LANCIO D’AGENZIA

La risposta dell’assessore Spinelli a un’interrogazione del cosigliere Degasperi. Nel 2017 la Provincia ha assunto nel Progettone 136 lavoratori a tempo indeterminato.

L’assessore Achille Spinelli ha risposto ieri a un’interrogazione presentata il 20 novembre scorso dal consigliere provinciale Filippo Degasperi in merito ai lavoratori assunti nel Progettone. Questi i dati forniti dall’assessore: nel 2017 i mesi lavorati da chi è stato assunto nell’ambito delle attività previste dal Progettone, sono stati 12.430 per i lavoratori a tempo indeterminato, 3.020 per i lavoratori a tempo determinato e 2.290 per gli “stagionali”.

Sempre l’anno scorso, prosegue Spinelli, sono stati assunti 136 nuovi lavoratori a tempo indeterminato, mentre i lavoratori oggetto di convenzione sono stati 1.861 per 17.740 mensilità. L’importo introitato nel 2017 grazie alle convenzioni dal Consorzio lavoro ambiente (Cla) è stato pari a 2.816.990 euro.

Le convenzioni – aveva spiegato Degasperi nella sua interrogazione – sono stipulate dalla Provincia (Servizio Sova) con gli enti utilizzatori, come i Comuni, perché questi garantiscano una compartecipazione alla spesa di 480 euro mensili per ogni lavoratore impiegato. L’assessore Spinelli ha tuttavia precisato nella sua risposta che la compartecipazione non è prevista per tutti i lavoratori del comparto.

Non sono ad esempio previste compartecipazioni per i lavoratori stagionali e nel caso dei lavoratori nel verde, se non per alcune tipologie di manutenzioni. Spinelli conclude ricordando che la Provincia riconosce al Cla il solo costo della manodopera al netto della compartecipazione.

 

 

 

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L’accordo tra la Svp e la Lega Salvini Alto Adige-Südtirol, approvato ieri sera dalla Volkspartei col 97% dei consensi, sconfessa indirettamente il presidente leghista del Trentino, che il 27 novembre 2018, nelle sue dichiarazioni programmatiche, aveva detto: “Guardiamo ad una Regione dotata di competenze concrete, soprattutto per affrontare assieme i grandi temi territoriali”.

Ebbene: nelle 58 pagine dell’accordo programmatico per la giunta provinciale di Bolzano, non c’è neppure un accenno alla Regione Trentino – Alto Adige/Südtirol. Zero righe. Nessuna apertura al Trentino.

Il Sudtirolo si definisce Regione d’Europa, ma la Regione con il Trentino non esiste più, per la legislatura 2018-2023.

Nel terzo capitolo si parla solo dell’Europaregion Tirol‐Südtirol‐Trentino come “strada per rafforzare i rapporti oltreconfine sul territorio del Tirolo storico”. Nessun gioco di squadra con il Trentino, insomma: nessuna “sponda” a Fugatti su quello che in effetti era sembrato un bluff politico del leader leghista trentino, il rilancio della Regione con “competenze concrete, per affrontare i grandi temi territoriali”.

Nessuna sponda neppure sull’Autobrennero (di cui l’accordo Svp-Lega Salvini Alto Adige rivendica anzi la conduzione a Bolzano) e tanto meno su nuove autostrade tipo Valdastico: l’accordo riafferma la scelta preferenziale per la ferrovia e l’intenzione di penalizzare il trasporto su gomma secondo il principio “chi inquina, paga di più”.

Anche se non siamo certo felici che pure nel vicino Alto Adige/Südtirol vadano al governo i leghisti, prefigurando un deciso spostamento a destra dell’asse politico regionale, registriamo infine che nell’accordo bolzanino ci sono due ulteriori sconfessioni della linea Fugatti: nel preambolo la sottolineatura dei problemi causati dal cambiamento climatico e dalla perdita della biodiversità (temi ambientali assenti nella visione del presidente trentino) e anche il forte richiamo di principio all’inizio del secondo capitolo: “I valori cristiano-umanistici ci obbligano ad aiutare quelle persone che fuggono dalla guerra, dalla violenza e dalla persecuzione”.

