Di Luca Franceschi
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Il Movimento 5 Stelle attacca duramente il governo Meloni sulla questione salariale, dopo i dati emersi dall’audizione dell’Istat sul Documento di finanza pubblica. Secondo l’istituto di statistica, i salari reali degli italiani a fine 2025 registreranno ancora un calo del 7,8% rispetto al 2021.
Di fronte a questi numeri inequivocabili, i parlamentari pentastellati delle Commissioni bilancio e finanze di Camera e Senato denunciano il tentativo dell’esecutivo di minimizzare la situazione attraverso quello che definiscono uno “studio casereccio” predisposto dal sottosegretario Fazzolari, spin doctor della premier Meloni.
Il dossier governativo cerca di dimostrare un presunto recupero dei salari citando una serie di misure: il taglio del cuneo fiscale, la riduzione delle aliquote Irpef da quattro a tre e varie forme di detassazione. Tuttavia, secondo il M5S, queste iniziative sarebbero state completamente vanificate.
L’opposizione sottolinea infatti come parallelamente il governo abbia proceduto con un aumento record della pressione fiscale: incremento delle accise sui carburanti, aumento dell’Iva sui beni essenziali e taglio generalizzato delle detrazioni fiscali. A questi fattori si aggiunge l’effetto dell’inflazione, che ha eroso ulteriormente il potere d’acquisto delle famiglie italiane.
Il risultato finale, evidenziano i parlamentari cinquestelle, è che gli effetti positivi delle misure sbandierate dall’esecutivo sono stati letteralmente annullati, lasciando sul campo il dato impietoso dell’Istat.
Il Movimento 5 Stelle ricorda poi che il potere d’acquisto non può aumentare attraverso misure frammentarie e temporanee, ma solo mediante investimenti strutturali in produttività e occupazione di qualità, garantendo retribuzioni dignitose ai lavoratori.
Non è la prima volta che i dossier di Fazzolari finiscono nel mirino delle opposizioni. I parlamentari M5S ricordano un precedente episodio, quando il sottosegretario aveva diffuso previsioni secondo cui il nuovo Patto di stabilità europeo, presentato come migliorativo rispetto al precedente, avrebbe liberato 35 miliardi di risorse aggiuntive.
Quella proiezione, definita “onirica” dal Movimento 5 Stelle, si sarebbe poi scontrata con la realtà quando la stessa presidente Meloni ha richiesto di sospendere o ottenere deroghe al medesimo Patto di stabilità, smentendo di fatto le rosee aspettative iniziali.
