Di Luca Franceschi
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Secondo il vicepresidente vicario di Fratelli d’Italia in Senato, Raffaele Speranzon, l’attuale governo ha definitivamente chiuso il capitolo caratterizzato da una politica delle frontiere aperte. A sostegno di questa affermazione, Speranzon cita gli arresti operati su larga scala nel territorio nazionale, derivanti da un meccanismo fraudolento ideato per sfruttare indebitamente le procedure agevolate per l’accesso di manodopera proveniente da Paesi extra-UE, normate dal decreto flussi. Secondo il parlamentare, quanto accaduto rappresenta una chiara testimonianza del fatto che l’ingresso nel nostro Paese avviene esclusivamente attraverso i canali legittimi.
I dati relativi ai rimpatri forniscono ulteriore conferma di questa linea politica. L’Italia figura tra i Paesi europei più virtuosi in questo ambito, posizionandosi ai vertici insieme alla Danimarca per quanto concerne i rientri forzati. Nel primo trimestre del 2026, la percentuale di rimpatri è aumentata dell’8,1 per cento, con un totale di 108.475 persone restituite ai loro Paesi di provenienza.
Sul fronte degli arrivi marittimi, i numeri evidenziano un significativo calo. Nel primo semestre del 2026, gli sbarchi sulle coste italiane si sono dimezzati, scendendo da 30mila a 14mila unità rispetto al medesimo periodo dell’anno precedente.
Speranzon definisce questi risultati come il manifesto politico con cui l’esecutivo si presenta dinanzi all’opinione pubblica nazionale, contrapponendoli a quella che qualifica come una strategia improvvida perseguita dalla sinistra nel corso degli anni, la quale ha generato, a suo avviso, solamente conseguenze negative per il Paese.
