(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Il presunto decreto Sicurezza, che è già stato riconosciuto per la sua vera identità di ennesimo decreto slogan e repressione, ha iniziato il suo iter al Senato all’insegna delle forzature, il marchio di fabbrica della maggioranza che sostiene il governo Meloni.
Contrariamente al primo decreto Sicurezza, quello approvato nel 2025 che non ha prodotto alcun risultato utile per i cittadini, questo non verrà esaminato anche dalla commissione Giustizia ma solo dalla Affari Costituzionali: eppure il testo è pieno zeppo di interventi in materia penale e alcuni di essi sono stati oggetto di un delicato e serrato confronto tra il governo e il Presidente della Repubblica.
Perchè questa scelta? Tutto lascia pensare alla volontà di procedere alla svelta, con meno dibattito e meno modifiche possibile. Noi abbiamo chiesto che l’esame sia congiunto tra le due commissioni e la prossima settimana ribadiremo la richiesta.
Ma non è l’unica forzatura questa: sono stati concessi appena 14 giorni per la presentazione degli emendamenti a un decreto di ben 33 articoli. Mentre sono trascorsi 19 giorni dall’approvazione in Cdm alla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale, ai parlamentari si concede uno spazio ridotto per elaborare le modifiche al testo che, evidentemente, il governo vuole imporre per l’ennesima volta.
Naturalmente arriveranno i soliti emendamenti del governo che corregge sè stesso e verrà concessa una manciata di minuti alle opposizioni per leggerli e sub-emendarli.
Il quadro complessivo è veramente spaventoso: la riforma costituzionale per mettere la magistratura sotto scacco della politica, la legge elettorale per assegnare a chi arriva primo lo strapotere parlamentare, un abuso di decreti legge senza precedenti, il premierato per imbavagliare definitivamente Quirinale e Parlamento. Stiamo diventando una democrazia svuotata.
Così la senatrice M5S Ada Lopreiato, capogruppo in commissione Giustizia.
