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Dottori in corsia. St 3 Ep 2. Le storie incrociate di due bambini, Cristian e Valerio, diventati amici del cuore durante i lunghi mesi di permanenza al Bambino Gesù. Il loro è un percorso parallelo: Valerio, oggi 11enne, ha 7 anni quando gli viene..

 

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Mina Settembre. St 1 Ep 4 – Ansia da prestazione. Stavolta è Irene a chiedere aiuto a Mina per una questione molto delicata: si tratta di Gianluca, suo figlio, che per Mina è un po’ un nipote. Sedici anni, età difficile, si è innamorato di una ragazza ben più grande e più sveglia di..

 

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Report. Un programma di Sigfrido Ranucci con la collaborazione di Michele Buono, Cataldo Ciccolella, Bernardo Iovene, Elisa Marincola, Ilaria Proietti e di Alessia Marzi Produttore esecutivo Paola Bisogni Di Battista Regia Claudio Del Signore..

 

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Mina Settembre. St 1 Ep 3 – Il pappice e la noce. Tra Mina e Domenico c’è imbarazzo quando si ritrovano in consultorio, ma come sempre non c’è tempo per occuparsi dei propri turbamenti amorosi. Mina riceve la visita di un professore preoccupato per il suo miglior allievo, Thomas, talentuosissimo nella musica, finito purtroppo in un brutto giro. Ma la psicologa ha una brillante idea per tirare il ragazzo fuori dai guai.

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Mina Settembre. St 1 Ep 2 – My Fair Lord. Un uomo tenta di buttarsi dal cornicione di un palazzo e solo l’intervento di Mina e Domenico riesce a farlo ragionare. Passato lo spavento, resta un problema da risolvere: trovare un lavoro all’aspirante suicida, padre di..

 

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Mina Settembre. St 1 Ep 1 – Un giorno di settembre a dicembre. La vita di Gelsomina, detta Mina, ha appena subito un brusco cambiamento: si è appena separata da suo marito Claudio, che ha preso una sbandata per una starlette, ed è tornata a vivere a casa di sua madre..

 

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Domenica In. Dagli Studi Televisivi Fabrizio Frizzi in Roma Rai1 presenta Domenica In – Programma contenitore della domenica pomeriggio di Rai 1, condotto da Mara Venier che insieme a tanti amici ospiti, accom pagnerà i telespettatori nel pomeriggio della domenica con interviste, musica, filmati, emozioni, repertorio, il tutto in un tono di allegria e di approfondimento leggero con uno sguardo all’attualità. Conduce Mara Venier Produttore esecutivo Gianluca De Virgiliis Regia di Flavia Unfer..

 

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Massimo Giletti con Nunzia De Girolamo, Daniele Leali, Marilisa Loisi, Elisa Rivoira, Stefania Andreoli, Giulia Napolitano, Luca Telese, Matteo Renzi, Alessandra Moretti, Tommaso Cerno, Guido Crosetto, Mauro Corona, Ivano Chiesa, Alessandro Sallusti, Jacopo Fo, Ruggero Razza. 4a Edizione, puntata 15.

 

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Ecco come ha fatto il Trentino a rimanere zona gialla.

Vi spiego il motivo per cui il Trentino appare come una delle zone d’Italia a più bassa circolazione del virus, talmente bassa da rimanere sempre zona gialla malgrado il livello critico di occupazione dei reparti ospedalieri e dei decessi.

Per la mia analisi ho utilizzato i dati che la Provincia di Trento ha comunicato al Sistema di Sorveglianza integrata dell’ISS e che appaiono nelle tabelle contenute nei rapporti che l’ISS predispone settimanalmente. Per confronto ho messo i dati dell’Alto Adige.

Non vorrei “rigirare il coltello nella piaga” dei nostri vicini altoatesini che si sono sentiti un po’ presi in giro dalle decisioni ministeriali ed hanno vivacemente protestato. Il dato dell’Alto Adige ci dimostra che è possibile fare e comunicare le cose nel modo corretto, ma lasciatemi amaramente commentare che – ahimé – in Italia non sempre la correttezza viene premiata.

I dati che ho analizzato sono il numero complessivo di contagi segnalati all’ISS, la differenza tra una settimana e l’altra ed il numero di casi settimanali che – secondo la definizione dell’ISS – sono solo quelli con diagnosi effettuata nella settimana presa in considerazione. Quest’ultimo è il numero che viene considerato per calcolare l’indicatore 3.4. Ecco i dati:

Notate le differenze esistenti tra la terza e quarta colonna di Trentino e Alto Adige (numeri colorati in rosso). Sia il Trentino che l’Alto Adige segnalano all’ISS più o meno lo stesso numero di dati che vengono inviati alla Protezione Civile Nazionale. Nel caso dell’Alto Adige, l’incremento settimanale dei contagi è più o meno allineato ai dati diagnosticati nel corso della settimana (sono i casi che vanno a formare l’indicatore 3.4). Per l’Alto Adige lo scostamento maggiore si osserva nel corso dell’ultima settimana, ma corrisponde comunque a circa il 15% dei nuovi contagi. Nella stessa settimana la differenza, nel caso del Trentino, ammonta a quasi il 60% dei contagi.

