News immediate,
non mediate!
Categoria news:
OPINIONEWS TN-AA

CIMO-FESMED TRENTINO * LISTE D’ATTESA: BRUGNARA, «PER ABBATTERLE NO A SCORCIATOIE CHE SACRIFICANO LA SICUREZZA DELLE CURE»

Scritto da
13.48 - lunedì 4 maggio 2026

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
////

 

Negli ospedali del Trentino, negli ultimi mesi, sembra essere partita una gara a chi inventa il metodo più fantasioso per abbattere le liste d’attesa. Di per sé, nulla di scandaloso – anzi – se non fosse che, lungo la strada, a rischiare di essere sacrificata è la sicurezza delle cure. Ed è proprio su questo punto che il sindacato dei medici Federazione CIMO-FESMED Trentino non ha alcuna intenzione di fare da spettatore silenzioso.

«Sappiamo bene che, politicamente, abbattere le liste d’attesa sia diventato un mantra quasi religioso. Ma per inseguirlo non siamo disposti ad accettare l’uso di scorciatoie quantomeno discutibili – dichiara Sonia Brugnara, Presidente CIMO-FESMED Trentino -. Ai medici in pronta disponibilità, invece di essere pronti a intervenire in caso di emergenza, viene chiesto di “portarsi avanti” in ambulatorio. Come se le emergenze avessero la cortesia di mettersi in fila. E non basta: ci viene anche suggerito di accorciare i tempi delle visite, ignorando con sorprendente leggerezza il fatto che ridurre il tempo significa aumentare il rischio di errori o di valutazioni incomplete».

«In questo quadro – prosegue Brugnara – non poteva mancare il solito bersaglio: l’intramoenia, trattata come il capro espiatorio universale, quando in realtà potrebbe essere parte della soluzione. Due anni fa la Provincia ha stanziato 700mila euro per offrire una via alternativa ai pazienti che non riuscivano a prenotare una prestazione nei tempi previsti: essere visitati in intramoenia, e quindi al di fuori dell’orario di lavoro del medico resosi disponibile, pagando solo il ticket. Un meccanismo virtuoso, sebbene emergenziale, almeno sulla carta. Peccato che, nella pratica, il meccanismo continui a funzionare a metà: tra percorsi amministrativi farraginosi e la cronica difficoltà di reperire personale infermieristico in alcune specialità, l’ingranaggio si inceppa prima ancora di partire».

«Il problema delle liste d’attesa si risolve solo con l’appropriatezza delle richieste: se la domanda si gonfia a dismisura, l’offerta, di per sé limitata, non potrà mai gestirla in modo efficace. È questa l’unica soluzione strutturale: il governo della domanda e dell’offerta, che deve necessariamente essere fatto seguendo i suggerimenti forniti dai clinici».

«Forse è il caso di ricordarlo: l’ospedale non è una catena di montaggio. I pazienti non sono numeri da smaltire, ma persone da visitare, ascoltare e curare. Ridurre le liste d’attesa è un obiettivo più che legittimo, ma non può diventare un gioco al ribasso sulla sicurezza. Finché si continuerà a ragionare in questi termini, il rischio non sarà solo quello di allungare le liste, ma di accorciare la qualità delle cure» conclude Brugnara.

Categoria news:
OPINIONEWS TN-AA

Per donare ora, clicca qui



A.I. - IMPAGINAZIONE EDITORIALE OPINIONE
POSSIBILE UTILIZZO INTELLIGENZA ARTIFICIALE

Opinione si avvale di applicazioni basate su Intelligenza artificiale al fine di ottimizzare l'impaginazione editoriale curata dalla nostra redazione.
I contenuti potrebbero presentare interpretazioni di testo difformi dall'originale del comunicato stampa ricevuto: nel caso è gradita una segnalazione a: [email protected]


© RIPRODUZIONE RISERVATA
DELLA FONTE TITOLARE DELLA NOTIZIA E/O COMUNICATO STAMPA

È consentito a terzi (ed a testate giornalistiche) l’utilizzo integrale o parziale del presente contenuto, ma con l’obbligo di Legge di citare la fonte: “Agenzia giornalistica Opinione”.
È comunque sempre vietata la riproduzione delle immagini.

I commenti sono chiusi.