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CONSIGLIO DELLA PROVINCIA AUTONOMA DI BOLZANO: «LAVORI CONSIGLIO: TASK-FORCE PRIMA CASA 2, CIBO BIOLOGICO NELLE MENSE»

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11.17 - mercoledì 6 maggio 2026

Di Luca Franceschi
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È ripresa questa mattina a Bolzano la trattazione della mozione n. 398/26, “Task force per l’accesso ai contributi provinciali per l’acquisto della prima casa”, con cui Sandro Repetto (Partito Democratico) chiedeva di impegnare la Giunta, da un lato, a istituire con urgenza una task force per smaltire l’arretrato delle domande di contributo ancora inevase e, dall’altro, a garantire tempi medi di risposta non superiori a 180 giorni come previsto dalla legge provinciale sul procedimento amministrativo, assicurando tempi certi e trasparenza per cittadine e cittadini.

In replica alla discussione della giornata precedente, l’assessora Ulli Mair ha ringraziato gli intervenuti, spiegando di condividere molti dei punti emersi.

Ha riconosciuto che i tempi di evasione delle domande di contributo non sono ancora soddisfacenti e restano troppo lunghi anche perché persiste un arretrato risalente a 10-15 anni fa.

Altri tipi di richieste, come quelle per l’abbattimento delle barriere architettoniche, vengono invece evase in tempi corretti.

Sulle questioni burocratiche, come la necessità di presentare dichiarazioni cartacee, ha precisato che non si tratta di ostilità verso i cittadini ma di adempimenti necessari, mentre procede la progressiva digitalizzazione.

Nel 2025 sono state approvate 1.290 domande, in numero superiore rispetto a quelle respinte, e sono stati forniti ulteriori dati sulle liquidazioni dei contributi.

Tra le cause strutturali dei ritardi Mair ha citato la carenza di personale, nonostante l’impegno della ripartizione competente a rafforzare gli organici, e i tempi lunghi necessari per la formazione delle nuove collaboratrici e dei nuovi collaboratori, oltre alle molte novità affrontate negli ultimi due anni.

La digitalizzazione è considerata urgente e sono in corso tre grandi progetti informatici, tra cui l’integrazione su MyCivis e un nuovo programma per l’evasione delle domande.

I benefici a lungo termine saranno significativi, ma nella fase iniziale servono tempo, energie e personale dedicato, mentre le novità hanno aumentato anche il bisogno di consulenza da parte della popolazione.

Quanto alla richiesta di una task force, l’assessora ha spiegato che si è già intervenuti con diverse misure: è stato deciso di affidare a un fornitore esterno alcuni servizi, configurando di fatto una task force, con le necessarie risorse stanziate in legge di bilancio e l’avvio della gara d’appalto.

La riforma dell’abitare ha introdotto semplificazioni che dispiegheranno effetti in modo progressivo, la presentazione digitale delle domande è partita a febbraio e altri progetti sono in corso.

Una task force interna sarebbe difficile da istituire proprio per la carenza di personale.

Per i contributi all’acquisto della prima casa, il rispetto del termine dei 180 giorni non è al momento possibile a causa delle criticità strutturali indicate: solo dopo l’attuazione delle misure intraprese si potrà raggiungere questo obiettivo.

Mair ha ricordato anche il vantaggio del mutuo agevolato e ha concluso annunciando il parere contrario della Giunta sulla mozione.

Repetto ha apprezzato la trasparenza della risposta, osservando che da qui a un anno la situazione dovrebbe migliorare progressivamente, e ha quindi annunciato il ritiro della mozione per verificare i risultati tra dodici mesi, ricordando al contempo che molte persone attendono da due anni sostenendo costi di finanziamenti bancari.

