LANCIO D’AGENZIA

Fa bene il presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, a ricordare che lo scioglimento delle Camere è prerogativa esclusiva del Capo dello Stato. Sarebbe bene che lo rammentasse innanzi tutto al leader del suo partito, Matteo #Salvini, che sembra averlo dimenticato.

Noi abbiamo la più completa fiducia nel Presidente #Mattarella, che ancora una volta saprà esercitare questa sua prerogativa costituzionale con imparzialità, equilibrio e saggezza. Doti che sembrano mancare del tutto al Ministro dell’Interno, che ignora come anch’egli ricopra una delicata funzione istituzionale, alla quale sarebbe opportuno che adeguasse il suo comportamento e la sua linea comunicativa.

Quanto ai rapporti col #M5S, il Pd non accetta lezioni da chi come Fugatti ha fatto parte, o come Salvini fa tuttora parte, di un governo di coalizione col movimento di Grillo. Un governo che ha portato il paese al disastro economico e all’isolamento internazionale.

 

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Pd del Trentino

Governo: Fugatti (Lega), Renzi-Grillo è inciucio salva-poltrone

Trento, 11 ago – “Guardacaso, dopo essersene date per anni di santa ragione, tra Renzi e Grillo ora scoppia la pace. Un miracolo che si chiama inciucio salva poltrone.

La parola va restituita agli elettori e non censurata da un accordicchio vergognoso che tradisce la volontà popolare e che, se istituzionalizzato, produrrebbe una manovra economica nefasta per cittadini, famiglie e imprese. Massima fiducia nel Capo dello Stato, al quale spetta la prerogativa esclusiva di sciogliere le Camere e indire nuove elezioni politiche nell’interesse esclusivo del Paese e degli enti locali”.

Lo dichiara il presidente della provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti.

 

Dolomiti Energia Trentino, dallo 0 al 25: ecco i nuovi numeri di maglia dei bianconeri per la stagione 2019-20.

Dodici giocatori, dodici numeri di maglia: sulle divise anche quest’anno realizzate da Spalding Italia, sponsor tecnico del club bianconero per la sesta stagione consecutiva, i tifosi bianconeri si abitueranno presto a vedere associato ad ogni campione della Dolomiti Energia Trentino il numero da loro scelto per la stagione 2019-20.

Fra i giocatori confermati l’unica novità rispetto alla passata stagione è il ritorno all’amato numero 4 di Aaron Craft, che lo aveva portato anche nella prima esperienza in bianconero nel 2016-17 prima di optare per il 13 arrivando a campionato in corso lo scorso anno: capitan Toto Forray resta fedele al numero 10 da buon argentino, Davide Pascolo tiene il 7, Fabio Mian il 9, Andrea Mezzanotte il 14, il gigante di Mezzocorona Luca Lechthaler il 25.

In attesa di vederli finalmente in campo con i colori bianconeri, ecco anche i numeri di maglia scelti dai nuovi arrivati: Rashard Kelly giocherà con la canotta numero 0, vestita in passato da Yannick Franke; il secondo miglior realizzatore della Serie A 2018-19 con la maglia di Pesaro, James Blackmon, è l’erede della maglia numero 1 con cui sono stati protagonisti negli anni recenti Tony Mitchell e Devyn Marble. Justin Knox dopo aver vestito il 24 a Trieste ha scelto il numero 13 per la sua prima stagione a Trento e in EuroCup: e a proposito di debutti, George King per dare il via alla sua carriera da “pro” in Europa ha scelto di indossare la numero 24.

Infine i giovani: Alessandro Voltolini giocherà con la maglia numero 20 già portata per tutto il percorso con le formazioni giovanili della Dolomiti Energia Trentino; discorso simile per Max Ladurner, che giocherà con la 23 con la quale ha contribuito, assieme a Voltolini e ai suoi compagni dell’Under 18 bianconera, a conquistare la Next Gen Cup 2019.

Partecipata cerimonia stamani con il vescovo Tisi e il vicepresidente Tonina. A Tenno di nuovo accessibili gli affreschi della Chiesa di San Lorenzo.

Arte e bellezza che vengono dal passato e che dal passato traggono forza e fascino. Si presentano così gli affreschi della chiesetta di San Lorenzo a Tenno, oggi restituiti alla visione pubblica al termine di un lungo restauro conservativo.

Questa mattina la cerimonia di fine lavori, alla presenza del sindaco, Giuliano Marocchi, dell’arcivescovo mons. Lauro Tisi e del vicepresidente della Giunta provinciale di Trento, Mario Tonina.

