News immediate,
non mediate!
Categoria news:
OPINIONEWS TN-AA

CGIL FLAI – TRENTINO * AGRICOLTURA: «OPERAI AGGREDITI E PICCHIATI, ALLA FINE PER PAURA RIMASTI SENZA UN LAVORO»

Scritto da
16.54 - martedì 7 luglio 2026

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
////

(Foto realizzata tramite l’Intelligenza artificiale)

///

Agricoltura. Operai aggrediti denunciano e restano senza lavoro. I lavoratori, seguiti da Flai Cgil, sono stati vittime di Suleman, oggi agli arresti per caporalato.

Minacciati, aggrediti e picchiati e alla fine, per paura, rimasti senza un lavoro. È la triste storia di due operai agricoli occupati nei campi di una delle più grandi aziende vitivinicole trentine. Entrambi gli operai sono stati vittime delle minacce, molestie e violenza di Muhammad Suleman, il caposquadra – dipendente della medesima ditta – oggi agli arresti con l’accusa di gestire una rete di caporalato in provincia.

Tutti e due i lavoratori si sono rivolti in tempi diversi, dopo le violenze, alla Flai Cgil del Trentino che con l’avvocato Giovanni Guarini ha supportato i due operai, denunciando quanto accaduto alle autorità competenti. Fin dal primo episodio, inoltre, l’azienda è stata informata dal sindacato delle minacce e intimidazioni. La Flai chiedeva che venissero adottate misure immediate a protezione della vittima, ma il lavoratore violento, oggi denunciato per caporalato, è rimasto al suo posto, nei campi, a contatto quotidiano con gli altri braccianti.

Il primo episodio di violenza risale al maggio 2025. Un bracciante, dopo essere stato minacciato, venne circondato e pestato a sangue da sei uomini armati di tirapugni e coltello dopo aver rifiutato di unirsi alle squadre di lavoro in nero che il “capo squadra”, Suleman, gestiva. Uscì dall’ospedale con una frattura alla schiena e 30 giorni di prognosi.
L’altro venne aggredito durante il turno di vendemmia con spray urticante al peperoncino e forbici da potatura. Aveva osato dire di no allo stesso “capo squadra” che gli chiedeva 550 euro per “lasciarlo lavorare”.

Poi è andata anche peggio. I contratti a termine dei due lavoratori sono scaduti e nessuno dei due braccianti, anche per paura, ha più lavorato presso questa azienda agricola trentina. Nessuno dei due ha ricevuto un solo euro di risarcimento per le lesioni subite, per la paura, per l’umiliazione. Chi ha avuto il coraggio di denunciare è stato semplicemente abbandonato.

Per la Flai quanto accaduto è inaccettabile. Un datore di lavoro che viene formalmente informato di violenze e minacce ai danni dei propri dipendenti e sceglie di non intervenire si assume una responsabilità precisa: morale e forse anche giudiziaria. Ci aspettiamo che la Procura di Trento faccia piena luce su tutte le responsabilità. I lavoratori stagionali, spesso stranieri e precari, non possono essere carne da macello nelle mani di caporali violenti. Chi denuncia va protetto, non lasciato solo.

Categoria news:
OPINIONEWS TN-AA

Per donare ora, clicca qui



A.I. - IMPAGINAZIONE EDITORIALE OPINIONE
POSSIBILE UTILIZZO INTELLIGENZA ARTIFICIALE

Opinione si avvale di applicazioni basate su Intelligenza artificiale al fine di ottimizzare l'impaginazione editoriale curata dalla nostra redazione.
I contenuti potrebbero presentare interpretazioni di testo difformi dall'originale del comunicato stampa ricevuto: nel caso è gradita una segnalazione a: [email protected]


© RIPRODUZIONE RISERVATA
DELLA FONTE TITOLARE DELLA NOTIZIA E/O COMUNICATO STAMPA

È consentito a terzi (ed a testate giornalistiche) l’utilizzo integrale o parziale del presente contenuto, ma con l’obbligo di Legge di citare la fonte: “Agenzia giornalistica Opinione”.
È comunque sempre vietata la riproduzione delle immagini.

I commenti sono chiusi.