LANCIO D’AGENZIA

L’”Alzheimer Fest” sarà a Levico Terme dal 14 al 16 settembre. Oggi la presentazione nel palazzo della Provincia. Una manifestazione che coinvolge persone con forme di demenza, familiari, realtà sanitarie assistenziali, associazioni di familiari, medici, operatori ed artisti con l’obiettivo di sensibilizzare la società sui bisogni dei malati di Alzheimer o delle persone che hanno altre forme di demenza e su quelle dei loro familiari: tutto questo è l’“Alzheimer Fest”, che si terrà a Levico Terme dal 14 al 16 settembre e, come ha ricordato il presidente dell’omonima associazione, il giornalista Michele Farina “vuole essere una cosa seria ma non seriosa”.

Questa mattina l’evento è stato presentato nel palazzo della Provincia autonoma di Trento, alla presenza dell’assessore alla salute e politiche sociali Luca Zeni. “Con il progressivo invecchiamento della popolazione – ha detto l’assessore – la priorità di cui farsi carico è rappresentata dall’aumentare delle cronicità e delle demenze. L’Alzheimer Fest ci offre quindi l’occasione per riflettere su questa vera e propria emergenza sociale e per far sentire meno sole le famiglie che vivono questa esperienza. Possiamo farlo con serietà ma anche con leggerezza”.

L’Alzheimer Fest è una manifestazione nata nel 2017 che vuole porre al centro i bisogni e i desideri di una parte sempre più vasta di popolazione che soffre di una forma di demenza e vive il dramma del degrado cognitivo.

Vuole sensibilizzare la comunità su questi temi anche per far sentire meno soli i malati e le loro famiglie. Lo vuole fare con gli ingredienti di una festa, di un evento per quanto possibile gioioso dove tutti possono partecipare, ma senza dimenticare quanto siano seri gli argomenti di cui si parla. Quest’anno, per la seconda edizione, la prima in Trentino, ha scelto come motto:” La malattia non toglie di mezzo la vita”.

Il punto sulla ricerca e sulla medicina, il ruolo dei famigliari e di chi si prende cura delle persone colpite da forme di demenza, dignità e diritti, musica, arte, poesia, teatro, incontri, cibo, attività con gli animali: c’è molto nel programma dell’ Alzheimer Fest che si sta costruendo e che può essere consultato online (http://www.alzheimerfest.it/).

“Il Trentino – ha aggiunto l’assessore Zeni – sta affrontando il tema delle malattie correlate all’invecchiamento e al degrado cognitivo, come dimostrano il piano provinciale sulle demenze e la riforma dei servizi per gli anziani. Si lavora in rete con tutti gli attori del sistema che collaborano in un apposito tavolo di lavoro”.

Levico Terme, città di cura, ospitalità e benessere, come ha sottolineato il sindaco Michele Sartori, si sta già preparando ad ospitare un evento che considera importante.

Il comico Lucio Gardin ha ricordato che se non si deve ridere della malattia si può farlo assieme ad essa. Federica Audi Grivetta ha portato il saluto delle associazioni Alzheimer locali.

Marco Trabucchi, vice presidente dell’associazione Alzheimer Fest e medico geriatra ha parlato dell’impatto della solitudine nella vita e nella salute degli anziani ed ha precisato che all’appuntamento di settembre ci sarà spazio anche per la medicina e per i medici, che si proporranno “senza camici” a simboleggiare una maggiore vicinanza e sintonia con i malati e le loro famiglie. “Saremo presenti – ha detto – e pronti a parlare e ad ascoltare”.

La presentazione dell’Alzheimer Fest è stata preceduta da un’esibizione dell’”Orchestra d’Argento” mentre la chiusura è stata riservata all’orchestra “Les Flûtes Fatales”.
“Il Trentino che NON si dimentica” è il titolo che è stato dato a una serie di filmati, mostrati oggi per la prima volta, che promuovono l’Alzheimer Fest grazie anche a testimonial famosi.

Per vederli e per saperne di più: http://www.alzheimerfest.it/

comunicato stampa Consiglio

Giovedì 21 giugno 2018, alle 10.00, alla Fondazione Edmund Mach di San Michele all’Adige, presso la sala conferenze del Palazzo della Ricerca e della Conoscenza, è in programma l’evento “smart farming & food: Dialogo tra ricerca e impresa sull’uso intelligente di suolo, acqua, prodotti agricoli e cibo”.

All’evento organizzato da Fondazione Edmund Mach e HIT-Hub Innovazione Trentino prenderanno parte alcune delle più importanti aziende nazionali del settore agricolo e alimentare, e il sistema trentino della ricerca.

Le imprese partecipanti alle tavole rotonde sono: Agrisoing, Apot, Barilla, Cantine Ferrari, Granarolo, Menz&Gasser, Olivetti-Telecom, Orogel, Trentingrana-Concast. Interverranno, in apertura, l’assessora alla ricerca Sara Ferrari, il presidente Fem Andrea Segrè, il direttore generale, Sergio Menapace, Nicola Svaizer, Vicepresidente vicario dell’Associazione Artigiani Trentino e Stefania Segata, Presidente del Gruppo Giovani di Confindustria Trento.

La formula dell’evento prevede due tavole rotonde, nella mattina, in cui saranno protagoniste le aziende, mentre i gruppi di ricerca della Fondazione Mach, assieme a quelli di altri enti del Sistema Trentino della Ricerca (Fondazione Bruno Kessler e Università di Trento) saranno disponibili per incontri di approfondimento e per presentare risultati scientifici e tecnologie innovative dedicate al settore agroalimentare.

Durante le due tavole rotonde della mattina, le imprese presenteranno le innovazioni più recenti nei relativi settori, e discuteranno dell’impatto che stanno avendo digitalizzazione, intelligenza artificiale, tracciabilità, big data, sulla produzione agricola, trasformazione, distribuzione e consumo alimentare. Infine si discuterà di visione per il futuro, ossia qual è il fabbisogno di innovazione e quali sono le aspettative che dovranno essere soddisfatte dal mondo della ricerca e sviluppo.

Durante il pomeriggio, le aziende incontreranno singolarmente i gruppi di ricerca, che illustreranno i risultati ottenuti dalla nostra ricerca e l’applicazione delle nuove tecnologie in corso di sviluppo.

 

 

Una App che migliora i tuoi stili di vita, Trentino Salute +. Si può scaricare gratuitamente da Google Play e da App Store di Apple.

