Di Luca Franceschi
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Il deferimento dell’Italia all’Assemblea degli Stati della Corte Penale Internazionale rappresenta un fatto di particolare gravità e disonore per il nostro Paese. L’Italia, che ha promosso e ospitato la sottoscrizione dello Statuto di Roma istitutivo della Cpi, si è sempre posta storicamente come presidio del diritto internazionale e della tutela dei diritti fondamentali della persona.
La decisione della Corte non riguarda soltanto la specifica vicenda in questione, ma ha un impatto significativo sulla credibilità complessiva dello Stato italiano nel contesto della cooperazione con la giustizia penale internazionale.
Per questo motivo è stata presentata un’interrogazione parlamentare rivolta ai ministri della Giustizia, degli Esteri e dell’Interno. L’obiettivo è ottenere risposte puntuali su tutti i passaggi che hanno condotto alla controversa liberazione di Almasri, una decisione definita assurda dai critici.
L’interrogazione mira inoltre a chiarire come il governo intenda agire ora, a seguito del deferimento, e quali misure siano previste riguardo alla responsabilità del Ministro della Giustizia. Quest’ultimo, oltre alla vicenda Almasri, ha infatti sulle spalle l’esito fallimentare di altre iniziative controverse.
Tra queste si annoverano la riforma sulla separazione delle carriere e l’abolizione dell’abuso d’ufficio, misura che l’Unione Europea ha giustamente imposto all’Italia di ripristinare.
L’iniziativa parlamentare è stata promossa dal deputato Alfonso Colucci, capogruppo del Movimento 5 Stelle in commissione Affari Costituzionali, che sottolinea la necessità di fare chiarezza su una vicenda che rischia di compromettere l’immagine internazionale del Paese.
