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PAT * MOBILITÀ GIOVANILI 2025: «1.100 PARTENZE E 500 RIENTRI ALL’ANNO, TRA ATTRATTIVITÀ DEL TERRITORIO E SFIDE DEMOGRAFICHE»

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16.28 - mercoledì 15 aprile 2026

La Provincia autonoma di Trento ha ospitato un convegno dedicato alle “Mobilità giovanili 2025 – Realtà e prospettive in Italia e in Trentino”, un’occasione per analizzare in profondità un fenomeno che interessa sia il territorio trentino che l’intero Paese. L’incontro ha evidenziato come il Trentino si confermi una regione attrattiva rispetto alle altre aree italiane, caratterizzata da dinamiche migratorie complesse e articolate.

Giovanni Gardelli, dirigente generale del Dipartimento urbanistica, energia, catasto, tavolare e coesione territoriale, ha sottolineato l’importanza di approfondire le nuove migrazioni che caratterizzano il territorio. L’analisi dei dati, ha spiegato, risulta essenziale per orientare le scelte politiche della provincia. Il Trentino presenta due tendenze apparentemente contrastanti: da un lato la riduzione della natalità e l’invecchiamento della popolazione, dall’altro una capacità di attrazione che lo distingue da altre realtà regionali. La giunta provinciale ha inoltre attivato specifiche misure di sostegno per contrastare lo spopolamento in alcuni contesti territoriali.

Secondo Vincenzo Bertozzi, dirigente di ISPAT, il Trentino registra un saldo migratorio positivo rispetto al resto d’Italia. La provincia attrae popolazione in età lavorativa con elevati titoli di studio, un fenomeno che coinvolge sia i giovani che i laureati. Il bilancio cambia radicalmente considerando i flussi verso l’estero: circa 1.100 trentini partono ogni anno per l’estero, mentre solo 500-600 annualmente fanno rientro in provincia. Chi parte è prevalentemente giovane, con il 40% nella fascia 18-29 anni e il 25% tra i 30 e i 39 anni. Dal punto di vista del titolo di studio, la distribuzione è uniforme: il 32% sono laureati, il 28% diplomati. Le destinazioni privilegiate sono Germania, Regno Unito, Svizzera, Francia, Spagna e Stati Uniti.

Delfina Licata della Fondazione Migrantes ha fornito una prospettiva più ampia sul fenomeno migratorio italiano. L’Italia, ha ricordato, è storicamente un Paese caratterizzato da mobilità plurime in entrata e in uscita, aspetto radicato nella Costituzione stessa. La migrazione non rappresenta un fenomeno straordinario, ma parte della storia nazionale e non riguarda solo le regioni meridionali, coinvolgendo anche il nord Italia. Licata ha sottolineato come sia importante guardare con attenzione anche alla mobilità interna tra regioni. L’espressione “cervelli in fuga” merita di essere riconsiderata, poiché non rispecchia adeguatamente le motivazioni e il bagaglio personale di chi emigra, né corrisponde ai dati effettivi visto che non tutti coloro che partono sono laureati. Le ragioni della partenza vanno oltre la semplice fuga dalla disoccupazione, includendo anche fattori legati alla realizzazione personale. Chi parte non è necessariamente perduto per sempre: le associazioni svolgono un ruolo cruciale nel mantenere le relazioni con le comunità di origine. Il processo migratorio, tuttavia, non comporta automaticamente il successo e può condurre anche a fallimenti o alla necessità di reinventarsi personalmente.

Maria Nardello e Sabrina Berlanda della Fondazione Franco Demarchi hanno presentato uno studio innovativo sulla migrazione giovanile trentina, affrontando il fenomeno da una prospettiva inedita: quella di chi rimane. La ricerca illumina il vissuto delle famiglie, restituendo un quadro dove convivono la sensazione di perdita e il riconoscimento delle opportunità. La nostalgia per la lontananza coesiste con l’orgoglio per i successi dei propri cari. Lo studio suggerisce di superare la logica del semplice “trattenimento” e di riconoscere la mobilità come un’esperienza trasformativa da accompagnare attraverso politiche specifiche: orientamento in uscita e al rientro, riconoscimento delle competenze acquisite all’estero, incentivi alla mobilità circolare e supporto concreto alle famiglie.

Il convegno ha incluso anche gli interventi su progetti e iniziative complementari. Tommaso Pasquini ha illustrato il progetto OUT4INGOV, finanziato nell’ambito di Interreg Alpine Space, che affronta la gestione condivisa della migrazione giovanile nell’arco alpino. Francesco Bocchetti e Patricia Lanzziano Broz hanno infine discusso le prospettive per una rivitalizzazione dell’associazionismo, elemento fondamentale per mantenere vivi i legami con le comunità trentine nel mondo.

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