Dal primo giugno è scaricabile gratuitamente la nuova applicazione per smartphone che promuove la salute e gli stili di vita sani, attraverso un sistema di incentivi, sociali e personali.

E’ stata ideata e creata dal centro di competenza sulla sanità digitale “TrentinoSalute 4.0”, formato da Assessorato alla salute e politiche sociali, dipartimento salute e solidarietà sociale, Azienda provinciale per i servizi sanitari e Fondazione Bruno Kessler. L’applicazione è scaricabile da Google Play, digitando “Trentino Salute+” e da App Store di Apple, digitando “Salbot”.

Come funziona? Una volta scaricata ci si deve autenticare con la tessera sanitaria. A quel punto viene proposto un questionario sulle abitudini alimentari, l’attività fisica praticata, la propensione ai cosiddetti comportamenti a rischio (alcol e fumo) e il proprio grado di inclusione sociale (volontariato e associazionismo). Una volta definito quanto è sano il proprio stile di vita (punti salute da 0 a 1.000), vengono suggeriti gli ambiti in cui è possibile migliorare e proposte alcune sfide personalizzate per tenersi in salute (mangiare tot porzioni di frutta e verdura, fare tot minuti di attività fisica ecc.).

Nell’affrontare le sfide si verrà guidati da un coach virtuale (Salbot) e “incentivati”, sia da un punto di vista sociale sia personale: in pratica, dopo il questionario iniziale e ogni volta che si raggiunge un traguardo intermedio si matureranno dei “punti social” che potranno essere destinati ad un’iniziativa di promozione della salute promossa da un’associazione. Ce ne sono già 11 tra cui scegliere.

Si potrà donare, ma anche contemporaneamente ricevere perché ad ogni sfida affrontata, si potranno ottenere sconti e omaggi per l’acquisto di prodotti/servizi attinenti la salute e i sani stili di vita offerti da partner commerciali convenzionati. Ce ne sono già 7 tra cui scegliere.

Tutte le informazioni sul progetto ed un video illustrativo sono disponibili al seguente link:

 

È stato sottoscritto questa mattina a Roma l’accordo quadro tra il Dipartimento della Protezione Civile e l’Enac, Ente nazionale per l’aviazione civile, finalizzato allo sviluppo di metodologie per la prevenzione dei rischi e alla predisposizione di linee guida per la pianificazione d’emergenza, anche in relazione al possibile utilizzo degli aeroporti in caso di eventi emergenziali.

L’accordo di durata triennale, firmato dal Capo del Dipartimento della Protezione Civile, Angelo Borrelli, e dal Direttore Generale dell’Enac Alessio Quaranta, mira ad assicurare il reciproco scambio di conoscenze che consentano di individuare quali siano le parti dell’aerostazione che potrebbero risultare strategiche in caso di emergenze di rilievo nazionale e le modalità di fruizione delle infrastrutture aeroportuali.

Il documento prevede, nell’ambito di emergenze di rilievo nazionale, anche la realizzazione di prodotti che consentano di ottenere rapidamente una stima di massima degli effetti che eventi naturali potrebbero produrre, o aver prodotto, sull’infrastruttura aeroportuale.

Per la realizzazione delle attività previste dall’accordo, il Dipartimento si impegna ad analizzare le aerostazioni italiane, scelte di comune accordo, per una possibile fruizione ai fini di protezione civile, a sviluppare, anche tramite i propri Centri di Competenza, procedure per valutare gli effetti sulle strutture degli edifici aeroportuali a seguito di eventi naturali che comportino un’emergenza nazionale e a promuovere presso le Regioni la sottoscrizione di protocolli d’intesa con Enac che definiscano specifici modelli di intervento per la gestione delle emergenze che coinvolgano l’ambito aeroportuale al fine di garantire una migliore integrazione con i sistemi di protezione civile a livello regionale.

L’Enac offrirà il proprio bagaglio di conoscenze tecniche per la definizione delle soglie volte ad individuare i diversi livelli di funzionalità, in particolare per quanto riguarda la fruibilità delle piste e delle infrastrutture, e supporterà lo studio delle aerostazioni, anche con sopralluoghi congiunti, ai fini della redazione delle linee guida.

L’accordo prevede, infine, il supporto al Dipartimento della Protezione Civile per la gestione degli aeromobili appartenenti alla flotta aerea dello Stato, ed in particolare dei velivoli impegnati in attività legate all’Anticendio Boschivo da rischierare su aeroporti civili in caso di situazioni emergenziali: l’Enac si impegna ad agevolare i rapporti con la autorità aeroportuali per assicurare ai velivoli rischierati le aree di parcheggio e i servizi logistici e operativi essenziali.

 

 

 

 

SSSSSSS

Si è aperta con la preview di martedì 12 giugno la 38esima edizione di Drosera che ha visto per la prima volta a Centrale Fies l’opera di teatro musicale Curon/ Graun di Oht con l’ Orchestra Hyden Orchester di Bolzano e Trento.

Lo spettacolo di Oht anticipa molte delle tematiche che saranno approfondite in questa edizione del festival e pone a confronto il pubblico con una nuova modalità di uso degli spazi dell’art work space, in questo caso le due ”sale Turbine”, in cui il suono del famoso campanile di Curon – immerso nel lago di Resia in Val Venosta – e la sua forza spirituale dominano il palcoscenico, metafora letterale dello stile musicale di Arvo Pärt, interpretato dall’orchestra.

Dal 20 al 28 luglio a Centrale Fies si incontreranno performer, artisti, filosofi, curatori, sound designer, architetti, ricercatori, registi in procinto di riappropriarsi tanto delle tradizioni e dei simboli quanto del proprio futuro, aprendo nuove visioni, producendo biodiversità e complessità di segno, di contenuto, di nuovi sguardi.

Supercontinent, titolo di questa edizione del festival, è un vero e proprio sequel dell’edizione 2017, torneranno prepotentemente pratiche nomadi legate alle migrazioni ma anche all’esplorazione di un luogo esotico o di una disciplina liminale a quella conosciuta e praticata. Se lo scorso anno Supercontinent dichiarava che la terra fosse di chi la vive così come di chi la attraversa, autoctono, turista, migrante, rifugiato che fosse, quest’anno abbiamo voluto addentrarci ancora di più in questa nuova Pangea, inventando toponimi come in una carte du tendre*.

