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RAI 5 * “IL RAGAZZO CON LA LEICA” – 17/07(23.25) : «IL DOCUMENTARIO SU NOVANTA ANNI DI FOTOGRAFIA ITALIANA, RACCONTATO ATTRAVERSO L’ARCHIVIO DI BERENGO GARDIN / IL RAPPORTO CON LA FIGLIA» (VEDI-SEGUI DIRETTA VIDEO – LINK / RIVEDI STREAMING)

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08.50 - giovedì 16 luglio 2026

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Sei decenni di storia italiana attraverso le immagini di Gianni Berengo Gardin: li ripercorre “Il ragazzo con la Leica” per la regia di Daniele Cini, prodotto da Claudia Pampinella per Talpa Produzioni in collaborazione con Rai Cultura e con il sostegno del MiC Direzione Generale Cinema e Audiovisivo, in onda venerdì 17 luglio alle 23.25 su Rai 5.

Il documentario segue il percorso della stesura dell’autobiografia del grande fotografo che la figlia Susanna Berengo Gardin ha scritto con lui durante il 2020, in occasione dei suoi 90 anni.

Amici e testimoni del suo tempo – dall’architetto Renzo Piano al fotografo Ferdinando Scianna, all’editore Roberto Koch – tracciano il ritratto del fotografo e dell’uomo, contribuendo ad arricchirne il profilo e la storia di vita.

Il documentario, oltre a essere il racconto di un viaggio in Italia più volte interrotto dall’emergenza sanitaria, intrapreso da Gianni Berengo Gardin insieme alla figlia Susanna, custode del suo immenso archivio, ricostruisce la genesi dei suoi scatti migliori nei luoghi e nel punto esatto in cui sono stati catturati.

“Il Ragazzo con la Leica” è anche la narrazione del rapporto tra un padre e una figlia: i conflitti, i disvelamenti, l’incontro.

Un’occasione, infine, per rivivere le emozioni trasmesse dalle sue straordinarie fotografie in bianco e nero, riproducendo il contesto sociale e l’ambiente fisico dell’Italia nei cambiamenti attraverso gli anni.

Dai primi scatti veneziani e parigini negli anni ’50 si passa all’esperienza de Il Mondo di Pannunzio e subito dopo al Touring Club Italiano.

Dalla collaborazione con l’Olivetti ai suoi primi reportage sociali alla fine dei ’60: i migranti in Stazione Centrale a Milano e i manicomi in collaborazione con Franco Basaglia.

Dall’esperienza di Luzzara con Zavattini nei ’70, fino al sodalizio con Renzo Piano negli anni ’80, nei suoi cantieri, a Genova e nel mondo.

Dall’Italia fotografata dal treno con Ferdinando Scianna e Roberto Koch alla “Disperata allegria degli zingari” negli anni ’90, fino alle risaie del Vercellese nel 2000.

Infine, l’ultima sua grande battaglia civile contro le Grandi Navi ritornando a Venezia, negli anni ’10 di questo millennio.

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