Di Luca Franceschi
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Il senatore di Fratelli d’Italia Andrea De Priamo, presidente della Commissione Affari Costituzionali del Senato, illustra le motivazioni alla base del provvedimento sottoposto al voto dell’assemblea. Secondo De Priamo, la misura si colloca all’interno di una strategia più ampia attuata dall’esecutivo Meloni volta a riorganizzare l’apparato statale nel suo complesso.
Un elemento centrale della strategia governativa riguarda la lotta contro la burocrazia improduttiva, quella che non genera risultati concreti per i cittadini e per il Paese. In questa prospettiva, il governo intende introdurre meccanismi che promuovono la meritocrazia all’interno della pubblica amministrazione, con particolare attenzione agli sviluppi delle carriere dirigenziali.
De Priamo sottolinea l’impegno nel superare il livellamento verso il basso, opponendosi con fermezza a logiche che ricordano pratiche come il “6 politico”. Secondo il senatore, quando il merito non viene riconosciuto, i professionisti più capaci perdono la loro motivazione, con la conseguenza che l’amministrazione pubblica perde talenti e eccellenze di cui ha bisogno.
L’obiettivo dichiarato è valorizzare i numerosi talenti presenti nella pubblica amministrazione, che nel corso di questa legislatura hanno beneficiato di tre rinnovi contrattuali. Il governo mira a creare maggiore sinergia tra il settore pubblico e quello privato, convinto che l’Italia possa progredire solo se questi due ambiti lavorano in armonia e perseguono obiettivi comuni.
Concludendo il suo intervento, De Priamo sostiene che, pur avendo il governo compiuto numerose azioni, la sua opera non potrebbe dirsi completa senza l’implementazione di norme che rendano la pubblica amministrazione più efficiente e meritocratica, con l’obiettivo finale di modernizzare l’Italia e aumentarne la competitività.