 

 

 

“Se lo scorso anno il festival dichiarava che la terra fosse di chi la vive così come di chi la attraversa – autoctono, turista, migrante, rifugiato che fosse – quest’anno abbiamo voluto addentrarci ancora di più in questa nuova Pangea, inventando nuovi e immaginari toponimi.”

A dare il via al festival dal 20 al 22 luglio sarà la sesta edizione di Live Works Performance Act Award, diretto da Barbara Boninsegna e dai curatori associati Daniel Blanga Gubbay e Simone Frangi, che dallo scorso anno trasforma i selezionati in vincitori e la giuria in board curatoriale internazionale.

A seguire, fino al 28 luglio, una programmazione artistica capace di restituire la ricerca contemporanea sul teatro e sulle arti performative, un programma di Club Session musicale, una selezione di video e film che attraversano le tematiche del festival in maniera trasversale. Tra le novità di questa edizione Talkin’ about, una formula ibrida, in cui ricercatori, sociologi, filosofi, architetti, sound designer affrontano i temi del festival allontanandosi dai format canonici.

 

 

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DRODESERA XXXVIII EDIZIONE
S U P E R C O N T I N E N T ²
CENTRALE FIES, DRO (TN)

12 GIUGNO PREVIEW
S U P E R C O N T I N E N T ²
Curon / Graun _teatro musicale
OHT | Office for a Human Theatre + ORCHESTRA HAYDN ORCHESTER
musica di Arvo Pärt

7 LUGLIO OPENING EXHIBIT
Giovanni Morbin _mostra antologica + performance “Concerto a Perdifiato”
a cura di Denis Isaia
il 29 GIUGNO l’artista Giovanni Morbin presenterà
Il giro del Mondo con partenza da fermo (Movimento con passo falso)
alla presenza di pubblico e stampa

20_28 LUGLIO FESTIVAL
Direzione artistica a cura di Barbara Boninsegna, co-curatela Filippo Andreatta
dal 20 al 22 luglio Live Works performance act awards Vol.6
a cura di Barbara Boninsegna, Daniel Blanga Gubbay, Simone Frangi

COMUNICATO STAMPA

Performer, artisti, filosofi, curatori, sound designer, architetti, ricercatori, registi in procinto di riappropriarsi tanto delle tradizioni e dei simboli quanto del proprio futuro, aprendo nuove visioni, cambiando di posto alle cose, producendo biodiversità e complessità di segno, di contenuto, di nuovi sguardi in nuove terre compiendo atti sciamanici.

BUILDING CONVERSATION (NL), MARCO D’AGOSTIN (IT), DEWEY DELL (IT), PHILIPP GEHMACHER (AT),  L’AMICALE DE PRODUCTION – HALORY GOERGER + ANTOINE DEFOORT (BE/FR), JACOPO JENNA (IT), OHT + ORCHESTRA HAYDN ORCHESTER (IT), TIAGO RODRIGUES / TEATRO NACIONAL D. MARIA II (PT), UROK SHIRHAN (IQ/NL), ALMA SÖDERBERG + HENDRIK WILLEKENS (SE/BE), SOTTERRANEO (IT), SARAH VANHEE / CAMPO (BE), DRIES VERHOEVEN (NL), MARIA HASSABI (CY), LINA LAPELYTÉ (LT), MARIO MIELI (IT), GIOVANNI MORBIN (IT), SLAVS&TATARS (US) + 12 ARTISTI LIVE WORKS > ANNE-LISE LE GAC (FR), CHRISTIAN BOTALE MOLEBO (RDC/FR), JUDITH RAUM (DE), RODRIGO BATISTA DE OLIVEIRA (BR/NL), NYAKALLO MALEKE (ZA/CH) , ELY DAOU (LB) , REZA MIRABI (IN/DE) , URSULA MAYER (AT/UK) , MICHELE RIZZO (IT/NL) , BETO SHWAFATY (BR) , CINTHIA DE LEVIE (AR), PHUMULANI NTULI (ZA) FILM SESSION > JORDI COLOMER (ES), WERNER HERZOG (DE), KRISTINA NORMAN (EE), DRIES VERHOEVEN (NL) CLUB SESSION > COSMESI (IT), THEA HJELMELAND (NO), GÉRALD KURDIAN (FR), JOHN THE HOUSEBAND (SE) TALKIN’ ABOUT > EMANUELE COCCIA (IT), FILIPPO MINELLI (IT), UGO MORELLI (IT), LUCA RUALI + NICOLA DI CROCE + MATA TRIFILÒ (IT)

 

«Oggi il festival è una realtà internazionale vivace e attiva, con una fortissima identità capace di restituire al suo pubblico, ogni luglio, i sapori, gli umori, gli immaginari e le necessità della scena performativa contemporanea italiana e straniera. – afferma la direttrice artistica di Centrale Fies Barbara Boninsegna – In quest’anno di residenze artistiche, produzioni e progetti, Centrale Fies non ha smesso di porsi domande incendiate dalla scorsa edizione, che ci spingono quest’anno a raccontare qualcosa di più di questo supercontinente che mischia paesaggi reali e paesaggi interiori, una carte du tendre in cui trovare toponimi misteriosi dal sapore iniziatico».

Nell’ambito del percorso di valorizzazione e storicizzazione della performance, Centrale Fies dedica un approfondimento a Giovanni Morbin (Valdagno, 1956), artista concettuale che negli ultimi anni ha condotto una ricerca sulla natura di forma e immagine concretizzata da atomizzazioni di oggetti comuni come ideale riordino artistico del mondo. Il 7 luglio inaugura all’interno della “Galleria trasformatori” con la performance Concerto a Perdifiato la mostra antologica dal titolo Giovanni Morbin.

Il progetto espositivo, curato da Denis Isaia, ripropone alcune fra le azioni più note dell’artista e prende spunto da un nucleo di opere pressoché inedito degli anni ’70 e ’80 fino a giungere alle prove più recenti. La mostra sarà anticipata dalla performance Il giro del Mondo con partenza da fermo (Movimento con passo falso), il 29 giugno.

A dare il via al festival dal 20 al 22 luglio sarà la sesta edizione di LIVE WORKS Performance Act Award, la piattaforma dedicata alla performance art nella quale Centrale Fies continua a rinnovarsi stravolgendo le regole dei premi, che dallo scorso anno trasforma i selezionati in vincitori e la giuria in board curatoriale. Live Works crea un network effettivo per l’artista, che ha fatto nascere in questi anni diverse collaborazioni tra i curatori e gli artisti delle scorse edizioni.