È stata quindi presentata da Madeleine Rohrer (Gruppo verde) la mozione n. 405/26, “Cibo biologico nelle mense pubbliche”, sottoscritta anche da Foppa e Oberkofler, con le seguenti richieste alla Giunta: 1) effettuare una rilevazione esaustiva, standardizzata e regolarmente aggiornata dell’uso di prodotti alimentari biologici in tutti gli ambiti della ristorazione collettiva in Alto Adige, con particolare riferimento a scuole di ogni ordine e grado, ospedali, residenze per anziani e mense pubbliche; 2) rilevare separatamente l’applicazione dei criteri ambientali minimi (CAM) rispetto all’utilizzo di prodotti biologici nella ristorazione collettiva e presentare i risultati in Consiglio provinciale entro la fine del 2026; 3) stabilire, sulla base dei dati raccolti, obiettivi a medio termine per la quota di prodotti biologici da impiegare nella ristorazione collettiva, sviluppando ulteriormente i CAM e avvicinandosi gradualmente agli standard europei di best practice; 4) ampliare le misure per creare maggiori sinergie tra le aziende biologiche dell’Alto Adige e le strutture della ristorazione collettiva (supporto logistico, completamento dei circuiti del biologico regionale e distribuzione) per aumentare in modo significativo la quota di prodotti biologici locali in coerenza con i CAM; 5) affidare a strutture scientifiche esterne idonee la valutazione degli effetti ambientali, economici e sociali di un incremento della quota di prodotti biologici nella ristorazione collettiva; 6) promuovere i circuiti del biologico regionale nelle strategie di comunicazione e marketing interne ed esterne, con particolare attenzione alla combinazione tra prodotti biologici e locali negli appalti pubblici secondo i CAM, garantendo il rispetto di tali criteri come requisito ambientale vincolante; 7) fissare quote minime obbligatorie di prodotti alimentari biologici in tutti gli ambiti della ristorazione collettiva nell’ambito degli appalti pubblici, andando oltre i CAM nazionali e incrementandole gradualmente.

Rohrer ha evidenziato un divario tra il potenziale dell’agricoltura biologica in Alto Adige, con oltre 1.000 aziende, e l’effettivo utilizzo di prodotti bio nelle mense e nelle cucine pubbliche, nettamente inferiore agli esempi europei di migliore pratica.

Partendo dagli obiettivi della strategia europea Farm to Fork e dalla necessità di rafforzare la filiera regionale, ha ritenuto doveroso affrontare in modo sistematico il mismatch tra offerta e domanda di prodotti biologici in provincia, individuando soluzioni basate su dati concreti.

Brigitte Foppa (Gruppo verde), cofirmataria, ha osservato che oggi la maggior parte delle persone mangia fuori casa 3-4 volte a settimana, spesso in mense o cucine collettive, e che quindi la qualità del cibo offerto è cruciale.

Ha ricordato il grande interesse manifestato dai rappresentanti dei Comuni in un convegno sul tema svoltosi due anni fa all’università e il desiderio dei genitori di vedere prodotti sani nelle mense per i bambini, esigenza condivisa anche da persone malate o anziane nelle strutture.

Jürgen Wirth Anderlan (JWA Wirth Anderlan), intervenuto come coltivatore, si è detto contrario alla mozione per evitare contrapposizioni tra diversi gruppi di contadini, rilevando che la produzione biologica provinciale non coprirebbe il fabbisogno delle mense.

Ha richiamato inoltre i trattati con i Paesi del Mercosur, dove sono ammesse sostanze non più utilizzate in Italia, sostenendo la necessità di snellire la burocrazia e promuovere un commercio che escluda la concorrenza sleale, ricordando che una sua proposta in tal senso era stata respinta.

Waltraud Deeg (SVP) ha rimarcato l’attenzione dei genitori alla buona alimentazione dei figli anche nelle mense scolastiche, precisando però che, tra biologico e regionale, sceglierebbe sempre il secondo, che favorisce la messa in rete tra agricoltura, gastronomia e turismo.

Ha aggiunto che, puntando sul biologico, non sempre sarà possibile garantire il chilometro zero né seguire rigorosamente la stagionalità e che occorre ridurre la burocrazia per i fornitori locali.

Myriam Atz (Süd-Tiroler Freiheit) si è detta favorevole in linea di principio ma ha richiamato alcuni limiti, ponendo interrogativi sulle regole del biologico dentro e fuori l’Europa e sull’impronta ecologica complessiva.

Ha sottolineato l’esigenza di sostenere maggiormente gli agricoltori locali, sia biologici sia convenzionali, evitando di metterli in contrapposizione, e ha preannunciato che avrebbe sostenuto solo alcuni punti dispositivi.

Jürgen Wirth Anderlan (JWA) ha ribadito che il Gruppo verde non aveva sostenuto la propria mozione.

Zeno Oberkofler (Gruppo verde), cofirmatario, ha ricordato che un’alimentazione di qualità migliorerebbe la vita di molte cittadine e di molti cittadini e ha rimarcato il potenziale esistente in provincia, con la possibilità di creare sinergie tra agricoltura locale ed enti pubblici.

Ha osservato che negli appalti spesso si considera soltanto il criterio economico, che andrebbe invece riequilibrato, e ha sostenuto che la proposta rafforzerebbe i circuiti locali, metterebbe a disposizione cibo sano per tutti i bambini e le bambine e consentirebbe di offrire cibo gratuito.

Paul Köllensperger (Team K) ha replicato che non è vero che si scelga l’offerta più economica, poiché la normativa sugli appalti prevede anche valutazioni tecniche: una sua proposta in materia era stata approvata e oggi, oltre al prezzo, conta la qualità delle derrate, la dimensione del circuito regionale e le filiere corte.

