Di Luca Franceschi
///
Il grave incendio che ha colpito una stazione di servizio a Capaci è al centro delle indagini degli inquirenti, che stanno lavorando per ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto. L’episodio si inserisce in un quadro allarmante, caratterizzato da una serie di atti intimidatori che da diversi mesi colpiscono il territorio compreso tra Palermo, Tommaso Natale, Isola delle Femmine e Carini.
Si tratta di un’escalation preoccupante che richiede la massima attenzione e non può essere in alcun modo minimizzata. Come denunciato recentemente in Aula, il clima di insicurezza che stanno vivendo commercianti e imprenditori della zona è in costante aumento, con una frequenza crescente di atti criminali che rischiano di mettere in ginocchio l’economia sana e chi lavora nel rispetto della legalità.
L’episodio di Capaci rende ancora più evidente la necessità di una risposta istituzionale decisa e ben coordinata. Non è più possibile limitarsi a intervenire solo nelle situazioni di emergenza, rincorrendo gli eventi quando ormai si sono già verificati.
È fondamentale rafforzare la presenza dello Stato sul territorio, garantendo protezione e sostegno a chi ha il coraggio di denunciare. Occorre impedire che la paura possa trasformarsi in uno strumento di controllo dell’economia e della società.
La Sicilia che lavora onestamente, che rispetta le regole e che vuole costruire un futuro di legalità, ha il pieno diritto di ottenere sicurezza e tutela concreta da parte delle istituzioni.