Quest’anno i guest curators sono Alessio Antoniolli Direttore di Gasworks, Alexander Roberts curatore e producer, Anne Breure Direttrice della Veem House for Performance, Gundega Laivina Direttrice di Homo Novus Festival, Juan Canela curatore e scrittore, Vittoria Matarrese curatrice di Performance Art al Palais de Tokyo. Per la sesta edizione sono stati selezionati da Barbara Boninsegna, Daniel Blanga Gubbay, Simone Frangi, 12 artisti provenienti da tutto il mondo su 422 application pervenute.

A seguire, fino al 28 luglio, una programmazione artistica capace di restituire la ricerca contemporanea sul teatro e sulle arti performative. 5 le prime nazionali, tra cui Germinal de L’Amicale de Production in cui i performer vivranno il palcoscenico tentando di creare un ecosistema, un mondo, decidendo di costruire e decostruire la storia delle scienze, delle tecnologie e delle strutture sociali in modi sperimentali; e My shapes, your words, their grey, che segna il ritorno, dopo il successo dello scorso anno, del coreografo austriaco Philipp Gehmacher.
In programma anche artisti italiani e internazionali che nel corso dell’anno hanno sviluppato i loro lavori in residenza artistica da Centrale Fies tra cui Marco D’Agostin con Avalanche e Sotterraneo – collettivo teatrale parte di Fies Factory – con Overload. Sono presenti anche due artisti, Urok Shirhan con la performance Empty Orchestra e Jacopo Jenna con If, If, If, Then (in prima nazionale), vincitori entrambi di due precedenti edizioni di Live Works.

SUPERCONTINENT² propone anche una selezione di video e film, ricostruendo in un luogo intimo e protetto come sono “Le terme”, una piccola sala cinema a ingresso libero con proiezione in loop dalle 20:00 alle 24:00, pronta ad accogliere il pubblico in qualsiasi momento della serata.

Le proiezioni attraversano le tematiche del Festival con registi che hanno fatto la storia del cinema come Werner Herzog e giovani artisti come Jordi Colomer, scelto per rappresentare la Spagna alla Biennale Arte 2017. Dopo il successo degli scorsi anni lo spazio nascosto e sospeso nel tempo della “Forgia” si riattiva con un programma di Club Session musicale, che ospita performer come Thea Hjelmeland, Gérald Kurdian e Cosmesi collettivo artistico italiano che per la prima volta si affaccia alla scena musicale producendo un vero e proprio disco. Tra le novità di questa edizione Talkin’ about, una formula ibrida, sorprendente per ospiti e proposte in cui ricercatori, sociologi, filosofi come Emanuele Coccia e Ugo Morelli e architetti che come Luca Ruali, Nicola Di Croce, Mata Trifilò con Una comunicazione magnetica con la natura raccontano un’originale ricerca sull’abbandono delle aree interne del Paese allontanandosi da format canonici, come ad esempio attraverso un live set.

Quest’anno il festival è SUPERCONTINENT DUE.
Anzi, al quadrato.
Per info e prenotazioni:
info@centralefies.it
0464 504700

CENTRALE FIES è l’art work space nato 18 anni fa in una centrale idroelettrica Trentina, in parte ancora funzionante. Oggi, oltre a creare energia, è un centro di produzione delle arti contemporanee, sede di un festival internazionale dedicato alle arti performative e del primo cultural hub italiano, Fies Core. Inoltre a Centrale Fies da anni si sperimentano le AUGMENTED RESIDENCY, una nuova modalità di fare residenza (anche family friendly! ) e ospitalità per artisti e creativi.

 

 

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UNLEARN COMMUNICATION IN A FRIENDLY ENVIRONMENT
Arte, design, politica, filosofia, attualità, architettura, cultura, turismo, eredità, pensiero: tutto quello che c’è da disimparare per comunicare un mondo che cambia. A Centrale Fies, luogo dove si incrociano discipline e pensieri, dove si elaborano teorie e sperimentano pratiche che spesso non hanno una sola collocazione perché transdisciplinari, nasce anche un team modulare che studia, sperimenta e disseziona codici contemporanei per riorganizzarli in comunicazione specializzata. UNPRESS è un progetto di Luca Melchionna (giornalista free lance) e Virginia Sommadossi (comunicazione e identità visiva Centrale FIES)

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*carte de tendre
La Carte de Tendre, la mappa degli affetti e delle passioni inserita all’interno del romanzo Clélie, histoire romaine, scritto nel 1654 da Madame de Scudéry, come rappresentazione ideale dell’animo della donna francese erudita. Un paesaggio allegorico, una mappa di delicati sentimenti d’amore, in cui ogni sensazione ha un nome e una posizione geografica.

Performance e performing art sono nuovi atti sciamanici capaci di influire sulla realtà cambiando segno alle cose. Perché non abbiamo mai perduto la necessità di credere nel magico, né le capacità di avere un nostro originale e personale modo di metterci in connessione col mondo, tra di noi, con la natura, con le nuove tecnologie.

S U P E R C O N T I N E N T ²

20-21-22.07

LIVE WORKS GUEST PERFORMER
SLAVS & TATARS
79.89.09 (20.07)
79.89.09 guarda a due momenti chiave della storia moderna – la Rivoluzione Iraniana del 1979 e il movimento Solidarność fondato in Polonia negli anni 80 – come eventi cardine delle due narrazioni geopolitiche più complesse del 20° e 21° secolo, rispettivamente il Comunismo e l’Islam politico. Nata originariamente come contributo alla biennale di Berlino 032c, la lecture apre il secondo ciclo di opere di Slavs and Tatars, Friendship of Nations: lo Showbiz sciita polacco, un’indagine sugli improbabili punti di convergenza nelle storie economiche, culturali e politiche rispettivamente di Polonia e Iran.

 

LIVE WORKS GUEST PERFORMER
MARIA HASSABI
STAGING: solo (21.07)
Estratto dell’installazione live STAGING (2017), presentata al Walker Art Center, Minneapolis e a documenta 14, Kassel, STAGING: solo presenta una successione di incontri, installati nelle molteplici stanze di un palazzo. In questa versione per Centrale Fies tre performer si muovono a un ritmo moderato, trasformando i loro corpi a velocità lentissime, talvolta impercettibili, presentando un ciclo coreografico di due ore.

