Di Luca Franceschi
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Il Governo Meloni è accusato di aver innescato un vero e proprio “far west finanziario” nel settore bancario italiano. A lanciare l’allarme è Enrica Alifano, capogruppo del Movimento 5 Stelle in Commissione finanze della Camera, che punta il dito contro le operazioni opache che hanno caratterizzato il risiko bancario degli ultimi mesi.
Secondo la parlamentare pentastellata, tutto ha avuto inizio a fine 2024, quando l’esecutivo ha deciso di cedere il 15% di Monte dei Paschi di Siena a cordate finanziarie considerate “amiche”. Operazioni definite spericolate, tanto da finire al centro di un’inchiesta della procura di Milano.
Ora Mps si trova al centro di una doppia offerta concorrente: da una parte Banco Bpm, già coinvolto nel risiko bancario; dall’altra Intesa Sanpaolo, in coordinamento con Unipol e Bper. Quest’ultima alleanza rappresenta un curioso asse tra finanza bianca e finanza rossa.
Il tutto sarebbe la conseguenza diretta delle iniziative del Governo Meloni e del ministro Giorgetti, accusati di voler creare un polo bancario-finanziario vicino alle istanze politiche del momento. Un errore strategico clamoroso, secondo Alifano, che ha portato il Paese nel più completo caos finanziario, senza alcuna strategia economica chiara per la tutela del risparmio e dei posti di lavoro.
Nel frattempo, la situazione economica generale del Paese continua a peggiorare. L’Italia si trova ultima nel G20, in Europa e in sede Ocse per crescita del Pil, con quattro anni di crescita zero alle spalle. La produzione industriale e i salari reali continuano a colare a picco.
I cittadini italiani non hanno ricevuto alcuna vera protezione contro l’erosione del potere d’acquisto, mentre il Governo si è limitato a fingere di tassare gli extraprofitti bancari. Proprio quegli stessi extraprofitti che oggi permettono alle banche di sfidarsi in una guerra di cui ancora non si intravedono gli esiti.
La capogruppo del M5S chiede che il Governo venga urgentemente in Parlamento a chiarire la situazione, anche se ammette di non aspettarsi più chiarezza da parte di un esecutivo definito finanziario, elitario, austero e dannoso per il Paese. L’auspicio finale è che questo Governo vada a casa il prima possibile.
