Di Luca Franceschi
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Il deputato del Movimento 5 Stelle Davide Aiello è intervenuto in Aula durante la discussione generale del decreto legge Lavoro, definendolo un “ennesimo specchietto per le allodole” da parte del Governo. Secondo il parlamentare pentastellato, il provvedimento che si presenta come decreto sul “salario giusto” rappresenterebbe in realtà la legalizzazione della precarietà e del sottosalario.
Aiello ha denunciato il metodo utilizzato dalla maggioranza durante i lavori in commissione, definendolo “autoritario e imbarazzante”. Ben 109 emendamenti presentati dal M5S sarebbero stati bocciati in blocco senza alcuna discussione. Tra le proposte respinte figuravano quelle per l’introduzione del salario minimo, per la retroattività dei rinnovi contrattuali e per l’esenzione Irpef destinata agli under 35.
Il deputato ha criticato duramente quello che ha definito il “salario teorico” introdotto dalla maggioranza. Secondo questa logica, ha spiegato Aiello, un lavoratore che percepisce 1.000 euro netti in busta paga più una polizza sanitaria o buoni sconto del valore di 300 euro, verrebbe considerato come se guadagnasse effettivamente 1.300 euro. Una situazione, ha sottolineato il parlamentare, difficile da giustificare a chi deve affrontare i costi degli affitti nelle grandi città come Milano, Roma o Palermo.
Nonostante le forti critiche al testo, Aiello ha rivendicato alcuni risultati ottenuti dall’opposizione del M5S durante i lavori in commissione. Grazie alla battaglia condotta dai pentastellati, la Lega sarebbe stata costretta a fare marcia indietro su due punti definiti “gravissimi”: la cancellazione dei contratti collettivi nazionali non rinnovati da sei anni e il cosiddetto “colpo di spugna salva imprenditori” che avrebbe bloccato i risarcimenti dovuti ai lavoratori.
Tuttavia, il giudizio complessivo sul decreto rimane estremamente negativo. Il testo viene definito “pessimo” per diverse ragioni: mancanza di coperture adeguate per affrontare le crisi aziendali e presenza di finanziamenti assegnati ad associazioni private senza passare attraverso bandi pubblici. Tra gli esempi citati figura l’assegnazione di fondi alla Federazione Maestri del Lavoro.
Il deputato ha concluso il suo intervento annunciando che il M5S continuerà la battaglia in Aula, ricordando come l’Italia si collochi agli ultimi posti in Europa per quanto riguarda la qualità dei salari. Il Movimento si è impegnato a proseguire nella difesa dei diritti dei lavoratori durante l’iter parlamentare del provvedimento.