 

LIVE WORKS GUEST PERFORMER
GIOVANNI MORBIN
Bodybuilding_Ibridazione 1 (21.07)
Bodybulding è fra le azioni più note e iconiche di Giovanni Morbin. La performance prevede che l’artista cementi parte del proprio braccio in un muro a cui starà attaccato per otto ore. L’evento palesa quel tentativo di ibridazione con architetture, attrezzi e prati attraverso le quali Morbin forza lo statuto dei corpi e degli oggetti ponendoli sullo stesso piano d’azione, sia essa politica o poetica.

 

LIVE WORKS GUEST PERFORMER
LINA LAPELYTÉ
Candy Shop – the Circus (22.07)
Candy Shop – the Circus prende il titolo da una famosa hit rap di 50 Cent, un rapper, imprenditore e produttore statunitense. La performance rievoca i giochi di potere tipici delle canzoni rap narrando storie di glamour, gender e mondanità. Opera per sette performer femminili, coristi, batteriste, una banda di paese mischiata a testi hip-hop, elettronica e video che invitano ad una meditazione collettiva sui sistemi gerarchici.

 

LIVE WORKS GUEST PERFORMER
MARIO MIELI (22.07)
Dal ritrovamento fortuito di una performance fotografica inedita in 72 pose, realizzata alla fine degli anni ’70 da Mario Mieli (Milano, 1952/ Milano, 1983) nasce l’idea di un’installazione multimediale, corredata dagli scritti autografi di Mieli e da scambi epistolari con Franco Buffoni risalenti agli anni 1970-1981, che con Mieli ha condiviso l’esordio in poesia nello stesso collettivo milanese, nonché la nascita a Londra del Gay Liberation Front.

 

12 LIVE WORKS GUEST SELECTED ARTISTS
ANNE-LISE LE GAC (FR), CHRISTIAN BOTALE MOLEBO (RDC/FR) , JUDITH RAUM (DE) , RODRIGO BATISTA DE OLIVEIRA (BR/NL) , NYAKALLO MALEKE (ZA/CH) , ELY DAOU (LB) , REZA MIRABI (IN/DE) , URSULA MAYER (AT/UK) , MICHELE RIZZO (IT/NL) , BETO SHWAFATY (BR) , CINTHIA DE LEVIE (AR) , PHUMULANI NTULI (ZA)

25-26-27-28.07

 

L’AMICALE DE PRODUCTION
Germinal (25-26.07)
Un gruppo di performer vive il palcoscenico come uno spazio vuoto e fecondo dove tutto è possibile e in divenire.
È in questo spazio che tenteranno di creare un ecosistema, un mondo, decidendo di costruire e decostruire la storia delle scienze, delle tecnologie e delle strutture sociali in modi sperimentali. Un viaggio coinvolgente alla velocità della luce che appassiona, diverte, e fa riflettere sulla complessità di un (nuovo) mondo all’interno del contesto ristretto del palco vuoto capace di contenere ogni cosa.

 

JACOPO JENNA
IF, IF, IF, THEN (25-26.07)
IF, IF, IF, THEN è una serie probabilistica, un algoritmo sull’evoluzione. Uno dei principi del Darwinismo è che ogni informazione che subisca variazioni e sia selezionata produrrà progetto. La coreografia tende a ricollocare culturalmente grammatiche diverse di movimento, definendo una forma astratta di costruzione e osservazione della danza. I danzatori sono contenitori postmoderni, un insieme articolato di riferimenti ibridi legati alle varie forme di street dance e alle pratiche della danza contemporanea, con le quali possono spostarsi tra i codici, senza tuttavia mai trovare un terreno stabile su cui sostare.

 

TIAGO RODRIGUEZ
By heart (26-27.07)
Una performance sull’importanza della trasmissione, del “contrabbando invisibile di parole e idee” che avviene nel momento in cui ricordiamo un testo, una poesia o delle parole a memoria. Riguarda il nascondiglio sicuro che i testi proibiti hanno sempre trovato nei nostri cervelli e nei nostri cuori, come garanzia di civiltà anche nei periodi più barbari e desolati. By heart è un programma di allenamento alla resistenza che finisce solo quando “10 nuovi soldati” imparano a memoria una poesia. Facendola sopravvivere al tempo, qualsiasi cosa accada.

 

MARCO D’AGOSTIN
Avalanche (25.07)
I due esseri umani protagonisti vengono osservati da occhi ciclopici come antiche polveri conservate in un blocco di ghiaccio. Camminano all’alba di un nuovo pianeta, sotto il peso della loro millenaria tristezza. Tutto quello che non è sopravvissuto agisce, invisibile, su tutto ciò che invece è rimasto e che viene rievocato come regola, collezione, elenco di possibilità. La danza si pone in una costante tensione verso l’infinito dell’enumerazione, alla ricerca accanita di un esito.

 

BUILDING CONVERSATION
Conversation without words (25-26-27-28.07)
La società fortemente polarizzata in cui viviamo sembra chiedere disperatamente una rinnovata attenzione per la conversazione e per il dialogo tra le persone. Conversation without words vuole tentare di scatenare questa dinamica di dialogo e di porre l’attenzione al modo in cui comunichiamo, creando uno spazio dove poter far pratiche di conversazione. Una performance collettiva che coinvolge il pubblico praticando una conversazione silenziosa che permetterà di indagare il contatto umano e i legami diretti che si possono creare all’interno dell’intensità di un momento condiviso in silenzio.

 

UROK SHIRHAN
Empty Orchestra (27.07)
Empty Orchestra riprende l’etimologia della parola composta giapponese “karaoke”: kara che significa ‘vuoto’ e “kesutora” che significa ‘orchestra’. Urok Shirhan mette in scena una performance che sviscera le tematiche di nazionalità e appartenenza attraverso il canto e la sua voce. Protagonista insieme alla voce, la “lingua” araba, posta in relazione alle lingue parlate, alla fonetica, agli accenti e ai dialetti. Alla base del lavoro vi sono le nozioni di rimozione e assimilazione, entrambe comprese sia nel senso di forma estetica, che come migrazione geografica.

