LANCIO D’AGENZIA

Sconfessato il Tribunale di Torino e il suo consulente psichiatrico. Sì alla rettificazione di sesso della donna trans, estromesso il Ministero.

La Corte di appello di Torino boccia la sentenza del Tribunale di Torino, che aveva negato nel 2017 ad una donna trans che non intendeva sottoporsi ad alcuna operazione il diritto di essere riconosciuta donna anche all’anagrafe.

Inoltre, “mette alla porta” il Ministero dell’interno, la cui partecipazione nel processo era stata imposta dallo stesso Tribunale, perché non ha alcun diritto di portare il suo punto di vista nelle cause delle persone trans.

La causa inizia nel 2016 e riguarda una donna trans. Matura precocemente la propria identità femminile e vive l’adolescenza da ragazza.

Si trasferisce diversi anni fa a Torino, realizza una mastoplastica, interviene sui lineamenti del volto, assume ormoni femminilizzanti e trova la sua armonia, senza desiderare alcun’altra operazione. Assistita dall’avv. Alexander Schuster si rivolge al Tribunale di Torino per chiedere la correzione del genere anagrafico.

Forte anche delle sentenze della Cassazione e della Corte costituzionale del 2015 che affermano che non si può esigere un’operazione sugli organi sessuali per accogliere la domanda di rettificazione, si confida che il tribunale piemontese muti finalmente il proprio rigoroso orientamento contrario.

Come primo passo, però, il Tribunale ordina che sia citato in giudizio il Ministero dell’interno. La causa viene ben presto trattenuta in decisione dopo la prima udienza.

La VII sezione civile, presieduta dal dott. Castellani, prende atto della posizione delle due corti e nel febbraio 2017 compie una svolta importante: anche Torino non pretenderà più l’operazione chirurgica. Tuttavia, afferma il collegio, occorre “un rigoroso accertamento”.

Nonostante referti del pronto soccorso che attestano il disagio vissuto quale persona trans e i ricoveri per i tentativi di suicidio e nonostante una diagnosi di disforia di genere di una struttura sanitaria pubblica, viene disposta una consulenza medica che accerti anche la “compiutezza degli accertamenti medici” e se il percorso possa dirsi irreversibile.

La cliente si oppone a che “le siano messe le mani addosso”, che sia cioè violata la dignità e l’intimità del proprio corpo, una prassi purtroppo ancora diffusa in molti tribunali italiani. All’udienza l’oggetto della Ctu viene rivisto e il perito non viene autorizzato a indagini invasive.

Tuttavia, ciò che il giudice non può più pretendere – l’operazione – lo pretende di fatto il consulente psichiatrico, che si esprime contro la rettificazione di sesso. Non contraddice i colleghi che avevano già diagnosticato la disforia di genere in senso femminile, disforia che conferma.

Tuttavia la persona si afferma donna, ma anche “donna trans”, quindi non propriamente “donna” (sic), se accetta di vivere con il proprio membro vuol dire che vive del tutto un’identità femminile, che non ha portato a termine la propria transizione.

Inoltre, non vuole sottoporsi ai protocolli e alle terapie di un noto ospedale torinese, che prevedono di regola l’operazione, e non frequenta i gay pride e persone trans. Per il perito tutto questo fa sì che non possa essere riconosciuta dallo Stato come donna. A nulla valgono le osservazioni contrarie del perito di parte. Il Tribunale, forte di questo giudizio medico, rigetta la domanda.

Inevitabile l’appello. È lo stesso presidente della sezione famiglia della Corte, il dott. Enrico Della Fina, a vergare la sentenza depositata il 29 marzo scorso. Il Ministero dell’interno non ha alcun diritto (legittimazione) a portare il proprio punto di vista nei giudizi di rettificazione di sesso. Esito: deve essere estromesso.

Inoltre, la Corte riconosce alla cliente il diritto a che la Repubblica la rispetti per quello che è: una donna. Supera il giudizio del consulente medico (e, quindi, implicitamente del tribunale): il quadro è chiaro, la transizione completa e irreversibile, non si può far leva sulla volontà di non sottoporsi all’ablazione di pene e testicoli, sul fatto che non ritiene di sottoporsi a terapie psichiatriche, sul fatto che non frequenti pride e persone nella stessa condizione (comportamenti che il CTU, come ricorda il Presidente Della Fina, aveva giudicato addirittura “anomali”).

