(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Il Movimento 5 Stelle ha votato contro la dichiarazione d’urgenza chiesta dal Governo per l’approvazione del Ddl ‘Legge annuale sulle piccole e medie imprese’, sostenendo che di urgente non ha assolutamente nulla.
Secondo la deputata Emma Pavanelli, capogruppo M5S in commissione Attività produttive, nessuna richiesta di intervento immediato è arrivata dalle imprese a giustificare questa accelerazione, dovuta invece alla fretta di confezionare l’ennesimo provvedimento bandierina da esibire all’esterno, un prodotto da comunicare che rischia di creare ulteriori problemi, più che uno strumento da mettere nelle mani di chi ogni giorno produce ricchezza reale.
“Si parla di aiutare le Pmi, ma poi si ignora tutto ciò che esse chiedono da anni: certezze, continuità, energia a prezzi sostenibili, investimenti seri. Esattamente ciò che questa maggioranza evita con cura”, ha dichiarato Pavanelli.
La verità secondo il M5S è che oggi le imprese continuano a resistere da sole tra bollette insostenibili, tassi elevati, dazi, burocrazia che rallenta ogni cosa, un mercato internazionale che corre mentre il Governo resta fermo. E questo lo hanno confermato le stesse imprese durante le numerose audizioni.
Dietro la retorica della semplificazione e del sostegno, secondo Pavanelli si nasconde un colpo durissimo ai diritti dei lavoratori, soprattutto quelli del settore tessile: norme sulla tracciabilità della filiera che rischiano di trasformarsi in uno scudo di responsabilità per i grandi committenti, permettendo loro di chiamarsi fuori persino quando emergono sfruttamento e caporalato.
“Questo non è progresso è un ritorno indietro. Difendiamo il ruolo del Parlamento, la qualità delle leggi e la dignità delle nostre imprese e dei loro lavoratori”, ha aggiunto la deputata pentastellata.
“Perché ogni mattina, quando alzano la serranda, chi combatte con i costi, la concorrenza e la burocrazia, chi tiene in piedi questo Paese con il proprio lavoro, non ha bisogno di slogan, ma di stabilità, strumenti concreti e politiche industriali vere”, ha concluso Pavanelli.
Il Movimento 5 Stelle ha votato contro questa richiesta di urgenza, perché l’unica urgenza che riconosce è restituire all’Italia una strategia industriale seria che metta finalmente al centro chi produce, chi investe, chi lavora.
