Di Luca Franceschi
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Un’operazione coordinata ha portato all’esecuzione di trenta misure cautelari in diverse province italiane, tra cui Taranto, Lecce, Foggia, Matera, Campobasso, Milano, Verona, Ragusa e Latina. L’indagine ha rivelato l’esistenza di una vera e propria associazione a delinquere strutturata, organizzata per raggirare fraudolentemente la procedura agevolata prevista dal decreto flussi.
La questione dei brogli nel decreto flussi non rappresenta una scoperta improvvisa. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni aveva già rivolto la propria attenzione a questa problematica, tanto da presentare un esposto al procuratore nazionale antimafia nel giugno del 2024. Le intercettazioni effettuate nel corso dell’indagine mostrano come Meloni sia considerata un elemento di disturbo dal sistema malavitoso, circostanza che trova piena giustificazione nei risultati concreti raggiunti dall’amministrazione.
I dati relativi all’immigrazione clandestina evidenziano un netto miglioramento nel periodo considerato. Nel semestre compreso tra gennaio e giugno 2026, gli sbarchi hanno registrato una diminuzione del 50 per cento, mentre i rimpatri hanno raggiunto livelli record. Questi numeri documentano l’efficacia dell’approccio governativo al tema migratorio.
L’analisi complessiva della situazione consente di affermare che l’attuale governo persegua una strategia seria e articolata nel contrasto all’immigrazione clandestina, basata su misure concrete e politiche ben definite, piuttosto che su dichiarazioni generiche o slogan privi di sostanza.