La cliente esprime soddisfazione per questo risultato faticosamente raggiunto: finalmente potrà presentarsi sul mercato del lavoro con documenti che confermano la realtà di chi è e ha sempre saputo essere. Spera, inoltre, che questa sentenza possa essere utile per far evolvere la giurisprudenza torinese e non solo.

Per il suo difensore, Alexander Schuster, avvocato nelle cause che hanno portato la Corte costituzionale a fare chiarezza con le citate sentenze del 2015 e del 2017, “finalmente si supera quello che è stato un illegittimo monopolio della scienza (di certa scienza) psichiatrica sulla vita delle persone transessuali: il giudice deve garantire la dignità e i diritti fondamentali delle persone, non la pretesa supremazia della medicina nel decidere della vita delle persone”. Il cambio di paradigma è netto.

Quanto all’estromissione del Ministero dell’interno, “è un risultato importantissimo per correggere alcune prassi inaccettabili di taluni tribunali. Il giudice decide in nome della Repubblica, c’è l’intervento necessario del pubblico ministero. Lo Stato etico è bocciato. In uno Stato liberale quale è il nostro la pubblica amministrazione non può decidere chi noi siamo, chi vogliamo essere. Si tratta di una inaccettabile ingerenza”.

La sentenza assume particolare rilievo alla luce del recente rinvio alle sezioni unite della Cassazione nel caso di Trento sul riconoscimento di due padri, poiché la questione posta riguarda proprio il ruolo processuale di Ministero e Sindaco nelle cause che riguardano lo stato civile.

Int
Ris

L’assessora all’università Sara Ferrari sarà all’Istituto “G. Floriani”, in Viale dei Tigli, 43. Studi universitari e piani di accumulo, se ne parla oggi alle ore 20.00 a Riva del Garda.

Incrementare le iscrizioni dei ragazzi trentini all’università e agli studi post diploma, incoraggiando il risparmio delle famiglie: in sintesi, è questo l’obiettivo del contributo per il piano di accumulo, la misura voluta dalla Provincia autonoma di Trento.

Se ne parla, con l’assessora provinciale all’università Sara Ferrari, domani sera, alle ore 20.00, a Riva del Garda, presso l’Istituto “G. Floriani”, in Viale dei Tigli, 43.

L’iniziativa vuole aiutare le famiglie a dare vita ad un piano di risparmio, con il contributo della Provincia autonoma di Trento, finalizzato a sostenere le spese universitarie e degli studi post diploma.

Quello di domani rientra tra gli appuntamenti sul territorio per far conoscere questa opportunità.

Il dietro le quinte di “Translagorai: il docufilm” di Daniele Dellagiacoma e Federico Modica sarà proiettato venerdì 6 aprile alle 20.30 al cinema teatro di Predazzo.

Un video di una trentina di minuti contenente anticipazioni del film, immagini del backstage, spettacolari riprese del Lagorai e interviste ai protagonisti di questo progetto del Piano Giovani di Zona di Fiemme 2017, in capo alla Comunità Territoriale che a breve presenterà i progetti vincitori del bando per il 2018.

Organizzata dall’associazione Evo, la produzione ha ottenuto l’appoggio, oltre che dei partner istituzionali, di Montura e Ferrino.

Il docufilm racconta l’avventura di quindici giovani fiemmesi, accompagnati da una troupe cinematografica di sei professionisti, da una guida alpina e da cinque volontari, che nello scorso mese di agosto sono partiti dal Passo Manghen e hanno percorso in più giorni di cammino la Translagorai.

L’obiettivo non era solo la condivisione di un trekking, ma soprattutto la realizzazione di un docu-film che racconterà le vicende di quattro giovani cittadini alla scoperta della montagna e delle sue tradizioni.

In attesa della presentazione del docufilm completo, ancora in fase di lavorazione, la proiezione del making of, come viene detto in termini tecnici, permetterà di conoscere il dietro le quinte della produzione, tra aneddoti, commenti, emozioni dei partecipanti, con lo sfondo meraviglioso del selvaggio Lagorai.

L’ingresso è gratuito, grazie alla collaborazione del Comune di Predazzo che ha messo a disposizione la sala del cinema.