“Il Trentino – ha detto Tonina – è ricco di tesori architettonici ed artistici ed oggi si completa con un ulteriore significativo passo quel percorso che ha interessato negli ultimi anni il recupero di questo edificio sacro che è un importante punto di riferimento per questa comunità. Ora l’obiettivo è quello di rendere più visibile e fruibile questo piccolo patrimonio, sfruttando la rete e promuovendo sinergie tra turismo e cultura”.

Il restauro dell’edificio sacro, collocato sulla roccia di Frapporta, da cui domina la piana del Sarca e il Garda, si era concluso due anni fa e ha riguardato non solo la parte esterna e la copertura, ma anche la realizzazione di un impianto contro l’umidità, installato per salvaguardare gli affreschi interni.

Questi sono stati realizzati in epoche diverse – dal Carolingio fino al Rinascimento – ed offrono un formidabile spaccato del Medioevo. Una parte di queste opere è stata staccata e restaurata per ritrovare ora la naturale collocazione storica all’interno dell’edificio romanico. Durante tutto il percorso, la parrocchia di Tenno è stata seguita dalla soprintendenza dei beni culturali della provincia autonoma di Trento e la stessa amministrazione provinciale ha contribuito in maniera importante stanziando oltre 500.000 euro per il finanziamento del restauro.

Gli interni della Chiesa accolgono i primi esempi della pittura trentina dell’XI secolo e sono impreziositi dalle testimonianze dell’iconografia gotica, rappresentata da un giudizio universale dipinto nel 1384 dal veronese Giuliano d’Avanzo. La loro completa fruizione ai visitatori rappresenta ora un obiettivo dell’amministrazione comunale e dell’intera comunità di riferimento.

Essere aclisti significa portare avanti con responsabilità i valori del Vangelo, della democrazia e del lavoro.

Di fronte ai 500 militanti provenienti da tutta la provincia, il Presidente delle Acli Luca Oliver ha esordito nel suo intervento soffermandosi sulla necessità di una politica più attenta ai problemi degli ultimi, dei più deboli, di coloro che hanno meno.

Citando Padre Alex Zanotelli, Oliver ha ribadito come non sia possibile ignorare il tema delle diseguaglianze e delle sfide ambientali.

Partendo dagli effetti dalla Tempesta Vaia, Oliver ha ricordato che secondo gli esperti abbiamo tempo ancora 12 anni per invertire la tendenza e limitare le emissioni di CO2 nell’atmosfera.

Oliver è poi passato alle questioni locali affrontando la spinosa questione degli appalti pubblici. Il presidente delle Acli trentine ha in particolare criticato la scelta della Giunta provinciale di adottare una delibera che consente un massimo ribasso del 30-40% nell’affidamento dei servizi di pulizia. Ribasso, ha ribadito Oliver, che non potrà che ricadere sulle lavoratrici e sui lavoratori con pesanti conseguenze sulla qualità della vita di questi ultimi.

Anche il ventilato taglio degli assegni famigliari da parte dell’INPS preoccupa le Acli le quali denunciano come non vi siano coperture sostitutive da parte del sistema di welfare provinciale.

Sul tappeto anche la questione ICEF i cui ritardi per le domande di sostegno alle famiglie, dovuti alle lungaggini per le procedure conclusive della gara d’appalto per la gestione della piattaforma informatica, preoccupano sia le Acli, sia i sindacati di CGIL, CISL e UIL.

Su questi temi e sulla necessità di rilanciare le politiche della solidarietà le Acli si rendono disponibili, ha sottolineato Oliver, a partecipare ad un tavolo di lavoro con la Giunta provinciale e le parti sociali.

Il presidente aclista si è poi soffermato sui temi della democrazia.

Riferendosi alla crisi del governo nazionale le Acli ribadiscono di essere contrarie alla politica “dell’uomo solo al comando” indicando in questo atteggiamento un vero e proprio pericolo per la democrazia.

Le Acli rilanciano pertanto una politica e una democrazia basate sulla partecipazione, sulla formazione del cittadino, sulla responsabilità e la costruzione del basso del bene comune.

Parlando del Primiero, Oliver ha infine ricordato il progetto delle Acli di “Ricostruire comunità”.

Un progetto di rigenerazione della società del Primiero a partire dalle persone e dalle associazioni promosso in collaborazione con la Comunità di Valle, le parrocchie e diversi attori del territorio.

Un progetto, ha specificato Oliver, che punta a rafforzare la capacità solidale e generativa della comunità per sviluppare nuove forme di mutuo aiuto, fraternità ed occasioni di sviluppo locale.