Ha proposto di verificare se le mense rispettino effettivamente tali criteri, segnalando che talvolta aziende esterne aprono una sede in provincia.

Renate Holzeisen (Vita) si è detta favorevole per principio agli alimenti biologici ma ha osservato, rivolgendosi ai Verdi, che quando si tratta di inoculare nelle persone sostanze che possono modificare il genoma umano la loro posizione cambierebbe.

Ha concluso affermando di essere per il biologico in entrambi i casi.

Andreas Leiter Reber (Freie Fraktion) ha ricordato il percorso dei pionieri del biologico iniziato 40 anni fa, quando la sensibilità era molto inferiore all’attuale.

Ha aggiunto che oggi c’è più attenzione per il tema ma conta anche l’economia: il biologico non è una panacea, e vi sono contraddizioni come le bistecche vegane vendute in confezioni di plastica o l’importazione di proteine di soia dall’America Latina.

Ha notato che in Alto Adige la mela è spesso citata come esempio negativo per la quota relativamente ridotta di coltivazione biologica, invitando a trovare un equilibrio tra ecologia ed economia e a puntare su alimenti sani e locali, rafforzando i circuiti regionali.

Bernhard Zimmerhofer (Süd-Tiroler Freiheit) ha richiamato l’attenzione sulle stazioni di servizio dell’A22, dove sarebbe opportuno prevedere l’offerta di questi prodotti dato l’alto volume di affari.

Thomas Widmann (Für Südtirol mit Widmann) ha osservato che gli alimenti biologici sono una tendenza europea e ha condiviso l’idea di valorizzarli nelle gare d’appalto.

Ha rilevato che molto è già possibile, ma spesso non viene fatto, e che la mozione non esclude i produttori convenzionali, richiamando la necessità di procedere concretamente.

Hannes Rabensteiner (Süd-Tiroler Freiheit) ha citato il programma alimentare della scuola dell’infanzia del figlio, segnalando un’offerta di qualità con menù definiti insieme a professionisti.

Ha ricordato che la situazione è molto migliorata rispetto al passato e che i bambini di oggi hanno conoscenze avanzate sull’alimentazione sana.

Ha però ritenuto difficile introdurre il biologico in tutte le strutture e ha posto il tema del prezzo che i genitori dovrebbero sostenere, ribadendo la necessità di sostenere i prodotti regionali.

Il presidente della Provincia Arno Kompatscher ha dichiarato di essere favorevole ad aumentare la quota di biologico nelle mense e ha sottolineato che biologico e regionale non sono obiettivi in contrasto, entrambi perseguiti dalla Giunta.

Ha ricordato che negli appalti non conta soltanto il prezzo ma anche altri fattori, tra cui i criteri ambientali minimi, e che, in assenza di un regolamento di esecuzione della legge sugli appalti, sono state emanate linee guida cui molti enti si attengono.

Non sempre ciò avviene, ma si lavora per migliorare, anche se i fornitori a volte faticano a presentare offerte per gli ostacoli burocratici.

Negli ultimi anni sono stati fatti passi avanti, anche grazie alla semplificazione dell’affidamento diretto, e entro l’anno saranno introdotte modifiche alla piattaforma delle gare per rendere più semplice la partecipazione, evitando ai fornitori di reinserire ogni volta gli stessi dati.

Secondo Kompatscher, tuttavia, la mozione non può essere accolta perché comporta un grande dispendio di tempo e un forte onere burocratico: è importante fissare gli standard e coinvolgere anche i Comuni, creando al contempo le condizioni perché i fornitori possano presentare le proprie offerte senza difficoltà.

Ha infine sottolineato che si sta già lavorando bene, con cuoche e cuochi molto competenti anche sotto il profilo nutrizionale e orientati al biologico.

Rohrer ha replicato che, con la sua risposta, Kompatscher ha accolto la mozione solo in via “platonica”.

Ha ribadito che l’intento non era contrapporre produttori biologici e convenzionali, ma rafforzare l’agricoltura delle piccole aziende del territorio, annunciando che il tema tornerà più volte in discussione.

La mozione, votata per punti separati, è stata respinta: le premesse con 7 sì, 16 no e 8 astensioni, il punto (1) con 11 sì, 17 no e 5 astensioni, il (2) con 9 sì, 18 no e 6 astensioni, il (3) con 8 sì, 17 no e 8 astensioni, il (4) con 12 sì, 16 no e 5 astensioni, il (5) con 10 sì, 17 no e 6 astensioni, il (6) con 1 sì, 16 no e 6 astensioni, il (7) con 7 sì, 17 no e 9 astensioni.

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