(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Anche il PD si sta muovendo in Parlamento per contrastare il riassetto territoriale della Corte dei Conti, voluto da Fratelli d’Italia. In commissione giustizia e affari costituzionali della Camera, dove si sta svolgendo la discussione sulla riforma Foti (FDI) che riguarda il riassetto della Corte dei Conti, i capigruppo delle opposizioni (Pd, M5S, Avs, Azione, Iv e Più Europa) di fronte al deposito di nuovi emendamenti del Governo al testo, hanno chiesto di rinviare la votazione per approfondire, attraverso le audizioni degli esperti, gli effetti delle profonde modifiche che verrebbero introdotte all’attuale assetto normativo e organizzativo della magistratura contabile del Paese.
In particolare si inciderebbe profondamente sulla struttura organizzativa sia a livello centrale che locale, operando delle vere e proprie fusioni degli attuali uffici, ma è necessario verificare che siano davvero funzionali ad una maggior efficienza dell’attività svolta da questi uffici. Le opposizioni hanno così ottenuto un rinvio di 15 giorni per l’esame delle iniziative del governo. Il Partito Democratico è contrario a questa norma di riassetto della Corte dei Conti nel suo complesso ed ha presentato emendamenti abrogativi.
Perché cade la prossimità, scade l’efficienza, e’ violata la specificità. Siamo contrari a privare i territori di sedi prossime ai cittadini e alle pubbliche amministrazioni e in particolare sarebbe grave eliminare una sede come quella della specialità trentina, che richiede la presenza di magistrati preparati a decidere su un andamento delle attività contabili, fortemente peculiari in virtù dello statuto di autonomia. Infatti la responsabilità erariale si misura sull’effettiva potestà amministrativa che è certamente diversa per i soggetti amministrativi dei nostri comuni e della Provincia, rispetto a quelli delle altre regioni.
La valutazione di colpa grave o dolo si misurano infatti sulle regole e le competenze statutarie specifiche del nostro territorio. Se poi lo scopo del governo fosse quello del risparmio di spesa e di una maggiore efficienza del sistema, come si concilierebbe questo obiettivo con il maggior carico di lavoro che andrebbe ad ingolfare la sede di Venezia e il disservizio a cittadini e lavoratori? Come rappresentante del Trentino Alto Adige in Parlamento farò la mia parte per difendere la sede provinciale della Corte, che tra l’altro è istituita e disciplinata da una norma di attuazione dunque di rango superiore a quella ordinaria con cui il governo Meloni vorrebbe cancellarla.
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On. Sara Ferrari
