(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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“Inutile riempirsi la bocca di autonomia strategica e ‘derisking’, come fa il Governo Meloni, se non si punta per niente sulla domanda interna, italiana ed europea.
Abbiamo sempre sostenuto che di fronte alle minacce commerciali di Trump bisogna agire su più livelli: controdazi per contare nelle trattative e non porgere l’altra guancia; ricerca di mercati di sbocco alternativi per l’export, a parità di condizioni; spinta alla domanda interna, nelle sue componenti degli investimenti pubblici, privati e sostegno ai salari.
In questo quadro è chiaro che bisogna esplorare strade come l’accordo commerciale Ue-India, a patto che reciprocità e tutela dei prodotti siano garantite e massime, cosa che per esempio non avviene adeguatamente nell’accordo col Mercosur.
Ma non si può nemmeno pensare che l’economia italiana ed europea possano poggiare solo sull’export, replicando quel modello mercantilista tedesco che valorizzava solo le esportazioni e fa leva, soprattutto nella sua applicazione italiana, sui bassi salari come principale strumento di competitività.
Allora eccoci al nodo: oggi in Italia e in Europa c’è una drammatica carenza di investimenti pubblici per il mercato interno, per disegnare traiettorie di innovazione industriale e perseguire per questa via quella produttività funzionale ad avere stipendi più alti.
L’Ue purtroppo, dotandosi di un controproducente Patto di stabilità, con la complicità e la subalternità del Governo italiano, sta totalmente perdendo di vista il sostegno alla domanda interna e soprattuto agli investimenti, considerato che dopo il Pnrr c’è il buio totale. E questo è un enorme problema”.
Lo comunica in una nota il senatore Mario Turco, vicepresidente del M5S e componente della Commissione d’inchiesta sulle banche.
