa, ha creato non pochi problemi organizzativi con la diminuzione del personale. Non è possibile, nella tanto lodata Provincia Autonoma di Trento, arrivare a questo punto. La spending review non deve toccare il campo sanitario. Sono anni che come Lega chiediamo all’Ass. Zeni di rimettere in funzione h24 il reparto di chirurgia.

Si parla di una riqualificazione, con un progetto che partirà nel 2019, con previsti una serie di lavori di ampliamento: il nuovo PS, l’ampliamento di radiologia, un nuovo blocco operatorio e quant’altro, ma senza infermieri o medici si fa poco o niente. Ora dunque anche gli infermieri si ribellano ad una situazione invivibile, ingiusta e che non garantisce un adeguato standard assistenziale.

L’infermiere deve poter lavorare in una condizione di sicurezza e tranquillità non stressato da turni di lavoro massacranti a causa della mancanza di personale in nome del risparmio. Forse è il caso che l’assessore Zeni e il presidente Rossi taglino risorse alle società partecipate invece che alla Sanità.

 

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On. Stefania Segnana

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