Di Luca Franceschi
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**Governo sotto accusa per il decreto fiscale, M5S: “Non vuole o non è in grado di proseguire”**
I parlamentari del Movimento 5 Stelle delle commissioni bilancio e finanze di Camera e Senato lanciano un duro attacco al governo Meloni sul decreto fiscale, denunciando una situazione economica sempre più critica per il Paese.
“È ora di dire la verità riguardo al decreto fiscale”, dichiarano i pentastellati, sottolineando come l’Italia dell’era Meloni-Giorgetti sia finita all’ultimo posto del G20 secondo le stime OCSE per la crescita nel 2026, con un misero +0,4%.
Il quadro descritto dal M5S è allarmante: tre anni consecutivi di crollo della produzione industriale, con il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza che rappresenta l’unica ancora di salvezza per evitare di sprofondare nella recessione, ma che sta per concludersi.
Di fronte alle crescenti proteste del sistema produttivo sul decreto fiscale, secondo i parlamentari grillini il governo non può limitarsi a rispondere con vaghe promesse di “avviare nei prossimi giorni un tavolo di confronto con le categorie produttive interessate”.
“Non è accettabile una simile risposta dopo aver varato un decreto fiscale che riduce del 65% le agevolazioni previste per le imprese che nel 2025 erano in programma per investimenti nell’ambito del Piano Transizione 5.0”, incalzano dal M5S.
I pentastellati accusano l’esecutivo di aver “preso in giro per tre anni” un sistema produttivo che ancora oggi non vede realizzata la cosiddetta “nuova” Transizione 5.0, basata sul già penalizzante meccanismo dell’Iperammortamento.
“Per tre anni sono stati srotolati troppi tappeti rossi davanti al governo Meloni e oggi tutto il sistema imprenditoriale ne sta pagando un prezzo salatissimo”, prosegue la nota del movimento.
Particolare durezza è riservata al ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, descritto come impegnato a “ripetere macchinalmente che si deve valutare”, concentrato esclusivamente sui negoziati con Bruxelles per mantenere il rapporto deficit/PIL sotto il 3%, “mentre fuori il mondo brucia”.
La conclusione dell’attacco è netta: “Il decreto fiscale certifica che il governo non vuole o non è in grado di andare avanti”, chiudono i parlamentari del Movimento 5 Stelle, evidenziando quello che considerano un fallimento della politica economica dell’esecutivo.
