Di Luca Franceschi
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La senatrice del Movimento 5 Stelle Elena Sironi ha sollevato oggi in Aula una questione cruciale riguardo alla gestione dell’indagine sulla pandemia Covid-19, denunciando un approccio selettivo che rischia di compromettere la ricerca della verità.
Sironi ha sottolineato come l’intervento di Giuseppe Conte abbia messo in evidenza una realtà che alcuni continuano a voler nascondere: sulla gestione del Covid non si vuole realmente fare chiarezza, ma si preferisce utilizzare la questione per fini propagandistici.
Il Movimento 5 Stelle, ha precisato la senatrice, non ha mai temuto il confronto con la verità e ha sempre dimostrato la propria disponibilità alla trasparenza. La formazione politica ha infatti favorito l’istituzione della Commissione Covid e ha chiesto piena trasparenza, offrendo la massima collaborazione per ricostruire tutti i fatti.
Tuttavia, secondo Sironi, una Commissione che decide di non esaminare una parte fondamentale della realtà non può considerarsi uno strumento di verità, ma diventa piuttosto uno strumento politico. La critica si concentra sul fatto che durante la pandemia la gestione sanitaria non è stata solo di competenza nazionale, ma soprattutto regionale.
Ignorare questo aspetto, ha spiegato la parlamentare pentastellata, significa costruire un’indagine incompleta e parziale, utile soltanto a colpire alcuni soggetti e proteggerne altri. È proprio per questo motivo che nel gennaio 2025 Sironi, insieme ai colleghi del Movimento 5 Stelle, ha presentato una proposta di legge per istituire una Commissione d’inchiesta più completa.
La proposta mira a creare una Commissione che analizzi davvero tutti gli aspetti della gestione pandemica, senza zone d’ombra, includendo anche l’operato delle Regioni. È infatti a livello regionale che si sono prese decisioni decisive, dove si sono registrate enormi differenze nei contagi, nei decessi e nella capacità di risposta al virus.
La senatrice ha inoltre ricordato un fatto che considera grave: Giuseppe Conte ha chiesto di essere ascoltato già nel 2024 ma non ha mai ricevuto risposta. Questo episodio evidenzia, secondo Sironi, la differenza tra chi si mette a disposizione per fare chiarezza e chi invece evita il confronto.
La parlamentare del M5S ha concluso il suo intervento ponendo una domanda diretta e provocatoria: si vuole davvero la verità oppure no? Se la risposta è affermativa, ha argomentato, bisogna allargare il perimetro dell’indagine, accettare di guardare anche dove fa più male e smettere di usare la Commissione come strumento di battaglia politica.
