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CONFPROFESSIONI DELEGAZIONE TRENTINA * BRUXELLES – PROGETTO “SD4EU“: «NUOVE STRATEGIE DALL’EUROPA PER L’UGUAGLIANZA DI GENERE NEL LAVORO PROFESSIONALE»

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17.53 - giovedì 26 marzo 2026

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Confprofessioni delegazione trentina: dal progetto europeo SD4EU nuove strategie per l’uguaglianza di genere nel lavoro professionale

Si è svolta presso l’European Economic and Social Committee la conferenza finale del progetto europeo SD4EU, dedicato alla promozione dell’uguaglianza di genere nel mondo del lavoro e finanziato dall’Unione Europea.

Alla giornata conclusiva hanno partecipato, in rappresentanza del Trentino, Barbara Lorenzi, Presidente di Confprofessioni Trentino e componente dell’Associazione Nazionale Forense, Andrea Tomasi Vice Presidente Nazionale Ala Asso architetti Trentino e Valerio Di
Giannantonio, Segretario generale FIMMG Trentino e delegato della Consulta Nazionale Giovani di Confprofessioni.

Il progetto SD4EU rappresenta il quarto percorso europeo coordinato da Confprofessioni
nell’ambito del dialogo sociale e ha avuto come obiettivo il rafforzamento delle competenze delle parti sociali, offrendo strumenti concreti per tradurre i principi di uguaglianza in pratiche operative nei contesti lavorativi.

Tre i temi centrali affrontati:

• divario retributivo di genere
• protezione sociale
• equilibrio tra vita professionale e vita privata

Il progetto ha coinvolto importanti partner europei, tra cui il Consiglio europeo delle libere professioni, organizzazioni professionali di Malta, Belgio, Irlanda e Francia, oltre a Eurocadres e all’Università di Roma Tor Vergata.

Nel corso dei lavori è emerso come il divario di genere rimanga una criticità strutturale: in Europa circa un quarto delle donne guadagna tra il 10% e il 20% in meno rispetto agli uomini, mentre persistono fenomeni di segregazione professionale e una forte disparità nella distribuzione del lavoro di cura non retribuito. Ancora significativa anche la sottorappresentazione femminile nei
ruoli apicali e nei settori ad alta innovazione, come l’intelligenza artificiale.

Particolare attenzione è stata dedicata al cosiddetto “child penalty”, che evidenzia come la nascita di un figlio comporti un impatto negativo duraturo sui redditi femminili, non riscontrabile nella popolazione maschile. Una criticità che si riflette anche nel lungo periodo, con pensioni mediamente più basse per le donne.

«La parità di genere – sottolineano Lorenzi e Di Giannantonio – non è solo un principio di giustizia sociale, ma un fattore determinante per la crescita economica, la produttività e l’innovazione. Le organizzazioni più inclusive sono anche le più competitive».

Il progetto SD4EU ha dimostrato come il dialogo sociale rappresenti uno strumento fondamentale per costruire soluzioni condivise e sostenibili, capaci di incidere concretamente sui modelli organizzativi.

Tra le principali linee di intervento emerse:

• rafforzamento della contrattazione collettiva attenta al genere
• introduzione di politiche di trasparenza salariale
• sviluppo di strumenti di conciliazione vita-lavoro
• promozione di congedi parentali equi
• investimenti nei servizi di cura
• programmi di mentoring e cambiamento culturale nelle organizzazioni

«Dai principi all’azione – concludono i rappresentanti trentini – è questa la sfida che ci attende: tradurre il quadro normativo europeo, già avanzato, in politiche locali concrete e modelli organizzativi più equi, anche nel mondo delle libere professioni».

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