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M5S – MOVIMENTO 5 STELLE * PARLAMENTO: «ISTAT, M5S: SI SGRETOLA APPIGLIO GOVERNO, LAVORO ESPELLE I GIOVANI»

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17.01 - mercoledì 1 aprile 2026

Di Luca Franceschi
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Il Movimento 5 Stelle ha diffuso un comunicato in cui analizza i dati Istat sull’occupazione di febbraio 2026, definendo “patologico” l’andamento del mercato del lavoro durante il governo Meloni.

Secondo i parlamentari pentastellati delle Commissioni bilancio e finanze di Camera e Senato, i numeri rivelano una situazione preoccupante che va oltre il calo mensile dell’occupazione. Il dato più allarmante riguarda il trend annuale, che evidenzia una dinamica altamente disfunzionale del mercato del lavoro italiano.

A febbraio 2026, gli occupati sono aumentati di appena 13 mila unità rispetto al febbraio dell’anno precedente, ma questa crescita marginale nasconde uno squilibrio generazionale drammatico. L’incremento è infatti dovuto esclusivamente all’aumento degli occupati over 50, mentre tutte le altre fasce d’età registrano pesanti perdite.

I dati per fascia d’età dipingono un quadro allarmante: la fascia 15-24 anni ha perso 118mila occupati, quella 25-34 anni ne ha persi 34mila, mentre il gruppo 35-49 anni segna un crollo di 267mila unità. Al contrario, gli over 50 hanno registrato un incremento di 432mila occupati.

Il M5S interpreta questi numeri come il segnale di una progressiva esclusione dei giovani dal mondo del lavoro, accompagnata da un invecchiamento forzato della forza lavoro. Questo fenomeno ha radici precise, secondo l’analisi pentastellata.

La questione demografica gioca un ruolo centrale: i lavoratori più anziani tendono a rimanere attivi più a lungo a causa delle pensioni inadeguate o dei continui rinvii pensionistici imposti dalle regole stringenti della Legge Fornero, che il governo Meloni-Giorgetti ha confermato e rafforzato anziché superare.

Parallelamente si assiste a un vero e proprio collasso del ricambio generazionale nel tessuto produttivo. Le imprese preferiscono trattenere o richiamare lavoratori over 50, spesso a costi inferiori, mentre riducono drasticamente le assunzioni di under 35 con contratti a tempo indeterminato.

Questa dinamica genera, secondo il M5S, una drammatica perdita di produttività potenziale per il sistema paese. Vengono infatti esclusi dal mercato proprio quei giovani che potrebbero apportare maggiore innovazione, competenze digitali e propensione al rischio imprenditoriale.

Le conseguenze si estendono anche al sistema previdenziale, che subisce uno squilibrio aggravato. Il meccanismo contributivo si trova infatti a incassare più contributi di breve durata dai lavoratori anziani, perdendo contemporaneamente i contributi di lunga durata che potrebbero arrivare dai giovani occupati stabilmente.

Il Movimento conclude affermando che anche l’ultimo sostegno economico su cui il centrodestra aveva costruito la propria narrazione, ovvero il presunto boom occupazionale, si è definitivamente sgretolato di fronte alla realtà dei numeri.

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