Di Luca Franceschi
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Il Movimento 5 Stelle ha sollevato importanti criticità riguardo lo schema del decreto legislativo con cui il governo Meloni intende recepire la direttiva europea sulla tutela penale dell’ambiente. Secondo i deputati pentastellati, il provvedimento presenta diverse problematiche che rischiano di compromettere la protezione ambientale e sanitaria.
Per quanto concerne i PFAS, conosciuti come inquinanti eterni, emerge il rischio concreto della creazione di una pericolosa “zona grigia” normativa. La preoccupazione principale riguarda il fatto che alcune condotte potrebbero sfuggire alla qualificazione di reato qualora fossero coperte da autorizzazioni, anche se palesemente illegittime.
I rappresentanti del Movimento 5 Stelle definiscono questa impostazione particolarmente grave e sottolineano la necessità di un intervento immediato per evitare l’indebolimento delle tutele ambientali e sanitarie. Inoltre, esprimono preoccupazione per il possibile condizionamento di alcuni importanti processi attualmente in corso.
Lo schema del provvedimento, già sottoposto al parere delle Camere, secondo l’analisi del M5S non rispetterebbe i contenuti della direttiva europea. Se venisse emanato nella formulazione attuale, si configurerebbe come un caso di evidente incostituzionalità.
I deputati pentastellati evidenziano l’importanza di eliminare qualsiasi zona d’ombra normativa, richiamando l’attenzione sulle sentenze Miteni. Queste decisioni giudiziarie, relative a una delle più gravi contaminazioni da PFAS in Europa, hanno rappresentato un precedente fondamentale poiché per la prima volta è stata riconosciuta la correlazione tra malattia professionale e danno da PFAS.
Il Movimento 5 Stelle rivendica di essere stata la prima forza politica a denunciare quello che si è rivelato uno dei più gravi casi di inquinamento ambientale di tutti i tempi, portando alla luce la problematica tra il 2013 e il 2014.
La posizione del movimento è chiara: su un tema così delicato come quello dei PFAS e le relative conseguenze su salute e ambiente, non si deve cedere terreno nemmeno di un millimetro. Per questo motivo, i deputati chiedono al governo di rimediare a quello che definiscono un grave errore prima della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.
Per approfondire le criticità dell’attuale schema di decreto legislativo proposto dal governo, i deputati M5S Valentina Barzotti, Sergio Costa, Ilaria Fontana ed Enrico Cappelletti hanno organizzato una conferenza stampa dal titolo “PFAS e reati ambientali: il rischio di uno scudo autorizzatorio nel recepimento della direttiva UE”, che si è tenuta alla Camera dei deputati per illustrare nel dettaglio le problematiche del provvedimento.
