Di Luca Franceschi
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Secondo quanto evidenziato dal senatore di Fratelli d’Italia Nicola Calandrini, presidente della 5a Commissione Bilancio, l’Italia ha registrato un risultato straordinario nel contrasto alla povertà. Dal 2015 al 2025, oltre 4 milioni di persone sono riuscite a uscire dalla condizione di rischio povertà o esclusione sociale, un dato certificato da Eurostat che rappresenta l’inversione di una tendenza che appariva ormai irreversibile.
Il merito di aver raggiunto i minimi storici nel numero degli italiani a rischio povertà viene attribuito al Governo Meloni. Questo traguardo risulta ancora più significativo considerando lo scenario internazionale difficile che ha caratterizzato il periodo: la pandemia, il conflitto in Ucraina, le tensioni in Medio Oriente con le crisi palestinese e iraniana, una profonda crisi energetica e una nuova ondata inflazionistica hanno rappresentato ostacoli considerevoli.
Nonostante le avversità globali, l’Esecutivo ha mantenuto fermo il controllo sulla stabilità dei conti pubblici, elemento ritenuto fondamentale per garantire solidità economica e sviluppo duraturo. La riduzione del debito, secondo questa prospettiva, consente di pagare meno interessi e di liberare risorse da destinare a famiglie, imprese, occupazione e sviluppo territoriale.
Il confronto con altri grandi Paesi europei risulta particolarmente eloquente. Nello stesso arco temporale, la Francia ha registrato un aumento di oltre 2 milioni di persone a rischio povertà, mentre la Germania di circa 1 milione e mezzo. Questa divergenza viene interpretata come conferma della correttezza della strada intrapresa dall’Amministrazione italiana.
La strategia adottata ha privilegiato il sostegno a chi crea occupazione e a chi lavora regolarmente, abbandonando la logica dei bonus generalizzati. Questa scelta ha favorito l’emersione del lavoro sommerso, consolidato il tessuto produttivo nazionale e creato le condizioni per incrementare l’occupazione e ridurre la disoccupazione, attualmente ai minimi storici.
Secondo Calandrini, questi numeri raccontano una storia di un’Italia più robusta e più affidabile a livello internazionale, un Paese che cresce attraverso il lavoro, la responsabilità personale e una gestione economica seria e consapevole.