 

In questo nuovo monologo in dialetto trentino Mario Cagol ci porta a fare un viaggio fra presente e passato, per ripercorrere assieme alcuni periodi della nostra esistenza confrontandoli con l’attualità.

Davvero stiamo meglio ora assediati da internet e telefonini? Nell’era del “tutto e subito”?

Davvero queste “comodità” ci hanno resi più liberi?

Il testo in realtà è un percorso che viaggia in diverse direzioni, prendendo comunque come punto fermo una sedia, presente sul palco dall’apertura del sipario fino a fine spettacolo.

Qualcuno potrebbe pensare si tratti di un espediente per non dover trasportare troppa scenografia, a questo quesito Mario risponde: “…pòl anca darse!”.

Poi in realtà, seguendo il testo, si capisce che null’altro sarebbe servito in questo viaggio, la protagonista indiscussa alla quale va dato tutto lo spazio è proprio lei,

la sedia.

È lei infatti ad aiutarci in questo cammino divertente, con l’abilità narrativa di Mario Cagol, è la sedia a condurci fra le nostre abitudini, permettendoci di riscoprire ricordi ed emozioni.

La sedia quindi con la sua infinita modestia e sottomissione diventa protagonista involontaria in più luoghi della nostra giornata, da quella classica che abbiamo in  casa, a quella più scomoda nelle sale d’attesa, la sedia che si trasforma in sedile quando viaggiamo in treno, in passeggino quando siamo piccoli, un itinerario insomma fra risate ed allegria.

Un punto di forza dell’attore/autore è quello di saper individuare momenti di “normalità” delle nostre giornate e riuscire con abilità indiscutibili a saperne osservare i lati comici nei quali poi tutti ci si ritrova.

È li che il pubblico fra le risate e allegria è in grado di fare dell’autoironia, utile terapia per alleggerire e sdrammatizzare la vita.

A questo punto, a proposito di sedie…mettetevi comodi in platea, sedetevi e buon divertimento!

 

La scelta è dettata dalla volontà di un profondo rinnovamento della composizione del Consiglio, unito alla continuità di conoscenze e valori che ci permetteranno di condurre Itas attraverso un triennio ricco di sfide e nuovi obiettivi.

I consiglieri provenienti dall’attuale Consiglio di Amministrazione sapranno farsi testimoni attivi della radice mutualistica della Compagnia, mentre le nuove professionalità coinvolte potranno dare un importante slancio alla Mutua, che sono certo faranno propri fin da subito i principi mutualistici che ci caratterizzano da quasi due secoli.

La nuova squadra lavorerà concretamente per consentire a Itas di raggiungere nuovi traguardi con l’obiettivo di offrire il miglior servizio ai nostri soci assicurati.

Ringrazio i consiglieri uscenti che hanno consentito di consolidare la presenza di Itas sul territorio nazionale e, durante gli ultimi mesi, di far uscire l’azienda da questo difficile momento.

 

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Fabrizio Lorenz

Lista nominativi:
– Lorenz Fabrizio – attuale presidente
– Consoli Giuseppe – attuale vicepresidente
– Agrusti Raffaele – attuale direttore generale
– Bortoli Giancarlo – consigliere uscente
– Gostner Gerhart – consigliere uscente
– Marano Pierpaolo – avvocato e professore, esperto in materia assicurativa a livello internazionale
– Ramonda Mario – imprenditore settore abbigliamento e distribuzione
– Seifert Andre’ – esperto materia assicurativa, esponente dei soci sovventori partner
– Von Egen Alexander – consigliere uscente
– Polonioli Giovanni – avvocato, amministratore di società nel settore energetico
– Rova Luciano – direttore generale Valpiave, già amministratore Itas da molti anni

È iniziato con la presentazione a Trento presso il ristorante «Lo Scrigno del Duomo» il conto alla rovescia per le finali della Coppa del Mondo di sci alpinismo in programma nel fine settimana a Madonna di Campiglio.

E a tagliare il nastro di questo prestigioso evento, che torna nella località della Val Rendena dopo dieci anni, ci hanno pensato il direttore tecnico della nazionale italiana Stefano Bendetti, accompagnato dal talentuoso skialper Davide Magnini, nonché il segretario generale del Comitato Organizzatore della 3Tre Letizia Volta, il sindaco di Tre Ville Matteo Leonardi, la vicepresidente della Fisi del Trentino Paola Toniolli e Don Daniele Laghi in rappresentanza del Coni provinciale.