 

 

In questi giorni abbiamo ricevuto continue segnalazioni, da noi puntualmente trasmesse alle direzioni competenti, sulla grave carenze di personale infermierisitico e di professionisti sanitari nelle varie UU.OO e servizi dell’azienda sanitaria trentina.

Negli ultimi mesi avevamo sollecitato azienda sanitaria e provincia a procedere con nuove assunzioni, relazionando sulla situazione problematica che si sarebbe venuata a creare nel periodo estivo, in virtù del fatto che in quel frangente il tasso di assenza del personale sarebbe stato maggiore, vista la concomitanza delle ferie estive con un numero più elevato di richieste di congedi parentali, presi per seguire i figli vista la chiusura delle scuole ed asili.

Proprio per questo avevamo chiesto un piano straordinario di assunzione, per poter garantire nel periodo estivo un adeguato livello assistenziale, garantendo nel contempo ai dipendenti di poter usufruire del diritto alle ferie, costituzionalmente garantite e contrattualmente previste.

In termini programmatori, l’azienda sanitaria in primavera già conosceva il fabbisognio di personale per coprire le ferie estive ed il numero dei congedi parentali riferiti a quel periodo, in quanto i dipendenti dovevano formalizzare tali richieste entro il 30 aprile di ogni anno.

Nonostante questo, la situazione si è presentata sempre più grave, in quanto l’azienda sanitaria e i referenti politico-istituzionali provinciali non hanno adottato gli opportuni accorgimenti, sottoponendo il personale a stress, carichi di lavoro sempre piu’ elevati, precarietà nell’usufruizione di ferie e riposi, continui spostamenti da un reparto all’altro, poco funzionali a garantire la qualità del servizio e la sicurezza delle cure.

Emblematica la situazione della geriatria di Rovereto, dove sono stati chiusi dei posti letto ed anche quella dell’Oculistica/otorino dello stesso ospedale, dove abbiamo inviato numerose segnalazioni alle direzioni competenti per carenza di personale.

Da numerosi reparti ci arrivano poi segnalazioni relative alla carenza di personale di supporto come l’Oss, costringendo l’infermiere a svolgere tali attività improprie e demansionanti, emblematico l’esempio del Pronto soccorso di Tione, dove gli infermieri di notte hanno dovuto sostitire addirittura il centralinista perchè mancava o sostituire l’Oss mancante nel turno notturno, per portare le provette in laboratorio, trascurando così la propria attività istituzionale!

Un’altro esempio lo troviamo in Geriatria al S.Chiara, dove in questi giorni gli infermieri sono chiamati a rientrare in servizio per coprire le carenze del personale di supporto.

La situazione poi dei pronti soccorsi degli ospedali provinciali è sempre più grave, vista l’inadeguata dotazione infermieristica strutturalmente prevista, peraltro già da noi ripetutamente segnalata alle direzioni aziendali competenti senza ricevere risposta alcuna, a fronte di un’attività estiva che aumenta in modo esponenziale in alcune realtà turistiche.

Problemi anche al postazione 118 di Borgo, dove il personale infermieristico che è andato recentemente in pensione, non era ancora stato sostituito, problemi anche in Pneumologia al S.Chiara.

E’ inoltre in aumento il disagio del personale delle cure domiciliari e palliative per carichi di lavoro sempre più elevati, a fronte di un’assistenza più complessa con pazienti sempre più anziani ed affetti da pluripatologie, le ferie sono usufruite con difficoltà, spesso chi resta in servizio viene oberato di attività per permettere al collega di andare in ferie.

Se si sono aperti nuovi servizio, come il punto nascite di Cavalese, si incrementino di conseguenza le risorse economiche dedicate alle assunzioni, altrimenti il sistema andrà sempre più in crisi! Quello che succede invece è che a parità di risorse in talune situazioni si incrementano le attività, cosa successa ad esempio per il personale infermieristico ed i professionisti sanitari del polo didattico universitario di Trento, aumentano gli studenti da seguire ma non vengono incrementati gli organici, ne’ adeguatamente valorizzate le figure che si occupano di formazione!

I nostri professiionisti sono sempre più anziani, in costante aumento i problemi di salute e/o le limitazioni funzionali all’attività, ora questa situazione deve essere affrontata seriamente con un tavolo di confronto aziendale e provinciale, che abbiamo già richiesto!

Se entro breve tempo non avremo adeguate risposte, in settembre sarà mobilitazione generale.

