Di Luca Franceschi
///
Il Movimento 5 Stelle torna a sollevare preoccupazioni sul crescente coinvolgimento della base militare americana di Sigonella nelle operazioni belliche statunitensi. Dopo aver già denunciato in precedenza l’utilizzo dell’installazione siciliana per fornire supporto logistico e di intelligence alle missioni Usa in Iran, i pentastellati segnalano ora quello che definiscono un pericoloso salto di qualità.
Nelle giornate di ieri e giovedì, secondo quanto riportato dal movimento, sono transitati presso la base siciliana dei cacciabombardieri F-15 Strike Eagle dell’U.S. Air Force, identificati con i codici di chiamata GSTDR43 e GR43. L’elemento che desta maggiore allarme è la configurazione in cui si trovavano questi velivoli: non si trattava infatti di una configurazione di trasferimento o di addestramento, ma di un assetto tattico da combattimento, completo di armi e bombe montate.
Un aspetto particolarmente significativo riguarda i tracciati radar di questi aeromobili, che risultano interrompersi dopo pochi chilometri dalla base. Questa circostanza fa supporre che i velivoli abbiano deliberatamente disattivato i transponder radar subito dopo il decollo, rendendo impossibile seguirne la rotta.
Il transito di cacciabombardieri americani in configurazione da guerra attraverso il territorio siciliano rappresenta, secondo l’analisi del M5S, un’evoluzione preoccupante rispetto al passato, quando la base ospitava prevalentemente droni da ricognizione, velivoli per lo spionaggio e aerei destinati al trasporto di truppe e armamenti.
Di fronte a questa situazione, i parlamentari pentastellati delle Commissioni Difesa ed Esteri di Camera e Senato richiedono con urgenza chiarimenti ufficiali sia dal governo che dal Ministero della Difesa, per fare luce sull’effettivo utilizzo della struttura militare e sulle implicazioni che questo potrebbe comportare per l’Italia.