Da venerdì 6 aprile a domenica 8 aprile Madonna di Campiglio e le sue montagne diventeranno la capitale di questa spettacolare disciplina, proponendo due gare di specialità, ovvero la sprint che si disputerà sul Canalone Miramonti – sede dello slalom della 3Tre – nella giornata di venerdì sera, quindi domenica la competizione individual, che si svilupperà sul collaudato tracciato della Ski Alp Race Dolomiti di Brenta.

La due giorni in programma nella Skiarea Campiglio Dolomiti di Brenta avrà il compito di assegnare due Coppe di Cristallo e in totale ben 18 titoli iridati. C’è dunque grande attesa per conoscere i nuovi vincitori della classifica generale (overall World Cup) senior, under 23 e junior (sia maschile che femminile), ma pure per le due Coppe di specialità delle 6 categorie.

Un circuito che nelle ultime stagioni vede l’Italia sempre protagonista assoluta e lo sarà sicuramente anche fra pochi giorni, visto che in lizza per il successo assoluto ci sono i due valtellinesi Michele Boscacci, attuale leader con 435 punti, e Robert Antonioli, vincitore della Coppa 2017 e ad oggi secondo nella graduatoria con 418 punti.

Al femminile, invece, la francese Axelle Mollaret ha la vittoria già in tasca, visto l’importante vantaggio sulla spagnola Claudia Galicia Cotrina. E per i colori azzurri il trentino di Vermiglio Davide Magnini e la veneta Alba De Silvestro si presentano da leader nella classifica under 23, così come il valtellinese Andrea Prandi fra gli junior.

La sprint avrà inizio venerdì alle ore 18 con le qualifiche, le finali alle 21 e a seguire la Flower ceremony. Sabato le premiazioni ufficiali della gara breve alle 18 in Piazza Sissi, dove si svolgerà la consegna dei pettorali agli atleti “top 5”, in vista della gara del giorno seguente.

La competizione nella formula individuale a tecnica classica scatterà alle ore 8,30 con la partenza dei senior e degli espoir maschili dai 2.085 metri di quota del Rifugio Boch. Le senior ed espoir donne e gli junior maschi scatteranno alle 9 dal Rifugio Stoppani, a quota 2.440 metri, e copriranno un dislivello di 1.500 metri, mentre lo start per le junior donne sarà alle 9,15, sempre dal Rifugio Stoppani, con un percorso di difficoltà ridotta e con 1.050 metri di dislivello.

Per l’occasione il direttore tecnico della nazionale Stefano Bendetti ha ufficializzato la lista del team Italia che sarà in gara nel fine settimana: «Saremo presenti a Campiglio con 23 atleti con l’obiettivo di vincere la Coppa di specialità maschile, dove Boscacci e Antonioli si giocano il successo, nonché nelle due graduatorie espoir con Magnini e Alba De Silvestro che devono amministrare il vantaggio sugli inseguitori».

Dal canto suo il vermigliano del Centro Sportivo Esercito Davide Magnini arriva un po’ stanco, ma si pone un ultimo obiettivo: «È stato il mese delle grandi classiche dello sci alpinismo, diverse dagli standard di Coppa del Mondo, più lunghe e più logoranti a livello fisico. Le energie sono al lumicino, ma parteciperò sia alla sprint sia all’individuale, che si addice più alle mie caratteristiche, per cercare di racimolare punti preziosi. Se non succedono imprevisti la categoria espoir dovrei vincerla, ma mi piacerebbe anche arrivare sul podio finale nell’assoluta. Ci proverò».

Per il Comitato Organizzatore, rappresentato dal segretario generale della 3Tre Letizia Volta la Coppa del Mondo di sci alpinismo potrebbe rappresentare un trampolino di lancio: «Lo sci alpinismo è una disciplina sportiva in costante espansione e sta prendendo sempre più piede anche sul nostro territorio, che per caratteristiche e spettacolarità dei percorsi ben si presta alle escursioni.

