Di Luca Franceschi
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Il capogruppo del Movimento 5 Stelle alla Camera, Riccardo Ricciardi, ha espresso dure critiche nei confronti della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, definendo “davvero svilente” il fatto che abbia definito “palude” la sua stessa maggioranza parlamentare.
Ricciardi ha sottolineato come la palude alla quale si riferisce Meloni siano in realtà i suoi stessi deputati e le sue deputate, ossia quella maggioranza che ha affossato l’emendamento presentato dal capogruppo del principale partito di governo.
Il capogruppo pentastellato ha ribadito che il Movimento 5 Stelle è stato esplicito nel dichiarare che l’emendamento Bignami non rappresentava in alcun modo una reintroduzione delle preferenze.
A sostegno di questa tesi, Ricciardi ha citato tremila simulazioni che dimostrano come un partito che ottiene il 20 per cento dei consensi avrebbe eletto il 70 per cento dei parlamentari con i capilista bloccati, mentre un partito del 10 per cento avrebbe eletto addirittura il 90 per cento dei parlamentari sempre con i capilista bloccati.
Il deputato del M5S ha quindi chiarito che non è stato affossato alcun emendamento sulle preferenze, ma solo l’ennesimo tentativo del governo di spacciare un atto con un titolo diverso dal contenuto effettivo dello stesso provvedimento.
Ricciardi ha concluso il suo intervento in Aula paragonando questa operazione ad altri casi analoghi, citando i decreti sicurezza, i decreti lavoro, la politica sovranista e i provvedimenti contro la mafia, nei quali secondo il M5S si sarebbe verificata la stessa dinamica di presentazione di provvedimenti con titoli non corrispondenti al loro reale contenuto.