Gli stessi dati riportati nelle tabelle mostrate sopra li possiamo rappresentare in forma grafica. Le differenze esistenti tra i dati del Trentino e quelli dell’Alto Adige sono evidenti:

Una semplice controprova di quanto osservato sopra la possiamo fare andando a leggere, sempre nella Tabella 5 in fondo al rapporto settimanale, il dato relativo al numero di nuovi contagi comunicati per le due settimane che terminavano lo scorso 10 gennaio (rapporto numero 35).

Per l’Alto Adige questo numero corrisponde a 3.038 casi, mentre la somma dei casi segnalati nel corso delle due ultime settimane è pari a 2.938 casi. C’è una piccola differenza, ma è percentualmente trascurabile.

Se rifacciamo la stessa verifica per il Trentino troviamo 1.855 casi per le ultime due settimane. La somma dei casi segnalati nelle due singole settimane è pari a 1.321 casi. Mancano all’appello 534 casi.

Ecco la spiegazione che vi avevo promesso all’inizio di questo post: nella settimana terminata lo scorso 10 gennaio il Trentino ha comunicato all’ISS un aumento complessivo di 1.471 contagi (passati da un totale di 22.471 casi a 23.942). Di questi 1.471 casi:

solo 624 sono stati classificati come casi recenti ovvero diagnosticati nel periodo 4 – 10 gennaio;
534 casi sono stati comunicati come contagi diagnosticati nella settimana precedente (che si sono sommati ai 697 casi segnalati la scorsa settimana portando il totale delle due ultime settimane a 697 + 534 + 624 = 1855 casi).
I rimanenti 313 casi sono stati segnalati come casi diagnosticati 2 o più settimane prima.

Niente male come lentezza di comunicazione dei dati!

Il metodo usato dal Trentino è molto semplice: i dati che arrivano in ritardo non vanno a incidere sull’indicatore 3.4. Nella settimana conclusa lo scorso 10 gennaio, su 1471 “nuovi” contagi, solo 624 si riferivano alla settimana considerata e ben 847 erano casi arretrati segnalati con grande ritardo.

In pratica, i casi comunicati all’ISS come diagnosticati nel corso della settimana che terminava domenica 10 gennaio corrispondevano a poco più dei 539 casi che – secondo i comunicati stampa della Provincia – sono stati individuati per la prima volta con il tampone molecolare, escludendo dal conto coloro che, pur positivi al tampone molecolare, erano già stati rilevati come positivi da un tampone antigenico nei giorni precedenti. Il sistema funziona così:

cerco la gran parte dei positivi con i tamponi rapidi antigenici;
li lascio aspettare più di una settimana prima di chiamarli a fare il tampone molecolare;
se risultano negativi, spariscono dalle statistiche ufficiali dei contagi;
se risultano positivi non li metto nel conto della settimana corrente perché come data di diagnosi considero quella del tampone rapido e li classifico come “arretrati”.

Sorprende che l’Istituto Superiore di Sanità non abbia mai fatto un semplice controllo di consistenza ed abbia continuato a prendere per buoni i dati dei contagi che il Trentino ha comunicato da inizio novembre fino ad oggi.

La nuova circolare ministeriale uscita all’inizio di gennaio cambia le carte in tavola perché prevede che i positivi antigenici vadano comunicati immediatamente, senza bisogno di aspettare l’eventuale conferma con il tampone molecolare. A partire dal 15 gennaio i positivi ai tamponi rapidi sono stati inseriti anche nelle statistiche dalla Protezione Civile Nazionale.

Una domanda sorge spontanea: “i positivi ai tamponi rapidi antigenici saranno comunicati immediatamente (e tutti) anche al Sistema di Sorveglianza dell’ISS facendo schizzare in alto l’indicatore 3.4?”.

La risposta la conosceremo entro la fine di gennaio.

Matilde Brandi in lacrime: “Con Marco mi sentivo sbagliata”. La conduttrice e ballerina si confida a Verissimo dopo la fine della sua storia durata circa 17 anni.

“Quando sono uscita dalla Casa (del Grande Fratello Vip ndr) ho trovato un uomo freddo. Ci sono rimasta male, non comprendevo cosa fosse accaduto, anche se avevamo già passato un agosto non bellissimo a causa di una crisi. Poi, ho capito che c’era qualcosa che non andava”. Matilde Brandi, ospite sabato 16 gennaio in esclusiva a Verissimo racconta per la prima volta la fine della storia d’amore con il compagno Marco durata, tra alti e bassi, quasi 17 anni.

“Con le ragazze è un padre meraviglioso, ma quello che mi dispiace è che sono stata io stessa a chiedere, tramite un messaggio, se volesse stare ancora con me. Lui mi ha risposto no: non me l’ha detto in faccia”, aggiunge la ballerina e conduttrice, “l’anello che aspettavo non è mai arrivato, Marco mi ha lasciata”.

Silvia Toffanin le chiede se il compagno abbia preso questa decisione per un’altra donna, e la showgirl si confida: “Gliel’ho chiesto e non ha negato. Forse, non mi ha mai amata perché non ha mai accettato quella che sono. Con Marco mi sono sempre sentita una donna sbagliata. Volevo essere solo amata un po’ di più”.

 

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