 

SOTTERRANEO
Overload (27-28.07)
Le superfici dei territori più densamente abitati della Terra sono coperte da una fitta nebbia di messaggi, immagini e suoni in cui le persone si muovono, interagiscono, dormono. A volte si alzano rumori più intensi, che la nebbia riassorbe subito mentre lampeggia e risuona. Visto da qui il pianeta sembra semplicemente troppo rumoroso e distratto per riuscire a sopravvivere -persino i ghiacciai si sciolgono troppo lentamente perché qualcuno presti attenzione alla cosa. Torniamo al suolo e guardiamoci da vicino: stiamo tutti mutando…in qualcosa di molto, molto veloce.

 

ALMA SÖDERBERG AND HENDRIK WILLEKENS
wowawiwa (28.07)
WOWAWIWA è un progetto musicale nato in un bar dell’aeroporto di Zagabria che col suo titolo cerca di trasmettere l’amore e l’entusiasmo per il ritmo e le sonorità e l’attrazione per le battute musicali e per creare sempre nuovi ritmi. “La nostra musica emerge dall’interazione tra vari ingredienti sonori. La voce alimenta il microfono che attiva lo spring reverb il quale, a sua volta, si incanala nel sampler che trasforma la voce in battiti, linee di basso e altri suoni. Drum sequenzer si distribuiscono nel synthesizer sparato da modulatori CV che modellano la melodia.”

 

DEWEY DELL
I am within (28.07)
Può succedere di imbattersi in qualcosa che avvertiamo come ‘troppo’, che facciamo fatica a sostenere con lo sguardo o con l’udito, quando proviamo a cercare le parole per descrivere cosa proviamo, il linguaggio ci risulta talmente povero da gonfiare un’ombra tra noi e quello che accade: ci sentiamo soli anche se circondati da altre persone. In questa solitudine – ombra irrisolvibile – si attiva una reazione potente: la capacità di diventare la difesa e il conforto di cui si ha bisogno.

 

PHILIPP GEHMACHER
My shapes, your words, their grey (28.07)
Sin dal debutto nel 2013, l’opera – una performance e una mostra – è stata presentata in scatole nere teatrali, studi d’artista, musei di arte moderna e contemporanea. Ogni iterazione fa sì che l’opera incorpori scoperte e sviluppi producendo nuovi oggetti e pensieri che alimentano il lavoro. La performance di Gehmacher da un lato tratta le questioni di leggibilità e intangibilità delle opere d’arte mentre dall’altro mette in discussione il contesto istituzionale della loro presentazione così come la loro realtà materiale.

 

SARAH VANHEE / CAMPO
Unforetold (28.07)
La giovane regista porta in scena un’opera sulla “costruzione del buio” che ruota attorno a una domanda: di cosa è fatta l’oscurità? La pièce creata in collaborazione con il centro d’arte CAMPO, centro di produzione belga, mette in scena sette bambini, creature brave e capaci nel fare domande così come a evocare altre realtà, pur ricevendo risposte in lingue sconosciute. Sarah Vanhee, artista APAP, la rete Europea di arti performative di cui Centrale Fies fa parte dal 2014, crea assieme ai bambini un ecosistema senza tempo, una nuova logica, con l’aiuto di conversazioni verbali e non, non ancora completamente disconnessa dal magico.

 

GIOVANNI MORBIN
Conversazione con GO_Ibridazione 7 (28.07)
L’azione compie un dialogo ideale con Germano Olivotto, artista scomparso prematuramente, che fra il 1968 e il 1973 organizza una serie di eventi effimeri nell’ambiente naturale. Giovanni Morbin sale su un albero e ci rimane per tre ore. Come lui stesso dichiara: “Oggi è molto strano vedere una persona su un albero, specie se non fa nulla di particolare. Ho riproposto l’azione nei viali cittadini, in campagna e in collina, spesso in assenza di pubblico o per qualche passante occasionale…”

 

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CLUB SESSION

COSMESI
COSMESI FA UN DISCO / COSMESI FA UN LIVE (25.07)
Frequentatori assidui di concerti, ascoltatori bulimici di mp3, amici di rockers; due artisti che non hanno mai suonato uno strumento. Si comportano come hanno visto fare dai musicisti seguiti dall’amico producer. Raggiungono il massimo artificio incidendo un vero e proprio album e arrivano a eseguire dal vivo i brani originali creati da loro che non sapranno mai suonare.

 

GÉRALD KURDIAN
Trk_x (26.07)
Trk_x (pronunciato Tarek_ex) fluisce liberamente tra i generi experimental pop, lo-fi techno e soundscapes dark ambient. Feticista e arguto, dà voce a corpi minorizzati, usando grancasse, bassi e desiderio a volontà.

 

JOHN THE HOUSEBAND
Meet John, John Giovani and Let’s Celebrate The World with mixed emotions and Dance.

 

10 YEAR ANNIVERSARY CONCERT! (27.07)
John è un gruppo di artisti e amici, si sono conosciuti alla Theatre school di Amestardam 10 anni fa e da allora hanno attraversato l’Europa suonando canzoni di Bank Flamenco (canzoni di flamenco che parlano delle banche), cover di canzoni famose, brani con ukulele, flauti, synthesizers e shakers. Suonano canzoni tristi, allegre, rap, medley, pop, canzoni su donne incapaci di sedurre, canzoni che parlano di pecore, volpi e che celebrano il mondo per come c@$$0 è.

 

THEA HJELMELAND
Thea Hjelmeland performance (28.07)
Cresciuta in una famiglia di artisti, scrive canzoni da quando ha cominciato a parlare. È stata una teenager musicista e dopo un decennio di tour, comincia a sperimentare nuovi format di concerto, con incursioni nella performance senza perdere le qualità di un buon live. In questa performance work-in-progress presenta canzoni dal primo e dall’ultimo album interagendo con il pubblico, mettendo in gioco sé stessa, i musicisti e gli spettatori.

 

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FILM SESSION

KRISTINA NORMAN
Bring Back My Fire Gods (25.07)
Il video Bring Back My Fire Gods di Kristina Norman si basa su un intervento performativo che ha avuto luogo al Song Festival Grounds di Tallinn. Un luogo sacro per l’Estonia, associato alla Rivoluzione Cantata e all’indipendenza della nazione baltica dall’URSS avvenuta nel 1991. Quasi un terzo della popolazione estone parla russo come prima lingua. La pièce di Kristina Norman è una riflessione artistica sulla recente discussione riguardo l’impossibilità di includere una canzone russa nel repertorio del festival che celebra l’unità nazionale.