Un aspetto che vogliamo valorizzare come Comitato 3Tre, cercando di sfruttare al meglio l’esperienza maturata nella Coppa del Mondo di sci alpinismo e portarla in questa nuova sfida, consapevoli di poter contare su uno staff preparato e capace. Al termine della manifestazione, ci siederemo attorno a un tavolo per fare un bilancio e alcuni ragionamenti: l’ambizione sarebbe quella di far diventare Madonna di Campiglio tappa fissa di Coppa del Mondo, guardando magari anche alla possibilità futura di ospitare anche una rassegna iridata».

Anche il territorio, rappresentato dal sindaco di Tre Ville Matteo Leonardi è sensibile nei confronti di questa competizione di assoluto livello: «I comuni di Tre Ville e di Pinzolo credono molto in questa iniziativa, così come nella possibilità di riproporla nel prossimo futuro. Siamo convinti che il nostro territorio sia ideale per la pratica dello sci alpinismo e penso che anche i campioni di questa disciplina troveranno dei percorsi di ottimo valore, sia sotto il profilo tecnico che paesaggistico».

Tanti dunque i motivi di interesse per le Finali di Coppa del Mondo di Madonna di Campiglio, che vedono in cabina di regia il Comitato 3Tre e l’ApT di Madonna di Campiglio Pinzolo Val Rendena, che per l’occasione hanno confezionato un interessante pacchetto turistico denominato “Firn, prima… vera neve” e rivolto ai tanti appassionati dello sci alpinismo, che potranno vivere la due giorni internazionale da protagonisti.

I 23 atleti del Team Italia per Campiglio

Senior maschile: Robert Antonioli, Filippo Barazzuol, William Boffelli, Michele Boscacci, Matteo Eydallin, Damiano Lenzi, Nadir Maguet, Federico Nicolini.
Senior femminile: Katia Tomatis, Bianca Balzanini
Under 23 maschile: Valentino Bacca, Nicolò Canclini, Davide Magnini
Under 23 femminile: Giulia Compagnoni, Alba De Silvestro, Mara Martini, Ilaria Veronese
Junior maschile: Stefano Confortola, Fabien Guichardaz, Sebastien Guichardaz, Giovanni Rossi
Junior femminile: Giorgia Felicetti, Giulia Murada
Tecnici: Stefano Bendetti, Davide Canclini, Denis Trento, Lisa Cosi (fisioterapista).

Con l’avvio delle consultazioni al Quirinale, la ricerca di una soluzione per la nascita di un nuovo Governo è nelle mani del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

L’Istituto Demopolis, diretto da Pietro Vento, ha analizzato gli orientamenti degli elettorati dei due partiti usciti vincitori dalle urne e che si contendono oggi Palazzo Chigi: i 5 Stelle e la Lega.

La soluzione preferita dal 46% di chi ha votato il 4 marzo per il Movimento guidato da Luigi Di Maio, sarebbe quella di un Governo M5S-Lega.

In seconda battuta, il 27% preferirebbe tornare alle urne, preferibilmente con una nuova legge elettorale; poco meno di un quinto guarda con interesse ad una soluzione con il Partito Democratico e Liberi e Uguali. In coda, indicata da appena il 4% degli elettori 5 Stelle, l’opzione di un Governo con l’intero Centro Destra, inclusivo di Forza Italia.

Demopolis ha studiato anche gli orientamenti dell’elettorato di Salvini: il 65% riterrebbe accettabile l’ipotesi di un Governo tra i due partiti usciti vincitori il 4 marzo. Sarebbe invece da escludere un’alleanza del Centro Destra con il Pd, ritenuta inaccettabile da chi ha votato Lega il 4 marzo.

“In estrema sintesi – spiega il direttore dell’Istituto Demopolis Pietro Vento – la soluzione meno apprezzata dagli elettori del Movimento 5 Stelle si conferma quella di un Esecutivo con l’intero Centro Destra (Lega-Forza Italia-FdI), che piacerebbe soltanto al 4% degli intervistati.

Sul fronte opposto – conclude Pietro Vento – l’opzione più invisa ai leghisti risulterebbe quella di un’alleanza con il Partito Democratico, condivisa da appena 5 elettori su 100”.

La luna di miele tra le due aree politiche si attenua, però, sul nome del Presidente del Consiglio. L’Istituto Demopolis ha rilevato, per il programma Otto e Mezzo, l’opinione degli elettori del Movimento 5 Stelle.

