Di Luca Franceschi
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Antonella Zedda, vicepresidente dei senatori di Fratelli d’Italia, risponde alle critiche della senatrice Licheri sulla situazione lavorativa della Sanac. Secondo Zedda, la collega del Movimento 5 Stelle si limita a parlare senza operare in modo concreto e diffonde informazioni inesatte, contando sul silenzio degli altri.
Zedda ricorda come negli anni passati Licheri abbia presentato numerosi emendamenti che definisce pretestuosi nella sua qualità di senatrice. La vicepresidente evidenzia inoltre il contesto storico che vede la Todde, attualmente Presidente della Regione, ricoprire il ruolo di Vice Ministro quando i lavoratori Sanac di Grogastu si trovavano in cassa integrazione. Per Zedda, quel periodo rappresentò il fallimento più totale da parte dei Cinque Stelle nei confronti dei lavoratori sardi.
Il contrasto è marcato quando Zedda confronta l’operato del Ministro Urso con quello di Licheri. Sebbene quest’ultima sia stata sindaco di Assemini, la città che ospita lo stabilimento Sanac, il Ministro ha dimostrato maggiore dedizione, visitando la fabbrica con frequenza anche nel 2024. Soprattutto, Urso ha realizzato iniziative concrete che hanno prodotto risultati tangibili per i dipendenti.
Secondo Zedda, il merito del recupero dei lavoratori dalla cassa integrazione e della ripresa dell’attività produttiva va attribuito alle azioni dell’Esecutivo Meloni. Zedda afferma che i forni dello stabilimento sono stati riaccesi grazie all’impegno del governo in carica. La qualità storica della produzione Sanac, unita al supporto dell’amministrazione Meloni, ha aperto prospettive di futuro per l’intero comparto.
La vicepresidente sottolinea come Fratelli d’Italia mantenga un dialogo costruttivo, mirato e quotidiano con le rappresentanze sindacali e i singoli lavoratori Sanac, in netto contrasto con l’assenza di contatti che caratterizzerebbe la Licheri rispetto ai lavoratori che cita.
Zedda conclude osservando che Licheri potrebbe aver perso le coordinate della storia industriale della sua stessa città e che certamente non intrattiene dialoghi regolari con i lavoratori interessati. La senatrice contrappone la visione del centrodestra, orientata alla creazione di occupazione, con quella del campo largo, che a suo parere favorirebbe una dipendenza dai sussidi statali a scapito della generazione di lavoro autentico.
