Di Luca Franceschi
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Il Movimento 5 Stelle ha sollevato dure critiche durante l’esame degli emendamenti al decreto Sicurezza, accusando la maggioranza di non comprendere il vero significato della prevenzione e di limitare arbitrariamente le libertà democratiche dei cittadini.
La senatrice Elisa Pirro ha evidenziato come questa maggioranza non abbia intenzione di prevenire realmente i problemi. “La prevenzione significa agire prima per evitare che qualcosa accada”, ha dichiarato la parlamentare pentastellata, spiegando che “se fai un ammonimento, lo stai facendo a qualcuno che qualcosa l’ha già compiuta: quindi, non stai prevenendo nulla”.
Secondo l’esponente del M5S, il decreto reprime brutalmente le libertà dei cittadini a tal punto che non sono riusciti a comprendere le motivazioni per cui sono stati respinti gli emendamenti che richiedevano semplicemente provvedimenti motivati prima di adottare misure restrittive della libertà. “La verità è che il governo vuole continuare ad agire in spregio delle libertà democratiche dei cittadini italiani”, ha aggiunto Pirro.
La senatrice Dolores Bevilacqua ha posto l’accento su una richiesta specifica del Movimento 5 Stelle: che la restrizione della libertà personale possa essere comunicata entro quarantotto ore al giudice per le indagini preliminari competente per territorio, il quale ne verifichi la legittimità e ne disponga la convalida.
Bevilacqua ha sottolineato un’apparente contraddizione nella posizione della maggioranza: “Tanto garantista da prevedere l’avviso cinque giorni prima che venga disposta un’ordinanza cautelare, non conosce alcun garantismo quando c’è da restringere i diritti di chi scende in piazza per manifestare contro le politiche di questo Governo”. La senatrice ha concluso affermando che ritiene più importante tutelare la libertà di pensiero piuttosto che consentire a borseggiatori o spacciatori di scappare grazie all’avviso anticipato.
Il senatore Bruno Marton ha rincarato la dose, evidenziando come nel momento in cui viene limitata la libertà di un cittadino che non si è macchiato di alcun reato, il minimo sia pretendere che vengano scritte in un apposito verbale le motivazioni per cui è stato portato in questura. Inoltre, ha sottolineato che quella persona deve avere almeno il diritto di chiamare il proprio avvocato.
Marton ha espresso preoccupazione per l’assenza di garanzie: “Non c’è nessuna garanzia per un ragazzo che viene portato in questura e sappiamo bene cosa è già successo in Italia a persone portate in questura e che purtroppo non hanno neanche più fatto ritorno a casa”.
Il senatore pentastellato ha però riconosciuto un piccolo passo avanti: “Dobbiamo ringraziare il cielo che la maggioranza abbia detto sì ad un emendamento che stabilisce che quando un minorenne viene portato in questura debba essere avvertita la famiglia”. Tuttavia, ha evidenziato come questa previsione non fosse inizialmente presente nel testo del decreto, definendo “follia” questa mancanza originaria.
La conclusione di Marton è stata netta: “L’arbitrarietà è arrivata oltre ogni limite”, sintetizzando così la posizione critica del Movimento 5 Stelle nei confronti delle misure contenute nel decreto Sicurezza.