Se l’83% ritiene ovviamente auspicabile un Governo con la Lega guidato da Luigi Di Maio, l’ipotesi opposta troverebbe la resistenza di quasi i due terzi dell’elettorato: appena il 20% degli elettori 5 Stelle vedrebbe positivamente un Governo guidato dal leader leghista Matteo Salvini.

 

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Nota informativa – L’indagine è stata condotta dall’Istituto Demopolis, diretto da Pietro Vento, per il programma Otto e Mezzo, dal 2 al 3 aprile 2018 su un campione stratificato di 1.500 intervistati, rappresentativo della popolazione italiana maggiorenne. Supervisione della rilevazione demoscopica di Marco E. Tabacchi.

Coordinamento del Barometro Politico Demopolis a cura di Pietro Vento, con la collaborazione di Giusy Montalbano e Maria Sabrina Titone. Approfondimenti e metodologia su: www.demopolis.it

È trascorso un mese dalle Elezioni Politiche del 4 marzo. E se si dovesse tornare alle urne? L’81% degli italiani confermerebbe oggi il voto espresso 30 giorni fa. Il 9% farebbe una scelta diversa, 1 cittadino su 10 dovrebbe pensarci…

 

L’Istituto Demopolis, diretto da Pietro Vento, ha misurato il peso dei partiti a un mese dalle Elezioni Politiche.

Se si votasse oggi per la Camera, il Movimento 5 Stelle otterrebbe il 35%, guadagnando oltre 2 punti; medesimo trend per la Lega che, con il 20%, diverrebbe secondo partito. In questo scenario – secondo l’analisi del Barometro Politico Demopolis – si indebolirebbero il PD, con un punto in meno, al 17,8% e Forza Italia, in calo di un punto e mezzo al 12,5%.

Stabile il consenso per Fratelli d’Italia al 4,5; a rischio sarebbe, con il 3%, l’ingresso in Parlamento della sinistra di LeU. Sparirebbero, di fatto, le altre forze politiche minori.

 

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Nota informativa – L’indagine è stata condotta dall’Istituto Demopolis, diretto da Pietro Vento, dal 2 al 3 aprile 2018 su un campione stratificato di 1.500 intervistati, rappresentativo della popolazione italiana maggiorenne. Approfondimenti e metodologia su: www.demopolis.it

“La Südtiroler Volkspartei e il Partito Autonomista Trentino Tirolese sono partiti a vocazione prettamente territoriale. Rappresentiamo pertanto principalmente il nostro territorio con particolare riguardo all’assetto autonomistico della nostra Regione, il Trentino-Alto Adige /Suedtirol e delle due Province autonome di Bolzano e Trento.”

E’ quanto dichiarano Manfred Schullian, vice presidente del Gruppo Misto e presidente dei deputati Svp, a nome dei colleghi Renate Gebhard e Albrecht Plangger, ed Emanuela Rossini deputata del Patt, al termine dell’ incontro con il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, avvenuto oggi dal deputato Schullian nell’ambito delle consultazioni avviate dal Capo dello Stato sulla formazione del nuovo governo.

“Abbiamo esposto al Presidente della Repubblica le ragioni della nostra autonomia speciale –riferiscono i deputati- che rappresentano il nostro obiettivo primario in Parlamento e la nostra scelta discriminante nel rapporto con il Governo.

La precedente legislatura è stata molto proficua e significativa per l’autonomia e ci troviamo attualmente in una posizione di attesa per conoscere programmi e contenuti di un futuro governo.”

“Nel merito dei programmi e delle scelte che dovranno portare alla formazione del governo –hanno dichiarato i deputati della Svp e del Patt -valuteremo in particolar modo la posizione sull’Autonomia, la centralità dell’Unione europea, la sostenibilità finanziaria, sociale ed ecologica al fine di considerare se e in quale forma potremmo sostenere tali contenuti.

Abbiamo rinnovato al Presidente della Repubblica il nostro apprezzamento e la nostra condivisione –concludono Schullian, Gebhard, Plangger e la Rossini- per il suo ruolo e le sue prerogative che riteniamo fondamentali in questa delicata fase politica e parlamentare.”

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