 

WERNER HERZOG
Lektionen in Finsternis (Lessons of Darkness) (26.07)
In bilico tra documentario e finzione scientifica, Lessons of Darkness è un poema epico ambientato nei campi petroliferi dati alle fiamme nel corso della Guerra del Golfo in Kuwait (1990-1991). Herzog girò filmati mozzafiato del paesaggio infuocato e annerito a bordo di un elicottero. Straripano laghi bollenti di petrolio greggio, frammenti di metallo fuso e minacciosi flutti di fumo e fuoco. Herzog non si sofferma sulle circostanze scatenanti, ma con la sua voce narrante assume l’identità di un osservatore proveniente da un altro pianeta, commentando la catastrofe di cui è spettatore.

 

JORDI COLOMER
¡Únete! Join Us! (27.07)
“Il film è una rivendicazione del nomadismo come intervento collettivo. Transumanza, vagabondare, viaggiare, smarrirsi: sono queste le chiavi per un padiglione il cui punto di riferimento va ricercato nelle utopie urbane che hanno esplorato il movimento come un radicale ripensamento dell’immaginario sociale. (…) Nei video un gruppo di persone si muovono in luoghi diversi, delineando la semantica del trasferimento.” Così scrive Manuel Segade, nel board curator di LIVE WORKS dello scorso anno, a proposito dell’opera di Jordi Colomer architetto, scenografo, artista e storico dell’arte. Segade porta ¡Únete! Join Us! al padiglione Spagna della Biennale Arte di Venezia 2017. L’opera ridisegna “un congegno mobile che collega gli spazi dell’itinerario di un viaggio evocando una Babele kafkiana in cui il movimento nomade è anche confusione linguistica, sfasamento di linguaggio che altera e traduce l’attività di una comunità defraudata del suo territorio”.

 

DRIES VERHOEVEN
Homo Desperatus (28.07)
Questo filmato presenta un’installazione di 44 zone disastrate e crisi umanitarie contemporanee ricostruite su scala 1:250. Ogni modellino è popolato da una colonia di formiche, per un totale di circa 70.000 formiche che abitano i luoghi delle nostre catastrofi. Le formiche, come nessun altro animale, sanno come far fronte ai disastri, sanno come fuggire dalla catastrofe, si sacrificano per il benessere della popolazione. Con Homo Desperatus, presentato per la prima volta allo Stedelijk Museum’s Hertogenbosch nel 2014, Dries Verhoeven ci chiede di guardare alla specie umana: come percepiamo i disastri e come la sofferenza dell’individuo si relaziona di continuo all’esistenza della popolazione.

 

TALKIN’ ABOUT
Incontri moderati da Francesca Serrazanetti

 

LUCA RUALI, NICOLA DI CROCE, MATA TRIFILÒ (25.07)
Una comunicazione magnetica con la natura
Registrazioni sul campo, editoria alternativa, quadreria e letteratura medievale, serie televisive paranormali italiane degli anni ’70, casi di ragazze scomparse, interviste itineranti e documentari antropologici, un archivio di viaggi in Italia viene post-prodotto dal vivo ragionando sulla natura dell’abbandono delle aree interne italiane. Un live set audio/video di Luca Ruali, Nicola Di Croce e Mata Trifilò, prodotto da Il Paese Nero, piattaforma di produzione e archivio di ricerche indipendenti dedicate all’abbandono delle aree interne.

 

UGO MORELLI (26.07)
I paesaggi della nostra vita emergono al punto di connessione tra mondo interno e mondo esterno, con la mediazione dell’immaginazione. Sono l’esito del nostro movimento e del nostro sistema senso-motorio, e insieme della nostra illusione, cioè del gioco che mettiamo in scena nel nostro rapporto con il mondo e gli altri. Sulla soglia della sostenibilità oggi sperimentiamo la ferita narcisistica di renderci conto che non siamo sopra le parti, ma parte del tutto come specie umana: ogni avvenire possibile si definirà come esito della nostra capacità di creare l’inedito nei paesaggi interiori e intorno a noi.

 

EMANUELE COCCIA (27.07)
La scoperta della tettonica a placche ha trasformato il modo di pensare la relazione tra i viventi e lo spazio. Tutti i continenti sono alla deriva, nessuno può fare a meno di esser ‘pianeta’, corpo in movimento erratico. Le relazioni tra le specie viventi andrebbero ripensate attraverso questo modello. Tutte le forme di vita sono alla deriva, ognuna delle loro identità è la frizione tra le specie scomparse e sommerse del passato e quelle che emergeranno in un futuro che il sesso e la mutazione rendono imprevedibile. Tutte le specie sono la stessa vita supercontinentale assieme divisa e riunita nel sesso e nell’alimentazione.

 

FILIPPO MINELLI (28.07)
L’estetica trans-nazionale che ha plasmato la sua generazione, cresciuta fra la periferia, anche come stato esistenziale, e gli aspetti esotici della comunicazione globale dopo l’arrivo di internet. Un’estetica non ancora storicizzata ma tangibile nel paesaggio, frutto dell’ideologia liberista esplosa dalla caduta del muro di Berlino e per decenni di globalizzazione, libera circolazione delle merci e delle informazioni.

Il Consiglio dell’Ordine dei giornalisti del Trentino-Alto Adige/Südtirol eletto nelle giornate del 31 maggio e 7 giugno 2018 ed in carica per il triennio 2018-2021 si è riunito ieri, 13 giugno, per l’elezione delle cariche.

Il Consiglio risulta così composto:

Mauro KELLER presidente (professionista)
Willy VONTAVON vicepresidente (pubblicista)
Paola SEMBENOTTI segretaria (pubblicista)
Hannes SENFTER tesoriere (professionista)
Gianfranco BENINCASA consigliere (professionista)
Sandra BORTOLIN consigliera (professionista)
Antonella CARLIN consigliera (professionista)
Enrico PAISSAN consigliere (pubblicista)
Tristano SCARPETTA consigliere (professionista)

Il neo eletto Presidente ringrazia Fabrizio Franchi e Mauro Lando, presidente e segretario uscenti, per l’ottimo lavoro svolto e l’impegno profuso nell’adempiere ai delicati compiti loro delegati, auspicando un loro ruolo attivo a supporto del nuovo Consiglio.

in allegato invio comunicato stampa e programma di un convegno molto interessante che si terrà presso il Muse di Trento il prossimo 22 giugno. Si tratta di un momento di sSi terrà venerdì 22 giugno presso il Muse – Museo delle Scienze di Trento il convegno “Salute, ambiente e competitività: il ruolo della chimica, organizzato dall’Ordine regionale dei Chimici del Trentino Alto Adige in stretta collaborazione con Confindustria Trento, per la direzione scientifica di Fabrizio Dematté.

