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CONSIGLIO PAT * «FUGATTI: NON SI PUÒ CHIEDERE PIÙ TRENI AL BRENNERO E DIRE NO AL BYPASS DI ROVERETO»

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20.07 - giovedì 4 giugno 2026

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Bypass di Rovereto, Fugatti: non si può dire al Brennero “più treni!” e poi dire no al bypass di Rovereto

In Terza commissione, presieduta da Vanessa Masè (La Civica), il Presidente della Giunta, Maurizio Fugatti, ha presentato una relazione sullo stato del dibattito sul bypass ferroviario di Rovereto. Fugatti ha fatto però anche una serie di valutazioni politiche. Tre giorni fa – ha esordito – c’è stato la protesta del Brennero. Anche se non ne abbiamo condiviso le modalità, una protesta legittima per chi vive in quelle zone, che va a confluire nel dibattito in corso in Vallagarina nel quale è emersa anche l’ipotesi di un “opzione zero”. Le tematiche ambientali – ha detto ancora Fugatti – le affrontiamo facendo le opere qui da noi e la manifestazione del Brennero deve servire ad aprirci gli occhi su cosa è indispensabile fare. Comunque, ha concluso, né la Pat né Rfi imporranno il percorso, ma ha ricordato che la Vallagarina rischia di rimanere isolata e di subire pesanti conseguenze da un eventuale no al bypass.

Michela Calzà (Pd) ha detto di condividere le preoccupazioni dei comuni dell’asta dell’Adige per l’impatto dell’opera e ha chiesto informazioni sull’osservatorio che, ha detto Fugatti, si ipotizza sul modello di quello del bypass di Trento, e sull’eventuale innesto con il tratto ferroviario Rovereto – Riva per il quale la Pat ha messo in bilancio una grossa somma per la progettazione. L’ingegner De Col, richiamando alla memoria la galleria di Martignano, ha detto che inevitabilmente ci sono fasi impattanti, ma ha ricordato che oggi sull’A22 transitano 10 mila camion, solo il 10% vanno su rotaia. Mentre con il tunnel Brennero l’obiettivo è di portare 4 mila camion sui treni. Quindi, sì alle osservazioni tecniche, ma con la consapevolezza che raggiunti gli obiettivi della nuova lina i benefici ambientali saranno evidenti.

Per ciò che riguarda la Rovereto – Riva entro il ’27 si farà lo studio di fattibilità economica e ha ricordato che raddoppio del Brennero e Rovereto – Riva andranno avanti in modo separato perché i due progetti non interferiscono. Mercoledì prossimo, ha ricordato l’ing. Groff, ci sarà l’incontro con RfI sulla Rovereto – Riva per andare avanti aggiornando la valutazione economica i costi dei cantieri. Vanessa Masè ha sottolineato il ruolo dell’Interporto; mentre Lucia Coppola (Avs) ha invece posto in evidenza il tema delle terre di scavo, del traffico di cantiere, dell’aumento delle polveri, delle risorse idriche. Coppola ha poi sottolineato l’inquinamento da Pfas derivante dalle sostanze chimiche usate per il cemento. Roberto Stanchina (Campobase) ha condiviso la posizione espressa dall’ing, De Col che le grandi opere creano disagi, ma sono essenziali ed ha portato l’esempio della galleria di Martignano realizzata con un forte dialogo con la popolazione. Serve la massima condivisione con gli enti coinvolti, ha aggiunto, che però devono tenere costantemente i rapporti e dare informazioni aggiornate alle popolazioni. Una richiesta forte che viene anche dalla Vallagarina.

L’esasperazione dellea questione ambientale rischia di tagliare fuori la Vallagarina

Fugatti ha ribadito che le tematiche ambientali devono essere considerate, ma in qualche caso queste tematiche esasperano il confronto e portano a valutare anche l’opzione zero. Se si blocca il Brennero, ha continuato, dicendo meno auto e più treni non si può rischiare di non fare nulla a Rovereto. Trento, ha continuato il Presidente, ha dimostrato responsabilità, e c’è il rischio che i lavori della linea si faranno ovunque e la Vallagarina rischia di essere tagliata fuori proprio per l’esasperazione dei temi ambientali. Non si può andare al Brennero a dire che servono più treni e poi venire qui a dire che vogliamo l'”opzione zero”. Coppola ha ribattuto che c’è differenza tra l'”opzione zero” e una richiesta di attenzione. Anche Calzà ha detto che gli amministratori della Vallagarina hanno messo in evidenza le preoccupazioni per l’impatto del tratto in luce della ferrovia sulla vita dei cittadini. Il Presidente ha sottolineato un altro rischio; quello di dire sì all’opera, ma in un modo diverso, cioè irrealizzabile per Rfi e ciò significa che nei paesi della Vallagarina passeranno molti più treni di oggi. Anche Stanchina ha condiviso questa posizione ricordando il lungo dibattito a Trento sull’ipotesi del percorso a ovest della città che non era realizzabile.

Interporto, servono 50 milioni per rimodernarlo

Per quanto riguarda l’Interporto De Col ha ricordato che l’Interporto va rimodernato. Il progetto è quasi pronto e si dovrà finanziare con 50 milioni. L’ingegner Mauro Groff ha riportato i dati sull’impatto dell’apertura del tunnel del Brennero: i nuovi convogli porteranno 600 ton in più rispetto agli attuali, saranno lunghi 750 metri contro i 450 di oggi, la tratta Brennero – Innsbruck sarà percorsa in 25 minuti anziché gli 80 attuali, anche perché percorso più corto di 20 km. Il 94% degli scavi del tunnel sono stati completati e sono partiti i lotti di Ponte Gardena e quello di Trento.

Variante di Rovereto: inizio lavori previsto nel 2028

Infine, l’ing. Anderle ha illustrato le varie soluzioni previste per la variante stradale di S.Ilario e si è soffermato sulla soluzione presa in considerazione quella di un tratto stradale, se è possibile in galleria artificiale, a fianco della ferrovia a Volano e l’utilizzo del “biscione” come rotatoria. Il progetto di fattibilità è stato andato in gara e sono arrivate sei proposte e la commissione ha concluso la valutazione tecnica. Quindi partirà a breve la progettazione vera e propria e per il tratto in galleria a Volano è prevista una valutazione geologica. Il progetto avrà un costo 38 milioni di euro, inizio lavori 2028 e fine 2030.

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