Richiamo corretto subito dal no all’immigrazione incontrollata (che nessuno peraltro propone) ma come affermazione di principio “di tradizione cristiana”, insieme al rilancio dell’integrazione, è esattamente quella che Fugatti non ha mai pronunciato, per dedicarsi invece al taglio della solidarietà con gli stranieri.

 

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Paolo Ghezzi
Capogruppo regionale di Futura 2018

A La Zanzara su Radio 24 il vicesindaco di Trieste, il leghista Paolo Polidori rilancia: “È un barbone volontario, guadagna 1800 euro al mese, 60 al giorno. Ci guadagna a essere lì. Ogni giorno, me lo dicono i commercianti, andava a cambiare da loro i soldi raccolti.

È  una scelta remunerativa. E comunque sporcava la strada, quello era un bivacco, a un certo puntoi è spuntata una tenda vera e propria”.

“Mi hanno dipinto come un mostro – dice – ma non sono razzista. Abbiamo offerto al barbone due volte la possibilità di andare in una struttura ma ha sempre rifiutato. Sono passato di lì e pensavo che questa persona fosse andata via. Altrimenti non lo avrei fatto. Pentito? No, ma non mi sono spiegato bene. Se lo rifarei? Se non appartenessero a una persona quelle cose le toglierei di nuovo gli stracci abbandonati. Ho presunto che il barbone non fosse lì”. Ha avuto una botta di culo grazie a lei, adesso è il barbone più coccolato d’Italia: “In parte sì, sicuramente è coccolato dalla sinistra”.

“Mi sollecitavano anche i commercianti a intervenire – dice – perchè non si può sopportare una scena così al centro di una città”. “Adesso – dice ancora- lo sto cercando. Se fosse disposto a entrare in un centro gli comprerei dei vestiti e lo inviterei a cena a casa mia”.

Durante l’incontro del 2 gennaio 2019 presso la sede della Fnp Cisl del Trentino tra le tre single sindacali che rappresentano i pensionati Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp, si è sottolineata con forza e convinzione la centralità dell’azione unitaria e la convergenza su temi strategici approfondendo gli effetti della finanziaria sul popolo dei pensionati e in particolare per il trentino l’attuazione del nuovo welfare degli anziani e l’applicazione dello “spazio argento”.

I tre segretari provinciali Ruggero Purin (Spi), Tamara Lambiase (Fnp) e Claudio Luchini (Uil pensionati) ribadiscono che il Governo non deve far cassa con i pensionati.

Sappiamo che raccoglierà 2 miliardi e mezzo in tre anni per finanziare le promesse elettorali. Questo vuol dire che mancheranno a qualcun altro e precisamente ai pensionati.

No ad un governo che mette mano unilateralmente alla rivalutazione delle pensioni.

 

È indispensabile un confronto con la politica ed i tre rappresentanti manifestano il totale disaccordo con il comportamento del governo nei confronti di una categoria fatta di milioni di pensionati che contribuiscono regolarmente alle casse dello Stato.

 

Manifesto di solidarietà dei discendenti degli emigrati trentini in Brasile. Nova Trento a fianco del Trentino: promossa una raccolta fondi per i danni causati dal maltempo.

Anche i trentini-brasiliani, i “neotrentini” di Nova Trento, comune dello stato di Santa Catarina fondato dagli emigranti trentini fra il 1875 e il 1892, si schierano a fianco del Trentino, dopo l’eccezionale ondata di maltempo dello scorso ottobre. Lo fanno con un Manifesto e una raccolta fondi, sottoscritta da tutte le istituzioni pubbliche e dagli altri soggetti più rappresentativi della realtà locale, categorie economiche, associazioni culturali e sportive, protezione civile e quant’altro. Un bel gesto di solidarietà da oltreoceano, dunque, che accoglie a sua volta l’invito lanciato dalla Provincia autonoma, con l’Ufficio emigrazione, nelle scorse settimane, rivolto alle comunità trentine all’estero, (il materiale, tradotto in cinque lingue, è disponibile all’indirizzo mondotrentino.net).