Focus dei lavori dell’intera giornata di studio saranno i regolamenti Reach e Clp e le novità volute dalla Comunità economica europea in tema di sostanze chimiche e, in particolare, di quelle pericolose. Dopo 12 anni dalla prima emanazione di Reach, infatti, dal primo giugno 2018, i regolamenti sono pienamente in vigore.

Il Reach e Clp sono due regolamenti europei (Reg. 1907/2006 e Reg.1272/2008) adottati per assicurare una sempre maggiore protezione della salute delle persone e dell’ambiente dai rischi delle sostanze chimiche.

Si tratta di regolamenti complementari: Clp armonizza i criteri di classificazione dei pericoli, Reach è il sistema di registrazione, valutazione e autorizzazione delle sostanze chimiche.

Sono 21.551 le sostanze che sono state registrate entro il primo giugno e ad oggi costituiscono uno dei più corposi registri pubblici al mondo: informazioni in merito alle proprietà chimiche, fisiche e tossicologiche di sostanze presenti in tutti gli oggetti di uso quotidiano.
Reache Clp si riferiscono infatti non solo a quelle sostanze utilizzate nei processi industriali, ma anche a tutte quelle presenti nei detergenti, nelle vernici, nei giocattoli, negli abiti, nei mobili, in campo elettronico e in tutti gli altri oggetti che fanno parte della quotidianità.

È sostanza chimica soggetta ai attenzione, per esempio il Bisfenolo A, utilizzata per costituire la carta termica degli scontrini fiscali e, in passato, nelle tettarelle dei lattanti. Oppure le sostanze usate per tingere i vestiti, i pigmenti dei tatuaggi, le sostanze che servono a chiarificare le acque potabili. O ancora l’arsenico dei vetri di Murano e la formaldeide in alcuni contenitori per alimenti.

Questi temi si ritroveranno fortemente negli interventi proposti durante il convegno, che vuole rappresentare non solo uno spazio di riflessione per addetti ai lavori, piuttosto un momento di informazione, divulgazione e formazione trasversale al quale l’intera cittadinanza è invitata.

Hanno aderito soggetti molto diversi tra loro, dal mondo produttivo, istituzionale, sociale, assicurativo che, rispondendo positivamente all’appello lanciato dall’Ordine Regionale dei Chimici del Trentino Alto Adige hanno dimostrato di riconoscere che lo studio della pericolosità dei “chemicals” e la comunicazione degli esiti è una questione di pubblico interesse.

I regolamenti impongono infatti dei controlli a tutto il sistema produttivo con verifiche relative all’utilizzo che ne viene fatto, proponendosi come strumento per stimolare la competitività e l’innovazione.

 

 

 

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programma

 

Saranno 390 i laureati e le laureate che prenderanno parte sabato prossimo alla sesta cerimonia pubblica delle lauree organizzata dall’Università di Trento in Piazza Duomo. Insieme a loro saranno in 12 a ricevere l’attestato di merito come migliori dottori e dottoresse di ricerca dell’anno accademico 2015-2016.

La cerimonia intende sottolineare l’importanza del momento della laurea e del dottorato per i protagonisti, le loro famiglie, la comunità accademica e quella territoriale, la società nel suo insieme. Vuole anche ribadire il legame profondo tra città e comunità studentesca universitaria, contrassegnato dalla crescita e dall’arricchimento reciproco.

Il rettore consegnerà la pergamena davanti all’intera comunità universitaria nella cornice di Piazza Duomo, con l’accompagnamento dal vivo della Corale Polifonica UniTrento e del Gruppo Strumentale di Ateneo.

I laureati e le laureate di questa edizione hanno conseguito il titolo tra ottobre 2017 e marzo 2018 nei corsi di laurea del Centro di Biologia Integrata e dei dipartimenti di Economia e Management, Fisica, Ingegneria civile, ambientale e meccanica, Ingegneria industriale, Ingegneria e Scienza dell’informazione, Lettere e Filosofia, Matematica, Psicologia e Scienze cognitive, Sociologia e Ricerca sociale.

Dopo il benvenuto del rettore Paolo Collini, i saluti istituzionali del vicesindaco di Trento, Paolo Biasioli, e dell’assessora all’università e ricerca della Provincia autonoma di Trento, Sara Ferrari. Quindi il saluto di Innocenzo Cipolletta, presidente del Consiglio di amministrazione dell’Ateneo. Sarà poi la volta dell’intervento del rettore.

Prenderà poi la parola Franz Petrozzi, laureato in Economia e Management nel 2011, Account Manager in IBM divisione Global Markets. Dopo di lui interverrà Caterina Boscolo Meneguolo come miglior laureata tra chi partecipa alla cerimonia di sabato 16 giugno. Questa prima parte della cerimonia si concluderà verso mezzogiorno.

Si entrerà quindi nella seconda parte con la consegna della pergamena ai migliori neodottori e alle migliori neodottoresse di ricerca di ogni corso di dottorato dell’Ateneo. Poi a salire sul palco saranno i neolaureati e le neolaureate. Riceveranno il diploma dal rettore Paolo Collini e dalla prorettrice alle politiche di equità e diversità, Barbara Poggio.

Ci si avvierà al termine con i saluti e ringraziamenti del rettore, il canto dell’inno degli universitari “Gaudeamus Igitur”, la proclamazione da parte del rettore e il lancio dei tocchi e delle feluche sulle note dell’”Halleluja” di Händel.

Il programma si aprirà alle 10.55 con la partenza del Corteo accademico dal Rettorato (via Calepina, 14). La cerimonia, organizzata in collaborazione con il Comune di Trento e con la Provincia autonoma di Trento, si terrà quindi in Piazza Duomo, con inizio alle 11 e conclusione prevista verso le 13.

Iscritti e iscritte alla cerimonia dovranno accreditarsi ai desk in Rettorato tra le 8.30 e le 9.30. Qui riceveranno anche tocchi e feluche da indossare nella manifestazione e con il cui lancio saluteranno la proclamazione al termine della mattinata.

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