Di Luca Franceschi
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Nel ricordo della strage di via Fani, il Partito della Rifondazione Comunista rende omaggio alla memoria di Aldo Moro e degli uomini che componevano la sua scorta. Una ricorrenza che invita a riflettere sul lascito politico di una delle figure più significative della storia italiana contemporanea.
Maurizio Acerbo, segretario nazionale della formazione comunista, sottolinea come Moro sia stato una figura centrale nella fondazione della Repubblica. Durante i lavori dell’Assemblea Costituente, Moro sostenne con forza il carattere antifascista della Costituzione e fu autore dell’articolo 10, disposizione fondamentale che riconosce il diritto di asilo per coloro che nel proprio paese non godono delle libertà democratiche.
Oltre al suo impegno per la costruzione costituzionale, Moro si distinse per aver promosso una politica estera autonoma per l’Italia, facendosi portavoce anche delle rivendicazioni del popolo palestinese. La sua visione politica era quella di un cattolico democratico che credeva fermamente nella collaborazione tra forze politiche diverse, dai socialisti ai comunisti, purché unite nel comune riferimento ai principi della Costituzione nata dalla Resistenza.
A distanza di decenni dalla sua morte, il messaggio che emerge dal ricordo di Moro rappresenta un monito per il presente. Oggi più che mai, sostiene Acerbo, esiste il dovere imprescindibile di difendere la Costituzione, quel documento fondamentale scritto da uomini e donne come Moro insieme a figure di rilievo quali Terracini, Nenni, Togliatti, Dossetti, Basso, Calamandrei, Di Vittorio, Mattei, Noce, Iotti, Montagnana e Delli Castelli. Una eredità democratica che continua a rappresentare il riferimento ideale per chi crede nei valori della democrazia costituzionale italiana.