“Una prova – sottolinea il presidente Maurizio Fugatti – di come i legami fra il Trentino e le comunità create nel mondo dall’emigrazione, anche a più di un secolo dalle prime partenze, continuino ad essere solidi e concreti. Da parte nostra non possiamo che rivolgere agli abitanti di Nova Trento un sincero ‘grazie’. La loro iniziativa è una mano tesa che stringiamo con vero affetto”.

Il Manifesto, trasmesso nei giorni scorsi al presidente Fugatti, sottolinea come la principale caratteristica che unisce i trentini ai “neotrentini” (come si definiscono i trentini di Nova Trento) sia la tenacia, ovvero quella “forza che si rivela nei momenti più difficili”.

Nel documento emerge molto chiaramente la consapevolezza che il Trentino ha affrontato il fenomeno meteorologico più intenso degli ultimi 150 anni. “Esprimiamo la nostra sincera solidarietà – si legge – con la certezza che sappiamo esattamente che cosa significhi una situazione devastante. Abbiamo affrontato catastrofi simili nel 2008 e nel 2011 e in entrambe i casi abbiamo ricevuto supporto dalle istituzioni, dalle autorità pubbliche e dagli amici trentini. Non dimenticheremo mai un atteggiamento così generoso e onorevole”.

Dai qui nasce una forte assunzione di responsabilità: “Noi, neotrentini, faremo tutto il possibile per essere in grado di raccogliere fondi che possano contribuire a questa ricostruzione. Saremo uniti nell’impegno di portare avanti la campagna Calamità Trentino. La comunità si sta già mobilitando e lo fa con tutto l’amore”.

Ricordiamo che ogni cittadino può contribuire alla campagna Calamità Trentino 2018 on un versamento da fare, tramite bonifico, alla tesoreria della Provincia autonoma di Trento.

 

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IBAN: IT 12 S 02008 01820 000003774828

CAUSALE: Calamità Trentino 2018

Per i bonifici dall’estero aggiungere CODICE BIC: UNCRITMM e la causale TRENTINO2018 + la sigla dello stato di provenienza

 

Il Comune di Nova Trento, nello Stato di Santa Catarina, Brasile.

Nova Trento sorge nello stato brasiliano di Santa Catarina, che disputa con quello dello Espirito Santo il titolo di regione più “italiana” del Brasile. La percentuale della popolazione di origine italiana oscilla tra il 60 e il 70 per cento.

L’emigrazione trentina a Nova Trento è avvenuta nel periodo compreso tra il 1875 e il 1892 e la maggior parte degli emigrati erano originari della Valsugana. Quelle famiglie trovarono valli circondate da alte montagne dove fondarono la città e scelsero San Vigilio come patrono.

Qui il legame culturale, sociale e linguistico trentino è ancor oggi profondamente intrecciato con la vita quotidiana dell’intera comunità. Colpisce il visitatore vedere ovunque una miriade di cognomi trentini, ad esempio sulle insegne delle attività commerciali, imprenditoriali e anche nelle abitazioni private.

Sono anche presenti numerose associazioni di volontariato, gruppi interpretativi e sportivi, mezzi di comunicazione e stampa che fanno riferimento al Trentino.

Tra le tracce significative della relazione con la terra di origine, ad esempio, è presente sulla parete dell’Ospedale Imaculada Conçeicão un affresco dell’artista trentina Paola de Manincor realizzato nel 2002.

Nova Trento rappresenta il secondo maggior centro di turismo religioso del Brasile e richiama numerosi fedeli anche da altri Paesi dell’America latina. I pellegrini visitano i luoghi dove visse Santa Paolina Visintainer, la prima santa brasiliana, emigrata nel 1875 da Vigolo Vattaro, alla quale è dedicato un imponente santuario.