 

 

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Cesare Hoffer
Coordinatore provinciale Nursing up Trento

“La situazione politica è surreale. C’è una maggioranza naturale già formata, quella tra FdI e Lega, potenzialmente coesa, potenzialmente vincente e invece sento tanti rumors, tanta voglia di fare giochi di palazzo. Vedo questi abboccamenti tra Pd e Cinquestelle. Sento che c’è un’ipotesi di maggioranza. Il Pd chiede di far votare prima la sfiducia a Salvini e poi quella a Conte. Altra cosa surreale. Come l’idea che circola di un governo Conte con ministri non politici. Spero che sia fantapolitica, ma in passato ne abbiamo viste di tutte. Sarebbe una sorta di patto del Nazareno allargato al Movimento 5 Stelle. D’altra parte quando hanno eletto la Von der Leyen un accenno c’era già stato”.

Lo dice in una intervista al Quotidiano nazionale il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.

“Noi di Fratelli d’Italia e la Lega siamo la base di una coalizione che è già nei fatti, perché siamo gli unici due partiti che sono usciti sempre vincenti dalle ultime elezioni. Sono stati gli elettori a dircelo – spiega Meloni – Forza Italia? Lega e Fratelli d’Italia sono autosufficienti ma non abbiamo deciso, ne parleremo anche con Matteo.
A Forza Italia chiediamo elementi di chiarezza, poi valuteremo.

Il problema è di posizionamento politico, con o senza Berlusconi, che è l’unico a funzionare sicuramente in termini di consenso ma che ha più volte preso le distanze da noi e non dalla sinistra, anche in occasioni delle ultime votazioni al parlamento Ue ha scelto una collocazione non chiara. Moderatismo non va confuso con l’inciucismo. Fratelli d’Italia è perfettamente in grado di intercettare tanta parte di elettorato di centrodestra con le sue posizioni concrete ma chiare”.

“Taglio dei parlamentari? Siamo stati gli unici che dall’opposizione hanno votato quella riforma. Ricordo che Cinquestelle mi telefonarono per ringraziarmi. Una coalizione Lega- FdI è in grado di ripresentarla subito a inizio della prossima legislatura, magari allargata ad altre riforme come l’abolizione dei senatori a vita, il presidenzialismo e se serve il monocameralismo. I grillini la sbandierano adesso per stare lì altri quattro anni e basta”, continua Meloni.

Ieri pomeriggio l’inaugurazione, alla presenza del vicepresidente della Provincia Mario Tonina. Torna a splendere Castel Belasi.

Dopo 17 anni dall’inizio dei lavori di restauro, ieri pomeriggio a Campodenno ha aperto le porte al pubblico Castel Belasi, un monumento che rappresenta un punto di riferimento ed un valore identitario per tutta la popolazione locale, alla quale è stato restituito il gioiello più prezioso. Un folto pubblico ha voluto partecipare all’evento e all’inaugurazione della mostra di artisti contemporanei “Contemporaneamente a Castel Belasi”, che ha potuto trovare collocazione all’interno della struttura, ripensata anche per ospitare eventi culturali di rilievo. Alla cerimonia erano presenti il vicepresidente della Provincia autonoma di Trento Mario Tonina e il soprintendente ai beni culturali Franco Marzatico, assieme a rappresentanti istituzionali locali: il sindaco di Campodenno Daniele Biada, il vicesindaco con delega al castello Oscar Pedò, l’ex vicesindaco con delega al castello Ivan Pezzi, il presidente del Consorzio Bim dell’Adige Donato Preti, il presidente dell’Apt Val di Non Lorenzo Paoli.

“La provincia ha partecipato convintamente, fin dal 2000 al progetto di far rivivere Castel Belasi”, ha detto il vicepresidente Mario Tonina complimentandosi con l’amministrazione di Campodenno per il successo dell’iniziativa, “Adesso è necessario fare rete, ma la Val di Non sa farlo benissimo. Si potranno creare grandi opportunità per il turismo culturale e la Provincia sarà al vostro fianco, per mettere il castello a disposizione della comunità e per valorizzarne gli spazi”. Tonina, oltre a portare i saluti dell’assessore alla cultura Mirko Bisesti, ha anche ringraziato per la presenza all’inaugurazione i consiglieri provinciali Denis Paoli, Lorenzo Ossanna e Paola Demagri e l’ex assessore provinciale Franco Panizza.

L’evento storico di apertura al pubblico del castello è stato evidenziato anche da Franco Marzatico, che oltre all’apprezzamento per il recupero del valore artistico del maniero, ha prospettato la concreta possibilità di incremento delle visite turistiche in valle, grazie all’impegno di tutti.

