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REGIONE BASILICATA * : «TARTUFO, CICALA: DALL’ESPERIENZA DI URBANI NUOVE OPPORTUNITÀ PER IL SISTEMA BASILICATA»

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16.40 - venerdì 24 luglio 2026

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Tartufo, Cicala: dall’esperienza di Urbani nuove opportunità per il sistema Basilicata

«Conoscere da vicino un’azienda che dal 1852 ha costruito attorno al tartufo una storia di impresa, innovazione e presenza internazionale rappresenta un’occasione preziosa per la Basilicata. Ringrazio Urbani Tartufi per l’accoglienza e, soprattutto, per la disponibilità a condividere un patrimonio di conoscenze maturato in oltre centosettant’anni di attività. Un’apertura che può generare collaborazioni e nuove opportunità per l’intero sistema regionale».

Lo dichiara l’Assessore alle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali della Regione Basilicata, Carmine Cicala, a margine della visita istituzionale presso Urbani Tartufi, storica realtà italiana del settore, alla quale ha partecipato insieme al Direttore generale del Dipartimento Politiche Agricole, Vittorio Restaino, al Direttore dell’ALSIA, Michele Blasi.

Fondata nel 1852, Urbani Tartufi ha accompagnato la tradizione familiare con una continua capacità di innovare, portando il tartufo italiano in oltre settanta Paesi e sviluppando attività dedicate alla ricerca, alla trasformazione, alla formazione e alla diffusione della cultura del prodotto.

Nel corso dell’Urbani Experience, la delegazione lucana ha approfondito l’intero modello della filiera: dalla cerca nei boschi con i cavatori alla tartuficoltura, dalla trasformazione alla commercializzazione, fino alle attività culturali, formative e turistiche sviluppate attraverso il Museo del Tartufo, l’Accademia e le esperienze gastronomiche legate al territorio.

«Questa visita ci ha mostrato come una materia prima di grande pregio possa diventare il centro di un ecosistema economico e culturale molto più ampio. Il tartufo non genera valore soltanto attraverso la raccolta e la vendita: può diventare racconto dei luoghi, esperienza, cucina, formazione e turismo enogastronomico. È un modello particolarmente interessante per la Basilicata, perché può mettere in relazione boschi, borghi, aree interne, ristorazione, produzioni locali e accoglienza».

Secondo Cicala, proprio il turismo enogastronomico può rappresentare uno dei principali ambiti di sviluppo della filiera lucana.

«Chi arriva in un territorio per conoscere il tartufo non cerca esclusivamente un prodotto da acquistare. Vuole entrare nei boschi, incontrare i cavatori, conoscere le tradizioni, assaggiare la cucina locale e vivere il paesaggio. Costruire queste esperienze vuol dire aumentare la permanenza dei visitatori, sostenere le attività ricettive e della ristorazione e creare valore diffuso nelle comunità.»

Particolare attenzione è stata riservata anche all’attività dedicata alla produzione di piante tartufigene micorrizate, pronte per essere messe a dimora e utilizzate nella realizzazione di nuovi impianti. Il progetto Truffleland collega infatti la tartuficoltura alla riqualificazione dei terreni, alla crescita della biodiversità e alla sostenibilità ambientale.

«Le piante micorrizate aprono una prospettiva estremamente concreta. La realizzazione di nuove tartufaie può offrire un’integrazione di reddito alle aziende agricole e forestali, recuperare terreni oggi poco utilizzati e favorire una gestione attiva e responsabile del territorio. In questo modo l’investimento produttivo si accompagna alla cura dell’ambiente, del paesaggio e degli ecosistemi».

Il confronto si inserisce nel percorso avviato dalla Regione Basilicata per costruire una filiera completa del tartufo, fondata sulla ricerca, sulla gestione sostenibile delle risorse forestali, sulla qualificazione del prodotto e sull’apertura ai mercati nazionali e internazionali.

Un tassello centrale è rappresentato dal riconoscimento della tartufaia controllata della Pineta Jonica del Metapontino, che interessa circa 143 ettari di terreni boscati di proprietà ALSIA nei territori di Pisticci e Scanzano Jonico e che, per estensione, costituisce la più grande tartufaia controllata d’Europa. Il progetto è il risultato del lavoro congiunto tra ALSIA, strutture regionali e sistema associativo e prevede interventi di gestione forestale, tutela ambientale e messa a dimora di nuove piante tartufigene.

«Stiamo costruendo un percorso coerente che mette insieme ricerca, innovazione, tartuficoltura, gestione dei boschi, trasformazione, promozione e turismo enogastronomico. Non vogliamo limitarci a far conoscere il tartufo lucano, ma creare le condizioni perché intorno a questa eccellenza nascano imprese, professionalità, investimenti e occasioni di lavoro, soprattutto per i giovani e per le aree interne».

Il percorso proseguirà con la terza edizione di “Tesori dalla Terra”, la manifestazione dedicata alla valorizzazione del patrimonio tartuficolo lucano, che culminerà con l’Asta Mondiale del Tartufo Lucano a Matera.

«L’esperienza e la disponibilità offerte da Urbani rappresentano un contributo importante per il lavoro che stiamo portando avanti. Le conoscenze acquisite in oltre un secolo e mezzo di attività possono aiutarci a evitare improvvisazioni e a costruire più rapidamente una filiera solida e riconoscibile. Il nostro obiettivo è trasformare il tartufo in uno degli ambasciatori della Basilicata, facendo della tutela delle risorse naturali una leva di crescita economica, attrattività turistica e benessere per le comunità».

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