Nel luglio 2017 è stato firmato un Patto di Amicizia tra il Comune di Nova Trento e l’Amministrazione comunale dell’Altopiano della Vigolana per suggellare il legame e favorire azioni di interscambio tra le due comunità.

 

 

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Dopo quattro anni di impegno e instancabile dedizione Maurizio Arrivabene lascia la Scuderia. La decisione è stata presa di comune accordo con i vertici dell’azienda dopo una profonda riflessione in relazione alle esigenze personali di Maurizio e a quelle della Scuderia.

A Maurizio vanno i ringraziamenti da parte di tutta la Ferrari per il lavoro svolto e per aver contributo a riportare la squadra a livelli estremamente competitivi. A lui vanno migliori auguri per il suo futuro e le prossime sfide professionali.

A far data da oggi Mattia Binotto assume il ruolo di Team Principal della Scuderia Ferrari. A Mattia continueranno a rispondere tutte le funzioni tecniche.

 

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After four years of untiring commitment and dedication, Maurizio Arrivabene is leaving the team. The decision was taken together with the company’s top management after lengthy discussions related to Maurizio’s long term personal interests as well as those of the team itself.

Ferrari would like to thank Maurizio for his valuable contribution to the team’s increasing competiveness over the past few years, and wish him the best for his future endeavours.

With immediate effect, Mattia Binotto will take over as Scuderia Ferrari’s Team Principal. All technical areas will continue to report directly to Mattia.

Grazie alla volontà di un manipolo di volontari amanti del Passo Rolle, uno dei Passi più belli del Trentino Alto Adige che ha visto nascere nei primi anni ’30 la prima scuola sci delle Dolomiti, nasce la Pro Loco Passo Rolle Val Venegia che entra a far parte della grande famiglia della Federazione Trentina Pro Loco.

“Dopo il gravissimo danno di immagine dovuto al sabotaggio alle seggiovie Ferrari e Paradiso, alla mancata apertura degli impianti Castellaz, per altro ancora chiusi, e alla strada statale sul versante di Predazzo inagibile per quasi 2 mesi – spiega Michele Barigelli, albergatore e maestro di sci, Presidente della neo nata Pro Loco – abbiamo deciso insieme ad altri esercenti del Passo ma anche a semplici cittadini che qui hanno la casa e ci vengono in vacanza, che non si poteva più stare a guardare”.

“Negli ultimi anni hanno chiuso o sono stati messi all’asta metà degli alberghi del Passo che – continua il Presidente Barigelli – per altro non ha ancora superato le ricadute negative nel comparto turismo dovute alla chiusura degli impianti per tutta la stagione 2016/17, così ci siamo rimboccati le maniche e abbiamo costituito la Pro Loco Passo Rolle Val Venegia associandola, proprio in questi giorni, alla Federazione Trentina Pro Loco. Da volontari e senza scopo di lucro vogliamo dare un contributo positivo alla promozione dell’area del Passo e della Val Venegia, troppo a lungo dimenticati salvo poi essere rispolverati nelle più celebri immagini simbolo del Trentino”.

“Confidiamo sul supporto delle Istituzioni locali, dall’Amministrazione comunale di Primiero San Martino di Castrozza agli altri Enti che hanno competenze sul Passo, con cui vorremmo collaborare fattivamente, e sulla partecipazione massiccia di tutti quanti, esercenti e frequentatori assidui – conclude Barigelli – amino questo territorio magico e condividano le nostre motivazioni. E ringraziamo i vertici della Federazione Trentina Pro Loco che ci hanno accolto con calore e che sicuramente saranno per noi un faro fondamentale nella realizzazione delle nostre attività”.