Il castello, che risale al XIII secolo, nel corso della storia ha ospitato diversi membri di famiglie nobiliari nonese, per poi essere stato abitato fino al 1950 da mezzadri e quindi abbandonato. Il complesso è stato acquistato in due diversi momenti sul finire degli anni ’80 dal comune di Campodenno. La completa ristrutturazione ha visto, per gran parte dell’investimento che ammonta a oltre 10 milioni di euro, il sostegno della Provincia autonoma di Trento e la partecipazione del Bim dell’Adige, al cui presidente Giuseppe Negri, scomparso lo scorso anno, è stata dedicata una sala di rappresentanza.

“Contemporaneamente a Castel Belasi”, l’esposizione inaugurata ieri, è una mostra originale, dedicata all’espressività di artisti contemporanei di fama, affiancati da artisti emergenti e al dialogo intimo con gli spazi del maniero. Il castello si apre alle opere dei trentini Federico Lanaro, Bruno Fantelli, David Aaron Angeli, Aldo Valentinelli e Pietro Weber, del sudtirolese Willy Verginer, del marchigiano Simone Pellegrini, dei piemontesi Luigi Stoisa e Marcovinicio, dello scozzese Andrew Gilbert. L’esposizione, curata da Marcello Nebl, che ieri pomeriggio ha brevemente illustrato al pubblico le opere esposte, è giocata sulla natura del castello, nato per controllare il territorio e rinchiudersi quasi su se stesso, contrapposta alla libertà espressiva dell’artista.

La serata, moderata dal giornalista e responsabile dell’Ufficio Stampa della Provincia autonoma di Trento Giampaolo Pedrotti, è stata accompagnata da momenti d’intrattenimento musicale con esecuzioni dell’Amira saxophone quartet.

Lunedì 12 agosto nuovo appuntamento di GiudiJazz con Crivellari, Bruni e Lanziner e il loro incontro tra jazz, tango e modern-classical. Domenica 18 agosto Canti del Vivo a Alba di Canazei

TrentinoInJazz 2019: Trio Garnerama a Comano Terme!

TRENTINOINJAZZ 2019
e
GiudiJazz
presentano:

Lunedì 12 agosto
ore 21.00
Grand Hotel Terme
Comano Terme (TN)

TRIO GARNERAMA

ingresso gratuito

Comincia una nuova settimana per il TrentinoInJazz con un nuovo appuntamento della V edizione di GiudiJazz – sezione dedicata al jazz nelle Valli Giudicarie, a cura di Edoardo Bruni – che a Comano Terme propone il concerto del Trio Garnerama, composto da Fabrizio Crivellari (flauto), Edoardo Bruni (pianoforte) e Peter Lanziner (contrabbasso).

Il Trio Garnerama, attivo dal 2008, è composto da musicisti trentini e in questi undici anni di attività si è dedicato ad una trasversalità di repertori che spazia dalla classica al tango, dal jazz alla bossa nova, da cui attinge un ventaglio di brani accattivanti di diverso carattere. Si è esibito in Italia ed all’estero e propone in questo concerto musiche di Bolling, Bollani, Brubeck, Howard, Jobim, Gardel, Barnes, Piazzolla, oltre che dello stesso Edoardo Bruni.

Prossimo appuntamento: domenica 18 agosto Canti del vivo a Alba di Canazei (TN).

Onorificenza del Tirolo a Juncker, sempre vicino all’Alto Adige. Politica -L’ex presidente della Commissione Europea, Jean-Claude Juncker, ha ricevuto l’Ordine dell’aquila del Tirolo. Presente anche Kompatscher: “E’ sempre stato attento alle problematiche altoatesine”.

“Sono onorato di ricevere l’Ordine dell’aquila del Tirolo, un territorio le cui montagne, e il modo di raggiungerne la cima, rappresentano il percorso dell’Europa, caratterizzato da grandi visioni da realizzare passo dopo passo”. Con queste parole l’ex presidente della Commissione Europea, Jean-Claude Juncker, ha ricevuto oggi (10 agosto) una delle onorificenze tirolesi. A consegnarla, il governatore del Land Tirolo, Günther Platter, presente alla cerimonia anche il presidente della Provincia di Bolzano, Arno Kompatscher.

“Jean-Claude Juncker – spiega Kompatscher – ha sempre dimostrato grande disponibilità nei confronti dell’Alto Adige, aiutandoci in maniera concreta nella soluzione di alcune questioni che chiamavano in ballo la UE. Penso, ad esempio, alla concessione autostradale, oppure alla garanzia dei posti per gli studenti altoatesini in Austria. Non è per nulla scontato che un presidente della Commissione europea abbia un dialogo costante con i presidenti delle Regioni, e Juncker si è sempre dimostrato molto aperto da questo punto di vista, visitando, nel corso del suo mandato, anche l’Alto Adige”.

 

 

(Foto Land Tirol/Berger)

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