(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Il cibo è una questione di sicurezza nazionale. È da questa convinzione che nasce “L’Agricoltura, Il Futuro”, l’iniziativa di Confagricoltura, in collaborazione con l’Università Bocconi, che ha visto riuniti a Milano, l’8 e il 9 maggio (sessione pubblica), istituzioni nazionali ed esponenti del mondo agricolo, produttivo, accademico, finanziario e industriale.
Si è trattato di un dialogo per costruire una visione italiana ed europea sul futuro del cibo – “Il Manifesto dell’Agricoltura del Futuro” – stimolando il confronto su sovranità alimentare, agroenergie, competitività, innovazione tecnologica, infrastrutture e ruolo delle aree interne.
Nella sessione privata di giovedì 7 maggio, si è collegato in diretta con la Triennale di Milano il ministro degli Interni, Matteo Piantedosi: “Con questa iniziativa, Confagricoltura sta dando un importante contributo al cambio di paradigma nella strategia agricola dell’Italia a cui aspiriamo – ha detto Piantedosi – Il cibo non è più solo una risorsa, ma un’infrastruttura critica, che connette economie e territori. Dal conflitto in Ucraina allo Stretto di Hormuz, la storia recente insegna che le crisi alimentari scaturiscono dalla crisi delle infrastrutture distributive”.
Un evento molto partecipato, che ha portato nel capoluogo lombardo centinaia di imprenditori agricoli e delegati da tutta Italia, arricchito nella parte pubblica dai dialoghi con i principali stakeholder del mondo economico e dalla presenza, nella giornata di venerdì 8 maggio della presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
In questi due giorni – ha detto il presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti – “non ci siamo limitati a discutere le criticità del presente o a ragionare sulle emergenze quotidiane che il settore agricolo si trova ad affrontare. Abbiamo provato, invece, a fare qualcosa di più complesso e più ambizioso: costruire una visione di lungo periodo per l’agricoltura italiana ed europea”.
È emersa una riflessione molto netta: un settore strategico non può essere soffocato da frammentazione normativa, eccesso burocratico e instabilità regolatoria.
“Servono governance più moderne, regole più armonizzate, maggiore capacità di coordinamento europeo e una pubblica amministrazione capace di accompagnare, e non rallentare, la competitività delle imprese agricole”.
Il settore primario italiano del 2050 dovrà essere più competitivo, più tecnologico, più sostenibile, più attrattivo, più manageriale, più integrato nelle grandi strategie economiche e geopolitiche europee.
“La convinzione che attraversa tutto questo lavoro – ha aggiunto Giansanti – è che l’agricoltura non è più un settore marginale delle politiche europee.
È una delle grandi questioni strategiche su cui si giocheranno sicurezza, competitività e stabilità dell’Europa nei prossimi decenni. Ed è per questo che Confagricoltura, insieme a Soft Power Club, avvia un Osservatorio su geopolitica e sicurezza alimentare, perché il settore primario deve diventare un elemento di trattativa a livello geopolitico, dando un reale contributo alla stabilità e all’economia del Paese”.
Anche il Presidente di Confagricoltura del Trentino Diego Coller, in merito all’attuale contesto geopolitico, si inserisce nella stessa linea di riflessione, sottolineando che “il Trentino, pur forte delle sue eccellenze locali, non può prescindere dal contesto geopolitico internazionale. Come emerso negli interventi e nei lavori assembleari, risulta fondamentale il ruolo dell’agricoltura non solo per la produzione dei beni alimentari, ma in particolare per la salvaguardia del territorio provinciale. Come Provincia, abbiamo il compito di valorizzare e difendere il lavoro svolto negli anni sul fronte della sostenibilità ambientale, attraverso rigorosi disciplinari di produzione integrata per garantire prodotti salubri. Questi standard devono essere adeguatamente comunicati ai consumatori e tutelati rispetto alle importazioni provenienti da Paesi in cui non viene garantito il rispetto delle medesime regole.”