Grande apprezzamento per l’iniziativa da parte del Presidente della Federazione Trentina Pro Loco Enrico Faes e del suo Direttore, Ivo Povinelli, che a Passo Rolle hanno incontrato il direttivo della nuova Associazione per concordare azioni e strategie:

“La nascita di questa nuova Pro Loco rappresenta per noi un momento di grande gioia. Le Pro Loco raccolgono il desiderio dei cittadini di fare qualche cosa per il luogo che abitano, anche se lo abitano in forma discontinua e solo per alcuni periodi dell’anno. Lo spirito di queste associazioni sta diventando contagioso visto il loro continuo incremento numerico. Le Pro Loco, come quella di Passo Rolle Val Venegia, attivano le persone e la loro voglia di incidere con progetti ed iniziative sul loro territorio. Siamo di fronte ad una manifestazione di un senso civico che siamo sicuri saprà ridare vita anche all’economia di questa località.”

 

LE PRIME INIZIATIVE DELLA PRO LOCO
Diverse le iniziative a cui la neo nata Associazione sta già lavorando, ad iniziare da una serie di eventi che richiamino la figura simbolo di Passo Rolle, Alfredo Paluselli (1900-1969), personaggio mitico delle Dolomiti e pioniere del turismo, di cui ricorre nel 2019 il cinquantenario della sua scomparsa.
In questi senso si pensa anche ad una cerimonia ufficiale alla presenza dei Sindaci di Ziano di Fiemme (paese natale di Paluselli) e di Primiero San Martino di Castrozza (paese adottivo), dei Presidenti delle Comunità di Valle di Fiemme e Primiero, e dei vertici della Provincia, per ricordare anche che le iniziative turistiche promosse da Alfredo Paluselli servirono ad unire Comunità diverse e a rendere il Trentino all’avanguardia nell’offerta turistica, prima ancora dell’Alto Adige, con la creazione della prima Scuola di sci delle Dolomiti basata sul modello delle settimane bianche che ancor oggi rappresentano l’asse portante del sistema turistico di tutte le aree montane.

 

 

 

Precisazione in merito al pagamento degli assegni per gli invalidi civili. In merito alla tempistica di pagamento degli assegni a favore degli invalidi civili, oggetto di un articolo sulla stampa locale di oggi, l’assessore Segnana ha ritenuto doveroso fare le giuste verifiche.

Inizialmente questi pagamenti erano effettuati ogni due mesi, ed erano in parte anticipati ed in parte posticipati rispetto alle mensilità di riferimento: ad esempio, i mesi di marzo ed aprile erano pagati, insieme, il primo aprile.

Da un paio di anni, il sistema è stato modificato effettuando i pagamenti mensilmente ed in via anticipata: il mese di marzo, quindi, viene pagato il primo marzo, e così via per tutti gli altri mesi, tranne che per il mese di gennaio, poiché per gli assegni di competenza di quel mese non è possibile né effettuare il pagamento il primo gennaio, dato che la contabilità e la tesoreria della Provincia sono, per ragioni tecniche, chiuse, né, per le normative vigenti, anticipare il pagamento a dicembre.

“Sarà dunque mia cura” – aggiunge l’assessore Segnana – “effettuare un approfondimento al fine di verificare la possibilità di proporre una modifica di Legge per consentire, in via eccezionale ed in considerazione della natura e delle finalità di queste somme, di anticipare il pagamento della mensilità di gennaio a fine dicembre dell’anno precedente.”

Biancofiore- Fi- morte Emily slitta: speriamo qualcuno finisca in galera. Mancato rispetto Costituzione e Statuto alla base della sciagura?

Sono anni che mi sgolo e mi batto, insieme al mio partito, affinchè nel mio Alto Adige-Südtirol, autonomia facente parte dello Stato italiano, venga rispettata nella toponomastica la lingua dello Stato, così come previsto addirittura prima dallo statuto d’Autonomia -che ha rango costituzionale- e dalla stessa Costituzione italiana.

Anni nei quali io -ed esistono plurimi miei documenti e dichiarazioni, suffragati per altro anche dagli operatori turistici locali-  sottolineavo la pericolosità (al netto del rispetto della Legge) di una toponomastica in montagna monolingue tedesca per un turismo prevalentemente italiano e internazionale, lanciando la necessità di aggiungere all’italiano ed al tedesco anche la lingua inglese.

