Di Luca Franceschi
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La proroga dei termini per l’avvio dei progetti FIS3 rappresenta un importante riconoscimento delle criticità sollevate dalla comunità scientifica. Il Ministero dell’Università e della Ricerca ha infatti ammesso che la scadenza fissata al 30 maggio risultava incompatibile con i tempi effettivamente necessari per dare il via ai progetti finanziati.
A dichiararlo è il deputato del Movimento 5 Stelle Antonio Caso, membro della Commissione Cultura, al termine dell’interrogazione a risposta immediata rivolta alla Ministra dell’università e della ricerca.
Si tratta di un bando di notevole portata, che mette in campo 475 milioni di euro per 326 progetti finanziati. Attraverso una lettera indirizzata al Ministero, ben 222 vincitori, corrispondenti al 68% dei selezionati, avevano evidenziato problematiche operative di natura concreta. Tra queste figuravano questioni relative all’inquadramento presso università ed enti di ricerca, alle procedure di reclutamento del personale e alla rimodulazione dei budget. Senza l’intervento con una proroga, si sarebbe corso il rischio concreto di compromettere progetti già selezionati e regolarmente finanziati.
Il deputato pentastellato esprime quindi soddisfazione per questo passo in avanti compiuto dal Ministero. Tuttavia, sottolinea come rimanga ancora aperta una questione cruciale legata alla tutela della genitorialità. Una seconda istanza, sottoscritta da 136 ricercatrici e ricercatori, ha infatti messo in luce come le tutele previste per maternità, paternità e congedi parentali risultino tuttora insufficienti.
Da qui l’appello finale affinché il Ministero completi l’intervento avviato e proceda ad armonizzare le regole del bando con le tutele effettive della genitorialità, garantendo così maggiori diritti ai ricercatori coinvolti nei progetti.
