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MAESTRI (CONSIGLIO PAT – PD) – INTERROGAZIONE * CAUSE DI LAVORO: «QUALI SOMME HA DOVUTO EROGARE LA PROVINCIA PER SENTENZE AVVERSE?»

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08.37 - martedì 26 maggio 2026

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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CAUSE DI LAVORO PERSE DALLA PROVINCIA: UN COSTO CRESCENTE.

Ancora una volta la caparbietà della Giunta provinciale e della maggioranza che la sostiene, ha portato alla condanna della Provincia, costretta a risarcire un suo, ormai ex, dipendente, per aver agito illegalmente nei suoi confronti.

Quest’ultimo caso riguarda, come noto, il già Dirigente del Servizio Polizia Amministrativa, sollevato da tale incarico ancora nella precedente Legislatura, con motivi dei quali la Giustizia ha reso ancor più evidente la pretestuosità. In realtà, quel Dirigente, nell’esercizio delle sue funzioni, aveva espresso più di un dubbio in materia di sicurezza collettiva rispetto all’uso dell’area ex S. Vincenzo, nella quale, per espressa volontà del Presidente della Giunta provinciale, venne collocata la sede del concerto dell’artista Vasco Rossi.

La Giunta, non gradendo la posizione assunta da questo alto funzionario, aveva provveduto alla sua rimozione, innescando un meccanismo giudiziario che, con sentenza del Tribunale del Lavoro, provvedeva infine al reintegro pieno del Dirigente nelle sue funzioni. A fronte di tale decisione, la Provincia disponeva altrimenti, alimentando così un caso giudiziario, risolto solo poco tempo fa, appunto con la condanna dell’ente anche al pagamento di danni morali.

A ben vedere però , si tratta di incidenti di percorso non nuovi ed i cui costi gravitano sempre e comunque sul bilancio pubblico, senza mai evidenziare le responsabilità individuali di chi promuove comportamenti e scelte che poi incappano invariabilmente nelle maglie della Giustizia. Un caso analogo infatti è avvenuto, sempre nella scorsa Legislatura, relativamente alla posizione della Direttrice dell’Ufficio Sistema Bibliotecario Trentino, proditoriamente spostata ad altro incarico per volere della Giunta e poi reintegrata nel suo ruolo e funzione a fronte di una sentenza del Giudice del Lavoro che, anche in tale circostanza, ha condannato la Provincia alla copertura delle spese di causa. Non pochi problemi avevano poi fatto seguito alla nomina del Dirigente del Servizio

Avvocatura della Provincia, avvenuto con un atto d’imperio, demolito ancora una volta da una sentenza del Giudice del Lavoro. Ma non basta.
Come non rammentare poi il clamoroso caso, spinto anche da pressioni politiche, del licenziamento illegale di un primario ospedaliero e per il quale, dopo sentenza avversa, l’A.S.U.I.T sta ancora pagando e, buon ultima ma non per questo meno incredibile, la vicenda del licenziamento illegittimo di un collaboratore del Presidente del Consiglio provinciale nella scorsa Legislatura, giudicato tale in ben tre gradi di giudizio, che hanno condannato le casse pubbliche ad un ulteriore e cospicuo esborso di denaro.

Prendendo a prestito una famosa citazione della “regina del giallo” Agatha Christie: “un indizio è un indizio; due indizi sono una coincidenza, ma tre indizi fanno una prova”, sembra di trovarsi di fronte all’evidente certezza che la Giunta provinciale, soprattutto nella precedente Legislatura, si è sistematicamente rifiutata di applicare un principio fondamentale del nostro ordinamento giuridico, ovvero quello della divisione e separazione dei ruoli e delle competenze fra il decisore politico e la struttura amministrativa, con quest’ultima che, nel perseguire gli obiettivi programmatori stabiliti dal decisore politico, deve assicurare il rispetto della legge a tutela dell’interesse pubblico.

Quando nasce un contrasto fra il decisore politico e la struttura amministrativa è palese che lo stesso non può essere risolto affidandosi semplicemente alla forzata e arbitraria rimozione del dirigente e/o del funzionario riottoso, sostituendolo con qualcuno magari più accondiscendente, ma deve avvenire nel rispetto delle norme vigenti, delle competenze e dei ruoli di ogni attore della vicenda.

I casi citati hanno comportato inoltre dei costi non proprio irrilevanti per la pubblica amministrazione, non solo in termini economici, ma anche di immagine e di efficienza amministrativa e, nel caso del licenziamento illegale del primario ospedaliero, anche del sistema sanitario provinciale. Si tratta di casi che, senza l’imposizione dell’arroganza del potere, potevano essere evitati, con un conseguente vantaggio generale. Sarebbe stato sufficiente ascoltare almeno il “buon senso”, se non si voleva dare credito alle opinioni delle minoranze consiliari, a più riprese espresse attraverso interrogazioni (n. 3979/XVI e n. 4196/XVI) e proposte di mozione (n. 553/XVI), ma così non è stato e gli esiti sono sotto gli occhi di tutti.

Tutto ciò premesso si interroga la Giunta provinciale per sapere:

– quanti contenziosi si sono avuti nelle ultime tre Legislature, ivi compresa quella corrente, fra la Provincia e i suoi dipendenti o ex dipendenti in materia di lavoro, nonché con quali esiti per la pubblica Amministrazione provinciale;

– quanti di tali contenziosi hanno riguardato o riguardano Dirigenti e/o figure apicali della pubblica Amministrazione provinciale;

– nel dettaglio di ogni singolo caso, quali somme ha dovuto erogare la Provincia, a tutt’oggi, a seguito di sentenze avverse in cause di lavoro e dei diritti dei lavoratori, nell’arco delle Legislature XV e XVI e dell’attuale in corso.

Interrogo inoltre il Presidente del Consiglio provinciale al fine di sapere:

– quanti contenziosi si sono avuti nelle ultime tre Legislature, ivi compresa quella corrente, fra il Consiglio provinciale e i suoi dipendenti o ex dipendenti in materia di lavoro e quali esiti hanno portato;

– quanti di tali contenziosi hanno riguardato o riguardano Dirigenti e/o figure apicali del Consiglio provinciale;

– nel dettaglio di ogni singolo caso, quali somme ha dovuto erogare il Consiglio, a tutt’oggi, a seguito di sentenze avverse in cause di lavoro e dei diritti dei lavoratori, nell’arco delle Legislature XV e XVI e dell’attuale in corso.

*

Lucia Maestri

Consiglio Provincia autonoma Trento (Pd del Trentino)

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