Ma non è avvenuto nulla, nel colpevole silenzio dei partiti di governo nazionale e delle istituzioni locali, che hanno sacrificato norme e dignità; ora -forse, se sarà accertato- anche una vita umana per puro tornaconto politico.

Sono allibita, affranta e arrabbiata; ci sono valori non negoziabili che viceversa i vertici del mio Paese, prima ancora che delle istituzioni locali, hanno immoralmente volutamente glissato.

Sulla disgrazia di Emily vi è un’indagine della Procura della Repubblica, che dovrà accertare le responsabilità della cronaca di una morte “forse” annunciata. Per la prima volta in vita mia auguro che qualcuno paghi e finisca in galera.

È fin troppo evidente che «Rodeln verboten» (cioè, traducendo: «divieto di slittare»), non era comprensibile ad un turista italiano, nonostante il disegnino che toglie -se possibile- ancora più dignità alla lingua e al silente Stato italiano. Che -forse- a questo punto, solo la Magistratura potrà ridestare.

Mi appello anche alla Corte Costituzionale, affinché sia anticipata la data della discussione sul Disegno di Legge provinciale sulla toponomastica, mirante ad una ulteriore limitazione di quella italiana.

Mi auguro infine che la Lega di Governo provinciale in Alto Adige sia accanto a noi in questa battaglia valoriale, non si presti a furbizie nelle commissioni paritetiche e non abbia negoziato i princìpi dello Stato per alcune poltrone.

 

 

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Michaela Biancofiore, parlamentare FI e
Coordinatrice regionale del Trentino Alto Adige

Ci siamo scordati del lupo? Augurando a tutti un sereno 2019, sottopongo nuovamente una questione che mi sta a cuore e che mi pare un po’ dimenticata negli ultimi tempi: la presenza dei lupi nel nostro territorio. Una dimenticanza dovuta, in parte, anche alle diverse associazioni che sono entrate nel merito e mi assumo la responsabilità di questa piccola critica. Certo è che non posso rimanere indifferente di fronte alle foto (ne allego alcune) e ai video di stragi di ungulati che mi capita spesso di vedere.

In Val di Fassa, fino a qualche tempo fa, c’erano circa 800 capi di muflone. Oggi contiamo forse il 25% per cento di questi animali. I sacrifici fatti dai cacciatori vengono meno a causa degli interventi dei lupi (neanche puri). Mi pare strano che gli ambientalisti non si accorgano o non si vogliano accorgere di questi scempi da film horror. Non so come l’estate prossima si potranno ripetere le iniziative, a cura delle locali associazioni di cacciatori, di osservazione degli animali: i nostri cacciatori accompagnavano, durante escursioni all’alba, numerosi turisti a vedere caprioli, cervi, mufloni e camosci nella natura. I turisti appassionati di queste gite dovranno rinunciarvi, dato lo sterminio di ungulati in corso nel nostro territorio.

Già la scorsa estate chi è salito in val Monzoni, in val Duron e in Val Contrin avrà notato che mancavano al pascolo centinaia di giovani capi: i padroni di questi animali hanno preferito tenerli nella stalla, privandoli del salutare periodo in quota, rendendoli così di fatto “prigionieri” di una certa “guerra al lupo”.

Come conseier de procura, gestore di rifugio alpino e grande appassionato della nostra fauna e delle nostre malghe chiedo uno sforzo da parte di tutti per agire insieme: non si può più perdere tempo. Forse sono critico, ma se vogliamo risolvere qualcosa dobbiamo farlo insieme per non rovinare la nostra casa, la val di Fassa, pensando anche al futuro dei nostri figli e di tutti quelli che vengono a visitare le nostre risorse ambientali, che ci sono state affidate. La fauna, la flora, gli alpeggi, le malghe sono importantissimi punti di forza dell’economia fassana. Diamoci da fare per tutelarli!

 

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Mario Deluca

Conseier de procura del Comun general de Fascia

 

 

 

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