Presso il Dipartimento Affari Regionali e Autonomie di Roma si è tenuta la conferenza stampa dedicata alla riforma dello Statuto speciale del Trentino-Alto Adige/Südtirol, approvata definitivamente dal Senato della Repubblica. All’incontro hanno partecipato il presidente della Provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti, il Ministro per gli Affari Regionali Roberto Calderoli e il presidente della Provincia autonoma di Bolzano Arno Kompatscher.
Fugatti ha caratterizzato l’intervento come un momento cruciale per il territorio, sottolineando come la riforma rappresenti una riaffermazione delle prerogative costituzionali e una transizione da una fase di arretramento legislativo verso il recupero di spazi essenziali per lo sviluppo provinciale.
Nel ripercorrere le tappe del procedimento, il presidente trentino ha riconosciuto il ruolo determinante del Governo e della premier Giorgia Meloni nel decidere di procedere con le due province autonome dopo l’interruzione di un percorso inizialmente condiviso con tutte le autonomie speciali. La collaborazione istituzionale costruita durante i negoziati ha evidenziato la sensibilità del Ministro Calderoli verso le esigenze dei territori autonomi, rappresentando un cambio di rotta rispetto agli atteggiamenti di diffidenza che hanno talvolta caratterizzato i rapporti con le autonomie speciali.
Il ministro Calderoli ha sottolineato l’eccezionalità del risultato conseguito, con 129 voti favorevoli, nessun contrario e 48 astenuti. Ha definito la riforma come un obiettivo storico poiché interviene su materie rimaste invariate dal 1972, rappresentando un’autentica vittoria dell’autonomia nella sua essenza più pura. Ha inoltre evidenziato come il ripristino dei livelli di autonomia, il riequilibrio tra le componenti linguistiche, il procedimento d’intesa per la modifica degli statuti e le maggiori funzioni attribuite alle Province Autonome porteranno benefici concreti ai cittadini trentini e altoatesini.
Kompatscher ha enfatizzato il valore storico della riforma, rimarcando come essa non solo ripristini i livelli di autonomia legislativa e amministrativa che nel 1992 indussero l’Austria a rilasciare la quietanza liberatoria, ma garantisca anche nuovi margini di intervento. L’amministrazione provinciale bolzanina è già impegnata nella traduzione di queste nuove competenze in misure concrete per il territorio e la popolazione.
La riforma introduce modifiche rilevanti al quadro normativo. Il rafforzamento della potestà legislativa qualifica le materie di competenza primaria come “esclusive”, eliminando il limite delle norme di “grande riforma economico-sociale” per il legislatore provinciale. Vengono inoltre incluse nelle competenze esclusive materie strategiche quali i contratti pubblici, la contrattazione collettiva nel pubblico impiego, il commercio e le piccole e medie derivazioni idroelettriche.
Tra le innovazioni significative figura l’introduzione di un nuovo titolo di competenza sulla “tutela dell’ambiente e dell’ecosistema di interesse provinciale, compresa la gestione della fauna selvatica”. I presidenti delle Province acquisiscono inoltre poteri di pubblica sicurezza in questa materia. La riforma valorizza inoltre il ruolo delle norme di attuazione come strumento pattizio per armonizzare le competenze statali e provinciali, riducendo il contenzioso.
Per quanto riguarda il tema della fauna selvatica, Fugatti ha precisato che il consolidamento di questa competenza permetterà di agire con maggiore chiarezza nel rispetto del diritto eurounitario. L’obiettivo è interpretare al meglio le esigenze territoriali attraverso una lettura sinergica delle nuove competenze.
Sul piano operativo, la Provincia di Trento intende attuare la riforma attraverso interventi di semplificazione per le imprese, con azioni specifiche sui contratti pubblici per agevolare le piccole e medie imprese locali. È inoltre prioritario procedere allo sblocco immediato delle norme di attuazione relative al rapporto di lavoro e agli orari degli esercizi commerciali.
Fugatti ha concluso evidenziando come il voto rappresenti una base solida per rilanciar l’autonomia speciale in ottica moderna e dinamica. Ha rimarcato come spetti ora alle amministrazioni provinciali interpretare al meglio le modifiche introdotte nell’interesse dei rispettivi territori, consapevoli che nuovi spazi di intervento legislativo e norme di attuazione potranno finalmente essere rimessi in movimento.

